Dragan Bender, la sua parabola discendente

October 17, 2018

 

© Bright Side of the Sun

 

 

Era molto difficile immaginare un'involuzione dal già mediocre 38% al tiro e il 9.3% di rebound rate, ma l'ex ragazzo prodigio del basket europeo Dragan Bender sembra esserci riuscito.

 

Nel 2016 i Phoenix Suns chiamarono con la quarta scelta assoluta l'allora diciottenne croato. Non si può dire che quella della franchigia dell'Arizona non è stata una scelta senza alcun giudizio, ma per la maggior parte dell'anno Bender è stato visto come uno dei talenti più allettanti di tutto il Draft. La sua carriera NBA, però, fino ad ora non ha rispettato le aspettative.

 

Lo scorso anno il croato ha deluso tutti con delle cifre ben al di sotto del suo potenziale: 6.5 punti e 4.4 rimbalzi a partita, avendo il secondo maggior minutaggio fra tutto il roster dei Suns e giocando per almeno 25 minuti tutte le 82 partite.

 

Il profilo di Bender rispecchia in tutto e per tutto quello che dovrebbe essere un giocatore NBA moderno. Un'ala con 7'3" di wingspan, piedi veloci, un buon tiro dalla distanza (37%), discreta abilità da passatore (1.6 assist a partita) e grande etica del lavoro. Molti sperano che l'inizio della collaborazione dei Suns con Igor Kokoskov riuscirà a sbloccare tutto il potenziale che c'è nel ragazzo.

 

"Non è più un bambino". Ha detto Kokoskov riguardo alla terza stagione di Bender con la maglia Suns, nonostante Dragan non compirà 21 anni prima della metà di novembre.

 

Phoenix ha deciso di continuare a puntare sul ragazzo con delle mosse molto chiare in off season, lasciandogli libero il posto di seconda ala grande alle spalle del nuovo arrivato Ryan Anderson, scambiando Marquese Chriss. Ma finora Dragan non è riuscito a mettersi in luce. Durante la Summer League ha fornito delle pessime prestazioni, producendo solo 6.6 punti e 5.2  rimbalzi a partita, tirando con il 37% dal campo e peggiorando, e di molto, i 14.2 punti e 6 rimbalzi di media dell'estate precedente. Bender, poi, non ha dato segni di vita neanche durante la preseason. Durante la sua prima partita contro i Kings, due delle sue cinque triple sbagliate sono state airball e ha mandato a referto soltanto due rimbalzi.

 

È stato chiesto a Kokoskov di commentare la prestazione del croato dopo la partita: "Dobbiamo lasciarlo giocare, non possiamo scendere in campo noi per lui. Oltre al tiro ci sono così tante cose che può fare per la squadra, dalla difesa alla sua fisicità e ai rimbalzi".

 

 

 

Sulla carte Bender è un giocatore pieno di talenti diversi: può tirare dalla lunga distanza, palleggiare, passare il pallone, stoppare tiri e muovere i piedi in difesa. "Penso che la sua versatilità giochi contro di lui, per ora, perché riesce a fare un po' di tutto ma nulla davvero bene. Questa lega è fatta di estremi, e tu devi essere estremamente bravo in qualcosa" - ha detto il suo nuovo head coach.

 

La scorsa stagione l'ala croata ha mandato a referto il 37% delle sue 3.9 triple tentate a partita, piazzadosi così sopra la media dell'NBA e terzo nella sua franchigia, dietro solo a Devin Booker (38%) e Troy Daniels (40%). In teoria questo dovrebbe portare i lunghi avversari fuori dall'area, aprendo così linee di passaggio e dipenetrazione.

 

"Crediamo sia davvero un buon tiratore, e una volta che mette un paio di tiri ha anche la capacità di creare situazioni di vantaggio dal palleggio per gli altri compagni".

 

Ma come ha detto in seguito Igor, tutto il suo gioco non può basarsi su una caratteristica che è appena sopra la media della Lega... quando tutto il resto è terribile.

 

Dragan, nonostante avesse la fama di essere un buon difensore sulla palla e anche in aiuto nelle rotazioni, ha avuto enormi difficoltà da questo punto di vista la scorsa stagione, essendo quasi sempre il principale obiettivo degli attacchi avversari. Nella partita contro i Kings, ad esempio, coach Joerger ha isolato più di una volta i suoi lunghi in post basso contro di lui. "La sfida più grande per lui è la difesa, deve migliorare molto difensivamente. Quando marca un 4, deve essere in grado di contenere le penetrazioni; mentre quando è contro un 5, deve essere più fisico e lottare su ogni rimbalzo" - ha commentato coach Kokoskov.

 

Con le sue parole il tecnico dei Suns ci fa capire che ha bisogno di giocatori produttivi in entrambi lati del campo, capaci di portare energia ed un impatto ogni volta che vengono chiamati in causa. 

 

"Deve giocare. Deve entrare sul palcoscenico ed essere il più feroce. Il più arrabbiato" - ha ribadito l'allenatore.

 

I Suns hanno tempo fino al termine di questo mese per decidere se pagare Bender 5.9 milioni di dollari per la stagione 2019/2020 oppure se farlo diventare un restricted free agent.

 

"Lo supporteremo come abbiamo sempre fatto. Lui pensi a giocare". 

 

 

 

 

 

 

 

© Bright Side of the Sun

 

Questo articolo, scritto da Dave King per Bright Side of the Sun e tradotto in italiano da Andrea Miotti per Around the Game, è stato pubblicato in data 3 ottobre 2018.

 

 

 

 

 

 

 

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