E i fratelli Hernangómez?

February 28, 2018

Dopo un promettente anno da rookie, sia Willy che Juancho Hernangómez stanno vivendo una seconda stagione in NBA piuttosto complicata. Per motivi diversi, quelli che sembravano essere gli eredi dei fratelli Gasol hanno perso protagonismo Oltreoceano.

 

 

La famiglia Hernangómez respira da sempre pane e pallacanestro. Guillermo Hernangómez Heredero, classe 1963, era un centro di 2.03 che ha giocato in varie squadre spagnole, tra cui Real Madrid ed Estudiantes, negli anni ’80 e a inizio degli anni ’90. Sua moglie è Margarita Geuer, giocatrice ispano-tedesca, nata a Siviglia nel 1966 e campionessa europea con la nazionale spagnola femminile nel 1993. Da una coppia così non potevano che nascere promesse della pallacanestro mondiale, sia per quanto riguarda i geni ereditari che per l’ambiente propenso allo sport della palla a spicchi che si è sempre vissuto in famiglia.

 

Non è strano infatti pensare che il destino di Guillermo Gustavo (detto “Willy”), nato nel 1994 e alto 2.11 e Juan Alberto (detto “Juancho”), nato l’anno dopo e alto 2.06, fosse segnato, così come quello della piccola di casa, Andrea, nata nel 2000 e giocatrice nelle categorie inferiori dell’Estudiantes. Ma concentriamoci su Willy e Juancho, due giocatori che stanno vivendo delle situazioni piuttosto simili in NBA: dopo una promettente stagione da rookie, entrambi stanno trovando parecchie difficoltà durante il secondo anno negli States.

 

 

 

La Spagna e il Draft: un avvio promettente

 

 

Dopo la trafila delle giovanili con il Club Baloncesto Las Rozas, la squadra del sobborgo di Madrid dove sono nati e cresciuti i fratelli Hernangómez, le strade di Willy e Juancho si sono divise tra i due grandi club rivali della capitale spagnola. Willy ha iniziato la sua carriera come professionista con il Real Madrid e Juancho con l’Estudiantes. Estremamente dotati fisicamente, i due Hernangómez erano già considerati delle future stelle della pallacanestro iberica. Il giovane Willy era stato ceduto in prestito per due stagioni al Cajasol Sevilla per giocare con continuità (dal 2013 al 2015), mentre Juancho trovava sempre più spazio nell’Estudiantes.

 

Il primo Hernangómez ad essere stato scelto in un Draft NBA era stato Willy nel 2015. Con la chiamata 35 (secondo giro) era stato preso dai Philadelphia 76ers, che avevano poi ceduto i suoi diritti ai New York Knicks la stessa notte del Draft in cambio di due seconde scelte per il Draft successivo e una compensazione economica. Ci tenevano, i Knicks, ai diritti su Willy, che comunque era rimasto un anno in più in Europa prima di fare il grande salto. E che anno! Con il Real Madrid aveva infatti vinto campionato ACB e Copa del Rey, dando il suo importante contributo ai successi dei blancos.

 

Nonostante la traiettoria meno vistosa di Juancho, visto che l’Estudiantes non gioca le coppe europee, il suo ruolo di 4 moderno l’avevano reso un pezzo pregiato in vista del Draft 2016, e infatti i Denver Nuggets si erano assicurati i suoi servizi scegliendolo con la pick numero 15 (primo giro). Quando tutti davano per scontato che il giocatore sarebbe rimasto un anno in più in Europa per crescere, Juancho, che già aveva impressionato lo staff dei Nuggets in occasione del workout pre-draft, con un’eccellente Summer League si era garantito un contratto NBA a 21 anni non ancora compiuti.

 

Willy e Juancho Hernangómez sono partiti quindi assieme per gli Stati Uniti, facendo il salto all’NBA nella stagione 2016-17. Willy a New York, dove ritrovava l’ex compagno di squadra a Siviglia Kristaps Porzingis, e Juancho a Denver, dove avrebbe condiviso lo spogliatoio con altri giocatori europei come Danilo Gallinari e Nikola Jokic.

 

 

 

Una stagione da rookie in crescendo per Willy

 

 

La stagione di Willy Hernangómez è stata una crescita costante. Il giocatore guadagnava minuti e considerazione a mano a mano che cresceva la sua esperienza nel miglior campionato del mondo. Il debutto di Willy era avvenuto già in occasione della opening-night, segnando quattro punti partendo dalla panchina nella sconfitta subita da New York contro Cleveland. Dopo una breve assegnazione al congiunto di D-League affiliato ai Knicks, gli Westchester Knicks, Willy veniva richiamato e il giorno dopo (il 7 novembre) realizzava il suo season high, con 14 punti nella vittoria contro i Brooklyn Nets. Il 25 gennaio del 2017 prendeva 16 rimbalzi contro i Dallas Maverick e l'11 febbraio mandava a referto la sua prima doppia doppia: 16 punti e 16 rimbalzi contro i Nets.

 

A metà febbraio Willy partecipava al Rising Star Challenge: il centro spagnolo veniva chiamato in sostituzione dell’infortunato Emmanuel Mudiay per giocare con i migliori rookie e sophomore del “Team World” nell’evento che apre l’All-Star Weekend. Il suo ottimo stato continuava con un nuovo career-high: 24 punti (con 13 rimbalzi) nella sconfitta contro gli Spurs il 25 marzo, e il 9 aprile ripeteva i 24 punti (con 11 rimbalzi) contro i Toronto Raptors e veniva eletto miglior rookie della East Conference del mese.

 

Le sue ottime statistiche alla fine sella stagione, con 8.2 punti, 7 rimbalzi, 1.3 assist e 0.5 stoppate in 18.4 minuti (72 partite, 22 delle quali giocando come titolare), erano valse a Willy Hernangómez la prestigiosa presenza nel NBA All-Rookie First Team: il miglior quintetto di matricole di tutta la Lega.

 

 

Il futuro sembrava brillante per il giovane spagnolo e i New York Knicks sembravano avere fiducia in lui, e invece...

 

 

 

Apprendistato con ottimismo nel primo anno di Juancho

 

 

Juancho Hernangómez iniziava la sua avventura in NBA in sordina e con tanta voglia di imparare. Il giovane spagnolo si trovava a far parte di uno dei progetti giovani più interessanti di tutta l’NBA e in un team dove gli europei godono di ottima considerazione. Le premesse per un gran avvio c’erano tutte, tanto che il coach dei Denver Nuggets Michael Malone si era profuso più volte in elogi verso il suo giocatore, per la serietà con la quale si allenava e per lo spirito di gruppo che non mancava mai.

 

Anche se con meno continuità del fratello, e con qualche partecipazione in D-League con i Sioux Falls Skyforce, la stagione da rookie di Juancho era stata comunque positiva, con 4.9 punti, 3 rimbalzi e 0.5 assist in 13.6 minuti (62 incontri, 9 dei quali giocati come titolare).

Il suo career-high era arrivato il 13 febbraio, con 27 punti e 6 triple realizzate nell’incredibile vittoria dei Nuggets contro i Golden State Warriors per 132-110, e che aveva visto la compagine della Mile High City eguagliare il record assoluto di squadra con 24 triple realizzate in una partita.

 

 

Con un anno di esperienza in più e con il nucleo giovane che continuava a crescere, anche il futuro NBA del più giovane degli Hernangómez sembrava promettere faville, e invece...

 

 

 

Estate 2017: il buon Eurobasket e le trade che cambiano gli scenari

 

 

Dopo l’ottima stagione di debutto in NBA, entrambi i fratelli Hernangómez erano stati convocati dal nostro connazionale Sergio Scariolo per disputare l’Eurobasket con la nazionale spagnola.

 

Visto e considerato le buone prestazioni messe assieme nel computo globale delle nove partite che erano valse la medaglia di bronzo alla nazionale iberica (7.6 punti e 5.9 rimbalzi per Willy, 8.4 punti e 5.9 rimbalzi per Juancho), in Spagna ormai si parlava dei giovani fratelli madrileni come “i nuovi Gasol”: a 22 e 23 anni la proiezione futura era davvero promettente.

 

Ma il mercato NBA, si sa, a volte è strano, raggiungendo quasi l’incomprensibile talvolta, e una trade può cambiare il futuro di un giocatore. È stato il caso di Willy Hernangómez che, con l’arrivo di Enes Kanter da Oklahoma City nell’affare che aveva portato Carmelo Anthony ai Thunder, vedeva i suoi minuti in campo ridursi drasticamente per lasciare spazio al più esperto giocatore turco.

 

Per Juancho Hernangómez, invece, in teoria, sarebbe dovuto succedere il contrario nei Nuggets. Con la partenza di Danilo Gallinari dopo sei stagioni, si apriva per il più giovane spagnolo ampio spazio per giocare nella posizione di ala piccola, visto che era rimasto il solo Wilson Chandler nel ruolo. Il problema? Juancho non è riuscito ad adattarsi al ruolo, lui è un’ala forte, moderna sì: uno “strech-four”, che tanto va di moda, ma pur sempre ala forte. E in posizione di 4, con l’arrivo di Paul Millsap e Trey Lyles, che si sono aggiunti a Kenneth Faried e Darrell Arthur, la concorrenza è tanta.

 

 

 

Difficoltà, infortuni e trade nel secondo anno

 

 

L’arrivo di Enes Kanter è stato deleterio per la progressione di Willy Hernangómez, che aveva visto ridursi a meno della metà i minuti in campo, trovandosi sul parquet spesso soltanto in situazioni di garbage time. Solo 4 punti e 2.5 rimbalzi in 8.4 minuti nei 26 incontri disputati con i New York Knicks, prima della trade che ha portato il giocatore agli Charlotte Hornets.

 

Che Willy dovesse cambiare aria sembrava abbastanza evidente, ma il grave infortunio subito da Kristaps Porzingis lo scorso 6 febbraio (rottura del legamento crociato anteriore) avrebbe potuto cambiare i piani, perché Willy avrebbe giocato, a quel punto, a New York...

 

 

Ma si vede che la trattativa con gli Hornets era già stata intavolata, e il giorno dopo (7 febbraio) veniva annunciato lo scambio, con Willy che si sarebbe ritrovato a lottare per trovare minuti di rotazione con Dwight Howard, Frank Kaminsky e Cody Zeller. Ebbene sì, probabilmente gli Hornets sono una delle squadre con più centri di tutta l’NBA, e infatti lo spazio per il giovane spagnolo sembra davvero ridotto al minimo. Per un ragazzo che ha tanta voglia giocare, sì, ma non sembra trovarsi in questo momento nelle migliori condizioni per farlo.

 

A fermare Juancho, invece, era stato il fisico. Una fastidiossima mononucleosi l’aveva debilitato a inizio stagione e, una volta tornato in forma, aveva ormai perso il posto. Michael Malone era passato da chiamarlo “uno stallone selvaggio” a non considerarlo, se non per qualche scampolo di garbage time. Al momento il giovane Hernangómez ha una media di 3.1 punti e 2.3 rimbalzi in 11.1 minuti, con solo 21 presenze (3 delle quali come titolare). Il giocatore era stato impiegato con continuità in una serie di partite tra fine novembre e inizio dicembre, poi praticamente il nulla.

 

 

 

 

Le parole di Juancho Hernangómez

 

 

Il mese scorso abbiamo avuto l’occasione di parlare faccia a faccia con il diretto interessato, che si era confessato sulla sua situazione e anche su quella del fratello. Juancho non si perde d’animo.

 

“L’inizio di stagione era stato complicato. Dopo la lunga estate, la pre-season era andata bene, ma poi con la mononucleosi ero dovuto stare dieci giorni completamente fermo a letto, perdendo tutto quello che avevo guadagnato. Cercare di recuperare in NBA è difficile, perché ci sono tante partite e viaggi, poi avevo avuto un’altra forte influenza che non ha di certo aiutato”.

 

Rispetto al suo ruolo, lo stesso giocatore aveva confermato quanto traspare dalle statistiche.

 

“A inizio stagione avevo il mio spazio nelle rotazioni, poi con la mononucleosi ero rimasto fuori, ma al rientro ero tornato a giocare, facendo anche un paio di partite da titolare. Stavo bene, avevo giocato bene... Poi tutto d’un tratto mi sono ritrovato fuori dalle rotazioni. All’inizio avevo iniziato a non giocare, poi addirittura a non vestirmi. Ci vuole pazienza e devi continuare a lavorare: chiunque si trovi in panchina deve aiutare la squadra in tutti i modi possibili e farsi trovare pronto per ogni evenienza”.

 

Viene naturale comparare la sua situazione con quella di suo fratello Willy: i due Hernangómez sono sempre in contatto.

 

“Abbiamo una splendida relazione, parlo con lui quasi tutti i giorni. La sua sfortuna è stata ancora peggiore della mia, perché da essere nominato nel miglior quintetto di rookie a passare praticamente al non giocare per colpa di una trade... Si merita più spazio: Willy ha dimostrato ampiamente di poter competere in NBA. Per quanto riguarda me stesso, ho avuto sfortuna con le malattie. Ora sto bene e continuerò a lavorare duro per cercare di ritagliarmi il mio spazio”.

 

Dopo tutte le lodi ricevute da parte del coach dei Nuggets durante la sua stagione da rookie, Michael Malone non ha dato nessuna spiegazione a Juancho per aver smesso di contare su di lui.

 

“Quando sei fuori, sei fuori, c’è poco da fare. Non c’è altro da fare che guardare le partite dalla panchina e continuare a remare. I compagni di squadra mi incoraggiano, e io continuo ad allenarmi con professionalità, sperando di avere qualche altra opportunità”.
 

 

 

 

 

Prospettive future

 

 

Questo preciso momento, con le squadre impegnate nella corsa per le posizioni Playoffs, sembra davvero il più duro per Willy e Juancho Hernangómez, che non trovano spazio nelle rispettive squadre.

 

Entrambi i giocatori sono sotto contratto secondo la rookie scale e il loro destino è in balia di quello che decideranno di fare i rispettivi franchise NBA. Che i fratelli possano competere in NBA l’hanno ampiamente dimostrato lo scorso anno, ma è un campionato difficile. Piuttosto che non giocare in America, entrambi potrebbero prendere in considerazione l’idea di tornare in Europa, dove farebbero la felicità di qualsiasi squadra di Eurolega: giovani, umili e forti.

 

Ma prima di farlo, sicuramente Willy e Juancho ci proveranno ancora, e ancora: proveranno a dimostrare che sono giocatori di livello NBA e che chi li chiamava “i nuovi Gasol” non si sbagliava.

 

 

 

 

 

 

 

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