Ed ecco il quintetto titolare dei Cleveland Cavaliers…

September 20, 2018

 

© Cavs The Blog

 

 

Eccoci nel periodo in cui attendiamo con ansia la nuova stagione NBA.

 

La maggior parte dei fan ne sta ancora approfittando per ricaricare le energie dal travagliato percorso che è stata l’era del LeBron 2.0. Sembra quasi che io avessi bisogno di questa tregua, più dei giocatori stessi. Adesso che le mie batterie da tifoso sono praticamente cariche, credo che sia doveroso riflettere sui possibili quintetti di quest’anno e fare un tuffo nell’inesplorato roster dei Cavs, in cui Kevin Love rappresenta l’unica certezza.

 

Farò un’analisi dei possibili quintetti su cui potrà lavorare coach Tyron Lue e poi con i 15 giocatori disponibili (forse 17 se contiamo i two-way contract) proverò a comporre quello più equilibrato. Sono compresi anche David Nwaba e Rodney Hood nella rosa, che hanno da poco firmato con la franchigia dei contratti annuali da rispettivamente 1.5 e 3.4 milioni di dollari.

 

 

Il quintetto Anti-crescita

 

Preferisco parlare subito di questo quintetto perché è quello che spero venga utilizzato di meno. Se Lue, nonostante non possa più competere per il titolo, non crede nella crescita della sua gioventù - ed è il peggior scenario in assoluto - questo è il quintetto che scenderà in campo il 17 ottobre. In questo caso, il tecnico tornerebbe ad un quintetto familiare con il fine di raggiungere i Playoffs nonostante l‘assenza di James. Ve lo presento in tutta la sua modestia.

 

Come PG ci sarà George Hill. Il numero 3 dei Cavs nella passata stagione ha avuto un post-season difficile, nonostante la prima apparizione alle Finals. Gli Warriors lo hanno spesso designato come vittima sacrificale, non a caso era per la maggior parte del tempo accoppiato con KD. I Dubs infatti procuravano spesso il cambio così che il #35 fosse libero di prendersi il suo “comodo” uno contro uno. Nonostante ciò, credo che Hill continuerà con il trend della passata stagione e sarà ancora la PG con il migliore rating difensivo. Sexton ha bisogno di crescere e migliorare la sua tecnica per arrivare allo stesso livello del veterano. In questo quintetto Hill manterrà il suo compito da portatore di palla, cosi come quello da difensore perimetrale. Se il 32enne ha perso un po’ del suo smalto, tutto il quintetto sarà costretto a soccombere, nonostante i miglioramenti visti nella passata stagione.

 

Lo spot di SG sarà occupato dall’unico ed inimitabile JR Smith. Si possono sentire i vostri singhiozzi a riguardo fin da qua. Come ho già avuto modo di dire, in questo scenario Lue avrebbe abbandonato l’idea di far crescere i giovani per ricadere su una lineup più familiare. E’ quanto mai improbabile che JR si ri-dimostri quel mastino difensivo che è stato nelle Finals del 2016, quando sorprese anche noi sfoderando prestazioni à la Klay Thompson. In più le ultime Finals hanno dimostrato che le sue abilità di tiro e la sua capacità di prendere decisioni lo hanno quasi totalmente abbandonato. La speranza di Lue credo che sia quella che Smith, senza la pressione delle Finals, possa ritornare ad essere un efficace tiratore e in più aggiunga qualche abilità come creatore di gioco nel suo mix offensivo.

 

Sebbene sia più designato per un ruolo da guardia, la posizione di SF sarà ricoperta da Rodney Hood. La sua scorsa stagione, per usare un eufemismo, non si è chiusa benissimo; infatti è piano piano scomparso dalla rotazione nella post-season, apparendo sempre più insicuro. Lue facendolo iniziare da titolare intende lanciargli un messaggio, con il fine di farlo ritornare al rendimento che manteneva in maglia Jazz. Certamente la pressione che comportava l’ingombrante figura di LBJ nella passata stagione non ha aiutato a fargli trovare una buona collocazione in campo. Detto questo la sua volontà di riscatto e la sua forma è ancora tutta da testare. Se l’1 dei Cavs vorrà ritagliarsi il suo spazio nella squadra, dovrà sopperire alla sua scarsa abilità e astuzia difensiva con un ottimo apporto offensivo. Sulla carta questo quintetto si allinea con il recente trend dell’NBA in cui quasi tutti i giocatori possono essere intercambiabili. Sfortunatamente la probabilità che Hood e Smith siano efficaci come titolari in questa NBA è molto bassa.

 

 

Spostandoci sul ruolo di PF, troviamo l’unico pilastro certo dei futuri Cleveland Cavaliers, cioè Kevin Love. Il numero 0, appena uscito da un breve infortunio, sarà titolare - problemi fisici permettendo - in qualsiasi quintetto schiererà Ty Lue nella prossima stagione. L’attacco a metà campo sarà incentrato su di lui, così com’è stato nel periodo a Minnesota. Se Love gestirà buona parte dei possessi dal gomito, sarà per lui più semplice trovare Hill, Smith e Hood smarcati sul perimetro, così da liberarli per un tiro aperto. Il gioco offensivo così strutturato potrebbe funzionare, essendo tutti e tre i sopra citati capaci di segnare dalla distanza e penetrare al ferro.

 

Infine come C titolare per questo quintetto, i Cavs dovrebbero utilizzare il girovago Tristan Thompson. All’inizio della scorsa stagione Thompson era totalmente fuori forma, inoltre ha avuto a che fare con degli infortuni pregressi e ciò si è fatto sentire. Il suo ruolo da centro piccolo ma molto mobile l’anno scorso si è ridotto al solo centro piccolo, perché la mobilità sembrava averlo abbandonato. Essendo anche visibilmente sovrappeso e lento, il suo impatto offensivo è scemato e la sua abilità di cambiare perimetralmente anche con gli esterni avversari era assai ridotta. Ora che Tristan dovrebbe essere in forma, sfrutterà la sua capacità di cambiare sui P&R per supportare difensivamente il triumvirato Hill, Smith, Hood al fine di circondare Love con un buon sistema difensivo. Il #13 dei Cavs può anche essere un buon partner per sfruttare i giochi a due con Love. Staremo a vedere.

 

Riflettendo a mente fredda, questo quintetto non è così mediocre come può sembrare. Se i Cavs ripongono delle speranze nel liberarsi dei contratti di JR Smith o Tristan Thompson, questi ultimi due dovranno quanto meno dimostrare che possono ancora effettivamente stare su un campo NBA. Siccome non è detto che ciò avvenga realmente, non sarà facile per la franchigia dell’Ohio scaricare anche solo uno dei loro due contratti. Detto ciò, il GM Koby Altman sarebbe folle a non esplorare delle trade per ridurre le tasse causate dallo sforamento del salary cap. Inoltre questo quintetto non permetterebbe ai giovani di crescere e passare minuti sul campo. Proprio a riguardo è evidente come Cedi Osman sia stato usato troppo poco nella passata stagione. Se continuerà il suo scarso utilizzo, sarebbe un evidente segno della totale incapacità di Tyron Lue di allenare una squadra di questo tipo e dovrebbe comportare il suo immediato licenziamento. Incrociamo le dita, dunque, che questo non sia il quintetto che darà il via alla stagione.

 

Il quintetto: George Hill, JR Smith, Rodney Hood, Kevin Love, Tristan Thompson

 

 

Il quintetto difensivo

 

Questo è il quintetto che Lue dovrà scegliere se vorrà trasformare la squadra in una macchina difensiva. KL0 sarà anche in questo caso il leader offensivo. Come ho già avuto modo di dire non vi è quintetto che possa scendere in campo senza il nativo di Santa Monica. Anche se i Cavs dovessero scegliere per lui la via della trade, il suo status di All-Star è globalmente condiviso perciò verrebbe sostituito da un giocatore più o meno di pari valore. Certamente finché il numero 0 rimarrà nell’Ohio, avrà un posto da titolare. Per questo genere di quintetto difensivo, Tyron Lue si potrà sbizzarrire nel selezionare altri quattro giocatori da affiancargli.

 

Iniziando sempre dal ruolo di PG, Lue dovrà far ricadere la sua scelta su Collin Sexton. Il rookie scelto dai Cavs è un buon difensore, con piedi veloci e braccia interminabili per essere un esterno. Stando a quello che ha dichiarato il GM David Griffin ad una recente intervista per cleveland.com, coach Tyron Lue riesce a trarre il meglio dai suoi giovani giocatori se può formarli difensivamente secondo il suo stampo. Se le parole di Griffin saranno veritiere lo scopriremo durante l’arco della stagione. In tutti i casi dovremmo poter vedere un miglioramento nella tecnica difensiva di Sexton. Può sicuramente imparare a stare maggiormente sugli avampiedi e sostituire i saltelli laterali con un più efficace scivolamento; inoltre deve ancora affinare gli anticipi sulle linee di passaggio. Il suo atletismo spiccato gli permetterà di ottenere tutti questi progressi in breve tempo e gli consentirà di tenersi il ruolo da titolare in questo quintetto. Inoltre, visto il giocatore successivo nel quintetto, sarebbe anche in parte deresponsabilizzato del ruolo di portatore di palla.

 

 

Proseguendo nell’analisi del “quintetto difensivo”, lo slot di SG verrebbe ricoperto da George Hill. Il fatto di avere al fianco una guardia dalle braccia lunghe potrebbe alleggerire Sexton dai compiti difensivi. Questa soluzione concederebbe al nuovo arrivato in casa Cavs una maggiore spensieratezza offensiva e inoltre gli permetterebbe di crescere difensivamente, essendo affiancato da un esperto veterano. E’ anche vero che la statura di Sexton non gli consente di cambiare efficacemente su delle guardie più strutturate, ma questo quintetto dovrebbe riuscire a coprire il gap di differenza procurato da Collin.

 

La scelta della SF dovrebbe ricadere sul dimenticato Cedi Osman. Il turco nella passata stagione ha dimostrato di poter svolgere un egregio lavoro sui cambi contro le più rapide guardie avversarie. Ovviamente si tratta di un compito abbastanza arduo per lui, essendo più adatto alla marcatura delle ali; nonostante ciò riesce a svolgere bene il compito, avendo anche un’ottima capacità di lettura sulle linee di passaggio. Inoltre ha passato buona parte dell’estate ad allenarsi con le migliori SF della Lega; allenarsi con LeBron, Durant e Leonard non può far altro che portarti a migliorare. Anche per questo motivo direi che Cedi è il giocatore che schiererei per questo quintetto.

 

Proseguendo oltre, la posizione di C spetterà a Tristan Thompson, sempre se ritroverà la sua condizione fisica ottimale. L’anno scorso ad esempio TT ha sofferto di una forma fisica non perfetta, nonostante i suoi 27 anni non dovrebbero causargli problemi di “chilometraggio”. La sua condizione deficitaria era sotto gli occhi di tutti e la sua rincorsa per una forma accettabile si è conclusa con l’infortunio subito nella seconda metà di stagione. Assumendo che la condizione di Thompson torni ad essere quella del 2016, il lungo canadese può essere ancora una seria minaccia grazie alla sua abilità di cambiare sugli esterni avversari. Non tornerà di certo ad essere il protettore del ferro che era un tempo, ma i Cavs non hanno un giocatore di quel tipo nel roster. In una situazione come quella di Cleveland, in cui a roster non figura un rim protector come Rudy Gobert o Dewayne Dedmond, credo sia preferibile un lungo versatile e abile sui cambi come può essere TT quando è in forma.

 

E’ anche vero che i Cavs hanno altri validi giocatori con ottima tecnica difensiva. Assumiamo per un attimo che l’idea di Ben Werth venga adottata anche dallo staff di Ty Lue e che non vogliano utilizzare Sexton come titolare. Perché non usare le lunghe leve di George Hill da playmaker e affiancargli Osman e David Nwaba sul perimetro? Dopo tutto Osman ha dimostrato di poter marcare anche gli esterni avversari.

 

Forse, invece, JR potrebbe tornare ad essere il mastino difensivo che era un tempo, anche se i suoi trascorsi hanno dimostrato che sarebbe portato a commette ancora troppi errori imperdonabili. Forse anche Larry Nance Jr potrebbe essere una scelta interessante, perché abbina ad un’ottima rapidità di piedi la capacità di difendere efficacemente il ferro. Sicuramente questo quintetto improntato alla difesa ha varie opzioni e di solito il fatto di avere più alternative è un aspetto positivo. Invece, a quanto pare, Tyronn Lue allena meglio quando non ha opzioni valide dalla panchina.

 

Il quintetto: Collin Sexton, George Hill, Cedi Osman, Kevin Love, Tristan Thompson

 

 

Il quintetto equilibrato

 

Questo è l’ultimo possibile quintetto che andrò ad analizzare: un'alternativa che bilancia alla perfezione i tiratori, i playmaker, l’esperienza dei veterani insieme alla “freschezza” dei giovani e la difesa. Se Lue dovesse iniziare la Regular Season con questi cinque riuscirebbe in un duplice intento, ossia far capire quali sono i vari giocatori coinvolgibili in delle trade e inoltre far scendere in campo una squadra capace di competere con buona parte delle franchigie NBA. Anche in questo caso, così come nei due precedenti, George Hill sarebbe il designato nel ruolo di guardia, grazie alla sua abilità difensiva e alla sua capacità di guidare l’attacco, cosi come quella di segnare con continuità dalla distanza.

 

Proseguendo troviamo l’allenatore del tiro che tutti sogniamo, ovvero Kyle Korver. L’ex Hawks forse non sarà titolare fino ad aprile, ma nel frattempo la sua esperienza, unita ovviamente alla sua mortifera capacità da tiratore, sono a mio parere caratteristiche imprescindibili in qualsiasi quintetto dei Cavs. In particolare quando gioca insieme a Kevin Love si forma una combinazione vincente che porta il numero 26 dei Cavs a non sbagliare pressoché mai. Non sarà di certo il giocatore più atletico sul parquet, ma si farà sempre trovare al posto giusto nel momento giusto e difficilmente sbaglierà la giocata. Inoltre se dimostrerà di poter ancora calcare proficuamente il campo di gioco, farà solo salire il suo valore sul mercato. Il che, nell'ottica di una possibile trade, è tutt'altro che svantaggioso. Infine se riuscisse anche solo a giocare i pochi minuti iniziali ad alto livello, perché non partire con il piede giusto?

 

 

Lo spot di playmaker, all’interno del programma di crescita, verrà coperto dal giovane e promettente Cedi Osman. Grazie alle sue lunghe leve potrà aiutare Korver sul lato difensivo e sfruttare la sua rapidità in contropiede. La sua visione di campo inoltre è molto sottovalutata, così come la sua capacità di correre il campo e trovare Korver in angolo, dove è assolutamente letale. L’unica cosa che manca al #16 dei Cavs è il tiro, che l’anno scorso è stato decisamente inefficace. Speriamo tutti che ci abbia lavorato costantemente durante l’estate.

 

Kevin Love è sicuramente la PF di questo quintetto. Come ho già detto, Kevin Love e Kyle Korver hanno un’ottima connessione e questo non ha nulla a che fare con LeBron James. Questa combinazione si è più volte dimostrata una minaccia incredibile, soprattutto quando giocano a due con i blocchi sul fondo la difesa avversaria può andare in crisi. Staremo a vedere se Love e Korver riusciranno a giocare sui blocchi così da liberare quest’ultimo per un tiro libero dall’arco. E’ pieno di esempi di tali giocate nell’arco delle passate stagioni (eccone un esempio nel seguente video), a prescindere da chi passa la palla a chi. Questa giocata ha portato incredibili dividendi e dovrebbe essere replicata fino a quando Korver vestirà la maglia di Cleveland.

 

 

A completare il quintetto dovrebbe essere Larry Nance Jr. Il 25enne, grazie alle sue leve e alla sua rapidità, è l’innesto perfetto. Ha anche più volte dimostrato di saper coprire rapidamente il campo e di giocare abilmente il pick&roll (una delle caratteristiche principali di Cedi, peraltro). La sua capacità di muoversi verso canestro, poi, va a completare alla perfezione il gioco dal gomito di Love. Infine sa piazzare solidi blocchi, per riapparire all’improvviso dopo aver tagliato, cosa di cui questo quintetto necessita. Riuscirà di sicuro ad eccellere come centro in quest’annata.

 

Il quintetto: George Hill, Kyle Korver, Cedi Osman, Kevin Love, Larry Nance Jr.

 

 

L’opzione migliore

 

Ora che ho svelato alcuni dei possibili quintetti dei Cavs dell’anno in arrivo, sarete di certo in grado di capire qual è il mio preferito. Ovviamente si tratta dell’ultimo che ho analizzato. Rappresenta infatti la soluzione che bilancia al meglio: gioventù, leadership dei veterani, atletismo, tiro da tre, difesa e lunghezza di braccia. Infatti, pur non eccellendo in nessuna delle precedenti voci, quanto meno le tocca tutte. Tale struttura inoltre permetterà di lasciare spazio a Sexton, Clarkson e Isaiah Taylor nel ruolo di guardia. Le ali dalla panchina saranno Hood, Nwaba e Dekker. I compiti da centro saranno svolti da Frye, TT e Zizic. Sono fermamente convinto che queste rotazioni, che non si basano troppo sull’operato di un singolo giocatore, possano funzionare nell’NBA di adesso.

 

Nell’idea di David Griffin, questo è il quintetto che coach Ty Lue dovrebbe schierare. Se invece il tecnico si dovesse dimostrare quel genere di allenatore - che tutti noi abbiamo paura sia - farà scendere in campo il primo quintetto analizzato, ovvero quello anti-crescita. Scusate se mostro così platealmente il mio disaccordo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

© Cavs The Blog

Questo articolo, scritto da Justin May per Cavs The Blog e tradotto in italiano da Francesco Bolliger per Around the Game, è stato pubblicato in data 30 agosto.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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