Fred VanVleet "troverà un modo"

October 15, 2019

 

© Raptors Republic

 

 

 

Lo scetticismo ha accompagnato Fred VanVleet per tutta la sua carriera. E non è andata diversamente durante una conferenza stampa antecedente le partite "giapponesi" dei Toronto Raptors.

 

"Tu sei uno dei giocatori più bassi del campionato. Devi allenarti in modo diverso a causa della tua altezza?", ha chiesto un giornalista.

 

Pascal Siakam, che era seduto accanto al suo compagno, è scoppiato a ridere. La domanda era basata sugli stessi dubbi che hanno accompagnato il #23 per tutta la sua ancor breve carriera NBA. Ovvero sia, che il playmaker dei Raptors è troppo piccolo, non può segnare e non avrà un percorso professionale di successo.

 

Nonostante queste domande siano ripetitive, VanVleet sa esattamente come rispondere. Non con rabbia o belligeranza. Ma con un linguaggio posato e sottile che ci ricorda il ruolo centrale che giocherà nel difendere il titolo di campioni in carica dei Raptors.

 

"Ci sono milioni di cose diverse che puoi fare, ovviamente a livello NBA devi essere in grado di tirare da tre, quindi lavora sul tuo tiro", ha detto la guardia da Wichita State, "l'importante è non avere paura".

 

Se Kyle Lowry è la roccia della squadra e Pascal Siakam la stella nascente, Fred VanVleet rappresenta la miccia in grado di accendere ogni partita. La guardia impavida che esce dalla panchina, giocando minuti di qualità e battendo chi gli si trova di fronte.

 

Steady Freddy, con i suoi 180 cm per 90 kg circa, a prima vista non sembra intimidatorio. Ma bastano pochi possessi giocati contro la sua difesa fastidiosa e l'opinione sul suo conto cambia diametralmente. Basta chiedere a Kevin Durant, il due volte campione NBA e MVP delle Finals per i Golden State Warriors, che Fred ha marcato durante Gara 5 delle finali. Nonostante una trentina di centimetri di differenza, ha mostrato le sue capacità difensive anche in post contro uno dei marcatori più prolifici della storia del Gioco.

 

"Rimarrà in questa Lega per un lungo, lungo tempo" - ha dichiarato KD - "fino a quando vorrà esserne parte, giocherà in questa Lega. E da undrafted. Un sacco di giovani dovrebbero guardare a Fred VanVleet come un modello, un'ispirazione".

 

 

 (la grafica mostra i punti segnati da Steph Curry per 100 possessi contro i difensori in questione)

 

 

Steph Curry è altrettanto consapevole della grinta e la voglia che ci mette la guardia dei canadesi. Dopo tutto, il punto focale della difesa "box and one" di Nick Nurse durante le Finals, era l'assegnazione difensiva primaria di VanVleet su Curry. Quando Steady Freddy ha marcato il #30 dei Warriors durante Game 1 delle passate Finals, il figlio di Dell ha registrato un misero 1/6 dal campo in 33 possessi, per giusto 4 punti complessivi.

 

Nonostante il tentativo di Curry di scherzarne a riguardo, indossando in questa off-season una felpa raffigurante una scatola e un uno, la guardia dei Raptors ha sicuramente catturato la sua attenzione. "E' un vero vincente. Ha messo a segno alcuni big shot. Non sembrava patire alcun tipo di pressione e nonostante la posta in gioco non è mai andato in panico. Ha segnato alcuni canestri veramente fondamentali".

 

L'apice massimo della sua postseason l'ha toccato in Gara 6 delle finali, dove ha segnato 22 punti. Ciò detto, il percorso in realtà è stato diverso da quanto ci si potrebbe aspettare.  La guardia nativa dell'Illinois ha infatti incontrato moltissime difficoltà nei primi turni dei Playoffs - nonostante una Regular Season in cui aveva fatto registrate i suoi massimi in carriera, con 11.0 punti a partita e tirando con il 41%. Nelle prime 15 partite di postseason, la guardia dei Raptors stava tirando con un misero 25.6% dal campo, e con un ancora più triste 19.5% da oltre l'arco. Ha tirato 1/14 da tre punti per tutto il secondo turno contro i Philadelphia 76ers. Solo In Game 3 delle Finali della Eastern Conference contro i Milwaukee Bucks, VanVleet ha registrato un terribile 1/11 dal campo.

 

Quello che è seguito dopo rimarrà per sempre inciso negli annali di storia dei Toronto Raptors e non solo. Il giocatore insicuro e incapace di incidere nella partita si è infatti trasformato in una macchina in grado di segnare canestri dal peso specifico enorme. Tra Gara 4 e Gara 6 delle Eastern Conference Finlas, VanVleet ha tirato con un mostruoso 82% da oltre l'arco.

 

Nelle NBA Finals ha poi viaggiato con una media di 14 punti a partita, includendone 12 importantissimi durante il quarto quarto dell'ultimo e decisivo incontro. Il Defensive Rating di 102.9 durante i Playoffs rappresenta il terzo miglior dato di squadra, dietro solo a Serge Ibaka e a Norman Powell. E nella rincorsa al titolo il cagnaccio sguinzagliato da Nurse ha addirittura perso un dente. Senza batter ciglio ovviamente.

 

 

Non sorprende che le aspettative per VanVleet in vista della stagione 2019/20 siano elevate. Nella sconfitta dei Raptors 118-110 contro gli Houston Rockets in Giappone, VanVleet ha registrato una doppia doppia-doppia da 10 punti e 10 assist. Nel corso delle prime due partite di precampionato, la guardia  riserva ha servito 15 assist, mostrando in toto le sue ottime capacità di playmaking.

 

La recente notizia dell'estensione di Lowry per un anno, a 31 milioni di dollari, diminuisce, se non azzera del tutto, le possibilità di vedere il #23 nello starting lineup. Il giocatore ha reso noto che vorrebbe partire in quintetto. Ciò comunque non cambierà il modo di giocare del 25enne, sempre pronto ad andare oltre le aspettative e superare le sfide che gli si pongono davanti.

 

"Mi piace andare là fuori e dare sempre tutto ogni volta che mi allaccio le scarpe. È qualcosa che mi dà un vantaggio competitivo sugli altri, è quello che mi permette di giocare a questo livello", ha recentemente di dichiarato Fred.

 

Dietro la seppur modesta spavalderia, ampiamente giustificata per un neo campione, si cela una persona sublime e altruista. Prima del training camp, infatti, VanVleet stava distribuendo zaini pieni di materiale scolastico ai bambini della sua città natale di Rockford, Illinois. Ha collaborato con l'Hospital for Sick Children di Toronto per sensibilizzare l'opinione pubblica sull'importanza di rinnovare e sovvenzionare un ospedale che si concentra primariamente sulla salute dei più piccoli. Così come per molti suoi colleghi, l'importanza di dare indietro alla comunità è centrale per Fred.

 

È un potente promemoria del fatto che, a prescindere da ciò che dicono gli scettici, un atleta può raggiungere la grandezza attraverso la perseveranza. E con i Raptors che si preparano a difendere il titolo, impresa molto difficile, molta attenzione sarà posta sulla stagione del #23. Che come al solito sarà in prima linea a combattere per dimostrare che anche senza Kawhi Leonard, i Raptors appartengono all'elité di questa Lega.

 

Mentre le "solite" domande nei suoi confronti continueranno, VanVleet avrà presto un anello al dito per mostrare l'impatto che un giocatore con le sue caratteristiche fisiche può avere in una squadra da titolo.

 

"Se sei bravo abbastanza, troverai un modo. L' altezza non significa tutto".

 

 

 

 

 

 

© Raptors Republic

 

Questo articolo, scritto da Lukas Weese per Raptors Republic e tradotto in italiano da Luca Losa per Around the Game, è stato pubblicato in data 11 ottobre 2019.

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