I Raptors parlano di Kawhi Leonard

November 11, 2019

 

©️ Fadeaway World

 

 

Kawhi Leonard ha giocato solo una partita a Toronto prima di firmare per i Clippers da free agent nell’estate 2019. Nonostante il breve tempo passato ai Raptors, però, ha chiaramente impressionato chi gli stava attorno. E non solo per il grande traguardo raggiunto la scorsa primavera, anche se da Raptor è stato capace di condurre la squadra a un obiettivo mai raggiunto da nessun altro prima di lui.

 

Un anello NBA. 

 

In vista della reunion a Los Angeles (in occasione della sfida coi Lakers), i giocatori dei Raptors hanno condiviso i loro pensieri e ricordi riguardo all’ex compagno di squadra. Ecco, di seguito, le loro parole.

 

 

 

Kyle Lowry

 

“È davvero un bravo ragazzo, una persona meravigliosa e molto divertente. Ha letteralmente insegnato a me e ai nostri compagni come restare calmi, concentrati ed equilibrati”.

 

 

Pascal Siakam

 

“Penso che il suo modo di essere, il suo comportamento e il suo modo di approcciarsi al gioco rimarranno sempre con me, nei miei pensieri. Sono un giocatore emozionale: quando le cose non vanno nel modo giusto, tendo a farmi prendere dalle emozioni. E il semplice fatto di guardarlo e di vederlo mantenere sempre la stessa mentalità da killer, giocando deciso e senza farsi prendere dell’emozione, soprattutto quando le cose andavano male... ecco, questo è quello che ho imparato da lui”.

 

 

Serge Ibaka

 

“Semplicemente, la sua personalità. È curioso che, pur avendo una personalità diversa da tutti gli altri, sia davvero un bel tipo. Anche solo il modo in cui siamo entrati in contatto, è stato così facile... Sì, la prima volta che è entrato in squadra, è stato davvero facile per me entrarci in contatto. E penso che sia perché ci rispettavamo a vicenda. Dopo aver giocato uno contro l’altro, prima di diventare compagni, ci rispettavamo e ci comprendevamo già a vicenda”.

 

 

Fred VanVleet

 

“È stata la mia prima esperienza con una superstar riconosciuta, e tutto ciò che questo comporta. Entrare in palestra ogni giorno e avere lì un giocatore di quel livello... è qualcosa di unico, che non comprendi davvero finché non giochi con qualcuno del genere. È stato molto divertente. Ci sono state sfide, un sacco di alti e bassi durante la stagione. Ma in generale, guardando indietro, la ritengo una grandissima esperienza per la nostra squadra; ovviamente, per aver vinto il titolo, ma personalmente, per la mia carriera, il fatto di aver vissuto una stagione del genere sotto ogni punto di vista”.

 

“Kawhi era l’ultima ancora di salvataggio, ogni singola notte. Ci sono state volte in cui non eravamo del tutto pronti a giocare, o in cui abbiamo preso alla leggera qualche avversario, perché sapevamo che avremmo potuto semplicemente... darla a Kawhi, e lasciar fare a lui. Ma è una cosa che serve nei Playoffs. Era il nostro asso nella manica, quando ne avevamo bisogno”.

 

“Ovviamente, non parlava molto. Penso ci sia voluto un po’ di tempo per lui per abituarsi a noi, per aprirsi e avere fiducia in noi. Fuori dal campo era fantastico, ma in campo, credo che lo abbiamo visto aprirsi e fidarsi progressivamente di noi durante l’anno. Credo che lui e Kyle siano entrati in sintonia piuttosto presto, e la stessa cosa è poi accaduta gradualmente con il resto della squadra”.

 

 

Marc Gasol

 

“Parla quando ce n’è bisogno. Secondo me, questa è una grande caratteristica, per un leader. Quando serve alla squadra, parla, e in un modo in cui tutta la squadra lo ascolta. Parla delle cose giuste, si occupa delle cose giuste. È stato fantastico”.

 

 

OG Anunoby

 

“È un tipo divertente. Un bravo ragazzo. Tutto qui, a parte tutte le altre cose riguardo al basket che già sapete”.

 

 

 

 

 

 

 

©️ Fadeaway World


Questo articolo, scritto da Nico Martinez per Fadeaway World e tradotto in italiano da Davide Corna per Around the Game, è stato pubblicato in data 10 Novembre 2019.

 

 

 

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