Gordon Hayward è tornato!

November 7, 2019

L’ala dei Boston Celtics sembra essere tornata ai livelli di quando giocava nei Jazz, prima dell'infortunio.

 

 

© Celtics Blog

 

 

 

Poco più di due anni fa, Gordon Hayward si trovava a Cleveland con il suo piede sinistro che puntava in una direzione diversa da quella del resto della gamba. Quell’infortunio, dopo soli 5:15 dalla palla a due del suo esordio con i Boston Celtics, non solo gli fece terminare la stagione, ma mise in dubbio la sua intera carriera.

 

All’improvviso, per tutto il resto del 2017 e buona parte del 2018, ogni tifoso Celtics si riscoprì esperto nel giudicare il modo in cui una persona cammina e corre. Abbiamo letto di tutto riguardo a ossa rotte e caviglie slogate.

 

“L’hai visto sul bordo della piscina senza scarpe? È un buon segno che non si preoccupino che scivoli!”

 

“Com’è la sua andatura? Mi sembra migliore, se oggi riesce a correre rientrerà in campo presto!”.

 

Cercavano tutti di auto-convincersi della possibilità di un ritorno miracoloso per i Playoffs 2018. Cosa sarebbe successo se Boston avesse usato la Disaled Player Exception per aggiungere Greg Monroe, e Hayward fosse tornato? Sfortunatamente, non lo sapremo mai.

 

La stagione 2018/19 partì con altissime aspettative. Al Horford e compagni avevano resistito fino a Gara 7 delle Finali di Conference l’anno prima. Con un po’ di fortuna in più, avrebbero raggiunto le Finals. Con Hayward e Kyrie Irving di nuovo disponibili, ci si aspettava una stagione da quasi 70 vittorie. Eppure le cose andarono diversamente.

 

Si venne a sapere solo nella primavera del 2018 che l'ex Utah Jazz doveva sottoporsi a un altro intervento, il quale l’avrebbe tenuto lontano dai parquet anche durante l’estate. Tuttavia, all’inizio della scorsa stagione Brad Stevens decise di schierare Hayward da subito come titolare. La scommessa era che il talento globale della squadra gli avrebbe permesso di rientrare in forma sia fisicamente che, più importante ancora, mentalmente.

 

Purtroppo, però, questa mossa potrebbe essere stata il primo di una serie di cruciali errori. Pare che alcuni giocatori ritenessero che Hayward, per via del rapporto di stima fra lui e Stevens, stesse avendo maggiori opportunità di quante ne meritasse realmente. Ma non fu questo l’unico problema relativo al minutaggio e ai ruoli dei giocatori.

 

Jaylen Brown e Jayson Tatum erano passati dall’essere leader della squadra al supporting cast. In retrospettiva, Kyrie Irving non fu mai completamente soddisfatto e allo stesso tempo Terry Rozier voleva i minuti (e le statistiche) che aveva ottenuto l’anno prima. Nel complesso, tutta la scorsa stagione è stata... un gran casino. E nessuno è stato in grado di gestirlo adeguatamente.

 

 

Aldilà di tutto, Hayward ha continuato a migliorare gradualmente, almeno sul piano statistico. Nonostante non fosse ancora il giocatore al quale Boston aveva offerto un max contract di 4 anni, a fine stagione andava regolarmente in doppia cifra e pure la sua capacità di passare la palla era a posto. La sua difesa e i rimbalzi andavano meglio, ma niente di eccezionale.

 

Qual era il problema? Mentalmente non era ancora pronto.

 

Certo, ci fu qualche eccezione, come i "trentelli" (30 e 35) rifilati ai Timberwolves, o i 30 punti segnati contro i Warriors a Oakland durante l’ultimo periodo di forma dei Celtics l’anno scorso. Nel complesso, però, Hayward sembrava intimorito. In particolare, raramente si buttava dentro il pitturato e cercava di evitare le zone del campo con più traffico. Molti iniziarono a chiedersi quanto convenisse trattenere in squadra un giocatore con un contratto del genere. Qualcuno sostenne anche di attingere dalla scorta di scelte al draft per liberarsene.

 

In ogni caso, il supporto di Danny Ainge e coach Stevens per Hayward non ha mai vacillato. Rispondevano regolarmente che sapevano ci sarebbe voluto tempo per recuperare pienamente. Quando emerse la necessità del secondo intervento, a marzo 2018, i piani alti dei Celtics realizzarono e accettarono che sarebbe servito un altro anno prima di vederlo a pieno regime. Chiesero ai tifosi di essere pazienti, perché sapevano che Hayward sarebbe tornato quello di un tempo.

 

Ed eccoci a martedì notte, quando Hayward contro i Cleveland Cavaliers è risultato inarrestabile: 39 punti con 17/20 dal campo, 16/16 da due, sia andando al ferro in lay up sia con una serie di arresto e tiro all’interno del pitturato, conclusione che tanto gli piace. In parole povere, andava dove voleva quando voleva, e i Cavs non avevano idea di come fermarlo. Oltre ai punti, ha fatto registrare 8 assist e 7 rimbalzi, e in difesa, infine, ha tenuto Cedi Osman a 4/13 dal campo.

 

Le sue statistiche, dopo sole 6 partite, sono nettamente migliorate. E le sue percentuali (56.5% dal campo, 50% da tre e 83.5% in lunetta) sono state davvero ottime fin qui. Il discorso, però, non è tanto sulle statistiche, quanto sul suo atteggiamento in campo. In questa stagione, infatti, Hayward si butta nel pitturato senza paura e crea giocate per se stesso e per i compagni. Non teme più il traffico, non si preoccupa più della sua gamba.

 

Gioca, e basta.

 

Alla fine della partita con i Cavs ha fatto una giocata impensabile anche solo da provare per lui l’anno scorso. Nell’ultimo minuto di gara, Kemba prova una tripla dal palleggio, lui si lancia verso il canestro per strappare il rimbalzo offensivo e segna appoggiandosi al tabellone.

 

Esattamente dove la sua carriera stava per interrompersi definitivamente...

 

 

Avete notato cosa manca nel video? A parte l’entusiasmo da giocata clutch, nessuno esulta come fosse strano che Hayward faccia una giocata del genere. Perché Gordon, ora, gioca. E basta.

 

Nessuno si preoccupa più di come Gordon Hayward stia, oramai. Non c’è più il classico “sì, beh, gli serve tempo” quando non gioca bene, e nemmeno eccessivi festeggiamenti per le prestazioni positive. Il che, del resto, è perfettamente normale per un giocatore con un max contract. Ci si aspetta che giochi bene.

 

Gioca e basta. Per la prima volta da più di un anno, possiamo finalmente dire: bentornato Gordon Hayward!

 

 

 

 

 

© Celtics Blog

 

Questo articolo, scritto da Keith P. Smith per Celtics Blog e tradotto in italiano da Daniele Casale per Around the Game, è stato pubblicato in data 5 novembre 2019.

 

 

 

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