La grande occasione dei Raptors

April 2, 2019

 

©️ Raptors Republic / ESPN TrueHoop Network 

 

 

 

La neve che si scioglie lascia spazio all’incombente primavera.

 

Un’estate, la scorsa, che molto si è scostata da ciò che ci si aspettava, che ha pagato dividendi e pompato un nuovo senso di sicurezza e fiducia nell’ambiente che circonda Toronto.

 

Una Regular Season oculata, in cui per la prima volta vittorie e piazzamento sono state sacrificate all’altare della salute - e ciò dimostra che la lezione è stata imparata dagli orrori delle passate stagioni. Avvicinandoci alla prossima post season, sono giustificabili aspettative più alte del solito, soprattutto per la presenza di uno dei migliori giocatori della Lega e di un supporting cast di altissimo livello.

 

Tutto ciò promette bene, ma ci sono ancora alcuni ostacoli sul percorso da dover evitare.

 

Quando le rotazioni si restringono, qualcuno deve farsi carico di più minuti. È preferibile che si tratti della second unit, cosicché col passare del tempo e delle partite i titolari possano contare su una maggiore freschezza e lucidità anche nei finali di partita. Questa sarà una delle sfide principali per i Raptors.

 

Anche nonostante la presenza di Fred Van Vleet a guidare le “riserve”, c’è un evidente problema offensivo con la panchina, in particolare dalla partenza di Valanciunas. L’attacco della second unit con Serge Ibaka al posto del lituano ha minori opzioni. Valanciunas era l’unico giocatore a uscire dalla panchina in grado di produrre offensivamente da sé, senza dover contare sull’aiuto di qualche gioco appositamente disegnato per lui. La sua partenza ha alzato la pressione su Norman Powell, OG Anunoby e Fred Van Vleet, i quali si sono rivelati, rispettivamente, inconsistente, assente e costante.

 

Questo a sua volta ha portato maggiori oneri per Nick Nurse, che ha dovuto disegnare nuovi set offensivi per la panchina, non potendo fare affidamento sulle individualità. Appellarsi a Jeremy Lin per puntellare l’attacco era più che altro un esperimento molto speranzoso, che ci ha messo poco a fallire miserabilmente. L’esasperazione del front office in questo senso è stata resa ancor più evidente dalla firma di Jodie Meeks. Questo è quanto Toronto è disperatamente alla ricerca di guardie con punti nelle mani in uscita dalla panchina.

 

Dopo Van Vleet, Norman Powell è colui che può essere considerato il più vicino a essere un giocatore consistente - ed è ben lungi dall'essere affidabile.

 

Le precarie condizioni della coscia di Kawhi Leonard potrebbero rappresentare la ghigliottina delle nostre speranze e portarci in un vortice di profonda disperazione. Tuttavia, anche se dovesse accadere, dobbiamo dar credito alla gestione del giocatore da parte del coaching staff. Nulla da dire.

 

Se il rischio è quindi rappresentato dalla coscia di Kawhi, il jolly nel mazzo è senza dubbio Kyle Lowry. Si può anche ammettere, senza essere tacciati di eresia, che il vero ago della bilancia dei prossimi Playoffs sarà lui. L’importanza di Lowry non può essere sottovalutata, perché in fin dei conti lui rappresenta il catalizzatore del gioco offensivo, soprattutto della produzione indiretta. È lui che fa girare come si deve Gasol. È lui che guida la difesa. Senza di lui siamo finiti.

 

Se questa post season si rivelerà un déjà vu rimane da scoprire, ma è difficile credere che Lowry sparisca un’altra volta quando conta. Per la prima volta da quando è in Canada, si trova al fianco di un giocatore decisamente migliore, in grado di attirare davvero le attenzioni della difesa. Questo gli darà maggiore possibilità di svariare sul campo, specialmente off the ball. Il quintetto con le maggiori potenzialità di essere realmente esplosivo vede Van Vleet da PG e Kyle da guardia off the ball, il che garantirebbe ampie spaziature, grazie alle qualità dalla distanza del numero 7. Le sue abilità in penetrazione lo rendono una minaccia sui close-out, situazione che questi Raptors riescono spesso a sfruttare al meglio.

 

L’integrazione di Marc Gasol, invece, è ancora incompleta. La squadra tira meglio dalla distanza, ma non sono sicuro che se questo sia dovuto alla presenza del centro iberico, al ritorno di Van Vleet, alla rinascita di Lowry, o a qualche altro motivo. Magari tutti questi fattori hanno inciso. Va accettato che non ci si possono aspettare le stesse qualità nel segnare dal post che caratterizzano Valanciunas, e che tantomeno si possa fare spazio fino al ferro con prepotenza. Il suo valore si può vedere nella "democratizzazione" dell’attacco e nell’imprevedibilità che quest’ultimo acquisisce. Il suo valore si può anche certamente notare nell’altra metà campo, soprattutto se paragonato al lituano.

 

 

Quando il front office ha intavolato la trade con Memphis, lo ha fatto senz'altro tenendo bene in mente determinati matchup contro Embiid, Horford e Brook Lopez. In queste situazioni l’apporto di Marc è inestimabile. È facile ricordare con nostalgia il centro lituano, perché quello che dava non può essere richiesto a Gasol, lasciando così la sensazione, a volte, che si sia creato un vuoto da colmare. Tuttavia, il miglioramento difensivo che ha portato l’ex Grizzlies, insieme alle sue abilità di fluidificante offensivo, lo rendono molto più prezioso. Sono sicuro che i Playoffs lo dimostreranno.

 

Milwaukee rimane un’enorme minaccia e a parità di peso, tralasciando forse la mancanza di esperienza tra le loro fila, dovrebbero partire favoriti. Tuttavia, con il crepuscolo della Regular Season che sta per dare spazio all’alba dei Playoffs, un fatto è rimasto immutato da ottobre: questa rimane la migliore possibilità per i Raptors di arrivare alle Finals, dovesse arrivare di meno sarebbe un fallimento.

 

Le Finals potevano essere un obiettivo anche l’anno scorso, ma in fondo sappiamo che sarebbe stato molto difficile, non tanto per la presenza di LeBron James sul cammino, ma più che altro per l’attacco dei canadesi, che quando più serviva si bloccava. Il gap tra le contender della Eastern Conference quest’anno è molto più sottile, il che non fa altro che alimentare le aspettative.

 

Ne saranno all'altezza, questi Raptors?

 

 

 

 

 

 

 

 

©️ Raptors Republic / ESPN TrueHoop Network 

 

Questo articolo, scritto da Zarar Sidiqqi per Raptors Republic e tradotto in italiano da Luca Losa per Around the Game, è stato pubblicato in data 28 marzo 2019.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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