Guida per la sopravvivenza alla “Knickapocalyspse”

May 13, 2019

 

© The Knicks Wall

 

 

Questa off-season sarà fondamentale per i New York Knicks, alla disperata ricerca di talento di prima fascia per riportare finalmente la franchigia ai piani alti della Lega. Eppure, il percorso non sarà affatto tutto rose e fiori.

 

Ultimamente è emerso un nuovo trend d’investimento fra i super ricchi d’America, e non ha niente a che vedere con mercati azionari né con negozi di abbigliamento mandati avanti da bambini malnutriti (anche se sono sicuro che siano ancora molto a favore di tutto ciò). Negli ultimi anni infatti, grazie ai Paperon de’ Paperoni americani, stiamo assistendo ad un boom dell’industria dei bunker a prova di apocalisse, nonché dei campi di addestramento per la sopravvivenza. A quanto pare, gli dei del capitalismo sfrenato ritengono che il mondo si stia avvicinando ad uno spartiacque e, nel caso in cui le cose dovessero prendere la direzione sbagliata, hanno ben pensato di comprarsi enormi appezzamenti di terra in Nuova Zelanda dove poter sopravvivere all’imminente apocalisse.

 

Sapete chi altri si trova ad uno spartiacque? I New York Knicks.

 

Scott Perry e Steve Mills possono girarci intorno quanto vogliono, ma dopo aver lasciato che le relazioni con il potenziale uomo franchigia Kristaps Porzingis andassero in malora, e dopo aver usato quest’ultimo per un enorme salary dump, quest’estate farà estremamente caldo a New York, e non solo a causa del cambiamento climatico. Aggiungete al tutto delle deludenti lotterie passate, la peggior chance della storia recente per una squadra con il record peggiore della Lega di pescare la prima scelta del Draft e una free agency particolarmente complicata... e avrete tutti gli ingredienti per il classico disastro estivo in casa Knicks!

 

Ora, prima di disperarsi bisogna comunque dire che tutto potrebbe andare esattamente come i fan sperano: che Zion Williamson e una qualche combinazione di Kevin Durant/Kyrie Irving/Kawhi Leonard/Klay Thompson approdino a New York, riportando il nome dei Knicks fra la lista dei contendenti al titolo per la prima volta dopo 20 anni.

 

Tuttavia, è altrettanto possibile - se non più probabile - che dopo molti anni di lento avvicinamento al precipizio, quest’estate i Knicks cadano per davvero, andando incontro alla dannazione eterna. È possibile che quest’estate, per i Knicks, cominci la Knickapocalypse.

 

 

Quando ci si trova davanti alla fine del mondo per come lo conosciamo, è importante essere ben prevenuti. Tenendo questo a mente, ecco una breve lista di oggetti consigliati da tenere a portata di mano se si vuole sperare di sopravvivere alla Lunga Notte che incombe.

 

  • Una busta di carta marrone;

  • Cibo in scatola per tre anni;

  • Un video scaricato da YouTube con le migliori giocate di Cam Reddish in high school e una copia incorniciata dell’articolo in cui gli scout lo paragonano a Paul George;

  • La versione stampata dell’insurrezione dei tifosi Celtics su Twitter dopo la prestazione di Kyrie Irving in Gara 4 contro i Bucks;

  • Questo video da 40 minuti con gli highlights di Mitchell Robinson, costituito unicamente da stoppate e schiacciate;

  • Un DVD della corsa nei Playoffs dei Knicks del 1998-99.

 

Preso tutto? Fantastico. Adesso siete pronti ad affrontare la off-season.

 

Ora andiamo avanti di qualche giorno. È un buio e tempestoso martedì sera. Il giorno è il 14 maggio 2019. New York City è in trepidante attesa, pervasa da un senso di speranza sepolto sotto molti strati di cinismo. Molti tifosi Knicks hanno lasciato la città, pensando di essere immuni ad un cuore spezzato. Il Deputy Commissioner Mark Tatum prende il microfono per la decima volta della serata. Avete la pelle d’oca. C’è qualcosa che non va, ma non sapete che cosa. La tensione continua a salire fino a diventare insostenibile. Fortunatamente, siete preparati. Avete la vostra borsa per l’apocalisse accanto a voi. La aprite e prendete la busta di carta marrone. Ve la portate alla bocca e fate un paio di respiri profondi, provando a controllare il montante senso di orrore.

 

Tatum comincia a parlare: “La quinta scelta dell’NBA Draft va ai New York Knicks”.

 

Voi ve ne state seduti lì, in shock, a domandarvi come tutto questo sia stato possibile, a chiedervi come facesse la gente a pensare che questa nuova regola avrebbe migliorato le cose, perché Adam Silver non abbia truccato la lotteria come il vostro nuovo eroe David Stern, perché le cose brutte capitino sempre alle brave persone, o almeno a persone mediocri che provano a convincersi di essere brave persone nei momenti di auto-commiserazione.

 

Non riuscite neanche a muovervi finché non sentite quelle orrende parole: “La prima scelta dell’NBA Draft va ai Dallas Mavericks”.

 

Di nuovo avanti di qualche giorno. È una giornata calda e umida di metà giugno. Le NBA Finals si sono appena concluse, ma non ci avete fatto troppo caso. Siete stati troppo occupati a discutere su Twitter con uno sconosciuto, mostrandogli perché De’Andre Hunter è il prototipo dell’ala del futuro.

 

“Guarda come ha dominato contro Jarrett Culver nella partita per il titolo”, gli dite. “È pronto per la NBA. Sarà perfetto accanto a KD. Guarda lo wingspan, il tiro, la capacità di cambiare in difesa”.

 

Ogni tanto vi prendete una pausa e twittate su come Darius Garland sia il nuovo Jamal Murray, ma perfino voi sapete che vi state basando più su un archetipo che non su una qualche effettiva conoscenza del gioco di Garland.

 

E di sicuro avete sentito le voci riguardo al crescente interesse dei Knicks per Cam Reddish, ma non ci credete. Vi convincete che sia solo una copertura. Perfino quando Adam Silver annuncia “Con la quinta scelta dell’NBA Draft, i New York Knikcs scelgono… Cam Reddish, da Duke University”, perfino quando lui abbraccia la famiglia e sale sul palco con quel cappellino blu-arancio che amate così tanto, non ci credete. Prendete il computer e andate sul feed di Twitter di Woj. Ricaricate la pagina, attendendo il tweet che dichiari che i Knicks hanno scambiato la scelta, ma quando appare un nuovo tweet, è solo per annunciare che i Chicago Bulls hanno scelto Jarrett Culver alla quattro. Una lacrima vi riga il viso.

 

Passano alcuni giorni, e finalmente vi convincete ad alzarvi dal letto. “Va tutto bene”, pensate. Dopo tutto, c’è una ragione se Reddish era uno dei migliori tre prospetti usciti dall’high school. Se Anthony Bennett con la sua presenza su Instagram e il canadese Josh Jackson non avessero passato l’ultimo anno a congelarlo, avrebbe mostrato il potenziale da T-Mac 2.0 di cui tutti parlavano. “Va tutto bene”Un attimo, però: avete quel video di highlights di Cam Reddish all’high school nel computer! I prossimi dieci giorni passeranno all’insegna di tiri in sospensione e schiacciate impressionanti per un liceale.

 

Finalmente riemergete, con gli occhi torpidi, circondati da scatole di pizza vuote e lattine di birra scolate, alle 23:59 del 29 giugno. Avete ripescato tutti i vostri tweet in cui date dello "snake" a Kevin Durant, pronti a cancellarli appena Woj o Shams vi daranno la notizia che aspettate da tutta la vita.

 

Ma quella notizia non arriva mai. Al suo posto, un articolo pubblicato su The Athletic che spiega come KD abbia ancora dei conti in sospeso in California e che ri-firmerà con i Warriors per cinque anni.

 

Allora perché Rich Kleiman aveva messo mi piace ad uno dei vostri tweet in cui imploravate KD di venire a New York? Quale divinità permetterebbe mai una cosa del genere?

 

Una parte di voi ha ancora speranza, ma sapete che Kyrie vi è appena sfuggito fra le dita. Presto Kawhi approderà ai Clippers e Klay magari ai Lakers. Non avete più unghie da mordervi.

 

L’account Twitter dei Knicks ora è un campo di battaglia diviso fra la fazione del “tenete lo spazio salariale” e la fazione del “hey, c’è ancora Khris Middleton, uno dei migliori giocatori attacco e difesa”. Niente di tutto ciò ha più importanza quando Middleton decide di rimanere ai Bucks per vincere un titolo, invece di venire nella squadra peggiore della Lega, per qualche inspiegabile ragione.

 

Quando i Knicks firmano Jimmy Butler e DeMarcus Cousins a contratti appena sotto il max deal, alcuni di voi li chiamano “i migliori Knicks dal 99”, ma è solo il momento. Cercando disperatamente una qualsiasi fonte di gioia, o almeno di non dolore, trovate il video di 40 minuti di Mitchell Robinson, ma dovete interromperlo a metà perché cominciate a piangere incontrollabilmente quando vi accorgete che Cousins gli ruberà tutti i minuti.

 

A metà del loro primo anno insieme, Jimmy Butler tormenta Frank Ntilikina così tanto che Frankie Smokes se ne torna in Francia e si dà all’apicoltura.

 

Non uscite più di casa, sopravvivendo con i tre anni di cibo in scatola che vi eravate preparati per l’occasione. Arrivati al secondo anno, Kevin Knox ha meno fiducia in sé stesso di Ben Simmons alla gara del tiro da tre punti. Boogie ha giocato 25 delle 130 gare totali. La gente già lo definisce un contratto peggiore di quelli di Amar’e e di Noah. Messi insieme. Butler è stato scambiato per una prima scelta protetta e per i diritti su un giocatore internazionale - che ovviamente non arriverà mai.

 

I Knicks terminano la stagione con un record di 31-51 e ottengono di nuovo una brutta scelta al Draft. Bradley Beal e altre star sono sul mercato, ma a causa dell’estensione di Kevin Knox e del contratto di Cousins, la squadra ha abbastanza soldi solo per il 32enne Nicolas Batum.

 

Ora che non avete motivi per rimanere nel presente, riguardate il DVD dei Playoffs dei Knicks del 1998/99 finché non vi sanguinano gli occhi. Continuando a ripetere che se Ewing non si fosse infortunato avrebbero vinto il titolo. Sapete che è la fine del viaggio, che per il resto della vostra vita sarete voi e quel DVD, fino alla fine dei tempi.

 

È così che si sopravvive alla Knickapocalypse.

 

 

 

 

 

 

 

© The Knicks Wall

 

Questo articolo, scritto da Eli Cohen per The Knicks Wall e tradotto in italiano da Marco Cavalletti per Around the Game, è stato pubblicato in data 10 maggio 2019.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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