I segreti di LeBron James

October 16, 2019

 

 

© 3CB Performance

 

 

Mentalità

 

Una delle caratteristiche che garantisce a LeBron James longevità e abilità nel continuare a giocare con costanza a certi livelli è senza dubbio la sua mentalità, che va analizzata nei suoi aspetti principali.

 

LeBron concentra al massimo gli sforzi in fatto di prevenire eventuali problemi e infortuni, riprendendo il famoso detto “prevenire è meglio che curare”, mantenendo costantemente il suo corpo sotto minuzioso controllo, senza mai tralasciare il minimo sintomo, e seguendo ogni dovuto protocollo.

 

LBJ lavora spesso con specialisti in biomeccanica per evidenziare qualsiasi possibile errore o punto debole nei movimenti. Se ipoteticamente si dovesse evidenziare un movimento del ginocchio che risulti falsato, che potrebbe comportare dolore in fase di salto e/o atterraggio, per prima cosa il suo team andrebbe ad analizzare le cause: ad esempio, debolezza muscolare o carenza di attivazione muscolare dovuta a propriocezione squilibrata (inconsapevolezza del corpo nell’assumere posture e compiere movimenti scorretti). Di comune accordo, il Re e il team cercherebbero di stilare un piano per risolvere alla radice questo problema, e le soluzioni verrebbero poi inserite nella tabella di allenamento.

 

Ciò ci conduce a un altro aspetto cruciale della mentalità ferrea di LeBron James: ha sempre e costantemente migliorato i propri metodi. Ad esempio, i suoi allenamenti sulla mobilità sono cambiati, andando a compiere lavoro effettivo piuttosto che ripetere possibili movimenti fatti in partita. È stato uno dei primi cestisti ad aver utilizzato la camera criogenica full-body, facendone anche installare una in casa sua.

 

Ha lavorato con team multidisciplinari, incluso il suo fedele allenatore Mike Mancias, che lo ha seguito da Cleveland a Los Angeles, per stabilire un nuovo regime di recupero dopo le partite che modifichi la dieta, le modalità (l’uso di strumenti come la macchina a compressione, per diminuire infiammazione e dolore nelle gambe), massaggi, stimolazione attiva della muscolatura e sonno fino a 12 ore a notte. Dal 2012, dopo aver conosciuto i metodi di Ray Allen legati alla modifica del peso per prolungare la propria carriera e forma fisica, LeBron ha sempre mantenuto un peso-forma eccellente. Quando nel 2015 coi Cavs soffriva dolore nella zona lombare ha consultato lo specialista Donnie Raimon, ex marina militare, per ricostruire le sue abilità motorie dei muscoli principali.

 

 

Un ulteriore aspetto fondamentale della sua mentalità è rappresentato dalla scelta di un determinato allenamento in base alle prospettive di miglioramento offerte. La costanza è per King James la chiave per mantenersi sempre a livelli da top player. Questo aspetto era visibile già ai tempi della High School, o persino ancor prima: in un’intervista, appena diciassettenne, diceva di aver ricevuto un dono divino, e che per rispettarlo e arrivare al top serviva solo lavorare duro e sodo ogni giorno.

 

Questo stile di vita gli permette di mantenersi spesso lontano da sgradevoli infortuni e di tornare ad allenarsi prima del dovuto: quando ha subito uno strappo all’inguine nella stagione 2018/19 contro i Warriors, è tornato a disposizione in appena 6 settimane (mentre diversi atleti hanno impiegato anche 6 mesi per recuperare dallo stesso infortunio). LeBron è consapevole del fatto che il lavoro quotidiano non dia necessariamente frutti nel breve periodo, ma alla lunga gli ha permesso di sopportare maggior stress e spreco di energie rispetto alla maggior parte, anzi al 99% degli altri atleti.

 

Osservando le carriere di giocatori che sono durate più di una decade (ad esempio Roger Federer, Kobe Bryant, Javier Zanetti), è chiaro come i giocatori in questione abbiano compreso il valore del lavoro quotidiano, e che i frutti sarebbero arrivati prolungando l’attività agonistica e portandola a livelli inattesi. Tutto ciò non è accaduto casualmente: è il frutto di un lavoro minuzioso, scrupoloso fino al dettaglio, nella metodologia e nella sua messa in atto, e in particolare durante l'offseason.

 

 

Offseason

 

Uno dei principali segreti che hanno portato LeBron James a giocare la sua diciassettesima stagione NBA, infatti, è la costanza e il ritmo che mantiene durante i suoi allenamenti in offseason.

 

Il primo passo è prendere un lungo periodo di vacanza per abbandonare le fatiche della stagione trascorsa, per elasticizzare ed ammorbidire muscoli, tendini, cartilagini e tessuti vari. Inoltre, staccare dallo stress e dalla routine dell’NBA è un passo rigenerativo anche a livello mentale, specie per superstar come LeBron, sempre sottoposte all’occhio del mirino. Ciò serve a prevenire ciò che è definito stress del Sistema Nervoso Centrale, che comporta peggioramento delle performance e delle normali azioni quotidiane. L'elevato livello di gioco, le continue conferenze stampa e gli spostamenti espongono atleti come King James a un forte stress del SNC.

 

Il secondo passo nel suo sistema di allenamento è riassumibile attraverso la parola: variabilità. Oltre a lavorare sul campo per migliorare le sue giocate, fuori dal campo riprende i suoi programmi di mobilità e forza, lavorando due volte al giorno per cinque giorni alla settimana. Lavora, poi, sul sistema cardiovascolare con l’aiuto di discipline come yoga e pilates, per aumentare il suo livello di resistenza.

 

Ultimo aspetto, ma non per importanza. Durante l’estate LeBron sfrutta il suo tempo libero per rimanere vicino alla sua famiglia (ad esempio andando ad assistere a tornei e partite dei suoi figli, stando sempre a bordo campo a dare consigli). Il lungo periodo di riposo mentale e fisico permette quindi di diminuire il rischio di stress nervoso e soprattutto di infortuni.

 

La terza fase ha inizio poche settimane prima dell’inizio della Regular Season, e porta LeBron a stabilizzare il lavoro svolto.

 

 

La sua concentrazione e intensità negli allenamenti, a livello fisico e mentale, andrà quindi aumentando a seconda della fase della stagione che LeBron si trova ad affrontare. Mantenere i carichi di lavoro ad un livello costante diminuisce il rischio di infortuni, poiché maggiore sarà la differenza di stress a cui si sottopongono i muscoli, maggiore sarà il rischio di incappare in qualche noia muscolare. La costanza è un fattore chiave, in quanto essere sotto o sovra preparati ad un livello di stress tale può aumentare di ben sette volte il rischio di infortuni muscolari.

 

Giunti alle porte della Regular Season gli allenamenti sono mirati non più alla crescita ma al mantenimento muscolare del lavoro svolto in estate. Il tutto viene coadiuvato da costanti allenamenti e partite 5 contro 5, per mimare il ritmo partita. Inoltre, svolge un mini-ritiro da tre giorni per mettere a punto definitivamente il suo corpo e la sua mente prima di partire.

 

Il fatto che i Lakers non abbiano raggiunto i Playoffs la scorsa stagione, aggiunto al fatto che questo abbia concesso più riposo estivo, ha accresciuto ulteriormente le motivazioni di LeBron. Sappiamo bene cosa può tirar fuori dal cilindro King James, al massimo della forma...

 

 

 

 

 

 

© 3CB Performance

 

Questo contenuto, prodotto da Rajpal Brar per 3CB Performance e tradotto in italiano da Marco Marchese per Around the Game, è stato pubblicato in data 12 ottobre 2019.

 

 

 

 

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