I Valley Boyz si stanno meritando la nostra attenzione

November 13, 2019

 

© Double Clutch

 

 

Dopo essere stati gli zimbelli della Lega per molte annate consecutive, i Phoenix Suns 2019/20 sembrano davvero essere una squadra solida. Dobbiamo tornare indietro alla stagione 2013/14 per vedere dei sorrisi tra i tifosi presenti alla Talking Stick Resort Arena e soprattutto una squadra che desse una ragione per farlo, ma il sole sembra essere tornato finalmente ad affacciarsi in Arizona.

 

Potete iniziare a salutare i "Valley Boyz".

 

Durante l’ultima offseason, abbiamo potuto osservare la solita derisione da parte dei media, che hanno passato l’estate a incolpare James Jones per il roster che stava provando a costruire.

 

L'acquisire Ricky Rubio, MVP dei Mondiali, considerato "strapagato". Regalare scelte al Draft per prendere giocatori come Cam Johnson e Dario Saric. Lasciare andare TJ Warren per liberare spazio salariale. Scartare Josh Jackson, preso come quarta scelta al Draft del 2017, e un bel prospetto come De’Anthony Melton per Jevon Carter, point guard della squadra di G-League dei Memphis Grizzlies. Aggiungere al roster l’australiano Aron Baynes, insieme con Frank “The Tank” Kaminsky...

 

Tutte mosse che hanno fatto guadagnare al GM dei Suns una “F” come voto nelle consuete pagelle stilate da Yahoo Sports a fine estate.

Ma ride bene chi ride ultimo, e James Jones, per come è iniziata questa stagione, si sta prendendo la sua rivincita.

 

I Suns hanno colto la Lega di sorpresa, raggiungendo il secondo posto della Western Conference con una partenza forte (5 vittorie nelle prime 7 partite). Fino ad ora hanno sconfitto i Sacramento Kings, i Los Angeles Clippers, i Golden State Warriors (dispiace per la mano di Steph, ma la colpa non è di Baynes), i Memphis Grizzlies, i Philadelphia 76ers (fino a quel momento era imbattuti) e i Brooklyn Nets. E non esagero se dico che avrebbero potuto vincere tutte le prime partite e trovarsi con un incredibile 7-0, se non avessero perso, anche a causa di inesperienza, negli ultimi secondi contro i Jazz (96-95) e i Nuggets (108-107).

 

 

Il cambiamento rispetto al 2018/19, comunque, è ben visibile e risiede in tre punti chiave: il tiro da tre, il movimento della palla e la difesa.

 

Nel corso delle ultime due stagioni, Phoenix è riuscita ad aggiudicarsi il premio come peggior squadra nel tiro dalla distanza. Ora, è presto per dirlo, ma ci sono ben quattro giocatori nel roster che stanno tirando con il 40% o più dall’arco: Devin Booker (53.2%), Aron Baynes (47.4%), Tyler Johnson (41.9%) e Cam Johnson (40.9%). Più Kelly Oubre Jr, 39.6%.

 

Ovviamente non si potranno mantenere simili percentuali, ma questi dati sono abbastanza incoraggianti rispetto a quanto visto in passato. La sospensione fino a metà dicembre di DeAndre Ayton si è rivelata addirittura utile, poiché ha aperto le porte del campo ad Aron Baynes, che si è dimostrato un giocatore incredibilmente affidabile. L’ex Celtics ha iniziato a segnare da tre con continuità e con i suoi blocchi ha consentito a Booker e Johnson di potersi liberare facilmente.

 

Bisogna sottolineare, poi, l’impatto di Ricky Rubio sul mondo Suns. Avere in squadra, dopo molti anni, una point guard di esperienza in grado di gestire e comandare il possesso e i ritmi di gioco è stata una vera e propria rivoluzione. Tutti i compagni sembrano averne beneficiato, in particolar modo Booker.

 

 

 

La presenza del play spagnolo in campo ha sicuramente tolto grosse responsabilità a Devin Booker, che l’anno scorso aveva dovuto affrontare numerose difficoltà nel ruolo di PG, soprattutto nella gestione del pallone. Basti vedere il numero di palle perse collezionate (4.1 a gara, massimo in carriera). Ora, invece, è più libero di muoversi e cercare di smarcarsi per prendersi tiri aperti.

 

Anche Dario Saric e Frank Kaminsky, le due ali, si sono integrati nel migliore dei modi, giocando bene in post e creando i giusti spazi quando si aprono negli angoli, rendendo l’attacco sempre più aperto e fluido. Ora Phoenix ha una media di 28.1 assist a partita, il miglior dato dell'intera NBA. E considerate che l’anno scorso erano ventesimi, con 23.9 assist per gara.

 

Tutto ciò è anche merito di coach Monty Williams, che crede fermamente nell’attacco “0.5”. Ovvero, in mezzo secondo devi essere in grado di prendere la decisione corretta, se passare, penetrare o prenderti il tiro. E infatti la squadra muove la palla molto più velocemente, costringendo le difese avversarie a una maggiore attenzione e a un maggior dispendio.

 

La fase difensiva è storicamente il tallone d’Achille dei Suns, e lo è stata anche durante i periodi più luminosi della franchigia, ossia durante gli anni di Charles Barkley e Steve Nash. Sconfitte con punteggi imbarazzanti sono state all’ordine del giorno in Arizona. Ma da quest’anno non solo Phoenix è tra le prime dieci squadre per rating offensivo, ma sono anche al settimo posto come miglior difesa.

 

L’anno scorso occupavano la 29esima posizione di questa speciale classifica e direi che già solo questo dato dimostra l’enorme passo in avanti compiuto. E, soprattutto, il cambio di mentalità avvenuto con coach Williams. A partire dalle guardie, Rubio, Booker, Tyler Johson e Jevon Carter hanno tutti dimostrato un notevole sforzo difensivo in queste prime partite, combattendo su ogni singolo possesso e pressando gli avversari con enorme determinazione. Carter soprattutto è diventato un idolo dei tifosi, grazie alle sue prestazioni e alla sua grinta. Anche Oubre, Bridges e Cam Johnson, poi, hanno dato e stanno dando il proprio contributo alla causa, forzando costantemente numerose palle perse che portano a facili canestri in transizione.

 

 

I ragazzi giocano e combattono l’uno per l’altro, ed era da anni che non si vedeva qualcosa di simile. Ciò dimostra il livello di fame e voglia di mettersi in mostra di questa squadra. Quando un avversario prova a penetrare in area, tutti e cinque i giocatori in campo si muovono per aiutare e chiudere ogni eventuale linea di passaggio.

 

Sarà interessante vedere l’impatto di Ayton sulla fase difensiva quando sconterà la sua squalifica, soprattutto perché, nell’unica partita che ha giocato, è sembrato essere abbastanza sul pezzo, chiudendo il match con 4 stoppate.

 

Ci sono comunque un paio di note dolenti che devono essere necessariamente sistemate nel corso della stagione. Da un lato abbiamo la difficoltà nel prendere rimbalzi offensivi, solo 7.6 a partita, terzo peggior dato dell’intera Lega. Si può e si deve fare meglio, anche perché Kaminsky e Baynes non sono propriamente due giocatori leggeri. È ovvio che con il ritorno di Ayton ci si aspetta un netto miglioramento, anche perché il giocatore originario delle Bahamas è abile nel pitturato e ha sempre avuto buoni numeri in questo fondamentale.

 

L’altro problema riguarda la difesa sui tiri dalla distanza degli avversari. Fino ad ora, le squadre che hanno affrontato i Suns hanno tirato in modo pessimo, tuttavia questo non potrà succedere per sempre, e quando i giocatori entreranno in ritmo e la stagione nel vivo, Phoenix rischia di essere punita oltre misura.

 

Detto questo, è stata sicuramente una partenza a razzo per i Suns e nessuno se lo sarebbe mai aspettato. È troppo presto per parlare di Playoffs? Forse sì, ma i segnali sono comunque incoraggianti. Kelly Oubre come ultima descrizione del suo post su Instagram ha scelto di scrivere “Shhh”... ma questi Valley Boyz stanno facendo proprio un gran casino.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

© Double Clutch

 

Questo articolo, scritto da Ross MacLeod per Double Clutch e tradotto in italiano da Andrea Campagnoli per Around the Game, è stato pubblicato in data 8 novembre 2019.

 

 

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