Il bilancio delle 30 squadre dopo la Regular Season

April 12, 2019

Chi è andato sopra le aspettative, chi le ha rispettate, chi le ha fallite. Il punto della situazione al termine della stagione regolare 2018/19 

 

 

 

E' finita la stagione regolare NBA. E' tempo di bilanci prima di buttarci nei Playoffs. Chi ha sorpreso? Chi ha deluso? Chi è rimasto negli standard previsti?

 

Partiamo da chi ha sorpreso.

 

 

Milwaukee Bucks 61-21 primi ad Est, +16 vittorie

Quarto attacco, miglior difesa

 

Primi ad Est, con il miglior record NBA. Alzi la mano chi lo avrebbe detto a inizio stagione.

 

Quasi sicuramente i Bucks hanno in squadra l'MVP, per di più con margini di miglioramento notevoli (e piuttosto facili da individuare), e con un salario tutto sommato basso per gli standard odierni. Mike Budenholzer ha saputo dare una identità perfetta alla squadra, che ora calza alla perfezione con il dio greco Giannis. Lopez è diventato un tiratore che apre il campo, Bledsoe ha imparato davvero a fare il playmaker, Malcolm Brogdon ha terminato una stagione da 50, 40 e 90 (percentuale rispettivamente al tiro da due, da tre, ai tiri liberi), Mirotic è stato un buon innesto a febbraio. 

 

Unico neo: molti giocatori in scadenza di contratto. Bledsoe però è già stato ri-firmato a prezzi ragionevoli: perché gli altri non dovrebbero fare altrettanto? Ci sarà la fila per giocare con Giannis Antetokoumpo. Meglio di così non si poteva. In pompa magna.

 

Primo turno contro i Detroit Pistons.

 

 

Toronto Raptors 58-24 secondi ad Est, -1 vittoria

Quinto attacco, quinta difesa

 

Una vittoria in meno rispetto allo scorso anno, ma con la speranza legittima, stavolta, di fare più strada. Infatti non sorprende tanto la loro posizione in classifica, ma il fatto che non diamo tutti per scontato che Kawhi Leonard cambierà casacca l'anno prossimo: sì, il rischio incredibile corso dalla dirigenza potrebbe pagare. Dirigenza che ha lavorato bene prendendo Marc Gasol, ad un prezzo tutto sommato ragionevole, che potrebbe convincere Leonard a prolungare il contratto. 

 

E' esploso definitivamente Pascal Siakam, principale candidato al premio di giocatore più migliorato e pedina fondamentale del futuro dei canadesi. Riuscirà un allenatore esordiente a far arrivare in finale una squadra che non ha mai vinto un titolo? Il fatto che ci poniamo  questa domanda è già indicativo. Alla prova del nove. 

 

Primo turno contro gli Orlando Magic.

 

 

Atlanta Hawks 29-53 dodicesimi ad Est, +5 vittorie

23esimo attacco, 27esima difesa

 

Ok, non la miglior difesa della Lega per usare un eufemismo, però i giovani Falchi crescono. Trae Young è migliorato mese dopo mese, è un piacere veder tirare Kevin Huerter e John Collins sembra sulla buona strada per diventare un giocatore bidimensionale. Con le aggiunte del prossimo Draft, potrebbero avere un gruppo competitivo. Di sicuro migliorare questa squadra non sembra una cosa impossibile: basta aggiungere qualche specialista difensivo e qualche altro veterano alla nuova infornata di giovani pronta ad arrivare in Georgia.

 

Linea verde. 

 

 

Golden State Warriors 57-25 primi ad Ovest, -1 vittoria

Primo attacco, 11esima difesa

 

Probabilmente una delle squadre più forti di sempre, i Guerrieri si sono confermati al livello dello scorso anno. La squadra di Steve Kerr ha dosato abbastanza bene energie e infortuni, e soprattutto il processo di integrazione di DeMarcus Cousins può dirsi soddisfacente.

 

 

Dovranno riuscire a giocare pensando solo al presente e non alla free agency che arriverà. Dove andrà Durant? Cosa farà Klay Thomson? Interrogativi pesantissimi, ma che bisogna necessariamente posticipare, per non perdere il three-peat. Ready for the legend. 

 

Primo turno contro i Los Angeles Clippers. 

 

 

Denver Nuggets 54-28 secondi ad Ovest, +8 vittorie

Sesto attacco, decima difesa

 

Quando peschi il tuo uomo franchigia al secondo giro al draft, le cose non possono che girare bene. La squadra del Colorado ha in Nikola Jokic il go to guy più altruista della NBA, e questo regala un gioco particolarmente corale e piacevole. Jamal Murray era già da tutti i General Manager indicato come il giocatore pronto al grande salto. E non ha tradito le attese. La squadra di Malone ha anche tanti buoni giocatori pronti a fare il salto di qualità: Craig, Beasley, Monte Morris. Senza dimenticare che da qualche parte è rimasto in bacino di carenaggio Michael Porter Junior: se riuscisse a recuperare dai suoi problemi fisici, ricordiamo che era uno dei prospetti più interessanti dello Draft 2018. La difesa è stata parzialmente sistemata entrando nella top 10 della Lega.

 

Ora spetterà alla dirigenza non smontare il giocattolo, o addirittura migliorarlo per garantire sostenibilità tecnica e finanziaria a lungo termine. Piccoli cigni.

 

Primo turno contro i San Antonio Spurs.

 

 

Houston Rockets 53-29 quarti ad Ovest, -12 vittorie 

Secondo attacco, 17esima difesa

 

Considerando come avevano iniziato la stagione, si può parlare di scampato pericolo per la squadra di Mike D'antoni. Grazie ad un Barba in versione Chamberlain, i texani hanno raggiunto una posizione dignitosa nella griglia Playoffs e possono ancora considerarsi una contender. Certo, questa squadra non avrà una vita lunghissima ed è più debole della scorsa stagione, ma già aver risalito la china è un grande risultato, tenendo conte che Capela è stato fuori per parecchie partite ed è stato rimpiazzato più che bene da Kenneth Faried, raccattato dal dimenticatoio della Lega.

 

I Razzi sono la miglior squadra NBA dall'All-Star Break in poi. Il  buzzer beater di Paul George nell'ultima partita, però, li ha condannati al quarto posto, che significa Golden State al secondo turno. Ora si pregherà, sperando che gli infortuni non levino giocatori chiave alla già ristretta rotazione del coach, e che entri qualche tiro da tre in più nei momenti decisivi. Per ora, salvi in corner. 

 

Primo turno contro gli Utah Jazz.

 

 

Portland Trail Blazers 53-29 terzi ad Ovest, +4 vittorie

Terzo attacco, 16esima difesa

 

Eroici e testardi. Dopo l'eliminazione clamorosa al primo turno dello scorso anno, Lillard e compagni hanno superato anche quest'anno le 50 vittorie. L'infortunio terribile di Nurkic ha levato alla squadra uno dei suoi tre cardini principali, ma in Oregon non si sono persi d'animo e hanno completato la stagione in maniera splendida, pescando addirittura il terzo slot.

 

Magari verranno eliminati presto, ma come non si può non parteggiare per una squadra che cerca di essere resiliente e per un front office che ha comunque migliorato la squadra, nonostante il poco spazio salariale a disposizione? Duri a morire. 

 

Primo turno contro gli Oklahoma City Thunder. 

 

 

Los Angeles Clippers 48-34 ottavi ad Ovest, +6 vittorie

Nono attacco, 21esima difesa

 

Una delle più grandi sorprese della stagione. Arrivano alla post season soffiando il posto ai cugini ricchi, rifiutandosi di fare tanking dopo la cessione di Tobias Harris e dimostrando una cultura vincente. Avranno  la mente incredibilmente leggera, senza nessuna pressione possono essere una mina vagante, malgrado lo "scomodo" accoppiamento al primo turno.

 

 

Straordinario Lou Williams, quasi sicuramente Sesto Uomo dell'Anno, devastante Harris dalla panchina, e Alexander si è rivelato un rookie con la testa di un veterano. Vedremo il nostro Danilo Gallinari finalmente nelle partite che contano, ma quasi sicuramente l'azzurro sarà ceduto per avere ulteriore spazio per firmare dei campioni. E sinceramente, se fossi un free agent, la mia prima idea sarebbe unirmi alla squadra di Doc Rivers, in lizza per il premo di allenatore dell'anno. In rampa di lancio. 

 

Primo turno contro i Golden State Warriors.

 

 

 

Sacramento Kings 39-43 noni ad Ovest, +12 vittorie

17esimo attacco, 19esima difesa

 

Fa strano vedere i Kings associati a qualcosa di positivo. Però finalmente un po' di sole inizia a vedersi per la franchigia della California, malgrado le decisioni (difficili da comprendere) di rinnovare Vlade Divac e allontanare coach Joerger.

 

La nuova identità della squadra tutta corsa e velocità è perfetta per Fox, Buddy Hield è un tiratore ormai affidabile e Bogdanovic è uno dei migliori giocatori della Lega in uscita dalla panchina. Il prossimo anno dovrà essere focalizzato sullo sviluppo di Marvin Bagley, un giocatore dal potenziale enorme ma che bisogna ben indirizzare. Dovessero avere fortuna nella lottery, i Kings potrebbero veramente diventare interessanti.

 

Piccoli bagliori di luce. 

 

 

Dallas Mavericks 33-49 14esimi ad Ovest, +9 vittorie

20esimo attacco, 18esima difesa

 

I texani sono riusciti in una incredibile magia: perdere tantissime partite ma dare la percezione di essere una grande squadra. Tutto questo per merito di Luka Doncic, che ha avuto un impatto ben oltre le aspettative, tanto che gli sono già state consegnate le chiavi delle operazioni. 

 

 

Aver acquisito Porzingis resta al momento un capolavoro, considerando che Dallas non sarebbe stata comunque la prima scelta dei free agent. Aggiungiamo che il contratto di Harrison Barnes è stato ceduto (ed è arrivato sottotraccia Justin Jackson, giocatore da non sottovalutare). Se dovesse avere fortuna al draft, la squadra di Mark Cuban sarebbe a posto per dieci anni.

 

Tutti non vedono l'ora di godersi i due europei in azione: hype al massimo.

 

 

Brooklyn Nets 42-40 sesti ad Est, +13 vittorie

19esimo attacco, 15esima difesa

 

Altra sorpresa della stagione. Rinchiuso in una situazione salariale complicata, il General Manager ha dovuto lavorare di fantasia, e lo ha fatto con grande efficacia, pescando un reietto D'Angelo Russell dai Lakers e portandolo quest'anno addirittura all'All-Star Game. Playoffs raggiunti e tanti giocatori interessanti da monitorare: Jarrett Allen è un fantastico rim protector, Joe Harris ha vinto la gara del tiro da tre punti, Spencer Dinwiddie è un grande realizzatore dalla panchina e Kurucs ha dimostrato di poter essere un prospetto di valore.

 

Testa leggera, gioco veloce e spensierato: Atkinson ha trovato il modo per rendere divertente e guardabile la squadra di Brooklyn.

 

Primo turno contro i Philadelphia 76ers.

 

 

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Veniamo ora alle squadre che hanno rispettato le aspettative.

 

 

Philadelphia 76ers 51-31 terzi ad Est, -2 vittorie

Ottavo attacco, 14esima difesa

 

Nella città dell'amore fraterno hanno inaspettatamente fatto all-in subito, acquisendo i contratti in scadenza di Jimmy Butler e Tobias Harris. Una scelta non necessariamente condivisibile, perché i Sixers probabilmente si trovano nella stessa posizione in cui sarebbero se avessero mantenuto Covington e Saric. Infatti il record recita -2 vittorie rispetto allo scorso anno. Si sono rafforzati, ma non sembrano una minaccia così spaventosa per le big dell'Est e soprattutto dell'Ovest. I giovani faranno esperienza Playoffs, ma l'anno prossimo la squadra sarà molto diversa, il rischio è quello di indebolirla nel marasma generale di tutti i giocatori liberi che ci saranno, e di tutti i front office pronti a firmarli.

 

Come dice un vecchio proverbio: a volte non bisogna svegliarsi presto, ma azzeccare l'orario. E l'impressione è che questi 76ers abbiano sbagliato il timing. Restano comunque una ottima squadra, con Joel Embiid che è il miglior centro della NBA, pronta ad approfittare dei passi falsi altrui. Tante certezze, ancor più incognite.

 

Primo turno contro i Brooklyn Nets. 

 

 

Indiana Pacers 48-34 quinti ad Est, stesso record

18esimo attacco, terza difesa

 

Solidi, duri e organizzati. I giallo blu sono di nuovo lì, grazie al loro sistema difensivo e alla loro applicazione. Myles Turner viene addirittura indicato come possibile Difensore dell'Anno, Domantas Sabonis è una certezza dalla panchina. L'infortunio di Victor Oladipo, però, sarà troppo pesante per fare dei Playoffs sopra la media.

 

La dirigenza può comunque essere soddisfatta, perché qualunque giocatore verrà preso o scambiato, troverà un ambiente ideale per dare il meglio di sé. Forse non saranno mai da titolo, ma neanche da tanking selvaggio. Una organizzazione che un tifoso può sostenere con orgoglio. 

 

Primo turno contro i Boston Celtics. 

 

 

Detroit Pistons 41-41 ottavi ad Est, +2 vittorie

21esimo attacco, 12esima difesa

 

Un Blake Griffin miglioratissimo nel gioco perimetrale, ma accentratore, ha trascinato la squadra del Michigan all'obbiettivo minimo della post-season. Un gioco esageratamente monocorde, però, li renderà quasi sicuramente una facile preda degli avversari.

 

Andre Drummond ha dato segni di miglioramento, ma restano dubbi sul fatto che possa essere un vero perno di una franchigia NBA. Verrà sondato il mercato per lui? In fondo, è stato preso Thon Maker che potrebbe proteggere il ferro al posto suo.

 

Presente decente, ma a breve bisognerà cambiare. Ultimo ballo?

 

Primo turno contro i Bucks. 

 

 

Utah Jazz 50-32 quinti ad Ovest, +2 vittorie

15esimo attacco, seconda difesa

 

I mormoni sono praticamente la stessa squadra dello scorso anno e si ritrovano con un record molto simile. Risultato piuttosto soddisfacente, considerando le difficoltà in questo secondo anno di Donovan Mitchell, che la scorsa stagione aveva sorpreso tutti. Rudy Gobert potrebbe vincere il premio di Difensore dell'Anno, dopo le lacrime per la sua mancata convocazione all'All-Star Game.

 

Ora i Jazz cercheranno di sgambettare qualunque squadra si troveranno davanti, a partire dai vice-campioni della Western Conference, con la loro concretezza. Regolari come sempre.

 

Primo turno contro gli Houston Rockets. 

 

 

San Antonio Spurs 48-34 settimi ad Ovest, -1 vittoria

Settimo attacco, 20esima difesa

 

Tony Parker e Manu Ginobili non ci sono più, ma gli Speroni riescono comunque a regalarsi un settimo posto per dare un'altra stagione da Playoffs a coach Popovich. Il nuovo arrivato DeRozan è stato un po' altalenante, ma grazie ad un'ottima second unit - in grado di cambiare ritmo alle partite - i neroargento si confermano un'organizzazione tra le più continue della storia dello sport professionistico. Derrick White, dal punto di vista individuale, è stata una delle sorprese più inattese di questa stagione, grazie alla sua solidità offensiva e soprattutto al suo straordinario (e decisivo) impatto difesivo.

 

Togliete tutto, ma non gli Spurs.

 

Primo turno contro i Denver Nuggets.

 

 

Orlando Magic 42-40 settimi ad Est, +17 vittorie

22esimo attacco, ottava difesa

 

La franchigia della Florida sfrutta la grandissima annata di Nikola Vucevic e accede alla seconda parte di stagione. Finalmente si sono visti buoni spunti da Jonathan Isaac, atleta su cui puntare per il futuro. Stagione deludente, invece, per Mo Bamba, che non ha trovato un grande minutaggio, e Aaron Gordon che si conferma buon giocatore ma che ha fallito ancora una volta lo step up. Interessante l'arrivo di Markelle Fultz, che potrebbe essere al centro delle future pianificazioni, visto che ci saranno molti cambiamenti. Work in progress.

 

Primo turno contro i Toronto Raptors.

 

 

 

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Ecco le squadre che hanno deluso nella stagione regolare 2018-2019.

 

 

Boston Celtics 49-33 quarti ad Est, -6 vittorie 

Decimo attacco, settima difesa

 

Il ritorno di Kyrie Irving e Gordon Hayward ha addirittura peggiorato il record. Il gruppo ha avuto enormi problemi di spogliatoio, i giocatori hanno avuto difficoltà nel riorganizzare i proprio ruoli in squadra. Possono ancora vincere il titolo, anche perché questo Irving è il migliore di sempre e si  applica in difesa come mai fatto nella sua carriera.

 

Cambieranno marcia, da adesso in poi? Torneranno magicamente quelli dello scorso anno? Danny Ainge è comunque pronto ad andare all'assalto di Anthony Davis a luglio. Win or reset?

 

Primo turno contro gli Indiana Pacers.

 

 

Charlotte Hornets 39-43 noni ad Est, +3 vittorie

13esimo attacco, 22esima difesa

 

Il team di Michael Jordan si è rinchiuso in una situazione complicatissima: non farà i Playoffs e ha in squadra un All-Star come Kemba Walker, che sarà una delle "fregature" della prossima free agency. Che fare? E' anche vero che superstar non ne passeranno poi così tanti da quelle parti...

 

Jeremy Lamb è un ottimo giocatore, ma è uno che fa di tutto un po', senza eccellere particolarmente in nulla. Batum è immerso nel suo solito limbo tra talento e poca incisività.

 

Nuvole in vista per MJ. 

 

 

Miami Heat 39-43 decimi ad Est, -5 vittorie

26esimo attacco, sesta difesa

 

Essere una delle franchigie con i salari più alti della Lega ed essere in vacanza già da inizio aprile. Male.

 

Hassan Whiteside è stato difficile da gestire caratterialmente e andrà ceduto, Goran Dragic è stato fuori per buona parte delle partite. Ora si dovrà ripartire con Justise Winslow, forse l'unica notizia positiva della stagione, Bam Adebayo e Josh Richardson, a meno che Pat Riley si inventi qualche scambio fantasioso.

 

Pulsante rosso da schiacciare e Dwyane Wade da salutare. Tutti in piedi, ma con diversi motivi per non essere entusiasti.

 

 

 

Washington Wizards 32-50 11esimi ad Est, -11 vittorie

14esimo attacco, 28esima difesa

 

Una delle serie candidate ad essere la squadra peggiore dell'anno. Dwight Howard non si è praticamente mai visto, John Wall si è infortunato pesantemente e non calcherà il parquet per tanto tempo. La dirigenza aveva provato a rinforzare una squadra sull'orlo di una crisi di nervi. Tutto inutile. Ora servirà un miracolo per riportare la squadra nella dignità.

 

Uniche note positive, la scoperta di Thomas Bryant, che ha approfittato bene degli infortuni altrui, e Bradley Beal, che ha tirato avanti la baracca da solo fin quando ha potuto. Dovesse rimanere nella capitale sarebbe da santificare.

 

 

Chicago Bulls 22-60 13esimi ad Est, -5 vittorie

29esimo attacco, 25esima difesa

 

I Bulls sono il penultimo attacco della Lega, eppure ci sarebbe del talento a disposizione. Non è stato lanciato nessun giocatore in particolare. Markkanen ha saltato tante partite per infortunio, così come Wendell Carter; Jabari Parker è stato ceduto e tornando indietro nel tempo Zach LaVine forse non doveva essere preso. E per di più si è acquisito il contrattone di Otto Porter, che bloccherà il salary cap.

 

Unica speranza: pesca miracolosa al Draft.

 

 

Cleveland Cavaliers 19-63, -28 vittorie, 14esimi ad Est

25esimo attacco, 30esima difesa

 

Disastro incredibile in quel dell'Ohio. La dirigenza ha sbagliato tutto quello che poteva sbagliare, dichiarando obbiettivi velleitari, firmando un super contratto a Kevin Love (che ha pure saltato gran parte della stagione) e licenziando coach Lou dopo poche partite. La matricola Collin Sexton ha sentito tutta la pressione delle aspettative e ha reso meno del preventivato.

 

E' veramente difficile trovare qualcosa da salvare a Cleveland e anche un giocatore da cui ripartire con convinzione. Forse l'unico che ispira fiducia è Cedi Osman. Apprezzabile, ma oggettivamente è un po' poco.

 

 

Oklahoma City Thunder 49-33 sesti ad Ovest, +1 vittoria

17esimo attacco, quarta difesa

 

Westbrook di nuovo in tripla doppia di media, Paul George candidato MVP, Adams che sa improvvisamente giocare in post basso... e i Thunder figurano tra le delusioni? Sì, perché la squadra arriva alla post-season con pochissima inerzia dopo un finale di stagione difficile e un modo di giocare poco fluido, troppo dipendente dalle meraviglie di George e dalle lune di Westbrook (spesso storte). Unica speranza per fare strada sarà difendere alla morte e volare in contropiede, prima che la difesa si schieri. Facile a dirsi ma difficile a farsi. 

 

Il tabellone, però, riserva un accoppiamento fortunato - potrebbe essere, finalmente, un segnale positivo del destino?

 

Primo turno contro i Portland Trail Blazers.

 

 

Los Angeles Lakers 37-45 decimi ad Ovest, +2 vittorie

24esimo attacco, 12esima difesa

 

Ed eccola una delle più grandi delusioni. L'arrivo di James ha portato... due vittorie in più. Sorprende che siano sono il 24esimo attacco, pur con un sistema di gioco basato sulla corsa e sul ritmo.

 

Avreste mai immaginato il Re già in vacanza? Neanche per idea. Eppure la mancata trade Davis ha spaccato in maniera clamorosa l'ambiente e i giovani Lakers sono passati da sudditi a ribelli. La post-season poteva cementare un gruppo attaccato con lo scotch, ma invece non ci sarà questa possibilità. Lonzo Ball e Josh Hart hanno convinto solo parzialmente per colpa dei tanti infortuni, Kuzma è stato altalenante e l'unico ad aver dimostrato di poter essere un uomo franchigia è stato Brandon Ingram. Ma ai gialloviola non serve un primo ballerino.

 

 

Magic Johnson ha abbandonato la nave senza avvisare nessuno, probabilmente perché troppo genuino per digerire il tossico ambiente di Hollywood... oppure per far fare il suo lavoro a LeBron.

 

Difficile, forse impossibile fare peggio di così. 

 

 

Minnesota Timberwolves 36-46 11esimi ad Ovest, -11 vittorie

11esimo attacco, 14esima difesa

 

Towns, Wiggins, Butler, Teague, Derrick Rose. Se ne facciamo una questione di talento puro, i Lupi si erano presentati ai nastri di partenza come uno dei team più attrezzati. Risultato: spogliatoio saltato in aria causa Jimmy Butler, trade inevitabile. E il sospetto che Wiggins sia un "fallito" e già con la valigia in mano. Towns è fortissimo, ma non è in grado di trainare al di là dei numeri. Solo Derrick Rose ha regalato lacrime di gioia ai fan, nonostante i soliti mille problemi fisici. Date una macchina del tempo a Rose. Il recupero di Covington sarà già un grande innesto per il prossimo anno.

 

 

New Orleans Pelicans 33-49 13esimi ad Ovest, -15 vittorie 

13esimo attacco, 23esima difesa

 

La campagna estiva 2018 non era neanche stata così male. Julius Randle sembrava un buon nome per sostituire DMC, passato ai Golden State Warriors. Però la clamorosa richiesta di Davis di essere scambiato ha fatto esplodere tutto. Il circo che si è venuto a creare nell'asse con Los Angeles ha reso insignificante tutto l'accaduto nel rettangolo di gioco. Ora i pellicani devono solo scambiare al meglio possibile il loro prezioso tesoro, anche se non hanno il coltello dalla parte del manico.

 

Big bang in avvicinamento. 

 

 

Memphis Grizzlies 33-49 12esimi ad Ovest, +11 vittorie

27esimo attacco, nona difesa

 

Anche qui, stesso errore che è stato commesso a Cleveland. La squadra era già da rifondare a inizio anno e si sono dichiarati obiettivi irraggiungibili. La via della ricostruzione è stata intrapresa con notevole ritardo, spedendo Marc Gasol a Toronto. Tra qualche mese sarà il turno di Mike Conley, e un'epoca potrà dirsi definitivamente chiusa nel Tennessee. Jarren Jackson Junior sarà la pietra angolare della ricostruzione in arrivo.

 

 

Phoenix Suns 19-63, 15esimi ad Ovest, -2 vittorie

28esimo attacco, 29esima difesa

 

I Suns hanno avuto la prima scelta Ayton da affiancare al max contract Devin Booker, eppure hanno peggiorato il loro record. Decisamente troppo poco, anche considerando le attenuanti di un allenatore europeo alla prima stagione negli USA e la pesante mancanza a roster di una vera point guard. Josh Jackson può forse già considerarsi una scelta fallimentare, così come Dragan Bender. Bene ha invece fatto il nuovo arrivato Kelly Oubre, magra consolazione.

 

La dirigenza avrà una scelta alta al Draft 2019 per poter ripartire e far accendere un gruppo comunque talentuoso. Forse non tutti i mali sono venuti per nuocere. 

 

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Special Mention: New York Knicks 17-65, 15esimi ad Est, -12 vittorie

30esimo attacco, 26esima difesa

 

Come valutare i Knicks in questa stagione? L'arrivo di coach Fizdale doveva rilanciare la franchigia verso una nuova cultura del lavoro, invece è arrivato il peggior record della NBA.

 

Tuttavia la squadra ha pescato tanti giocatori che possono dare qualcosa alla causa (e a poco prezzo): Mitchell Robinson è un ottimo rim protector, Allonzo Trier può diventare uno scorer dalla panchina, Luke Kornet è un lungo con raggio di tiro e Noah Vonleh può fare tante cose in un campo di pallacanestro. Aggiungiamo che arriverà una scelta alta al Draft (la grande speranza: Zion Williamson), lo spazio salariale a disposizione, Kevin Knox (e Frank Ntilikina?) ancora da sviluppare (o scambiare). Se dovessero arrivare dei free agent di spessore, i tifosi della Grande Mela potrebbero dimenticare l'addio di Kristaps Porzingis, giocatore più amato dal Garden.

 

Il giudizio di quest'anno è solo e soltanto legato a chi arriverà a luglio. Altrimenti sarà stato soltanto tempo perso. 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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