Il difficile rapporto tra i Sacramento Kings e il Draft

May 24, 2018

 

© Sacramento Bee / TNS

 

 

I critici hanno detto che i Kings non sono nemmeno in grado di saper perdere una partita, il che è un messaggio chiarissimo per una squadra che ha mancato la qualificazione ai Playoffs per 12 stagioni consecutive.

 

Le squadre perdenti - come appunto Sacramento - spesso tankano sul finale di stagione nella speranza di aumentare le probabilità nella lottery del Draft NBA, ma non i Kings, che sono riusciti a vincere 9 delle ultime 21 partite: troppe per una squadra che aveva bisogno di rafforzare le sue possibilità di essere fortunata.

 

«Non mi piace quella parola», ha detto il GM dei Kings Vlade Divac. «Tanking. È una parola che odio».

 

Tuttavia la lottery, per il secondo anno di fila, è stata benevola nei confronti dei Kings, questo perché martedì [15 maggio, NdR] la squadra californiana, al Palmer House Hilton di Chicago, è passata dalla settima alla seconda scelta al Draft 2018 che si terrà il 21 giugno. La prima scelta è stata vinta dai Phoenix Suns, mentre la terza squadra a poter selezionare un rookie saranno gli Atlanta Hawks.

 

"Karma" è stata la parola d'ordine per i Kings, i quali credono ancora che la loro decisione di fare a modo loro, senza perdere volontariamente le partite, pagherà a lungo termine.

 

«Sono contento che sia accaduto di nuovo come l’anno scorso», ha detto Divac. «Abbiamo cercato di sviluppare i nostri giovani ragazzi e di vincere partite. Alcuni ci hanno criticato, ma il karma ha agito di nuovo».

 

Alla fine è quasi giusto, perché i Kings, dopo anni di cattive decisioni e scambi discutibili, avevano bisogno di un po’ di karma favorevole. La scelta dello scorso anno sarebbe stata la numero 3 se non fosse stato per un trade del 2015 con Philadelphia, che ha dato ai 76ers il diritto di scambiare le scelte con la franchigia californiana. Anche in questa stagione, però, la fortuna non è stata tutta dalla loro parte, difatti i Kings hanno perso uno spareggio con i Chicago Bulls e, pur avendo finito entrambi con un record di 27-55, sono stati messi in sesta posizione nella lotteria. Questa sconfitta alla fine si è rivelata comunque una vittoria, perché se avessero vinto il lancio della moneta, la combinazione numerica di 14-7-6-8 sarebbe dovuta appartenere a Chicago.

 

«Ogni squadra qui sta sperando in un po 'di fortuna e buona sorte», ha detto il direttore generale dei Bulls John Paxson. «Sacramento l’ha avuta stasera ed è un bene per loro. Questa franchigia ha avuto un po' di sfortuna lungo la strada e, comunque, è tutto parte della grande lotteria che è l'NBA».

 

 

Durante il loro attuale periodo sabbatico dai Playoffs, quest'anno e quello precedente sono state le uniche volte in cui i Kings sono riusciti a salire di posizione grazie alla lottery. L’assistant general manger Ken Catanella era nel salotto della lottery e, prima ancora di prendere appunti sul retro di un foglio, aveva scritto sulla parte frontale "1" e poi "2". Aveva scritto inoltre le prime tre combinazioni, tutto quello che era andato a Phoenix, e aveva scritto 14, 7, 6 prima di essere sopraffatto dall'eccitazione quando la palla da ping-pong con il numero 8 venne pescata, quella che significava seconda scelta assoluta al Draft 2018.

 

Mentre il resto dell’organizzazione stava ancora attendendo, Catanella già sapeva, intorno alle 18:24, che Sacramento era stata ancora fortunata.

 

I Kings avrebbero anche potuto dire che gli dei del basket li hanno premiati per il loro approccio alla stagione, molti invece lo definirebbero un approccio fuorviante per poi alla fine tankare.

 

Sacramento comunque ha aggiunto tre veterani - Zach Randolph, George Hill e Vince Carter - la scorsa estate e ha aspettato fino a metà stagione per iniziare a relegarli in panchina, questo in favore di più minuti da concedere ai giovani. Il 9-12 con cui si è conclusa la stagione è stato deriso da coloro che passano il loro tempo ossessionati dal modo in cui ogni vittoria fa male alle probabilità della lottery.

 

«Vincere le partite che abbiamo vinto è stato propedeutico per l'esperienza che abbiamo ottenuto», ha detto la guardia De'Aaron Fox, che ha rappresentato i Kings sul palco della lottery. «È sempre bello vincere partite ravvicinate, sono gli incontri a cui vuoi partecipare e quelli che vuoi vincere. Mi sento come se avessimo dei ragazzi in grado di chiudere i giochi e non abbiamo ottenuto la settima scelta, abbiamo anzi ottenuto la seconda, quindi abbiamo accumulato l'esperienza e la scelta che volevamo. Alla fine abbiamo ottenuto un vantaggio».

 

Divac, come la maggior parte dei dirigenti, ha detto che si sarebbe accontentato di qualsiasi scelta, ma la seconda ovviamente modifica il punto di vista di chiunque, sia per chi era interessato alla squadra pre-Draft, sia per chi lo sarà dopo e durante la propria free agency. Il GM inoltre crede che il modo in cui i Kings hanno iniziato la scorsa stagione crei il tipo di ambiente che sarebbe gradito a tutti i progetti del team: «Sono stato nel basket per molto tempo», ha detto. «Non puoi insegnare ai ragazzi e farli crescere se non insegni prima loro come vincere. È un draft profondo, stavamo bene anche con la settima scelta. Ovviamente andare avanti, addirittura fino alla numero 2, è grandioso, ma c'è molto lavoro da fare adesso».

 

I Kings però più volte non hanno preso la decisione migliore ai precedenti undici draft, anzi, il tutto mentre si sono alternati tre diversi front office. La seconda pick non può garantire che Sacramento riuscirà a selezionare una futura stella. Nonostante le scelte alte per più di un decennio, infatti, i Kings infatti hanno draftato soltanto due All-Star:

 

DeMarcus Cousins ha partecipato tre volte all’All-Star Game dopo essere stato selezionato come quinta scelta assoluta nel 2010. È stato ceduto a New Orleans a febbraio 2017.

 

Isaiah Thomas è stata la versione NBA di "Mr. Irrelevant" nel 2011, entrando nella Lega come 60esima scelta. Dopo aver lasciato Sacramento, è entrato due volte nel All-Star team giocando con i Boston Celtics.

 

Molti considerano il centro di Arizona DeAndre Ayton il miglior giocatore disponibile, quindi sarebbe una sorpresa vederlo scivolare ai Kings; mentre l’ala di Duke Marvin Bagley III e lo swingman sloveno Luka Doncic sono almeno due dei giocatori che i Kings considereranno con la seconda chiamata. Anche l'ala di Michigan Jaren Jackson Jr. e quella di Missouri Michael Porter Jr. sono profili papabili. I Kings alla fine hanno speso le ultime scelte al Draft su giocatori praticamente in ogni posizione; ma viste le difficoltà della squadra per vincere, non permetteranno che questo diventi un fattore nel far passare un talento cristallino.

 

Il Karma ha fatto la sua parte, ora tocca a Divac e soci prendere la decisione giusta, anche perché l’anno prossimo non avranno la prima scelta del Draft 2019 - ceduta nel 2015 a Philadelphia all’interno di una trade. Quindi la pick di quest'anno è particolarmente importante. I Kings devono riuscire a trovare un talento come DeMarcus Cousins, non più giocatori come Georgios Papagiannis (che è durato meno di due stagioni) o Thomas Robinson (che non ha terminato la sua stagione da rookie a Sacramento).

 

Per fare più chiarezza sulle diverse scelte fatte al Draft dalla franchigia, ecco una classifica con migliori e peggiori pick (in ordine) fatte da Sacramento dal 2007 ad oggi:

 

 

 

1 — DEMARCUS COUSINS

2010 DRAFT, FIFTH PICK

 

Sulla base del talento, Cousins non avrebbe dovuto scendere al di sotto del secondo posto nel Draft, ma alcuni hanno messo in discussione la sua maturità, specialmente nei momenti in cui si trova nella situazione sbagliata. I Kings non erano l'ideale da questo punto di vista, ma Cousins è comunque diventato un tre volte All-Star con Sacramento prima di essere scambiato alla fine della stagione. Se i Kings fossero stati in una situazione più stabile, Cousins potrebbe ancora esserne parte e non staremmo discutendo sul se, ma sul quando la sua maglia sarebbe stata ritirata dalla squadra.

 

 

 

2 — TYREKE EVANS

2009, FOURTH

 

Evans ha vinto il premio come Rookie of the Year, ma gli infortuni gli hanno impedito di dimostrare il suo pieno potenziale. C'è anche il fatto che qualcuno di nome Stephen Curry è stato scelto tre posizioni dopo Evans, ma nonostante ciò si è tratta comunque di una scelta solida e di un giocatore NBA di qualità. Non si può dire lo stesso di tutti quelli che i Re hanno scelto...

 

 

 

3 — SPENCER HAWES

2007, 10TH

 

Un centro che amava sparare a 3 punti, Hawes non gioca in NBA dalla stagione 2016/17. È comunque riuscito a rimanere nella Lega più a lungo delle molte altre scelte dei Kings. Ad ogni ritorno a Sacramento con altre squadre, Spencer è stato regolarmente fischiato dai fan della squadra californiana - e per il suo trascorso qui, e per aver supportato il possibile spostamento della squadra a Seattle.

 

 

 

4 — JASON THOMPSON

2008, 12TH

 

Thompson è stato un giocatore solido, ma non spettacolare, con la maglia neroviola. Resta il fatto che detiene ancora il record di partite giocate in casa Kings. Ora gioca oltreoceano, al Fenerbache.

 

 

 

5 — WILLIE CAULEY-STEIN

2015, SIXTH

 

Con un approccio e un miglioramento più mirati, Cauley-Stein ha la possibilità di risalire questa lista. La sua prossima stagione, al quarta nella Lega, sarà importante e una certa consistenza è richiesta dal big man del Kentucky.

 

 

 

6 — BEN MCLEMORE

2013, SEVENTH

 

A differenza di molte altre scelte al Draft, McLemore è stato in grado di ottenere un contratto pluriennale dopo il suo primo anno da rookie; ma un ambiente incoerente e instabile, assieme ai costanti cambiamenti di allenatore, hanno fatto crollare le prestazioni di McLemore. Ha trascorso la scorsa stagione come backup per i Memphis Grizzlies.

 

 

 

7 — JIMMER FREDETTE

2011, 10TH

 

Acquisito in un trade durante il giorno del Draft (i Kings hanno selezionato Bismack Biyombo con la settima scelta), l'ex superstar di BYU si è tolto delle soddisfazioni giocando all'estero, ma il suo successo al college non è mai stato riproposto in maglia Kings. Ciò che fa più male è che ci sono state alcune persone all'interno dei Kings che preferivano Klay Thompson (11esima scelta) o Kawhi Leonard (15esima scelta), che ora sono delle superstar, ma Jimmer era davvero popolare e puoi ancora vedere oggi la sua maglia indossata dai fan dei Kings in una partita.

 

 

 

8 — NIK STAUSKAS

2014, EIGHTH

 

Meglio conosciuto per il suo soprannome, "Sauce Castillo" (nato durante la sua stagione da rookie grazie a un problema di sottotitoli), è durato solo una stagione a Sacramento prima di essere ceduto a Philadelphia. Ha concluso il 2017/2018 con Brooklyn e cercherà ora la possibilità di dimostrare che può ancora giocare in NBA.

 

 

 

9 — THOMAS ROBINSON

2012, FIFTH

 

Questo giocatore sarà per sempre noto come “la scelta che potrebbe essere stata Damian Lillard”. I Kings hanno selezionato Robinson, in parte, per recuperare dalla perdita di Thompson in free agency. È stato scambiato durante la sua stagione da rookie ed ha girato un po’ per la Lega prima di trasferirsi in Europa in questa stagione.

 

 

 

10 — GEORGIOS PAPAGIANNIS

2016, 13TH

 

Preso anche lui con una trade nel giorno del Draft (Sacramento prese Marquese Chriss con l'ottava scelta), quella di scambiare per ottenere il centro greco fu una decisione curiosa fin dall'inizio, dato che i Kings avevano già Cousins e inoltre avevano selezionato Cauley-Stein un anno prima. Il centro europeo non è mai stato vicino ad entrare in rotazione prima di essere tagliato a febbraio.

 

 

 

TBD — DE'AARON FOX

2017, FIFTH

 

Fox ha dimostrato di essere un promessa nel suo anno da rookie, ma i Kings hanno bisogno di vederlo diventare più assertivo nel suo ruolo di team leader. Nessuno nega il suo talento, ma alcuni dati intangibili e l'etica del lavoro determineranno se Fox diventerà la stella che la squadra crede possa diventare.

 

 

 

 

 


 

Il Sacramento Bee, fondato nel 1857 nell’omonima città, è un faro che illumina il mondo Kings con approfondimenti quotidiani, riportati sul nostro sito grazie alla collaborazione avviata con Around the Game a ottobre 2017. Questo articolo è frutto dell’unione di due diversi scritti, prodotti da Jason Jones il 14/15 marzo 2018 e tradotti in italiano dalla nostra redazione.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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