L’intervista: Nikola Mirotic

January 15, 2019

L’ala forte dei New Orleans Pelicans sta giocando la miglior pallacanestro della sua carriera in Louisiana. Abbiamo avuto modo di scambiare quattro chiacchiere con lui a Los Angeles, prima della sfida contro i Clippers.

 

 

 

Alla sua quinta stagione in NBA, Nikola Mirotic ha trovato il suo posto tra le stelle, disputando la miglior pallacanestro della sua carriera tra le file dei New Orleans Pelicans. Recentemente rientrato dopo un infortunio alla caviglia che l’ha mantenuto fuori dai giochi per 12 incontri, l’ispano-montenegrino è pronto per una grande seconda parte di stagione.

 

Ecco cosa ci ha raccontato di persona a Los Angeles, dove abbiamo avuto modo di intervistarlo prima di affrontare i Clippers in una sfida molto importante in chiave Playoffs.

 

 

Come stai? La caviglia che ti ha tenuto fuori dai campi per vari incontri è a posto?

 

Sì, sto meglio. Effettivamente non è stato un bel periodo: ho avuto parecchi fastidi per via di due distorsioni. Per fortuna non ho sofferto nessuna rottura, anche se sono state due distorsioni non indifferenti. Adesso sto bene, sono appena rientrato con la squadra dopo essere stato più di dieci partite fuori. Ho molta voglia di giocare e aiutare i miei compagni a qualificarsi per i Playoffs.

 

 

I Pelicans hanno sofferto la tua assenza, incappando in risultati negativi. È mancato qualcosa.

 

In effetti, quest’anno abbiamo avuto diversi infortuni e poche volte siamo stati tutti disponibili. Prima era infortunato Elfrid Payton, poi ci sono stato io... Adesso finalmente ci siamo tutti: è il momento di dimostrare che questa squadra può fare qualcosa. Siamo già oltre metà della stagione, abbiamo giocato con alti e bassi, e ora è il momento di fare un passo avanti. In questo periodo in cui sono stato fuori ho approfittato per vedere molte partite della squadra e poter così valutare meglio quello di cui hanno bisogno da me al mio rientro. Spero di poter apportare quello che è mancato.

 

 

 

La corsa per i Playoffs nella Western Conference è brutale. I Pelicans in questo momento sono indietro, ma le posizioni che contano sono comunque vicinissime.

 

Certamente il nostro obiettivo è quello di disputare i Playoffs, così come lo è stato l’anno scorso - e ce l’avevamo fatta. Anche quest’anno lotteremo per quello. Abbiamo potenziale e squadra, siamo un bel gruppo, ma c’è molto da lavorare in campo. Fino ad ora ci sono stati parecchi alti e bassi, cosa che può succedere... Ma speriamo di stabilizzarci nella seconda metà della stagione, mantenendo un buon livello.

 

 

Come ti trovi ai Pelicans? Meglio che a Chicago?

 

Sto molto bene e sto giocando la miglior pallacanestro della mia carriera. L’anno scorso è stato incredibile: i migliori numeri, raggiungendo le semifinali... è stato spettacolare. E quest’anno sta andando nello stesso modo, addirittura migliorando i numeri. E anche se ora sono stato fuori qualche partita, sto crescendo come giocatore, mi sento sempre più importante all’interno della squadra - ed è quello che desidero: divertirmi e giocare bene.

 

 

Com’è giocare insieme ad un campione come Anthony Davis?

 

Molto male! Sto così male che non posso dormire di notte (ride). Scherzo! È incredibile: avere questa facilità nel segnare e difendere... Alla fine ti abitui, magari sembra che non faccia nessuno sforzo e segna 30 punti: spettacolare! Nella mia carriera sportiva ho avuto la fortuna di giocare prima contro i migliori giocatori del mondo, e poi insieme: nelle mie squadre ci sono state sempre molte stelle, e lui è al momento uno dei migliori al mondo, quindi ne approfitto per imparare stando al suo fianco.

 

 

Disputerai il Mondiale con la Spagna? Hai parlato con Sergio Scariolo, ora che anche lui è qua?

 

Non lo so, non ho ancora parlato con il coach. Quando le nostre squadre si sono affrontate io ero infortunato e non ci siamo visti. Ovviamente, certo che mi piacerebbe giocare, è un Mondiale... Ma non lo so ancora con certezza.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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