L'apparenza inganna

November 4, 2019

 

© Double Clutch

 

 

"Vali quanto vale il tuo record", un pensiero piuttosto comune. E potrebbe considerarsi valido quando si è a 50, 60 partite giocate durante l’anno, ma in questo inizio di stagione è difficile tirare le somme. Come per i Clippers, ad esempio, una delle difese più solide, che però ha subito più di 120 punti in due partite diverse; o come per Harden, tiratore da tre fenomenale, che ha iniziato tirando con il 20% dall'arco.

 

Ci sono tre squadre che finora hanno un record ingannevole, per ragioni diverse.

 

 

San Antonio Spurs

 

Una delle poche squadre partite con tre vittorie consecutive sono i San Antonio Spurs, che ancora una volta stanno dando l’idea che arriveranno ai Playoffs.

 

Come menzionato in un recente articolo, gli Spurs sanno che per arrivare a 50 vittorie in stagione bisogna “semplicemente” battere le squadre battibili e vincere buona parte delle partite in casa. Le squadre migliori della Conference battono spesso altre squadre con un record positivo, e ci riescono anche fuori casa, ma quest’anno il roster di San Antonio non sembra avere talento sufficiente per riuscirci costantemente. Ed è per questo che non si dovrebbe essere tratti in inganno da quanto Gregg Popovich ha fatto fino ad adesso, in termini di vittorie e sconfitte.

 

Basandoci sulle avversarie incontrate dagli Spurs nelle prime uscite stagionali, si direbbe che hanno il record che meritano, ma il modo in cui hanno vinto non è sempre stato molto promettente. Prima una vittoria sofferta contro i New York Knicks e poi una vittoria di 2 punti contro i Washington Wizards, due squadre che non ci si aspetta di vedere nei Playoffs della Eastern Conference.

 

Gli Spurs sono anche partiti molto piano contro i Portland Trail Blazers. La rimonta da 25-8 è stata il segnale di una squadra con difensori di grande livello, ma i tiri presi dal quintetto titolare hanno lasciato molto da discutere. Come sempre anche il fattore campo ha dato un grande contributo, tanto quanto la buona difesa - e si giocherà a San Antonio altre 38 volte di qui ad aprile.

 

 

Phoenix Suns

 

Sarà cattiva sorte, sarà che era più o meno prevedibile, sarà l’atteggiamento auto-distruttivo presente nel DNA della franchigia (gestita malamente da una generazione e mezza), sarà per uno qualunque di questi motivi, ma i Suns hanno il record che molti si aspettavano. Ma che probabilmente non riusciranno a replicare a lungo. Nella competitiva Western Conference, infatti, i Valley Boyz (peggior nickname di sempre) sono destinati a finire ben fuori dalla corsa Playoffs.

 

Quest’anno, comunque, è diverso dallo scorso. Hanno finalmente un vero roster, con giocatori in grado di avere impatto sul campo. Devin Booker sta giocando alla grande e ha avuto la meglio contro la migliore guardia in difesa della Lega: Patrick Beverley. L'head coach Monty Williams sta riuscendo a far giocare la squadra anche in difesa, un concetto che pare nuovo per la pallacanestro di Phoenix...

 

Anche se per 25 gare sono senza uno dei migliori giovani centri della Lega, DeAndre Ayton (a causa della violazione del regolamento anti-doping), fin qui la stagione dei Suns poteva andare molto peggio. Come negli anni scorsi.

 

 

Chicago Bulls

 

La mancanza di ottimismo - con anche una dose di realismo - per quanto riguarda le speranze dei Bulls di questa stagione era stata ben documentata si Double Clutch (questo l'articolo). E i risultati raggiunti nelle prime gare hanno mostrato quanto poco può andare in là questa squadra.

 

Perso contro gli Hornets nella prima gara dell’anno, vittoria a stento sui Grizzlies in quella dopo, poi bastonati dai Raptors e battuti anche  da Knicks e Cavs. In tanti hanno pensato che forse le aspettative su questa squadra fossero un po’ esagerate.

 

A lungo termine, il nucleo formato da Lauri Markkanen, Zach LaVine, Tomas Satoransky e Coby White beneficerà molto della gestione di Jim Boylen. Ma siamo al primo anno di questo sistema e diversi giocatori importanti già presenti hanno subito recentemente infortuni con tempistiche di recupero piuttosto lunghe.

 

Il punto è che ancora non c’è chimica, c’è poca fiducia e poco di già costruito negli anni scorsi da cui ripartire. C’è, però, talento, un ottimo allenatore e un gruppo di giovani che giocano come adulti, a differenza delle scorse stagioni. Verso la fine dell’anno, potrebbero mettere insieme qualche vittoria, ma delle squadre citate in questo articolo sarà molto probabilmente quella col record peggiore.

 

 

 

 

 

 

 

© Double Clutch

 

Questo articolo, scritto da Huw Hopkins per Double Clutch e tradotto in italiano da Emilio Trombini per Around the Game, è stato pubblicato in data 30 ottobre 2019.

 

 

 

 

 

 

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