L'insospettato valore di Nikola Mirotic

October 4, 2018

Tanta efficienza in pochi minuti: Nikola Mirotic è diventato la terza opzione di cui i Pelicans avevano tanto bisogno.

 

 

© The 94 Feet Report

 

 

I Pelicans hanno scambiato scelte su scelte alla ricerca degli uomini giusti da affiancare a Jrue Holiday ed Anthony Davis. I risultati delle trade sono stati alterni. Nessuna, però, è andata meglio di quella che nella passata stagione ha portato Nikola Mirotic. Non si tratta della tanto anelata ala che i Pelicans pensavano in passato di aver trovato con Quincy Pondexter o Solomon Hill, né della terza star che per un anno è stata DeMarcus Cousins. Eppure, Mirotic è il lungo ideale da affiancare ad Anthony Davis.

 

Dopo una partenza lenta con i Pelicans per Nikola Mirotic, Alvin Gentry lo ha inserito nel quintetto titolare a cinque gare dalla fine della Regular Season. Via la barba, e le percentuali da dietro l’arco sono aumentate sensibilmente. Da quel momento in poi ha giocato come una valida terza opzione in una buona squadra da Playoffs. Mirotic ha piazzato in media 18,6 punti a partita, e ha tirato con il 44,3% da dietro l’arco con 6,7 tentativi a partita. Magari non manterrà questi livelli andando avanti, ma c’è motivo di credere che giocherà più come il Mirotic sbarbato della scorsa stagione, se rimarrà nel quintetto iniziale.

 

Le penetrazioni di Jrue Holiday, i passaggi di Rajon Rondo e l’attenzione attirata dai roll di Anthony Davis gli hanno creato più aperture in attacco, e lui ha capitalizzato su queste aperture. Mirotic è alla costante ricerca della posizione migliore per segnare, con tagli a canestro e spostamenti intelligenti dietro l’arco dei tre punti. Qui, gli bastano un paio di passi a sinistra per permettere a Rondo di trovarlo per una tripla. Un movimento minimo ma importante, che Mirotic esegue regolarmente.

 

 

Quando trova un’occasione per segnare, non ha bisogno di molto spazio. Può segnare dal palleggio, in movimento, e da ben dietro l’arco dei tre punti. Ha un rilascio veloce immune ai closeout eseguiti in ritardo. L’aumento degli schemi difensivi basati sui cambi è andato a favore di Mirotic. Una difesa del genere vuole impedire le penetrazioni, che costringono la difesa a collassare e aprono comodi tiri da tre punti. Di conseguenza, essere in grado di generare buoni tiri da tre con poco spazio è diventato tanto importante quanto segnare i tiri stessi.

 

È più facile togliere questi tiri da tre punti se la difesa può mandare closeout forti verso i tiratori. Le difese non possono farlo contro Mirotic: non ha problemi a mettere la palla per terra. Può andare in penetrazione, o trovare l’uomo libero. Non è capace di letture avanzate dal palleggio, ma è bravo a servire i lunghi quando gli stoppatori si staccano per l’aiuto.

 

 

Gli schemi difensivi con cambi sistematici hanno anche valorizzato la capacità di Mirotic di segnare in isolamento. Mirotic non è un ball handler, ma è in grado di punire sia i giocatori più piccoli che quelli più lenti che cambiano su di lui. Il mio preferito dei suoi movimenti dal post è il mini-Dirk, qui fatto sulla testa di Shabazz Napier:

 

 

Mirotic inoltre è più veloce della maggior parte degli altri giocatori di 2,15m, e lo dimostra qui bruciando Pau Gasol:

 

 

Nei Playoffs, Jusuf Nurkic era in balia di Mirotic quando doveva marcarlo. Il lungo di Portland era troppo lento per reggere movimenti in stepback come questo:

 

 

Nurkic ha giocato solo 23,5 minuti a partita nella serie, perché non era in grado di marcare né Davis (e chi lo è?) né Mirotic. Nessuno dei due può essere neutralizzato da taglia o velocità prese singolarmente. È necessario che ognuno dei lunghi avversari offra una combinazione di entrambe.

 

Ovviamente, nulla di questo avrebbe una tale importanza se Mirotic fosse un peso in difesa. Fortunatamente per New Orleans, non è questo il caso. Contro i Blazers, Mirotic è stato eroico contro Nurkic a rimbalzo, permettendo ad Anthony Davis di marcare il quattro avversario. Mirotic ha anche tenuto delle penetrazioni sui pick and roll da parte di Damian Lillard e CJ McCollum. Sa tenere la distanza per rimanere davanti ai giocatori più piccoli, e usare poi la sua lunghezza per contestarne i tiri. Tende ancora a distrarsi quando la difesa salta, ma, quando è concentrato, è abbastanza consapevole e mobile da fare solide giocate.

 

 

 

Nonostante l’aggiunta di Julius Randle, Mirotic dovrebbe essere, e probabilmente sarà, di nuovo fra i titolari per i Pelicans. Davis gioca al meglio quando i compagni gli allargano il campo. L’utilizzo migliore per Randle è quello in veste di fulcro offensivo per il secondo quintetto. Randle può entrare sia per Mirotic che per Davis, ed è un ottimo complemento ad entrambi. Permetterà a Davis di non giocare centro, e funzionerà bene in transizione con Mirotic. La sua capacità di partire in palleggio dopo un rimbalzo dinamico dovrebbe far continuare Mirotic a banchettare con le triple in transizione, servitegli da Rondo e trasformate con efficienza nella scorsa stagione.

 

Mirotic è all’ultimo anno di contratto, e potrebbe agguantare un’offerta consistente nell’apertissimo mercato del 2019 se continuerà a giocare ad alto livello. Se i Pelicans manterranno dello spazio salariale per il 2020, potrebbero riuscire ad agguantarsi un’ala di qualità, ma rifirmare Mirotic cozzerebbe con il tentativo di liberare lo spazio per un contratto vicino al massimo salariale.

 

Dovrebbero rifirmarlo comunque. Fino ad ora, ha dimostrato che ne vale la pena.

 

 

 

 

 

 

 

© The 94 Feet Report

 

Questo articolo, scritto da Scott Levine per The 94 Feet Report e tradotto in italiano da Marco Cavalletti per Around the Game, è stato pubblicato in data 22 agosto 2018.

 

 

 

 

 

 

 

 

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