La dinastia mancata: non fate come i Thunder

June 30, 2018

 

 

© Welcome to Loud City
 


Il 9 maggio di quest'anno i Boston Celtics hanno sconfitto i Philadelphia 76ers in Gara 5 delle semifinali di Conference, ponendo fine alla stagione dei Sixers. E' stata un sconfitta pesante e una serie difficile, ma i Sixers hanno tutte le ragioni del mondo per essere ottimisti.

 

E' stata la loro prima apparizioni ai Playoffs dal 2011, i loro due migliori giocatori sono alla seconda e prima stagione (da sani). Joel Embiid e Ben Simmons sembrano già dei giocatori pronti (real deal). La squadra nel complesso ha anche molte altre opzioni per migliorarsi: Markelle Fultz ha saltato quasi tutta la stagione a causa di un misterioso infortunio alla spalla, giocatori giovani come Dario Saric e Robert Covington sembrano migliorare accanto alle superstar, e per di più avevano la decima scelta del draft - scambiata per la numero 16 Zhaire Smith e la scelta al primo giro 2021 non protetta dei Miami Heat. The Process is still alive!

 

I Sixers, ne sono sicuri tutti, torneranno a competere per il titolo.

 

Due settimane dopo, i Celtics hanno perso Gara 7 contro i Cleveland Cavaliers, diventando la squadra che è arrivata più vicina ad eleminare LeBron James nell'Eastern Conference negli ultimi 5 anni. Anche i Celtics quindi hanno tutte le ragioni del caso per pensare di essere in grado di lottare per il titolo - due dei loro tre migliori giocatori sono stati il rookie Jayson Tatum e il giocatore al secondo anno Jaylen Brown. Hanno due superstar nel loro prime, Kyrie Irving e Gordon Hayward, che hanno saltato la post season (e non solo) a causa di infortuni, ma che sono già pronti per la prossima annata. Hanno anche un'altro All-Star in Al Horford. Questi cinque giocatori l'anno prossimo potrebbero rappresentare il miglior quintetto della Lega dopo quello degli Warriors e inoltre hanno anche una panchina solida, con giovani giocatori veramente talentuosi come Marcus Smart e Terry Rozier; e hanno anche un tesoretto di scelte future al draft per sistemare il roster.

 

I Celtics, ne sono sicuri tutti, torneranno a competere per il titolo.

 

Flashback. Sei anni fa, NBA Finals 2012, vedrete qualcosa che vi farà mettere in pausa. Vedrete Russell Westbrook, Kevin Durant, Serge Ibaka e James Harden - tutti e quattro under 25 - avviliti dopo la sconfitta contro i Miami Heat. Mentre la ferita per la sconfitta era ancora aperta, la maggior parte degli esperti concordava sul fatto che i Thunder avevano raggiunto le finali NBA prima del previsto. E mentre Lebron James vinceva questo round, lui e Durant erano sicuri di darsi battaglia per anni.

 

I Thunder, ne erano sicuri tutti, avrebbero lottato per il titolo.

 

Non ci sono mai tornati.

Infortuni, trade sbagliate, firme errate e prestazioni inspiegabili nei momenti più importanti hanno portato OKC a non vincere il titolo - o perfino arrivare alle finali. Cosa che un tempo sembrava scontata.

 

Sono passati 6 anni da quella che tutti credevano la prima finale di una lunga serie per una squadra che si pensava potesse instaurare una dynasty. Russel Westbrook è ora l'unico superstite di quel periodo felice e i Thunder corrono il rischio di sprecare il suo talento senza arrivare mai nella terra promessa di un titolo NBA.

 

"Non ci sono più tornati".

 

I Sixers e i Celtics possono sperare di vincere numerosi titoli, ma dovranno stare attenti ad evitare le insidie che hanno rovinato Oklahoma City. Qui delle lezioni che le due dirigenze posso apprendere dal fallimento dei Thunder per costurire delle nuove dinastie.

 

 

1. Le opportunità per vincere non saranno così tante quanto ti aspetteresti

 

E' veramente, veramente difficile raggiungere le Finals NBA, molto meno vincerle. Oggi, con la strada spianata davanti, il futuro sembra sunshine and rainbows per i Celtics e i Sixers, come lo era per i Thunder 6 anni fa. Succedono sempre cose che non ti aspetti. Ecco cos'è successo ai Thunder negli anni seguenti al raggiungimento della finale.

 

2012-13: primo posto ad Ovest. Migliori, più maturi, più bilanciati, anche dopo la partenza di James Harden durante l'off season. Russell Westbrook si infortuna nella prima partita dei Playoffs contro i Rockets; i Thunder vengono eliminati da Memphis al secondo turno.

 

2013-14: secondi ad Ovest. Serge Ibaka si infortuna nelle semifinali di Conference. I Thunder raggiungono le finali della Western Conference e partono con due sconfitte contro gli Spurs. Ibaka ritorna e i Thunder pareggiano la serie, per poi perdere in sei gare, uscendo sconfitti dalla partita decisiva al supplementare in casa.

 

 

2014-15: Westbrook e Durant saltano contemporaneamente buona parte della Regular Season a causa di infortuni, con KD fuori per quasi tutta la stagione. I Thunder finiscono con un record di 45-37 e mancano i Playoffs per una sola partita.

 

2015-2016: tutti sani per la prima volta dalle Finals 2012, i Thunder concludono la stagione al terzo posto nell'Ovest, con alla guida Billy Donovan. Raggiungono le finali di Conference e vengono eliminati dopo avere condotto la serie per 3-1 contro gli Warriors delle 73 vittorie, sperperando dei vantaggi nel quarto quarto sia in Gara 6 che in Gara 7. Durant firma per Golden State e Ibaka viene tradato.

La fine di un'era.

 

L'era di Kevin Durant, che ha avuto ad OKC una finestra di 5 anni per vincere un titolo. E' finita con una sola apparizione alle Finals, due sconfitte in finale di Conference, una nelle semifinali e una RS in cui non hanno neanche raggiunto la zona Playoffs. Per due volte le loro stagioni sono state rovinate dagli infortuni delle star (per tre volte contando l'infortunio di Ibaka nel 2014). Per due volte hanno perso contro la squadra che ha vinto il titolo (gli Heat nel 2012, gli Spurs nel 2014). Ogni stagione delle quattro analizzate era una delle 3 o 4 migliori squadre della Lega.

 

Si ritrovano con una apparizione alle finale e zero trofei da mostrare.

Winning is hard.

 

Nonostante tutte le potenzialità mostrate dai Celtics e dai Sixers, anche loro potrebbero avere una sola possibilità per vincere. Dovranno scontrarsi per lo stesso obbiettivo, e da un momento all'altro potrebbe saltar fuori dal nulla un'altra contender. All'inizio della finestra di chance per la conquista del titolo di OKC, i Golden State Warriors erano in un secondo momento all'apice della loro forza, ma in un primo erano inferiori, non erano ad un livello tale da preoccupare i Thunder. Avevano vinto 23 partite nella stagione del lockout, Steph Curry aveva saltato quasi tutta la RS per infortunio, Klay Thompson aveva segnato 12 punti di media a partita e Draymond Green era lo swingman undersize di Michigan State con poche prospettive NBA.

 

Sei anni dopo, Golden State, non Oklahoma, ha instaurato una dynasty. Non c'è modo di prepararsi ad una crescita esponenziale di un team, ma le franchigie sono consapevoli che ci saranno altri ostacoli nel loro viaggio verso le Finals.

 

Tutto questo per dire che qualunque squadra arrivi alle finali, deve essere pronta a vincere quell'anno. OKC non lo era quando le raggiunse nel 2012. Le stelle erano ancora troppo giovani e i veterani della squadra erano dei role player all'apice delle loro carriere.

I Celtics sono già pronti, Danny Ainge è molto vicino a creare una squadra che può ambire a competere per una decade. I loro attuali big three - Irving, Hayward ed Horford - potrebbero essere il nucleo centrale di una squadra da titolo, sebbene non abbiano giocato ancora tutti e tre insieme in post season. Nonostante ciò, nei prossimi anni sarebbero degli underdog, i favoriti rimarrebbero Golden State, Houston e probabilmente i Lakers. 

 

Comunque, quando una di queste star inizia ad invecchiare, Jayson Tatum e Jaylen Brown saranno pronti a sostituirla. E se la torcia dovesse essere passata molto prima di ogni più rosea previsione, se Tatum divenisse il miglior giocatore della squadra in due stagioni, allora Gordon Hayward diverrebbe la tua quarta o quinta opzione; e se Gordon Hayward è la tua quarta o quinta opzione offensiva, sei una squadra da titolo. Tatum, Brown e Horford erano ad una vittoria di distanza dalla finale senza Kyrie ed Hayward. Aggiungili e significa che i Celtics potrebbero essere pronti a vincere un titolo, indipendentemente dalla crescita di Tatum. Fino a quando non sarà pronto, lui e Brown hanno un duplice ruolo: sono il futuro della franchigia e i role player più importanti.

 

I Celtics sono pronti a vincere ora e lo saranno anche in 5 anni.

 

I Sixers, nati da un progetto (The Process) diverso, non hanno un mix di giovani star nel loro prime e di giovani potenziali superstar. Invece hanno due migliori giocatori, Simmons ed Embiid, che sono a contratto fino al 2023. In questa situazione, sono come i Thunder.

 

Se i Sixers dovessero avere un roster simile la prossima stagione e dovessero arrivare alle Finals (Cleveland lascerà una grossa "eredità") sarebbero in grado di battere Golden State? No. Ma se fossero riusciti a raggiungere in free agency Paul George? O LeBron James? O se riuscissero a portare in città Kawhi Leonard? I Sixers hanno spazio salariale per firmare al massimo una stella, sia via trade che come free agent. Aggiungere uno dei 5 migliori giocatori in NBA, come Leonard (o come poteva essere James, che ha però scelto i Lakers), renderebbe Philadelphia una vera contender la prossima stagione; e l'aggiunta di un giocatore come Paul George - rimasto ad OKC - li avrebbe molto avvicinati ad essere la principale antagonista di Golden State. Senza uno di questi giocatori i Sixers rimangono una buona squadra da Playoffs, ma non una vera contender. Almeno fino a quando Simmons o Embiid non faranno un ulteriore passo in avanti, o se un ragazzo come Fultz dovesse dimostrarsi una star.

 

Quando tempo ci vorrà? Forse una sola stagione, ma forse due, o anche tre. Non ambire al titolo per tre anni lascerebbe a Phila una finestra davvero piccola per vincere. Per questo motivo l'offseason di quest'estate dei Sixers è forse la più importante per i prossimi 5 anni.

 

 

2. Non si possono avere troppe superstar.

 

 

La proprietà di OKC non lo ammetterà mai, ma tutto è cambiato con la trade di James Harden.

 

Per motivi conosciuti o meno, ha scambiato il sesto uomo dell'anno con i Rockets, cambiando per sempre le traiettorie e il futuro delle due franchigie. Oklahoma City aveva già 3 ragazzi che potevano diventare delle star - Westbrook, Durant e Ibaka - al massimo salariale.

Qualcuno sostiene che trattenere il Barba non avrebbe cambiato il destino di OKC perché Harden, Durant e Westbrook hanno bisogno del pallone in mano. Il ragionamento si basa sul fatto che se Harden fosse rimasto non sarebbe diventato il giocatore che è. Lui, Westbrook e Durant non avrebbero trovato il modo di giocare insieme.

 

Sicuramente può essere difficile  trovare il modo di vincere con 3 superstar con un stile di gioco che si sovrappone. Sapete cos'è però molto più difficile? Vincere con sole due superstar. Anche se Harden fosse diventato solo il 75% del giocatore che è ora, avreste preferito di gran lunga lui a tirare sugli scarichi di Westbrook e Durant, rispetto a Dion "sono libero" Waiters. Avere una terza star in grado di gestire la palla avrebbe permesso ad OKC di essere straripante. Harden avrebbe potuto essere promosso in quintetto, ma venire sostituito prima di KD e Russ per poi continuare il suo vecchio compito di guidare la second unit. Tre superstar sono sempre meglio di due.

 

Ho detto che tre sono meglio di due, non che quattro sono meglio di tre, perchè alla fine dei conti ad Oklahoma Ibaka non è diventata la star che tutti si aspettavano. E' stato un giocatore importante negli ingranaggi di OKC, parte della loro identità, un buon tiratore, uno dei migliori rim protector della Lega, un rimbalzista mediocre che ha aiutato Steven Adams a dominare sotto i tabelloni. Ma non è diventato una star e non è riuscito a sostenere il peso di essere il terzo miglior giocatore di una squadra da titolo. Sarebbe stato perfetto come quarto, cosa che sarebbe successa se OKC non avesse scambiato Harden

 

Boston e Philadelphia dovrebbero essere preoccupate del fatto che uno dei loro giovani prospetti potrebbe avere una parabola di crescita simile a quella di Ibaka - raggiungendo l'apice a 23-24 anni invece che a 27-28. Ibaka nel suo quarto anno della Lega guidava l'NBA in stoppate, registrava un career high in punti e rimbalzi, e la percentuale reale di tiro era sopra il 60%. Dopo di che non è migliorato molto, ma a onor del vero non è neanche peggiorato. Se Jaylen Brown e Ben Simmons seguiranno un percorso simile, non diventeranno dei pessimi giocatori, ma non saranno in grado di essere la seconda stella di una squadra da titolo. Certo, poi, che parliamo di Jaylen Brown e soprattutto di Ben Simmons. Ma per altri giocatori attualmente di contorno - come Rozier, Covington o Saric - il discorso già può sembrare meno inverosimile.

 

 

Non c'è nessun modo per prevedere se un giovane di talento sia arrivato al suo massimo potenziale. L'unico modo per prepararsi è quello di accumulare il numero più alto di "crack" e prendere una superstar se possibile. Quindi se un prospetto dovesse deludere, la squadra non si troverebbe in difficoltà. In quest'ottica la trade tra Boston e Philadelphia dell'anno scorso è sembrata momentaneamente equilibrata.

 

I Celtics si sono accordati con i 76ers per scambiare la scelta numero uno al Draft 2017 in cambio della scelta numero tre dello stesso e di una futura prima scelta (quella di Sacramento 2019) che potenzialmente è molto, molto buona. Se dovesse essere la prima assoluta, però, tornerebbe a Philadelphia.

 

Boston ha voluto avere due possibilità per trovare un crack invece di una sola, ed è riuscita a draftare il giocatore che, a quanto dicono, avrebbero preso anche con la numero 1. Aver ricevuto la prima scelta dei Kings ha dato a Boston anche la possibilità di cedere la pick dei Nets ai Cleveland Cavaliers nell'affare Kyrie Irving. Nel frattempo, Phily ha lasciato una potenziale stella per scegliere Markelle Fultz, che ha saltato quasi interamente la stagione da rookie a causa di un misterioso "infortunio alla spalla".

 

Fultz potrebbe diventare la superstar che i Sixers pensavano fosse. Se questo non dovesse succedere, Philadelphia dovrà trovare un altro modo per aggiungere una stella. C'è la free agency quest'anno e i prodotti dell'ultimo draft - Zhaire Smith e la scelta dei Miami Heat del 2021. Questa trade è il perfetto esempio delle mosse che una squadra che brama avere delle superstar deve fare. Smith ha più potenzialità (ma anche meno spazio e una curva di sviluppo più lunga) del giocatore che Philly ha scambiato per lui, Mikal Bridges. E la scelta 2021 degli Heat sarà da lotteria. Una mossa alla Sam Hinkie, e un'altra ragione oltre ai fake profile per essere grati che Bryan Colangelo non ci sia più.

 

Se Philadelphia dovesse trovare una star nella free agency, il roster diventerà veramente costoso. Boston sta già avendo a che fare con questo problema: Kyrie, Hayward e Horford hanno contratti al massimo salariale. Marcus Smart è restricted free agent quest'estate, e Terry Rozier lo sarà la prossima. Boston dovrà pagare (tanto?) per trattenerli, e non sono neanche delle superstar. Kyrie sarà pronto per un nuovo contratto la prossima estate, e la squadra vorrà blindare Brown con un'estensione.

 

Pagare la luxury tax è un costo, e questo ha fatto sì che OKC non sia riuscita ad estendere il contratto di Harden - avrebbe pagato la tassa di lusso solo per una stagione prima che il cap si alzasse tantissimo (cosa che pochi avevano previsto). Comunque pagare la luxury tax ogni anno è diverso, e prima o poi Boston dovrà compiere una scelta. Tatum e Brown saranno entrambi giocatori da massimo salariale. Se Horford non decidesse di guadagnare meno, Boston si troverà a dover pagare nel 2021 troppi contratti al massimo salariale. Quello di Hayword termina nel 2021, quello di Tatum anche. Ma il giovane talento non sarà più in rookie scale, ma richiederà un altissimo massimo salariale.

 

Se Tatum e Brown dovessero svilupparsi secondo le speranze di Boston, potrebbe essere allettante lasciar andare Hayward, o scambiarlo prima - in particolare se la scelta dei Kings portasse a Boston un giovane veramente promettente. Quando Ainge potrebbe cedere i suoi big three per future star dipende da come le stelle di oggi "invecchiano" e da come i giovani migliorano, ma Boston deve stare molto attenta al timing dei propri movimenti. Scarica Hayward o Irving prima del previsto, e potresti perdere una stagione se Tatum o Brown non saranno abbastanza pronti. Ma se estendi i contratti di questi due ragazzi e cominciano a non migliorare e stabilizzarsi con l'età, ti troverai bloccato, pagheresti molti soldi a due giocatori che non sarebbero in grado di portare una squadra al titolo. Questo ci porta all'ultima lezione che può essere imparata studiando il caso OKC.

 

3. Il supporting cast conta

 

Le superstar sono un ingrediente importante per vincere un campionato, ma lo sono anche i role player d'elite.

 

JR Smith ha segnato un paio di triple importanti in Gara 7 delle Finals 2016. Andre Iguodala ha vinto l'MVP delle Finals 2015 per il suo lavoro in difesa su LeBron e per aver segnato tutti i tiri che gli venivano concessi (sì, probabilmente non avrebbe dovuto vincere l'MVP, ma è stato così importante che Golden State non avrebbe vinto senza di lui). Ray Allen - non LeBron o Wade - ha segnato la tripla che ha salvato gli Heat in Gara 6 delle Finals 2013. Senza di lui l'era degli Heat sarebbe potuta finire con una sola vittoria. La lista è lunga.

 

OKC non ha mai trovato il supporting cast che gli avrebbe permesso di raggiungere il titolo, o essendo generosi, il giusto mix di giocatori che hanno avuto. Ma nello specifico, i Thunder misteriosamente non sono mai riusciti a trovare buoni tiratori. La squadra del 2015-16 aveva solo due tiratori da tre sopra la media NBA che hanno avuto spazio in Regular Season: Kevin Durant e Anthony Morrow, che non avendo altre abilità oltre ad essere un tiratore non era un giocatore da Playoffs.

 

Arrivati ai PO, i Thunder avevano solo 4 elementi che giocavano minuti importanti oltre al trio Westbrook, Durant e Ibaka:

 

-  Steven Adams, giovane, sbarbato, ma una forza sotto i tabelloni e un tagliante incredibile

 

- Andre Roberson, un difensore d'elite, ma con scarse capacità offensive

 

.- Dion Waiter, l'uomo che non hai mai incontrato un tiro che non gli piacesse

 

-  Enes Kanter, una star del post basso in attacco con problemi difensivi che ne hanno limitato a 10 minuti di gioco a partita

 

 

OKC ha fallito a costruire la squadra attorno alle sue tre star. Adams e Roberson sono arrivati come risultato della trade per Harden; entrambi erano e sono dei buoni giocatori, ma ovviamente nessuno dei due ha lo stesso impatto che avrebbe avuto Harden. Waiters e Roberson erano le uniche due guardie con cui OKC si sentiva a suo agio oltre a Durant, questo fa emergere l'inabilità di Presti di trovare buone guardie tiratrici dopo la trade di Harden. Questo ha limitato la flessibilità della lineup di OKC, limitando anche la possibilità di giocare con Durant da 4. Il che ha significato per OKC giocare l'intera serie con Golden State con il campo chiuso.

 

Kanter era stato preso con la convinzione che fosse il tassello mancante per vincere il campionato. OKC aveva un buon asset - Reggie Jackson, che era un point guard intrigante, un prospetto a quel tempo, ma che la dirigenza dei Thunder voleva scambiare prima della fine del suo primo contratto perché a lungo termine non era un buon fit con Russ - Presti aveva ragione al 100%. E quindi Kanter, un giovane, buon attaccante che avrebbe dovuto prendersi parte delle responsabilità offensive. I Thunder gli hanno offerto un ricco contratto nell'estate 2015, quella dopo la trade. Il problema è che un giocatore pagato 16 milioni di dollari all'anno dovrebbe giocare più 10 minuti nei momenti cruciali della stagione, ma la scarsa abilità difensiva di Kanter non rendeva questo possibile.

 

 OKC ha ottenuto da questi giocatori tutto quello che era possibile. Roberson, un tiratore da 25% in carriera, ha segnato 8 tiri su 18 e segnato dei grandi canestri dopo dei perfetti backdoor quando la difesa lo ignorava completamente. Adams è diventato un gran big man. Waiters invece ha giustificato la mancanza di fiducia ricevuta dal coaching staff tirando con il 35% dal campo nella serie, e Kanter 

perlopiù è stato inefficiente. OKC poteva e avrebbe dovuto vincere la serie: erano avanti 3-1, e hanno avuto le possibilità per vincere sia Gara 6 che 7, se Durant o Westbrook fossero stati in grado di segnare in quei momenti. Aver avuto un altro giocatore a cui affidarsi potrebbe aver significato riuscire a vincere il titolo. Un buon tiratore in più, in grado di allargare il campo, forse avrebbe permesso a Durant e Westbrook di avere più spazio in penetrazione. Un trattatore di palla in più avrebbe potuto dare una scossa extra all'attacco. Un altro giocatore che non fosse Dion Waiters avrebbe fatto la differenza. Le superstar sono la cosa più importante, ma anche il supporting cast conta.

 

I Celtics hanno Marcus Smart (sempre che rimanga al TD Garden), uno capace di giocate vincenti nei momenti decisivi di una partita. Probabilmente non diventerà mai un buon tiratore, ma non importa. Le sue abilità sono superiori e più varie di quelle di Andre Roberson, e inoltre Brad Stevens ha trovato molte alternative creative per includere i role players nell'attacco, cosa che Scott Brooks o Billy Donovan non sono mai riusciti a fare. L'allenatore, per altro, è un altro vantaggio che Boston e Philadelphia ha su OKC. Smart è il true guy per importanti role player in squadre da titolo. "Scary Terry" ha gestito con ottimi risultati l'attacco di Boston in assenza di Irving e Smart nella postseason, e sa giocare anche lontano dalla palla - cosa che gli permetterebbe di trovare minuti anche con Irving in campo, in particolar modo nel sistema offensivo "egualitario" di Brad Stevens.

 

Sia Boston che Phila hanno fatto un ottimo lavoro in questo senso, hanno trovato il tipo di role player che possono contribuire nei momenti importanti. Boston ha Marcus Smart e Terry Rozier, due giovani guardie che non vengono reputate superstar potenziali, ma lo sono.

 

 

Ad un certo punto Boston dovrà scaricare Rozier o Smart, dal momento che vorranno giustamente monetizzare, sostituendoli con giocatori meno costosi. Il passato dei C's è rassicurante da questo punto di vista: Evan Turner, Jae Crowder e Shane Larkin sono stati scovati dalla spazzatura e trasformati in veri giocatori NBA. E anche ragazzi come i rookie Daniel Theis e Semi Ojeleye erano in grado di contribuire sin da subito dalla panchina. Non abbiamo ancora menzionato Robert Williams, la scelta numero 27 di quest'anno, che già si preanuncia più talentuoso del previsto. Ainge e soci avranno poi la possibilità di aggiungere una pedina importante l'anno prossimo.

 

Philadelphia ha due giovani giocatori - Robert Covington e Dario Saric - che potrebbero essere role player importanti in una squadra da titolo. Lo hanno dimostrato quest'anno. Ma chiaramente, se sono il prezzo da pagare per arrivare a Kawhi Leonard, i Sixers li spediranno via in un attimo. Poi dovranno costruire una squadra senza avere l'aiuto di scelte alte al draft o tanto spazio salariale. Anche Philly ha una storia incoraggiante - Covington e TJ McConnell non sono mai stati scelti al draft e sono stati importanti in una squadra che ha raggiunto 50 vittorie la scorsa stagione.

 

Al momento Philly ha due superstar e un supporting cast che sembra buono abbastanza. Se riuscissero ad acquistare una terza star grazie allo sviluppo di un giovane della squadra, come Fultz o Smith, oppure firmandone una nela free agency (a questo punto la prossima) sarebbero sulla buona strada. Forse necessiterebbero solo di un giocatore da rotazione importante per completare il roster. Se invece dovessero trovare la terza superstar via trade (Kawhi, CJ McCollum) dovranno ricostruire le rotazioni - ma è un prezzo che vale la pena di pagare.

 

La più grande sfida nella costruzione di una squadra - trovare una giovane superstar - non è più un problema per Boston e Philadelphia. Ma i Thunder rimarranno eternamente lì, come esempio che niente è sicuro o garantito in questa Lega. Per arrivare al successo avranno bisogno di confezionare i loro roster in maniera perfetta, dando sempre un occhio al futuro.

 

L'orologio sta già ticchettando, e il tempo potrebbe finire prima di quanto noi tutti ci aspettiamo.

  

 

 

 

 

 

 

La redazione di Welcome to Loud City ha sede nell’Oklahoma e si occupa di fare luce su tutto quello che riguarda la franchigia di OKC. Dedita all’universo Thunder a 360 gradi, collabora con Around the Game da giugno 2017. Questo articolo, scritto da Ben Mertens e tradotto in italiano dalla nostra redazione, è stato pubblicato in data 25/06/2018.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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