La lunga strada degli Underclassmen verso il Draft NBA

April 26, 2018

 

 

© Lexington Herald-Leader / TNS

 

 

Dalla mezzanotte di domenica, gli Underclassmen (studenti di primo o secondo anno di college) non potranno più inserire i loro nomi nella lista del prossimo NBA Draft 2018. Per quelli che si sono già iscritti - sei di questi arrivano dalle file di Kentucky - proseguiranno gli sforzi per tentare di migliorare le probabilità di chiamata. Ma cosa può fare davvero un giocatore? Cosa è necessario per far colpo su osservatori e General Manager NBA?

 

Una ovvietà dura a morire è che ognuno di loro deve saper fare qualcosa sul campo di basket in modo straordinario. "A prescindere da chi tu stia valutando, l'importante è che abbia almeno un argomento, possibilmente due, per convincerti che lui sa fare quella cosa, anche solo potenzialmente, ad un livello NBA", ci spiega Del Harris, ex coach tra le altre squadre di Houston, Lakers e Milwaukee. Possono essere i tiri, i rimbalzi, la difesa o anche la protezione del ferro: "deve esserci quel qualcosa che gli permetta di diventare un fattore in una partita NBA", aggiunge Harris.

 

Kenny Walker, stella NBA con un lungo passato a Kentucky, ha recentemente parlato di uno dei sei giocatori in maglia Wildcats già iscritti al prossimo Draft, Wenyen Gabriel, paragonandolo a Jules Camara, anche lui ex Kentucky: lungo, ottimo difensore, grande passione. "Il problema è che non lo abbiamo ancora visto eccellere in niente", ha sottolineato Walker. "Secondo me dovrebbe trovare qualcosa in cui essere davvero dominante. Se confrontiamo il suo primo anno con il secondo, è chiaro che ha già fatto molta strada. Certo, se potesse aspettare ancora un anno continuando il suo percorso, magari mettendo su qualche chilo in più, allora sì che sarebbe davvero pronto per il passaggio in NBA". Gabriel ha dichiarato che non assumerà un agente, cosa che aumenta le probabilità di rivederlo in maglia Bobcats la prossima stagione.

 

Harris, che ora ricopre il ruolo di vice presidente delle Texas Legends, la squadra di sviluppo dei Dallas Mavericks che partecipa al campionato di G League, sa bene quanto sia difficile determinare se un freshman abbia davvero quel fattore per imporsi in NBA. La maggior parte di questi giocatori sono ancora troppo giovani e troppo indietro nella loro curva di sviluppo per riuscire a prevederne la crescita. "Questo è dove si vede il talento degli scout ed è il motivo per cui gli stessi scout esistono". Harris ci fa alcuni esempi di nomi di giocatori che già mostravano un grande talento in qualcosa, seppur ancora molto indietro nel loro sviluppo: Malik Monk per il tiro, Anthony Davis per quanto riguarda tiro e protezione del ferro, De'Aaron Fox sulle penetrazioni e Willie Cauley-Stein dal punto di vista atletico.

 

Sì, l'atletismo è un talento da considerare. Ma è più o meno importante delle capacità in campo?

 

"Il basket ora è un gioco tecnico", racconta Kevin Grevey, ex giocatore di Kentucky che ora lavora come scout per i Lakers. "L'atletismo di sicuro aiuta ma dobbiamo vedere qualità nei fondamentali".

 

Per supportare la sua tesi, Grevey ci fa l'esempio di Steph Curry, che ha un talento incredibile ma che certamente non rappresenta l'ideale di super uomo dal punto di vista fisico.

 

"L'atletismo è qualcosa a cui diamo sempre meno importanza; ora abbiamo bisogno di giocatori intelligenti, dal grande QI cestistico, che sappiano giocare il basket moderno, ad alto ritmo, fatto di space-and-pace", conclude Grevey.

 

Un altro giocatore in lizza per il Draft tra le file di Kentucky è Hamidou Diallo. Lo scorso anno il ragazzo ha segnato il secondo più alto salto in verticale da fermo mai registrato ad una NBA Combine, evento che si organizza proprio con lo scopo di valutare e misurare gli atleti in vista del Draft. Ma la tecnica di tiro, di passaggio e di palleggio sono altrettanto importanti. Quando ad Harris viene chiesto se l'atletismo può essere considerato un talento sufficiente per emergere, la sua risposta non lascia dubbi: "l'atletismo da solo? No. Giocatori così sono molto facili da trovare, il difficile è scovare quelli che all'atletismo uniscono qualcos'altro. Ci sono talmente tanti ragazzini atletici tra il 1.50 ed i 2.05 metri che conviene cercare qualcosa di diverso".

 

Ma se quel talento non c'è, allora il suggerimento di Harris è di puntare tutto sulla forma fisica. Il consiglio che dà sempre è quello di mantenersi in forma: "va bene prendersi 24 ore di pausa dopo una stagione lunga e faticosa ma, dopo quella giornata, sarà meglio mantenersi il sedere bello sodo".

 

Forse i segreti degli scout NBA sono meno di quelli che pensiamo. Sempre Harris ci confida: "se un giocatore si presenta ad una prova fuori forma, anche solo una volta, fidati che in un attimo tutti gli scout lo vengono a sapere e quel giocatore è fregato".  Per via dell'instabilità lavorativa degli scout e dei front office NBA, c'è grande solidarietà tra gli operatori e le comunicazioni sono frequenti: "si aiutano l'uno con l'altro. E' una sorta di fratellanza. Subito parte la telefonata: come è andato Joe al tuo workout? Ed il gioco è fatto". Parola di Harris.

 

 

 

Questo articolo, scritto da Jerry Tipton e tradotto in italiano dalla nostra redazione, è stato pubblicato in data 22/4/2018

 

 

 

 

 

 

 

 

Share on Facebook
Share on Twitter
Please reload

Seguici anche su

  • facebook-logo
  • instagram-social-network-logo-of-photo-c
  • twitter-social-logotype

Archivio AtG:

Around the Game nasce con l’obiettivo di avvicinare gli appassionati italiani alla pallacanestro NBA, attraverso due tipologie di contenuti: i contributi realizzati e pubblicati dai membri interni della redazione (diffusi a titolo gratuito, senza scopo di lucro, protetti da copyright e soggetti a legislazione vigente in materia di diritti d'autore); e articoli tradotti delle testate estere in collaborazione con AtG, pubblicati e tradotti in italiano dalla nostra redazione. I contenuti del secondo tipo, i cui diritti d’autore appartengono alle testate giornalistiche da cui sono stati pubblicati originariamente, sono pubblicati all’interno della sezione “Traduzioni” e vengono selezionati, tradotti e pubblicati da AtG solo dopo la ricezione da parte delle fonti di esplicito ed esclusivo consenso relativo a questa attività.

Around the Game non rappresenta una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza una periodicità prestabilita. Pertanto, ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001, non può essere considerato un prodotto editoriale. Alcune immagini sono prese dal web: se un contenuto è di tua proprietà e vuoi richiederne la rimozione, oppure per qualsiasi questione relativa ai diritti d’autore, ti preghiamo di inviare una mail a questo indirizzo: pr.aroundthegame@gmail.com
 

Fondatore e Caporedattore: Andrea Lamperti -  Fondatore e Web Manager: Ferdinando Dagostino

© 2017 by Around the Game.  Prodotto da FerdinandoDagostino.com