La free agency è vicina: le possibili scelte per il Re

June 15, 2018

 

 

© Philadelphia Enquirer / TNS



Si intensificano le discussioni e le speculazioni sulla prossima mossa di LeBron JamesIl suo futuro cestistico, del resto, è stato un argomento scottante fin dall'inizio della stagione. Non è un segreto che fra le sue intenzioni ci sia rinunciare al suo ultimo anno con i Cleveland Cavaliers, per diventare così dal 1 luglio un free agent, senza restrizioni.

 

I Golden State Warriors hanno ottenuto il loro secondo titolo NBA consecutivo, ed il terzo in quattro anni, con un netto 4 a 0 dopo la vittoria contro i Cavs di settimana scorsa alla Quicken Loans Arena, in quella che per James ha rappresentato l'ottava finale consecutiva.

 

Quindi, rimarrà a Cleveland, che ha guidato nelle sue quattro finali consecutive, tra cui la vittoria del titolo nel 2016?

Oppure si sposterà sulla costa Ovest, in casa Lakers, dove potrebbe potenzialmente diventare il perno del processo di ricostruzione, ed avvicinarsi ad Hollywood?

E se invece si unisse agli Houston Rockets, usciti sconfitti contro gli Warriors in sette partite nelle finali della Western Conference? Questa mossa gli consentirebbe di unire le sue forze con quelle di amici come Chris Paul ed il candidato MVP James Harden, ammesso e non concesso che CP3 rinnovi con i Rockets.

James opterà forse per Philadelphia, aiutando così i 76ers a completare The Process?

Oppure semplicemente sceglierà dalla lista che include gli Warriors, i Boston Celtics ed i Miami Heat - che James ha portato a 4 NBA Finals consecutive, dal 2011 al 2014?

 

La maggior parte dei pettegolezzi parlano di James in una tra Cavs, Lakers, Rockets e 76ers.

 

Paul George sarebbe senza dubbio una scelta migliore per i Sixers rispetto a James, che compirà 34 anni alla fine di dicembre. PG13 di anni ne ha 28, ben 5 e mezzo in meno di James, e sarebbe anche più adatto ad affiancare Joel Embiid e Ben Simmons. E’ un gran tiratore, è stato nel primo quintetto difensivo NBA e, cosa più importante, non ha sempre bisogno della palla in mano, caratteristica invece di Simmons e James.

 

Con questo non si vuol dire che James, 14 volte All-Star, sia il Piano B. Lui resta il miglior giocatore al mondo, in cima alla lista dei free agent per ogni franchigia. Il tre volte campione NBA diventerebbe immediatamente l'indiscusso leader della squadra. Lui e Simmons sono entrambi rappresentati dall'agente Rich Paul, di Klutch Sports, e James potrebbe essere il mentore perfetto per il giovane australiano. Di conseguenza non sarà affatto un problema per loro giocare insieme un paio di stagioni.

 

Embiid, terminata la stagione dei Cavs, ha continuato a corteggiare James, twittando “Trust the process!!!! Cerca una nuova strada @KingJames”.

 

Nel frattempo si prevede che George firmi un contratto da free agent nella sua città natale, con i Los Angeles Lakers, i quali si calcola avrebbero sufficiente spazio salariale per ingaggiare due giocatori da massimo contrattuale. James e George potrebbero formare una coppia devastante in California, cosa che consentirebbe al Re di essere seguito da una leggenda del calibro di Magic Johnson, presidente delle basketball operation dei gialloviola. Una tra le sue iniziative imprenditoriali è la Magic Johnson Enterprises, una multinazionale con un patrimonio netto di 700 milioni di dollari.

 

Gli investimenti dell'ex co-proprietario dei Los Angeles Dodgers e Lakers eguagliano il suo successo da giocatore da Hall of Famer. Nel frattempo James, la cui famiglia ha vissuto a Los Angeles tutto quest’anno, stava costruendo il suo portfolio, diventando co-proprietario della SpringHill Entertainment, compagnia che produce ad oggi quattro show televisivi (il game show The Wall, STARZ's Survivor's Remorse, Disney XD's Becoming e Cleveland Hustle, della CNBC), ha prodotto due film ("More than a Game" e "I am Giant: Victor Cruz") e sta dietro all'azienda multimediale Uninterrupted. Fare soldi anche lontano dal campo è la prassi per James.


Ha acquistato, nel 2011, il 2% del Liverpool Football Club per una cifra vicina ai 6.5 milioni di dollari. Percentuale che, secondo ESPN, ha raggiunto ad oggi un valore d 32 milioni.  Ha anche investito nel settore della ristorazione nelle due catene di Beats e Blaze Pizza. E c’è di più: ad appena 18 anni ha firmato un contratto da 90 milioni con la Nike. Stessa società che nel 2015 lo ha firmato a vita per una cifra potenziale di 1 miliardo di dollari. Inoltre è anche testimonial di Kia Motors, Coca-Cola, Verizon ed Intel. Secondo Forbes, la valutazione del patrimonio del Re, a febbraio 2018, si aggirava intorno ai 485 milioni.

 

Nonostante tutto questo, nonostante LA, potrebbe optare per raggiungere Paul ed Harden a Houston. Sarebbero un superteam da titolo.

 

James  è sicuramente un giocatore che potrebbe rompere i fragili equilibri in casa Sixers, è vero. Tuttavia, assumendo che il Re voglia rimanere ancora nella Eastern Conference, rappresenterebbe per lui una delle migliori opzioni per arrivare nuovamente alle Finals. Andando a Houston dovrebbe invece giocarsela con gli Warriors ed in minor misura con Portland, Oklahoma City, New Orleans e San Antonio, per vincere la Western Conference. Per arrivare a quella che per lui sarebbe la nona finale consecutiva, terrà sicuramente conto del fatto che ad Est incontrerebbe molti meno problemi, sia che rimanga a Cleveland, sia che si trasferisca a Philadelphia.

 

 

Restando a Cleveland continuerebbe a giocare con un All-Star come Kevin Love; ed inoltre George Hill, Jordan Clarckson, Larry Nance Jr. e Rodney Hood – arrivati solo a febbraio – avranno avuto più tempo per adattarsi a quel sistema di gioco. I Cavs avranno anche la possibilità di aggiudicarsi un buon rookie con la chiamata n°8 al prossimo Draft del 21 giugno. Per questo motivo forse la mossa migliore potrebbe essere credere in Cleveland, quella che ormai è diventata la casa del nativo di Akron.

 

Sicuramente James non ha dimenticato le critiche ricevute da ESPN in seguito all’annuncio della sua partenza, direzione Miami Heat, dopo sette stagioni in maglia Cavs. LeBron ha poi sistemato tutto nel luglio 2014 quando ha dichiarato, attraverso Sport Illustrated, che avrebbe fatto ritorno in Ohio. E’ tornato ed ha portato i Cavs sul tetto del mondo per la prima volta nella loro storia.

 

Tuttavia, il rapporto tra il Re ed il proprietario della franchigia, Dan Gilbert, risulta essere abbastanza difficile. Come dire, le prossime settimane dovrebbero rivelarsi abbastanza interessanti...

 

 

 

 

Il Philadelphia Enquirer, fondato da John Walker nel 1829, è il terzo quotidiano più vecchio degli Stati Uniti e collabora con la nostra redazione da ottobre 2017. Questo articolo, scritto da Keith Pompey e tradotto in italiano dalla nostra redazione, è stato pubblicato in data 06/06/2018.

 

 

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