Malcolm Brogdon, il nuovo leader dei Pacers

July 22, 2019

 

©️ Double Clutch

 

 

Il secondo contratto più oneroso della storia degli Indiana Pacers è stato offerto al quarto miglior marcatore dei Milwaukee Bucks 2018/19, che ha sofferto un infortunio non da poco ancor prima di entrare nella Lega ed altri due infortuni nei due anni successivi; un giocatore che non ha ancora avuto la possibilità di dimostrare la propria abilità di poter guidare una squadra.

 

Nonostante ciò, Malcolm Brogdon è stato il miglior free agent che i Pacers potessero portare nell'Indiana, e di gran lunga la miglior firma dei Pacers negli ultimi 8 anni.

 

 

L'inserimento nei Pacers

 

Giustamente i tifosi sono molto felici di avere Brogdon a bordo e la reazione all'annuncio è stata davvero emozionante. Tuttavia chi è parso più contento dell'arrivo è il capo allenatore Nate McMillan - tanto che il GM Kevin Pritchard ha ammesso di non averlo mai sentito così euforico. Brogdon, infatti, è proprio il tipo di giocatore che il tecnico ama. Elevato IQ cestistico, grandi capacità difensive e vero uomo squadra, in grado di adattarsi alle necessità del collettivo e soprattutto di mettere davanti alle proprie ambizioni quelle dei compagni. 

 

Sembra anche abbastanza maturo da capire come giocare in una piazza di seconda fascia. Ha infatti dichiarato di vedere l'Indiana come la patria della pallacanestro e di essere contento di vivere in una piccola città in grado di farlo sentire più vicino alla gente; e sebbene queste probabilmente siano dichiarazioni scritte da qualcun'altro, c'è da dire che ancora prima di entrare nella Lega, Brogdon aveva identificato i Pacers come la squadra da cui avrebbe voluto essere draftato - sia per il modo di giocare, sia per quello che poteva (e può) dargli coach McMillan in termini di crescita personale. 

 

 

Oltre a quello che da solo Malcolm può offrire, dobbiamo ricordarci di quello che potrà fare insieme a Victor Oladipo. Le due guardie condividono grandi abilità realizzative, anche se con stili diversi, e soprattutto la maniera "consapevole" di giocare.

 

Diciamo che quella che si prospetta per i fan è una stagione divertente. Gran parte dei discorsi durante le ultime settimane hanno riguardato le difficoltà che tutti avranno nella prossima stagione a segnare contro i Clippers di Beverley, Leonard e George; i Pacers di Oladipo e Brogdon, però, non saranno molto più facili da affrontare.

 

 

Brogdon è fragile? 

 

Brogdon ha avuto tre infortuni, ognuno dei quali ha portato a parecchio tempo di riposo forzato. Come è possibile che questo non abbia ridimensionato il suo valore? Probabilmente perché nessuno dei tre infortuni si è reiterato, e soprattutto perché è molto improbabile che si possano ripetere.

 

Nel 2012 si è rotto un osso del piede sinistro, nel 2018 ha subito uno strappo al quadricipite sinistro e durante l'ultima stagione ha sofferto di una fascite plantare al piede destro. Effettivamente, potrebbe sembrare troppo fragile per essere considerato una scommessa sicura, ma bisogna tenere in considerazione che dopo gli infortuni il suo rendimento non è mai calato. Proteggere il ragazzo da situazioni di eccessivo stress, soprattutto per quello che riguarda il piede destro, sarà in ogni caso una priorità per lo staff medico dei Pacers.

 

 

Il ragazzo è ancora giovane

 

Brogdon ha giocato in maniera eccelsa nelle ultime tre stagioni ai Bucks. Il suo ruolo a Milwaukee, però, era quello di supporto ai portatori di palla e le sue credenziali da leader non sono sicuramente state messe alla prova. A Indianapolis, invece, è destinato a diventare il leader della squadra, perlomeno fintanto che Oladipo sarà fuori. 

 

Nella stagione 2018/19 Brogdon è stato il quarto giocatore della squadra per minuti giocati (20.7) e per punti segnati (15.6), con soli 0.3 punti di differenza rispetto ad Eric Bledsoe, la point guard titolare. Con Oladipo fuori almeno fino a dicembre, la sua produttività potrebbe salire alle stelle. Le sue statistiche, infatti, sono migliorate anno dopo anno, e il suo processo di maturazione non è ancora finito: il ragazzo ha solo 26 anni, con la prossima stagione che sarà la sua quarta nella Lega.

 

Se avete guardato qualche partita dei Bucks nella stagione passata e siete riusciti a togliere gli occhi da Giannis, potreste aver notato il grande IQ cestistico di Malcolm Brogdon e la qualità dei suoi movimenti senza palla. Ecco, in questo negli ultimi anni è diventato un giocatore efficientissimo, tanto da essere stato l'unico, l'anno scorso, ad aver chiuso la Regular Season con almeno il 50% nel tiro da due punti, il 40% da tre e il 90% ai liberi.

 

 

 

50-40-90

 

Non voglio sicuramente definire le abilità di un giocatore con le sole statistiche, ma Brodgon è diventato l'ottavo giocatore della storia della NBA ad aver fatto registrare l'incredibile tripletta di percentuali da 50-40-90; un tris statistico che solo giocatori quali Larry Bird, Steve Nash e Steph Curry sono stati in grado di firmare. Un club decisamente elitario. Sebbene si dica talvolta che ci sono altri giocatori che hanno fatto registrare queste cifre, c'è un numero minimo di tiri presi che va tenuto in considerazione, che rende ancora più difficile tenere queste percentuali. Per riuscirci, infatti, è necessaria un'eccezionale selezione di tiri, oltre ovviamente a una mano sempre calda...

 

Troppe volte l'anno scorso, nonostante gli ottimi giochi offensivi di McMillan, non sono state fatte le scelte giuste. Una decisione sbagliata, un crossover di troppo, un tiro affrettato - leggere: Tyreke Evans...

 

 

Insomma, la capacità di lettura di Brogdon farà molto comodo ai Pacers. Ad aggiungersi alla grande intelligenza del ragazzo, poi, il suo 42.6% da tre punti della stagione 2018/19 porterà sicuramente ad un allargamento del campo. I Pacers hanno perso proprio quest'anno il miglior tiratore che avevano a roster, Bojan Bogdanovic, ed hanno prontamente rimediato. Non scordiamoci infatti che l'ex Bucks prima di questa stagione aveva già fatto registrare un 39.5% al tiro da fuori nelle due annate precedenti.

 

La percentuale in lunetta spesso non viene considerata abbastanza, quando bisogna determinare il valore di un giocatore - esempio per eccellenza è Andre Drummond, che l'anno prossimo guadagnerà 27 milioni di dollari anche se converte meno di un tiro libero su due. 

Non dobbiamo invece sottovalutare per i Pacers l'importanza di avere un giocatore in squadra in grado di segnare oltre il 90% dalla linea dei liberi. La squadra dell'Indiana, infatti, si è posizionata 22esima nella Lega l'anno scorso con un misero 75.2% e questo ha permesso a gran parte delle squadre avversarie di poter forzare qualche fallo nei finali di partita. Il fatto che i Pacers abbiano perso la maggior parte delle partite punto-a-punto non è certo frutto del caso.

 

 

Considerazioni finali

 

Sebbene Malcolm Brogdon non sia considerato una vera e propria stella e non abbia accumulato, fin qui, esperienza da leader, i segnali che possa diventare entrambe le cose ci sono. Con l'assenza di Oladipo, dovrà farsi carico della squadra e dimostrare di poter confermare la splendida stagione appena disputata, assumendosi grandi responsabilità. Oltre a ciò, la sua capacità di rendere migliore il collettivo e di far fruttare le doti di ogni singolo compagno possono portare molti benefici al sistema di gioco dei Pacers.

 

Le sua doti potrebbero consentire alla squadra di McMillan di fare il salto di qualità. E di ambire, col ritorno di Oladipo, al ruolo di sorpresa della prossima post season.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

©️ Double Clutch


Questo articolo, scritto da Jonah Stott per Double Clutch e tradotto in italiano da Guido Valentini per Around the Game, è stato pubblicato in data 20 luglio 2019.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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