Cogliere l'occasione

November 25, 2018

 

 

©️ The 94 Feet 

 

 

I Denver Nuggets stanno disputando una stagione in linea con le aspettative di inizio anno, ritrovandosi, al momento, con il record di 13-7. Tuttavia questi numeri non raccontano tutta la storia.

 

Infatti, nonostante abbiano iniziato con 9 vittorie nelle prime 10 partite, hanno poi proseguito perdendone 6 delle successive 8. Rispetto alla scorsa stagione sono migliorati molto dal punto di vista difensivo, perdendo qualcosa sul piano offensivo. Nel frattempo, Denver si è dovuta affidare a giovani ancora inesperti per completare le rotazioni.

 

I Nuggets hanno tradato l’ala piccola Wilson Chandler durante l’estate e Will Burton si è infortunato all’anca durante la seconda partita. Dopo le prime due vittorie stagionali si sono quindi trovati nella condizione di dover dare più minuti a Juancho Hernangomez, Monte Morris e Malik BeasleyQuest'ultimo - nonostante fosse stato chiamato nel 2016 proprio dai Nuggets con la 19esima scelta, grazie alla sua capacità di mixare buone doti difensive ed un ottimo tiro - non era riuscito a ritagliarsi spazio nei suoi due primi anni NBA. Tuttavia, durante la scorsa Summer League ha mostrato di essere pronto per un ruolo di maggior spessore. Ha tirato bene, senza mai forzare la situazione, compensando la sua inesperienza con la difesa. Lui e Morris questa estate erano una spanna sopra gli avversarsi ed i loro compagni di squadra stessi.

 

Beasley ha raggiunto una media di 18 minuti giocati a partita, prevalentemente grazie al suo contributo difensivo: è in grado infatti di accoppiarsi con esterni rapidi ed è abbastanza forte da forzare il passaggio sui blocchi. Questa combinazione fornisce a Jokic la possibilità di droppare in alcune situazioni di pick and roll, motivo grazie al quale Beasley è stato impiegato anche in qualche finale di partita. A questo è riuscito ad aggiungere un buon contributo anche nella metà campo offensiva, tirando con il 37% da dietro l’arco.

 

Se alla percentuale al tiro pesante, che lo vede tra i primi 30 della Lega, sommiamo le sue doti difensive, cosa gli ha impedito di svolgere un ruolo di maggior rilievo prima della caduta di Barton? Fondamentalmente, tutto il resto. Se da un lato è facile semplificare le responsabilità di un comprimario come Beasley, riducendolo il suo compito al tirare da tre e difendere, dall’altro si ha la necessità di avere giocatori che sappiano - quando necessario - creare. Specialmente in un contesto come quello di Denver.

 

Quando Jamal Murray e Gary Harris la passano a Beasley, raramente è uno scarico per un tiro aperto da 3 dopo aver mosso la difesa. Non sono LeBron James. Difficilmente costringono la difesa a collassare e quando la passano danno relativamente poco vantaggio ai compagni. Beasley ha faticato a ritagliarsi il suo spazio e provare a sfruttare queste opportunità. 

 

 

In questa azione dello scorso mese, ha rifiutato un tiro aperto e la possibilità di attaccare lo spazio contro un difensore più lento, anche se certamente competente, come Mirotic. La giocata di Beasley non è per forza sbagliata, tuttavia non sfruttare queste opportunità potrebbe far inceppare l’attacco dei Nuggets. Certo, questo onere non deve cadere solo sulle spalle di Beasley, ma mostra alcuni difetti di Denver. Gli manca un giocatore che sappia sia concentrare su di sé l’attenzione della difese avversarie, sia sfruttare questo vantaggio per far crescere il rendimento dei compagni.

 

I migliori passatori della squadra sono Jokic, Mason Plumlee e Morris. Due di questi sono centri, che non hanno la rapidità per far collassare la difesa; l'altro ha un arsenale offensivo limitato, che porta le difese avversarie a non concentrarsi troppo su di lui. Per questo motivo gran parte dei tiri aperti di Beasley sono arrivati da situazioni di transizione, o da movimenti senza palla attorno ai centri. Questi Nuggets hanno provato a migliorare il loro gioco rispetto all'inizio della stagione, dando ad Harris e Murray più opportunità di creare contro la difesa schierata, togliendo però ritmo ai compagni.

 

Dopo una sbandata durata quattro partite che li ha portati al record di 9-5, Malone sentiva che la squadra aveva bisogno di aumentare il ritmo e il pace offensivo. Il risultato è stato un Beasley da 15 punti, e non penso sia stato un caso. Malik ha attaccato molto più del solito, potendosi permettere di sbagliare, forse anche grazie al vantaggio di 20 punti. In ogni caso, pare sia stato incoraggiato anche a mettere la palla per terra, per un incremento delle opportunità in transizione.
 

 

Nonostante in questa particolare circostanza sia stato in qualche modo facilitato da una transizione difensiva non troppo efficace, questo tipo di azione può essere pensata anche a metà campo. In situazioni con poca pressione ha dimostrato di poter incidere offensivamente, ed è possibile che la partita con gli Hawks gli sia anche servita per aumentare la propria fiducia e salire di livello. Dopo questa gara è sembrato diverso. Contro New Orleans, infatti, ha utilizzato la sua velocità per far male anche in situazioni di difesa schierata.
 

 

Qui un altro esempio. Batte velocemente il suo avversario mettendo la palla per terra, causando la rotazione della difesa. Nonostante il passaggio fosse impreciso, è evidente il suo miglioramento in questo specifico frangente.

 

 

Questa crescita offensiva si è vista anche contro Bucks e Wolves, con alcuni tagli molto interessanti. In quelle stesse situazioni, ad inizio anno, sarebbe stato nell’angolo, in disparte", senza essere aggressivo né pericoloso. Ora, invece, sembra avere capito quanto potrebbe essere importante nell’attacco off the ball di Malone.

 

 

Qualche volta succede ancora che rifiuti un tiro o non metta la giusta pressione sulla difesa, ma rispetto all’inizio della stagione ha già fatto vedere grandi miglioramenti.

 

Finchè Barton non recuperà avrà tempo per migliorare e continuare a sfruttare questa occasione. Non è chiaro quale sarà il suo ruolo al ritorno del compagno, ma sicuramente Denver non può che essere felice per i passi avanti fatti da questo ragazzo.

 

 

 

©️ The 94 Feet 

 

Questo articolo, scritto da Scott Levine per The 94 Feet e tradotto in italiano da Giorgio Marelli per Around the Game, è stato pubblicato in data 23 novembre 2018.

 

 

 

 

 

 

 

 

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