Dobbiamo preoccuparci per Marc Gasol?

November 20, 2019

 

© Raptors Republic

 

 

 

Ci sono due modi in cui la storia di Marc Gasol può evolversi. L'anno scorso, ha viaggiato a una media di soli 9.1 punti a partita dopo essere arrivato a Toronto. Era indeciso, e nonostante tirasse bene e passasse ancora meglio, non sembrava ingranare la marcia successiva, soprattutto nella metà campo offensiva. Nei Playoffs, anche se le sue cifre non sono migliorate, era componente fondamentale della difesa soffocante di Toronto, e i Raps hanno vinto tutto.

 

Agli osservatori più attenti, durante la passata stagione, non erano sfuggiti segnali che Gasol avrebbe ampiamente dato il suo contributo alla causa. Ha tirato col 44 % dalla distanza dopo essere arrivato in Canada e ha guidato la squadra per Net Rating. Non casualmente, i Raptors erano la migliore squadra nel tiro dalla distanza dopo l’acquisizione del centro spagnolo. Nonostante non tirasse molto, rappresentava una continua minaccia per le difese avversarie.

 

Quest'anno, Marc sta facendo ancora fatica a segnare. Sta tirando 7/20 (35%) vicino al ferro. dato da decimo percentile nell’intera Lega e il più basso tra i centri. Sta tirando meglio dalla distanza, con il 41,2%. Ma l'incapacità di segnare un layup sembra un problema. È possibile che si accenda quando più importa e torni a mangiarsi gli avversari durante i Playoffs?

 

C'è pur sempre, però, l'altra strada: la possibilità che Gasol sia ormai nella parabola discendente della sua carriera. La fatica nel segnare potrebbe essere in realtà un sintomo problematico, dato che la squadra riponeva grandi speranze in lui per quest'anno. Coach Nick Nurse aveva sottolineato, avvicinandosi alla stagione, di prevedere nei suoi piani che il catalano raccogliesse alcuni dei punti lasciati dalla partenza di Kawhi.

 

"L’anno scorso abbiamo giocato poco con Marc, il suo Usage era molto basso. Ma è un ragazzo che può segnare, quindi dovremo cavalcarlo un po’ di più quest'anno" - ha affermato Nurse il 13 ottobre, quando gli veniva chiesto chi avrebbe raccolto l’eredità di Leonard nella metà campo offensiva. Il tecnico ha "promesso" altre svariate volte, prima e dopo allora, che lo Usage del catalano sarebbe aumentato, ma ciò per ora non è successo.

 

Dopo la vittorie contro Blazers e Hornets, Gasol viaggia a una modestissima media di  6.5 punti a partita. Sta tirando col 33.3% dal campo e con un terribile 27% da dentro l'arco. Il suo gioco in post-up sembra essere sparito e la sua efficienza è ben lontana dai livelli, tutt’altro che eccezionali, del 2018/19. Allora era troppo passivo, anche se efficace quando si trattava di buttarla dentro. Ora, è passivo e tira male.

 

È possibile che stia raggiungendo il punto in cui anche i giocatori intelligenti perdono così tanto del loro atletismo che non possono più competere a livello NBA? Voglio dire, il ragazzo riesce a malapena a schiacciare...

 

Alcuni dati ci raccontano però un’altra storia. Il suo plus/minus - non una scienza esatta, ma un riflesso del fatto che la tua squadra giochi un basket vincente quando sei sul parquet - è altissimo. A quota +82, registra il secondo migliore plus/minus di squadra. Inoltre, Gasol ha il secondo più alto Net Rating, +11.1, dietro solo a Rondae Hollis-Jefferson. Che i Raptors vincano quando Gasol è sul parquet è fondamentalmente una conseguenza naturale, e apparentemente non incide eccessivamente come il catalano giochi.
 

Questo, però, non basta a dimenticare che non riesca più a segnare, ed è difficile capire quali segnali cogliere. Un argomento potrebbe essere che Marc si stia risparmiando per i Playoffs: come ogni veterano dotato di buon senso, sa bene quando dare il 100% e quando invece centellinare le energie.

 

Un elemento a suo favore è stata la prestazione contro Portland. Al termine del primo tempo, il lungo spagnolo ha sbagliato una tripla e guidato dalla frustrazione ha preso a maltrattare il tavolo. È entrato nel secondo tempo concentrato e arrabbiato, apparentemente ostinato a giocare finalmente bene. Ha messo a segno varie triple, ha portato blocchi marmorei che assomigliavano, fisicamente ed emotivamente, al Muro di Berlino (e Fred VanVleet, in particolar modo, ne ha tratto giovamento, segnando molteplici pull up non contestati). Sotto il proprio canestro ha stoppato diversi tiri e "perquisito" diversi palloni ai portatori avversari. In generale, ha giocato una pallacanestro brillante nella seconda metà di partita. È bello sapere che può ancora farlo.

 

Sappiamo che Gasol ha ancora qualcosa nel serbatoio da cui decide di non attingere ogni partita, ma non sappiamo quanta benzina sia effettivamente rimasta. Non sarà più un All-Star, ma può ancora essere grande?

 

Forse è sufficiente di per sé che la difesa di Gasol rimanga costante, a prescindere dal suo rendimento offensivo. E 'intelligente, protegge il ferro ed eccelle in tutte le piccole cose che rendono una difesa impenetrabile. Può ancora essere il perno centrale di una difesa soffocante come un'inondazione.

 

Quando è sano, Serge Ibaka è un fantastico lungo con punti nelle mani in situazioni di pick&roll, spot-up e taglio dall’angolo opposto. Air Congo è uno dei migliori big man in uscita dalla panchina dell’intera Lega, e sarebbe uno spreco se Ibaka dovesse essere utilizzato nello starting five. Potrebbe quindi darsi il caso che quando tutti i giocatori saranno a disposizione, il coaching staff decida di continuare a far ruotare Gasol e Ibaka, il primo come centro titolare e specialista difensivo, il secondo in uscita dalla panchina e in lineup provvisori. I due si troverebbero a giocare più o meno gli stessi minuti, come avvenuto nella passata stagione, quando Marc veniva impiegato mediamente 25.6 minuti e Serge 24.4.

 

Sembra, quindi, che Gasol abbia definitivamente diviso le due strade. Posto di fronte al fatto di rimanere dominante o di lasciare che la sua carta d’identità parli per lui, il fratello minore di Pau è a volte dominante e a volte irrilevante. Ma la speranza che il centro spagnolo possa fare la differenza a livello offensivo è diminuita fino a diventare una fiamma sull’orlo dello spegnimento, come un falò sulla spiaggia quando i primi raggi del sole incominciano a illuminare il mattino. Il problema per ora è stato alleviato dalla capacità di Siakam e VanVleet di farsi carico di maggiori responsabilità offensive.

 

Non aspettiamoci più un Gasol da 20 punti a serata. Quei tempi sono andati. Ma Marc può ancora essere dominante, a modo suo. Ne abbiamo avuto prova durante il secondo periodo contro Portland, forse per la prima volta finora in questa stagione.

 

Quando Masai Ujiri lo ha portato all’Air Canada Center, era opinione comune che il veterano ex Grizzlies fosse ancora uno scorer solidissimo. Tale non si è rivelato, ma la sua aggiunta è stata comunque fondamentale per arrivare al titolo. Ci riserverà altre sorprese?

 

I Raptors potrebbero ancora trovare una grande fortuna in Gasol, anche se non dovesse essere quella che in lui cercano.

 

 

 

 

 

 

 

 

© Raptors Republic

 

Questo articolo, scritto da Louis Zatzman per Raptors Republic e tradotto in italiano da Luca Losa per Around the Game, è stato pubblicato in data 14 novembre 2019.

 

 

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