Markkanen l'imperturbabile

February 19, 2018

 

© Chicago Tribune / TNS

 

 

Essere padre è fantastico, giocarsi il post basso dal pitturato è confortevole, per un ragazzo che non crede alla crisi dei rookie.

E' proprio così: nulla sembra agitare Lauri Markkanen, la cui imperturbabilità è evidente tanto quanto il suo talento.

 

Ma ci sono stati dei momenti in cui ha abbassato la guardia. Durante una trasferta a Cleveland, ha spudoratamente ammesso il suo fanatismo per LeBron James; e martedì, prima dell'ultimo allenamento dei Bulls pre All-Star Game, Markannen ha sorprendentemente raccontato di alcuni momenti di straniamento che ha vissuto durante questa sua prima stagione.

 

"Mi ci è voluto un po' per smettere di pensare  - sono davvero qui? - e iniziare davvero a mettermi in gioco", ha dichiarato. "Credo che tutto venga dall'allenamento. Ora il mio unico pensiero è dedicarmi al massimo a quello che faccio giorno dopo giorno. Questa è la mia filosofia".

 

Giunti alla pausa dell'All-Star Game, Markannen è quarto nella classifica rookie per punti a partita (15.3) e secondo alla voce rimbalzi (7.7, preceduto solo da Ben Simmons con 7.8); ed ha già realizzato 112 tiri da 3 punti, che gli valgono il secondo posto dietro a Donovan Mitchell.

 

Markannen ha appena partecipato a due eventi di questa edizione dell'All Star Game: il Rising Stars Challenge e lo Skills Challenge. Fred Hoiberg, coach dei Bulls, stuzzicato da una domanda in proposito, non ha avuto esitazioni nel prevedere la partecipazione di Lauri all'edizione 2019, questa volta alla partita principale della domenica: "Di certo non gli manca nulla per collezionarne parecchie di partecipazioni a quel weekend nei prossimi anni".

Il coach sa che c'è solo un modo per agitare Markkanen: farlo parlare di sé.

Provate a chiedergli di cosa è più orgoglioso di questa sua prima stagione da rookie, che sta scatenando critiche entusiastiche in tutto il mondo, e vedrete Lauri tentennare fino a costringere il reporter a precisare che può dargli una risposta anche domani. Non pago, Markkanen senza nemmeno pensarci aggiunge:

 

"questo vuol dire che devo parlare con i media anche domani".

 

Markkanen adora Borat, il personaggio di Sacha Baron Cohen. Ha senso dell'umorismo - solo che non è molto propenso a mostrarlo ai giornalisti parlando nella sua seconda lingua.

 

Nella recente vittoria contro i Timberwolves, ha tentato solo 7 tiri, spingendo Hoiberg ha dichiarare che fargliene prendere di più è una priorità.

 

Nelle due seguenti partite, il ragazzo ne ha presi ben 19. La maggior parte di questi è arrivata nella partita in casa contro i Magic: anche senza Kris Dunn, la cui assenza ha condizionato la partita di Markkanen, i Bulls hanno dimostrato di essere sempre più abili nel servirlo in uscita dai blocchi, dove i cambi difensivi lo mettono spesso in situazioni di mismatch a suo favore.

 

Lo scorso anno, prima dell'approdo in NBA, Markkanen ha trascorso la sua unica stagione di college US con la maglia di Arizona. Sebbene si sia reso pericoloso perlopiù solo dal perimetro, chi lo ha visto giocare con la maglia della nazionale finlandese agli Europei sa bene che ha dimostrato di avere un gioco offensivo molto più versatile di quanto mostrato fino ad ora Oltreoceano:

 

"Quest'estate ho avuto l'opportunità di fare molte cose diverse in campo ed acquisire fiducia. Di sicuro mi ha aiutato molto".

 

Dal rientro dopo le tre gare saltate per la nascita del figlio, Markkanen sta tirando male dalla lunga distanza con uno score di 3/17. Nella partita contro i Magic ha sbagliato 6 tiri da tre punti su altrettanti tentativi. Hoiberg, subito dopo il primo errore, ha richiamato la squadra per dire a tutti che Markkanen deve segnare i tiri aperti. Un'ulteriore prova della sua imperturbabilità.

 

"Gioco buone e cattive partite. Non lo so se sto per vivere un lungo periodo negativo, ma se i tiri non entrano mi basta concentrarmi sul fare altro per essere utile alla squadra. Per questo sono fiducioso e la cosiddetta 'crisi dei rookie' non mi fa paura. Amo quello che faccio, non vedo come possa stancarmi".

 

 

 

 

Il Chicago Tribune, fondato negli anni ‘40 da James Kelly, è il quotidiano più letto dell’Illinois e un punto di riferimento per i tifosi dei Bulls. La sua sigla, WGN (World’s Greatest Newspaper), è associata a quella AtG da ottobre 2017. Questo articolo, scritto da K.C. Johnson e tradotto in italiano dalla nostra redazione, è stato pubblicato in data 13/02/2018.

 

 

 

 

 

 

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