Memphis Grizzlies: lotta dura senza paura

December 14, 2018

Essere un Grizzlies è la filosofia di un popolo

 

 

 

Cercando nel vocabolario la parola "outsider" troviamo la definizione: "chiunque emerga in una competizione in cui non è il favorito". Esiste una definizione migliore per questi Grizzlies?

 

La squadra del Tennessee era uscita da tutti i radar lo scorso anno dopo l'infortunio di Mike Conley, probabilmente la guardia più sottovalutata della Lega, finendo nel fondo della classifica. Recuperato Conley e draftato Jaren Jackson Jr, gli orsi hanno recuperato il loro vecchio spirito, lottatore e difensivo, il cosiddetto "grit and grind". Lavorare sodo, lavorare duro.

 

 

La cultura generalizzata

 

Questa identità è presente già da anni, ed è appoggiata e desiderata dai tifosi, nonché sostenuta dal front office nelle proprie scelte dei giocatori. Jaren Jackson Jr è un signor difensore, Kyle Anderson, ex Spurs, è decisamente lento, ma le sue braccia lunghissime lo rendono un difensore temibile. Jevon Carter, scelto al secondo giro, era considerato il miglior difensore perimetrale di tutto il college basket, anche se al momento è ai margini causa infortuni.

 

Insomma, se dovessimo mettere Memphis in una classifica basata sul talento puro o sull'atletismo, sarebbe decisamente nelle retrovie. Ma i Grizzlies escono da qualsiasi ragionamento moderno. Sono quasi un grammofono in mezzo a tanti lettori mp3, sono una squadra che sta giocando un basket non al passo con i tempi, vecchio di dieci anni, e sembrano comunque in grado di ottenere buoni risultati, rifiutando di seguire i venti del cambiamento. Camminano (sono ultimi per ritmo nella Lega), sono poco atletici (29esimi per rimbalzi offensivi), tirano poco da tre (26esimi) e, anche se concedono tanti punti agli avversari, hanno un record positivo.

 

 

Come giocano

 

Memphis è seconda nella Lega come rimbalzi difensivi ogni 100 possessi, nella top ten col minor numero di palle perse (sempre ogni 100 possessi) e settima come media tiri liberi tentati in proporzione ai tiri presi. Insomma, se sbagli il tiro contro di loro, difficilmente prenderai il rimbalzo; e sono capaci di guadagnare tiri dalla lunetta, considerando il loro poco talento. Sono secondi nella Lega nel forzare palle perse (il 14.8% dei possessi avversari finisce così).

 

Hanno però le energie da centellinare: quando hanno avuto a disposizione due giorni di riposo, il loro record dice 7-0; in back to back hanno un record negativo; con un solo giorno di riposo sono 8 vinte e 8 perse.

 

In attacco sprecano poco, perché inventano veramente poco: se non c'è contropiede primario, i creatori di gioco sono Conley e Gasol, si esegue senza voli pindarici.

 

In difesa regna l'organizzazione e la tenacia:

 

 

 

Nella prima azione, sulla finta di passaggio consegnato di Frazier, Conley potrebbe passare dietro - visto che ci troviamo lontano da canestro - invece segue il suo avversario e recupera il pallone che porta a due punti facili.

 

Nella seconda azione, sul consegnato di Julius Randle, Gasol resta a  presidiare l'area. Conley insegue sul blocco, continua a mettere pressione, gli spazi si stringono dando il tempo a Jaren Jackson Jr di arrivare dal lato debole e spazzare via tutto. I tuoi tre migliori giocatori che collaborano in difesa: un esempio per tutti.

 

 

What if...

 

Conley e Gasol sono da anni la colonna portante di Memphis. Jaren Jackson Jr è un rookie, non si può pretendere tantissimo dal ragazzo che è ancora molto giovane, per quanto talentuoso. Un terzo violino in realtà ci sarebbe, purtroppo solo a livello contrattuale: Chandler Parsons, iscritto a libro paga nel Tennessee per più di 24 milioni di dollari quest'anno. L'ex Rocket firmò un contratto da 94 milioni di dollari, poi una serie di infortuni ha fatto scendere clamorosamente il suo rendimento, rendendolo uno dei peggiori contratti in essere di tutta la Lega.

 

Lui ha comunque vinto alla lotteria: ha firmato un contratto molto remunerativo in un momento storico in cui i soldi si buttavano letteralmente per chiunque. Se Memphis avesse speso degnamente tutti quei dollari, oggi staremmo parlando di un altra squadra, in lotta probabilmente per le prime posizioni ad Ovest. L'errore di valutazione del front office è stato pagato a caro prezzo e ormai la coppia Conley-Gasol non ha molti anni rimasti a disposizione. 

 

 

Mina vagante

 

Comunque per battere Memphis servono le scarpe ben allacciate.

 

In attacco sono molto prevedibili, un eventuale ultimo tiro avrebbe ben pochi pretendenti (Conley e Gasol prendono quasi il 37% dei tiri della squadra), visto il talento poco diffuso nel roster. Ma se non vengono affrontati col piglio giusto, possono riservare sorprese anche ai Playoffs, soprattutto tra le mura amiche.

 

Al momento Memphis è una Cenerentola, o quasi. Resta da capire quando arriverà la mezzanotte.

 

 

 

 

 

 

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