Milwaukee Bucks: tutto è cambiato attorno alla galassia Giannis

December 21, 2018

I Bucks sono sempre greco-centrici, ma tutto intorno il sistema è rivoluzionato.

 

 

La forza di gravità modella il nostro universo. Un corpo dotato di massa o energia esercita una forza di attrazione sugli altri corpi. La stella greca Giannis Antetokounmpo, fin dal suo arrivo nella Lega, ha continuato ad accumulare massa ed energia, modellando di continuo il sistema di pianeti in cui si trova, i Milwaukee Bucks.

 

Ora il sistema sembra aver raggiunto la quiete e quindi l'equilibrio.

 

 

Le tappe

 

La genesi di questa stella ormai è dominio praticamente universale. Sfuggita a quasi tutti i radar degli astronomi NBA, il corpo celeste di quasi 7 piedi è atterrato nel Wisconsin, e, da stella imprevista, ha condizionato l'esistenza della squadra, dello Stato, della Lega. Da 5 anni e più, con l'aumento della sua grandezza e di conseguenza della sua gravità, continua a trasformare tutto ciò su cui ha influenza.

 

Con l'arrivo in panchina di Jason Kidd, i Bucks sembravano aver trovato un allenatore a lungo termine, competente, che ha fatto crescere l'energia della nostra stella Giannis. Nel gennaio 2018, invece, la dirigenza dei Bucks ha licenziat Jason Kidd, che aveva un record tutto sommato discreto. Ma la squadra non spiccava il volo.

 

L'ex playmaker dei Nets venne licenziato con l'accusa di essere troppo dogmatico nelle sue idee di pallacanestro, di tessere un vestito non adatto alla silhouette della squadra. Kidd pagò anche i brutti rapporti con Greg Monroe e Jabari Parker, all'epoca colonne portanti dello spogliatoio. A distanza di neanche un anno possiamo dire che la scelta fu giusta.

 

 

Bud il rivoluzionario

 

Dopo l'interim coach di Joe Prunty, in panchina da questa stagione siede Mike Budenholzer, discepolo di coach Popovich che aveva portato gli Atlanta Hawks ad un record sorprendente, con un basket corale fatto di circolazione di palla, spaziature e tante soluzioni offensive in tipico stile Spurs. Il nuovo coach fa un ragionamento tanto semplice quanto efficace: la squadra dovrà giocare in modo da mascherare i (pochi) difetti della nostra stella, e far splendere i suoi (tanti) pregi.

 

E qual è il tallone d'Achille del nostro dio greco? Il tiro da 3 punti. Il suo pregio? I tiri al ferro. La squadra dovrà tirare tanto da tre, lasciando l'area totalmente aperta alle incursioni inarrestabili di Giannis.

 

 

Si può dominare la NBA di oggi senza tirare da tre punti? Si, se sei "The Greek Freak".

 

 

I numeri della rivoluzione

 

Lo scorso anno i Bucks tiravano di media quasi 25 triple a partita e giocavano poco più di 96 possessi ad allacciata di scarpe. Quest'anno tirano quasi 40 volte da tre a partita e giocano 102.5 possessi. In numeri ancora più sintetici, +60.6% di tiri da oltre l'arco rispetto allo scorso anno. Definirla una rivoluzione pare riduttivo.

 

Una delle cose più incredibili di questo processo è il fatto che il roster non sia poi cambiato tantissimo; come notabili tiratori da fuori sono arrivati Ersan Ilyasova e il rookie Donte di Vincenzo (per Brook Lopez faremo un discorso a parte), questo dimostra come il cambio sia di filosofia, attuato quasi a prescindere dagli interpreti.

 

 

Il coraggio nelle scelte

 

Ogni cambiamento nell'universo accade grazie ad eventi quasi apocalittici che portano alla distruzione di interi pianeti. I nostri Bucks, nella ricerca del loro equilibrio, hanno salutato dei prospetti come Jabari Parker e Shabazz Muhammad, e un senatore come Greg Monroe.

 

Pochi giorni fa hanno accolto, grazie ad una trade, Jason Smith e George Hill, salutando Matt Dellavedova (poco male) e John Henson (un peccato perderlo, ma è infortunato e quindi una pedina sacrificabile), compiendo un altro step up verso l'equilibrio definitivo.

 

 

Il simbolo del cambiamento

 

Il giocatore icona dei cambiamenti nella NBA gioca nel Wisconsin e si chiama Brook Lopez, centro di 213 centimetri e 122 chili. Nei suoi primi otto anni di NBA ha tirato 31 volte da tre punti. Nelle ultime due stagioni ha preso 712 tiri da tre, e in questa viaggia a quasi 7 tiri di media a partita (secondo nel team).

 

E' il giocatore che calza a pennello per Milwaukee perché garantisce con i suoi centimetri un minimo di protezione al ferro (durante la gestione Kidd, i Bucks erano la squadra che concedeva più tiri al ferro nella Lega), e in attacco si sente praticamente una guardia. Con lui in campo, l'Offensive Rating della squadra migliora di quasi 10 punti rispetto a quando siede in panchina.

 

 

Less is more: la semplicità del gioco dei Bucks

 

Il gioco dei Cervi segue il mantra ultra moderno: o tiro da tre, o tiri al ferro. Le spaziature sono di una semplicità disarmante:

 

 

Il gioco dei Bucks quando Giannis non è in campo: 5 fuori, nessuno taglia, quando si fanno dei blocchi tra uomini senza palla si resta fuori dal perimetro, si attacca dal palleggio e si scarica fuori per un tiro da tre; oppure si attaccano i cambi difensivi.

 

 

Con Giannis in campo. Solo lui ha licenza per rollare dopo un blocco, essere isolato in post basso (con tutti gli altri rigorosamente fuori dall'area), giocare i pick and pop da palleggiatore. Nell'ultima azione di questo video, Lopez dopo il blocco neanche pensa di rollare, anzi il suo blocco è appena accennato, il cosiddetto "slip".

 

In totale rampa di lancio

 

I Bucks hanno quindi un potenziale MVP in squadra, un buon allenatore, una identità di gioco ben precisa, un palazzetto nuovo di zecca, (il Fiserv Forum, gioiello da più di 500 milioni di dollari e 17.500 posti), e soprattutto inerzia e tanto entusiasmo. Nessuno gli chiede di vincere il titolo quest'anno - la pressione sarà nel lato Ovest del tabellone. Ma sicuramente saranno protagonisti. 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Share on Facebook
Share on Twitter
Please reload

Seguici anche su

  • facebook-logo
  • instagram-social-network-logo-of-photo-c
  • twitter-social-logotype

Archivio AtG:

Around the Game nasce con l’obiettivo di avvicinare gli appassionati italiani alla pallacanestro NBA, attraverso due tipologie di contenuti: i contributi realizzati e pubblicati dai membri interni della redazione (diffusi a titolo gratuito, senza scopo di lucro, protetti da copyright e soggetti a legislazione vigente in materia di diritti d'autore); e articoli tradotti delle testate estere in collaborazione con AtG, pubblicati e tradotti in italiano dalla nostra redazione. I contenuti del secondo tipo, i cui diritti d’autore appartengono alle testate giornalistiche da cui sono stati pubblicati originariamente, sono pubblicati all’interno della sezione “Traduzioni” e vengono selezionati, tradotti e pubblicati da AtG sono dopo la ricezione da parte delle fonti di esplicito ed esclusivo consenso relativo a questa attività.

Around the Game non rappresenta una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza una periodicità prestabilita. Pertanto, ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001, non può essere considerato un prodotto editoriale. Alcune immagini sono prese da internet e quindi considerate di libero utilizzo, soprattutto nel caso in cui appartenenti alle testate in collaborazione con il nostro progetto. Se un'immagine o un contenuto è di tua proprietà e vuoi richiederne la rimozione, oppure per qualsiasi questione relativa ai diritti d’autore, ti preghiamo di inviare una mail a questo indirizzo: pr.aroundthegame@gmail.com
 

Fondatore e Caporedattore: Andrea Lamperti -  Fondatore e Web Manager: Ferdinando Dagostino

© 2017 by Around the Game.  Prodotto da FerdinandoDagostino.com