Una nuova speranza per i Knicks

March 31, 2019

Mitchell Robinson ha chiaramente dimostrato di meritarsi un posto al Madison Square Garden. Ecco quello che deve fare per migliorare ancora.

 

 

© The Knicks Wall

 

 

Siamo quasi arrivati alla fine di un’altra orribile stagione.

 

I Knicks dovrebbero perdere più di 60 partite alla fine di questa Regular Season, e una buona parte del nucleo più giovane, quello su cui si basa un’idea di ricostruzione, è fuori per infortunio in questa ultima manciata di partite. Frank Ntilikina è stato dichiarato indisponibile a tempo indeterminato, e questa è l’immagine della sua orrenda stagione da sophomore, mentre Kevin Knox e Allonzo Tier probabilmente hanno già terminato la loro da rookie.

 

Chi invece resiste, ed ha dimostrato ottime cose, è Mitchell Robinson, chiamato al secondo giro al Draft del 2018. Robinson non era inizialmente da intendere come un pezzo da novanta, anzi, ma con la sua esplosività e il suo potenziale di crescita apparentemente enorme, ha attirato l’attenzione di molti.

 

 

IL PROSSIMO CAMPIONE?

 

Comparando le prestazioni dei rookie di quest’anno, Mitchell non sfigura affatto, anzi, eccelle - malgrado non abbia vinto alcun riconoscimento, come accaduto per esempio con Knox a dicembre, che ha portato nella Grande Mela il premio di Rookie of the Month per la Eastern Conference.

 

L’ultima partita nella quale Robinson non ha stoppato un tiro risale al 12 dicembre. Ha poi saltato 13 partite consecutive per infortunio, ma è comunque nella top 5 per numero di stoppate. Inoltre, tra questi cinque, è quello con la più alta percentuale di tiri dal campo, viaggiando a 68.2%. Tutto ciò in soli 19 minuti di media. Impressionante.

 

Raffreddiamo un attimo gli animi. Effettivamente una percentuale dal campo così per un giocatore in quel ruolo, che ha una media di 6.7 punti a partita, è un dato che ci si dovrebbe aspettare. Ma non tutti ne sono in grado. Anche se non è stato scelto tra i primi al Draft, infatti, sta giocando sicuramente come uno di loro. Tra quelli della sua classe, è primo per percentuale dal campo e stoppate, mentre è secondo per rimbalzi offensivi.

 

I suoi numeri offensivi sono abbastanza modesti, ma la sua difesa può dare una grande mano a questi fragili Knicks.

 

Secondo i numeri, infatti, New York ha un rating difensivo pari a 109 con lui in campo, che passa a 112.6 quando Robinson si siede in panchina. Ma cosa gli manca per poter essere definito come una figura su cui la sua squadra può basarsi per il futuro?

 

È banale dirlo, ma Robinson ha solo un compito in questa calda estate che lo attende: farsi il mazzo. A partire dal suo gioco offensivo.

 

 

MIGLIORARE IN POST

 

A prima vista (o al primo highlight), si potrebbe dire che l’unico interesse di Robinson possa essere quello di andare a canestro e schiacciare - ed effettivamente si piazza al terzo posto in questa speciale classifica, tra i rookie.

 

È vero, ci sono tanti lob, ma la sua giocata è senza dubbio il put-back, che può essere altamente demoralizzante.

 

Può realmente distruggere il morale degli avversari: i 24 secondi spesi a difendere in maniera quasi perfetta possono andare al diavolo, quando Mitch decide di volare. Non puoi che impazzire, da difensore.

 

Ora immaginate: se Robinson al posto di "lanciarsi" contro il canestro, imparasse anche un hook shot, o a girarsi sul perno. Queste nuove skills aggiungerebbero davvero qualcosa di più al giovane talento.

 

Mitchell è uno smilzo ragazzo di 20 anni, anzi, ne compie oggi 21. Non è un segreto che abbia bisogno di passare molto tempo in sala pesi per poter pensare di giocare in post contro i migliori big man della Lega. Tuttavia, grazie alla sua altezza e al suo atletismo, Robinson può affinare una tecnica in post che non gli sarebbe utile nell’era del pace-and-space. Rappresentando una minaccia in post, le difese dovrebbero chiudere su di lui, lasciando ampio spazio sul perimetro.

 

Se Robinson riuscisse ad entrare nel campus tenuto da Hakeem Olajuwon di quest’estate, potrebbe andare a Houston ad assorbire i segreti del campione ex-Rockets.

 

 

BALL HANDLING

 

Robinson è un ragazzo speciale, e i momenti in cui porta palla dovrebbero essere pochi ma letali, per fare in modo che le difese capiscano le sue intenzioni troppo tardi. Malgrado sia 2.15 metri, può essere davvero il giocatore più veloce in campo, per questo dovrebbe imparare a tagliare verso il canestro.

 

Guardate qui:

Seriamente, Robinson era ovunque: ha stoppato il tiro, preso il rimbalzo, passato il pallone, corso come un dannato dall’altra parte del campo e schiacciato. Tutto in una frazione di tempo minuscola.

 

Ha i movimenti e la qualità per eseguire una serie di giocate ravvicinate, diciamo, "à la Giannis Antetokounmpo".

 

Nessuno si aspetta che giocatori cosi alti abbiano capacità di ball handling cosi spiccate, per questo The Greak Freak sembra davvero un supereroe. Se Mitchell imparasse almeno in parte quest’arte, forse parleremo di un All-Star, e non solo della “steal” del draft.

 

Nessuno si aspetta che ora Robinson sia il salvatore in casa Knicks, ma è potenzialmente un’ottima arma da poter inserire in un cantiere comunque ancora aperto.

 

Senza più Porzingis e con Kevin Knox e Frank Ntilikina sottotono, il "Gigante di ferro" è chiaramente una delle poche cose positive di questa stagione.

E un candidato a diventare un punto fermo della franchigia.

 

 

 

 

 

 

 

 

© The Knicks Wall

 

Questo articolo, scritto da Ty Jordan per The Knicks Wall e tradotto in italiano da Andrea Campagnoli per Around the Game, è stato pubblicato in data 28 Marzo 2019.

 

 

 

 

 

 

 

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