Monte Morris è qui per rimanerci

January 23, 2019

Mentre Denver si avvicina ad avere il roster al completo, Monte Morris sta provando di essere davvero una parte fondamentale delle rotazioni.

 

 

© The94Feet

 

 

In poche settimane i Denver Nuggets si troveranno a giocare alle “sedie musicali” - finalmente, aggiungeranno loro - dal momento che dopo mesi avranno il roster al completo. È un problema che ogni dirigente e coach spera di avere. I buoni giocatori non sono mai di troppo, anche se questo potrebbe causare qualche problema di gestione.

 

In termini prosaici, i Nuggets con il recupero di Will Burton e Isaiah Thomas avranno più giocatori di livello da far giocare con continuità. Almeno fino a quando entreranno in forma e troveranno il loro giusto spot negli equilibri della squadra. Nel frattempo, comunque, potranno contare sull’apporto di Monte Morris.

 

 

L’approccio con la Lega

 

Come c’era da aspettarsi, Monte ha portato pure fra i “grandi” quelle che erano le qualità che gli venivano riconosciute pure al college. Il suo rapporto assist/palle perse rappresenta un record forse imbattibile a livello NCAA. Quest’anno sta proseguendo sulla stessa strada: 167 assist a fronte di 29 turnover, per una ratio di 5.76. Wow.

 

Quanto alla fase realizzativa, per ora fatica ancora ad essere efficace al ferro, ma compensa con floater e canestri dalla lunga:

 

 

 

Sta giocando bene sia in situazione di pick and roll sia come spot-up shooter, producendo rispettivamente 1,014 e 1,202 punti a possesso. È fondamentale che per una squadra ci siano giocatori in grado di riempire i buchi lasciati vuoti dagli starter, e in questo Morris ha dimostrato di non avere davvero problemi.

 

Secondo Cleaning the Glass, le combo calcolate su 100 possessi con i vari Jokic, Murray, Harris e Millsap risultano tutte meglio degli avversari. Sia che giochi da point guard, sia che scenda in campo da guardia di supporto, Morris sa inserirsi in qualsiasi quintetto e portare sul parquet minuti di qualità.

 

Non fa una smorfia se per parecchi possessi non gli viene concesso di tirare o se un compagno non gli gira un potenziale assist. Possesso dopo possesso, fa sempre la giocata giusta e raramente si vede la palla stare troppo tra le sue mani. Anzi, quasi mai.

 

 

Una difesa promettente (allo stato embrionale)

 

Le sue doti fisiche (190,5 cm, 80 kg, 195,6 cm di wingspan) non vi lasceranno a bocca aperta, ma rientrano pienamente negli standard della Lega per poter essere un difensore accettabile. Massimo impegno e una soddisfacente percentuale di palle rubate (2%) fanno chiudere un occhio sulle sue inesistenti qualità in aiuto. Non corrisponderà al prototipo del difensore moderno, in grado di cambiare su ogni giocatore, ma quantomeno ha le qualifiche per poter marcare guardie di stazza ben maggiore.

 

Occasionalmente si addormenta quando difende lontano dalla palla - e la difesa aggressiva incentrata sull’aiuto della squadra aggrava solo la situazione - ma la tendenza a recuperare prontamente e contestare tiri, seppur in ritardo, sminuisce il problema. Meglio tardi che mai, insomma!

 

 

 

Cavalcare l’onda

 

Il 23enne ex Iowa State è al suo secondo anno tra i pro, ma ha già dimostrato grande abilità nel passare il pallone al rollante al momento giusto. Aggiungeteci un jump shot sopra la media e un tocco delicato nei floater dal pitturato, e vi ritrovate con un’ottima base su cui costruire nei prossimi anni di sviluppo.

 

Con la franchigia che garantirà a lungo termine, quindi oltre il 2019/2020, un sostanziale spazio salariale a Murray (assumendo che, molto probabilmente, estenderà il suo contratto), Harris e Barton, che ci sia uno spot libero per Monte non è scontato. Anche così, però, non concedergli i giusti minuti dalla panchina con continuità sarebbe peccato.

 

La scommessa migliore per i Nuggets è continuare a dare spazio al ragazzo e preoccuparsi di potenziali problemi di ruolo, di chimica di squadra o di spogliatoio solo una volta che verranno fuori. Finché si può contare su una profondità del genere, che in vista dei Playoffs diventerà sempre più importante, non c’è che esserne grati.

 

Al futuro, poi, si penserà. Anche perché quello di Denver non sembra poi così male...

 

 

 

 

 

 

 

© The94Feet

 

Questo articolo, scritto da Jacson Lloyd per The 94 Feet e tradotto in italiano da Luca Losa per Around the Game, è stato pubblicato in data 14 gennaio 2019.

 

 

 

 

 

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