Non smettete di credere in Mikal Bridges

November 22, 2019

 

©️ Bright Side of the Sun

 

 

Dimentichiamoci per un secondo di alcune delle ultime notti. I Phoenix Suns hanno ancora un buon record, ed è una sorpresa per tutti.

 

E se avessimo chiesto prima dell’inizio della stagione ai tifosi dei Suns cosa ci sarebbe voluto per portare la squadra a un record superiore del 50%, molti avrebbero indicato come fattore principale la crescita dei tre giocatori più importanti dello scorso anno: Devin Booker, DeAndre Ayton e Mikal Bridges.

 

Booker è lo stesso giocatore dominante di sempre, ma né Ayton né Bridges hanno avuto l’effetto che ci aspettava fino a questo punto (per ragioni diverse, ovviamente).

 

In effetti, è una stagione difficile per Mikal finora. Sta tirando con solo il 23.8% da lontano, con una media di 5.8 punti a partita. In conseguenza a queste difficoltà offensive, il suo minutaggio è diminuito drasticamente, andando sotto i 20 minuti a partita. Molti tifosi sembrano essere convinti che Bridges non stia più dando nessun tipo di impatto, ma non potrebbe esserci nulla di più lontano della verità.

 

Bridges è un maestro nel dare il suo contributo nei modi meno appariscenti. Dando però un’occhiata ad alcune delle statistiche avanzate più significative, l’impatto del sophomore inizia a essere più evidente.

 

Il suo box plus minus è pari a +1.9, il sesto migliore nel roster dei Suns, davanti alle altri ali Kelly Oubre e Cameron Johnson. Inoltre, è dodicesimo nell'intera Lega in defensive box plus minus, davanti a gente come Kawhi Leonard e Patrick Beverley.

 

Anche il PIPM (modello avanzato fornito da Bball-Index) è positivo, visto che Bridges è secondo fra i Suns, dietro a Rubio, in D-PIPM (Defensive Player Impact Plus Minus, per chi sta cercando di decifrare l’acronimo).

 

Un altro indice che mira a stimare l’impatto individuale di un giocatore è il RAPTOR ranking elaborato da FiveThirtyEight. Come possiamo vedere nella tabella, Bridges si attesta comodamente al sesto posto, con il miglior rating difensivo (di gran lunga) e un rating globale che eclissa quello di uno starter come Dario Saric.

 

 

Ovviamente, mi rendo conto che i numeri di per sé non possono convincere fino in fondo. Quindi, diamo un’occhiata più da vicino.

 

C’è talmente tanta sostanza nel gioco di Mikal Bridges che è impossibile valutarlo solo dal box score. Anche solo saltare una singola partita e cercare di capire come ha giocato basandosi sulle statistiche, equivale a non dargli il rispetto che merita. Ecco di cosa sto parlando.

 

Nulla di questa sequenza difensiva appare nel box score. Eppure, è facile notare quanto sono precisi e ben calcolati i suoi movimenti. Inizia marcando al gomito Bruno Fernando, significativamente più grosso di lui; poi cambia e passa senza batter ciglio su Alex Len, ancora più grosso, e infine chiude Trae Young sulla linea di fondo con soli sei secondi sul cronometro di tiro, obbligandolo a passare la palla; il possesso finisce con un tiro da fuori di Fernando (che non dispiace assolutamente ai Suns, considerato che sta tirando con il 20% da tre).

 

Bridges fa sembrare facili queste giocate, ma non lo sono. I Suns hanno raddoppiato costantemente Young sui blocchi, ma la point guard di Atlanta ha chiuso comunque con 21 punti e 13 assist grazie alle sue ottime capacità di palleggio e di visione del campo. Eppure, quando nei pick&roll era coinvolto Bridges, la sua combinazione di rapidità laterale, concentrazione e braccia lunghe metteva Young molto più in difficoltà.

 

Naturalmente, la difesa lontano dalla palla può sembrare un po’ più astratta, ma nei video seguenti si può facilmente apprezzare l’attitudine difensiva di Bridges in uno-contro-uno. Che stia battagliando in post basso o opponendosi a una penetrazione, continua a essere un difensore sulla palla molto solido.

 

 

Quindi, riepilogando, ho capito... È frustrante il fatto che una delle poche luci della scorsa stagione stia facendo fatica ad avere un impatto nella meta campo offensiva; è frustrante che un giocatore che ha segnato più di 100 triple nel suo anno da rookie sia ora in ritmo per metterne solo 30 al suo secondo anno; ed è frustante il fatto che l’hype per il buon inizio di Cam Johnson sia mitigato dalle difficoltà di Bridges. Ma insistere nel dire che Bridges è del tutto un non-fattore in attacco è semplicemente esagerato.

 

Pur senza buone percentuali al tiro, continua a dimostrare un’eccellente capacità di mettersi nel posto giusto per ottimizzare le spaziature della squadra. Ha fatto registrare un buon 7/9 nelle giocate in situazione di taglio in questo inizio di stagione, dato che rientra nel 68esimo percentile nella Lega per efficienza.

 

 

Quindi, se state pensando di smettere di credere in Mikal Bridges, ho un consiglio per voi: non fatelo.

 

È vero, non ha più garanzie di giocare molti minuti, in un roster che al momento è sorprendentemente stabile. Ma ha troppo talento per restare in panchina per tanto tempo. Un giocatore con il suo livello di concentrazione ed etica del lavoro è destinato ad avere un impatto migliore, prima o poi.

 

Se avete fiducia in coach Monty Williams e nel nuovo staff (e so che ce l’avete), dovreste dare a Bridges un po’ di tempo.

 

 

 

 

 

 

 

 

©️ Bright Side of the Sun


Questo articolo, scritto da Samuel Cooper per Bright Side of the Sun e tradotto in italiano da Davide Corna per Around the Game, è stato pubblicato in data 20 novembre 2019.

 

 

Share on Facebook
Share on Twitter
Please reload

Seguici anche su

  • facebook-logo
  • instagram-social-network-logo-of-photo-c
  • twitter-social-logotype

Archivio AtG:

Around the Game nasce con l’obiettivo di avvicinare gli appassionati italiani alla pallacanestro NBA, attraverso due tipologie di contenuti: i contributi realizzati e pubblicati dai membri interni della redazione (diffusi a titolo gratuito, senza scopo di lucro, protetti da copyright e soggetti a legislazione vigente in materia di diritti d'autore); e articoli tradotti delle testate estere in collaborazione con AtG, pubblicati e tradotti in italiano dalla nostra redazione. I contenuti del secondo tipo, i cui diritti d’autore appartengono alle testate giornalistiche da cui sono stati pubblicati originariamente, sono pubblicati all’interno della sezione “Traduzioni” e vengono selezionati, tradotti e pubblicati da AtG sono dopo la ricezione da parte delle fonti di esplicito ed esclusivo consenso relativo a questa attività.

Around the Game non rappresenta una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza una periodicità prestabilita. Pertanto, ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001, non può essere considerato un prodotto editoriale. Alcune immagini sono prese da internet e quindi considerate di libero utilizzo, soprattutto nel caso in cui appartenenti alle testate in collaborazione con il nostro progetto. Se un'immagine o un contenuto è di tua proprietà e vuoi richiederne la rimozione, oppure per qualsiasi questione relativa ai diritti d’autore, ti preghiamo di inviare una mail a questo indirizzo: pr.aroundthegame@gmail.com
 

Fondatore e Caporedattore: Andrea Lamperti -  Fondatore e Web Manager: Ferdinando Dagostino

© 2017 by Around the Game.  Prodotto da FerdinandoDagostino.com