I nuovi Knicks per un nuovo Frank

February 13, 2019

 

 

© Newsday

 

 

Frank Ntilikina è sul parquet, a fare qualche esercizio leggero mentre i Knicks sono impegnati nello shootaround mattutino alla Detroit Country Day School. Ma nella partita di venerdì sera contro i Pistons, come per almeno un’altra settimana, un infortunio all’inguine lo costringe a stare in borghese. Eppure, solo il fatto che Ntilikina fosse con la squadra dopo la trade deadline potrebbe essere visto come una sorpresa, e che accanto a lui nel backcourt sarebbe arrivato Dennis Smith Jr, era forse ancora più improbabile.

 

L’ex Mavericks, un tempo rivale, si è ora guadagnato il ruolo di point guard titolare, con Ntilikina ed Emmanuel Mudiay fuori per infortunio; inoltre, in una squadra il cui unico obiettivo è ormai solo quello di concludere la corsa, è velocemente diventato l’unico show in città. Ha segnato un career-high di 31 punti, aiutando i Knicks a recuperare uno svantaggio di 21 fino a pareggiare la partita nel terzo quarto, salvo poi ri-scivolare fino alla sconfitta per 120-103 alla Little Caesars Arena. La quindicesima consecutiva per i Knicks.

 

Ntilikina, fin dalla sua pesca con l’ottava scelta nel Draft del 2017, ha tentato di vivere all’altezza delle aspettative imposte da una chiamata del genere - un solo posto davanti a Smith Jr - e di trovarsi un ruolo solido a New York. Un obiettivo non necessariamente raggiunto con il passare della deadline, ma per il quale questa potrebbe costituire un’altra opportunità.

 

“Ho semplicemente lavorato sul mio inguine e sul mio corpo - riguardo alla deadline ero fiducioso. So di stare bene qui a New York. Sono felice di essere un giocatore dei Knicks. Sto facendo ogni giorno tutto il possibile per riguadagnare la fiducia e provare ad essere la migliore versione di me stesso”.

 

 

Questo probabilmente lo potremo verificare solo dopo l’All Star Break, dandogli il tempo necessario per recuperare dall’infortunio che lo tiene fuori dal 27 gennaio. Ora, però, il giovane francese ritiene che lui e il giocatore con cui sembrava destinato a confrontarsi da avversario possano lavorare bene insieme.

 

Smith ha ancora molta strada da fare se vuole sperare di diventare, in difesa, il giocatore che è Ntilikina; così come Frank probabilmente non sarà mai in grado di fare alcune delle cose che fa Smith - come la schiacciata 360° in contropiede nel terzo quarto di venerdì, assaggio regalatoci prima dell’imminente Slam Dunk Contest. Dopo l’infortunio di Ntilikina, i Knicks hanno detto addio all’altra loro preziosa scelta del passato, Kristaps Porzingis, portando in cambio Smith a New York.

 

“Ero davvero elettrizzato”, ha detto Ntilikina. “Con Dennis aggiungiamo un altro giovane di talento, è fantastico. Non vedo l’ora di poter tornare in campo e giocare con lui. Questa squadra ha un grandissimo potenziale, specialmente con me e Dennis. Giocheremo bene insieme. Lui può essere efficace con e senza la palla in mano, e io pure. Davvero, non vedo l’ora di tornare in campo. Io e lui ci conosciamo. Quando vesti le divise di due squadre diverse sei sempre un rivale. Ora che abbiamo addosso la stessa è veramente entusiasmante. Proveremo a migliorare noi stessi e la squadra ogni giorno”.

 

 

Il coach dei Knicks David Fizdale ha da poco dichiarato di vederli come un duo compatibile in campo. Ma in che modo ciò andrà a concretizzarsi e chi dei due dovrà lasciare il ruolo di point guard, non è ancora chiaro.

 

“Non lo so,” ha detto Fizdale. “Farò gestire la palla ad entrambi. Ntilikina marcherebbe ovviamente il più grosso fra le due guardie avversarie. Frank è un giocatore, sono stufo di provare a mettergli addosso un’etichetta. Quando provo a farlo, l’unico risultato che ottengo è la frustrazione. Nah, è un giocatore... e basta. Può fare qualsiasi cosa tu gli chieda di fare. Può giocare lontano dalla palla, con la palla in mano, può marcare più posizioni. Sono stanco delle etichette. Voglio solo vederlo in campo, diventare un vincente”.

 

Negli ultimi giorni, i Knicks si sono liberati di tutti quei giocatori che non erano adatti ai loro piani. Porzingis è stato ritenuto non disposto ad attenersi a tali piani ed Enes Kanter era comprensibilmente frustrato a causa della riduzione dello spazio concessogli. Anche Ntilikina avrebbe ragione nell’essere stizzito, considerato tutto il tempo in cui è stato lasciato a scaldare la panchina di New York, e l’essersi visto superare da numerose figure di passaggio per un posto da titolare. Eppure lui non ha mai detto una parola fuori posto, né si è mai lamentato riguardo al ruolo, qualunque esso fosse.

 

“È un ottimo compagno di squadra”, ha detto Fizdale. “È un professionista. Dà tutto per migliorare. Quanto meno ora siamo riusciti a metterlo in una posizione in cui non dovrà più preoccuparsi di cose come ‘Sono stato scelto prima di questo giocatore o di quell’altro’. Credo che il suo unico pensiero ora sia essere un buon giocatore di pallacanestro per la squadra e dare una mano a vincere".

 

 

 

 

 

 

 

© Newsday

 

Questo articolo, scritto da Steve Popper per Newsday e tradotto in italiano da Marco Cavalletti per Around the Game, è stato pubblicato in data 9 febbraio 2019.

 

 

 

 

 

 

 

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