Oh my... PorzinGod!

February 1, 2019

   

In quella che dal 1998 è la casa di Dirk Nowitzki, non fa notizia un "europeo giocatore-franchigia". Avevamo preso la scelta di Luka Doncic allo scorso Draft, e soprattutto la sua clamorosa annata da rookie, come una sorta di passaggio di consegne. Il testimone che dal veterano tedesco passava al giovane Luka.

 

Ora il testimone è nelle mani di uno sloveno classe '99 e di Kritaps Porzingis, lettone, '95. Nelle mani di una point guard di oltre due metri che a vent'anni gioca come un veterano, e di un lungo di 221 centimetri che tira da tre e mette la palla per terra come una guardia. Se un tifoso dei Mavs si svegliasse ora dopo anni di coma, probabilmente chiederebbe cosa sia successo al Gioco, oltre che al suo caro, vecchio Texas - uno degli Stati più conservatori degli USA, ora ospite della rivoluzione vivente (sportiva e culturale) rappresentata da Luka e KP.

 

La trade che ha portato Porzingis da NY a Dallas ha tracciato in modo significativo il futuro, immediato e non solo, della squadra di Mark Cuban, che nei prossimi anni si appresta ad essere con ogni probabilità uno dei poli più interessanti, più attraenti (e vincenti?) della Lega.

 

Ecco di seguito cosa hanno ricevuto le due franchigie dallo scambio, annunciato nella serata (italiana) di ieri dalla consueta WojBomb:

 

Knicks: Dennis Smith Jr, DeAndre Jordan, Wesley Matthews, 1st round pick 2021 (non protetta), 1st round pick 2023 (protetta 1-10).

 

Mavericks: Kristaps Porzingis, Tim Hardaway Jr, Trey Burke, Courtney Lee.

 

 

 

Luka & the Unicorn

 

Doncic e "PorzinGod" saranno una delle coppie più elettrizzanti dell'NBA. Non solo per la giovane età, per la provenienza europea, per l'enorme potenziale fisico e tecnico, ma soprattutto per l'assoluta unicità nella combinazione di due skill set senza eguali sul panorama cestistico mondiale. Un passo indietro, però, è doveroso. La coppia deve ancora comporsi.

 

Kristaps è fuori per il brutto infortunio al ginocchio di ormai un anno fa e il suo contratto è in scadenza a luglio 2019, dunque il lettone dovrà prendere quanto prima una decisione sul proprio futuro. A Dallas ci si aspetta con certezza, o quasi, la firma dell'Unicorno su una qualifying offer come suggerito dai rumors nelle prime ore. Questo da un lato garantirebbe ai Mavs la permanenza del lettone fino al 2020 a cifre ridotte, dall'altro metterebbe in qualche modo pressione sulla franchigia di Mark Cuban, costretta a "soddisfare" KP di qui ai prossimi 18 mesi.

 

Una volta che i Mavericks saranno riusciti a blindare la coppia, allora sì, arriverà il bello.

 

 

 

'The other' Mavs

 

Dallas con questa trade ha ceduto DeAndre Jordan (siamo sicuri che l'avrebbero ri-firmato? Tutt'altro) e si è liberata di Wes Matthews (prossimo unrestricted free agent, con contratto pseudo-faraonico). Oltre, ovviamente, ad aver rinunciato a Dennis Smith Jr, che con l'esplosione di Doncic era chiaramente ai margini del progetto (e delle scelte tecniche di coach Carlisle).

 

 

I Mavs hanno ceduto anche due prime scelte al Draft, quella del 2021 non protetta e quella protetta (1-10) del 2023. Sacrifici che, una volta messi al sicuro Doncic e Porzingis, qualunque GM avrebbe compiuto a cuor leggero o quasi - non fosse altro perché non sembra troppo ottimistico immaginare che quelle chiamate non saranno proprio da lottery, anzi...


Insomma. Dallas non si è affatto "svenata", ma ha scaricato un estraneo al progetto (Wes), un quasi-problema e comunque estraneo al progetto Luka-centrico (DSJ) e un'incognita (DJ), insieme a due scelte di valore realisticamente basso. E in cambio, oltre a Porzingis, ha ottenuto:

 

- Tim Hardaway Jr, che ha un contratto da $18M/anno fino a luglio 2020 e una player option da 19 milioni per la stagione successiva;

 

- Courtney Lee e il suo contratto da $12.5M (UFA luglio 2020);

 

- Trey Burke e il suo contratto "light" (meno di 2 milioni) che scadrà a fine stagione.

 

 

 

 

Un nuovo polo ad Ovest?

 

La doverosa premessa è: come tornerà KP dall'infortunio? Non ci sono molti precedenti nella storia dell'NBA, anzi, di giocatori di 221 centimetri che rientrano da un infortunio di tale entità. E purtroppo le incognite non si possono mettere del tutto da parte.

 

Ciò detto, augurando il meglio al lettone, la coppia Doncic-Porzingis sarà molto, molto interessante per i Mavs anche dal punto di vista dell'attrattiva che eserciteranno sugli altri giocatori della Lega. Nell'era dei superteam e dei giocatori che, oggi forse quanto mai in precedenza, dettano legge in free agency, Dallas ha due assi nella manica per diventare un nuovo polo con grande effetto magnetico nella Western Conference.

 

 

Doncic diventerà uno dei migliori (pochissimi) giocatori dell'NBA. Porzingis, a proposito di corrente era del Gioco, è un prototipo di stretch five mai visto prima. E intorno a loro ci saranno i presupposti per costruire qualcosa di importante, perché in ogni caso nel 2020 e 2021 andranno in scadenza Harrison Barnes (e il suo orrendo contratto da $25M/anno), Dwight Powell ($10M/anno), Dirk Nowitzki ($5M/anno), i già citatati Hardaway Jr e Lee, oltre ai contratti "minori" di Barea, Devin Harris e Mejiri.

 

Dallas, dunque, avrà modo di fare praticamente piazza pulita e partire dalle fondamenta. E da che fondamenta: Doncic e Porzingis. Il punto da cui ogni franchigia NBA, praticamente, vorrebbe partire: due assoluti fenomeni e la più totale flessibilità salariale.

 

Tenetevi forte, perché in Texas la situazione potrebbe farsi molto, molto interessante di qui a due/tre anni. 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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