Oltre ogni previsione

November 10, 2019

Alla scoperta di Luka Doncic e dei nuovi Dallas Mavericks grazie a qualche statistica avanzata

 

 

 

Il talento di Luka Doncic, che noi europei già conoscevamo da tempo, sta deflagrando definitivamente appena avuto al suo fianco Kristaps Porzingis. Il Rookie dell'Anno 2018/19 potrebbe trascinare i Dallas Mavericks ai Playoffs già in questa stagione, e le prospettive entusiastiche sul suo futuro radioso si sprecano.

 

Proviamo a capire, con i numeri, cos'ha di così speciale Doncic per essere un uomo franchigia fatto e finito, nonostante abbia appena iniziato la sua seconda Regular Season NBA. A neanche 21 anni.

 

Guardando i suoi canestri, ci si rende conto innanzitutto della varietà di conclusioni nel suo modo di giocare. Post basso, floater dentro l'area, long two, step back, tiri da tre con un range molto lungo: niente gli sembra precluso, sa fare tutto con la stessa sicurezza. Un'altra cosa che si può notare è che lo sloveno tira molto spesso con spazio. Una cosa non da poco, considerando che più del 70% delle sue conclusioni avvengono dopo 3 o più palleggi. Secondo NBA.com infatti più del 51% dei suoi tiri sono da considerarsi "open" o "wide open", quindi con il difensore piuttosto lontano. Confrontandolo con altre point guard che palleggiano tanto quanto lui nella Lega, troviamo Damian Lillard al 46.8%, Steph Curry 45.4%, Trae Young e Kyrie Irving 45.3%, Kemba Walker al 43.6%, James Harden 37.7% e Ben Simmons addirittura solo 16.5%.

 

Di contro, Doncic tira col difensore molto vicino ("very tight") solo nel 7.5% dei casi. Un dato simile lo hanno solo Curry e Trae Young, a dimostrazione che avere un lunghissimo raggio di tiro aiuta a scagliare le conclusioni senza un difensore addosso.

 

La stazza di Luka, 2 metri circa per oltre 104 kg di peso, lo aiuta tantissimo, una volta sfruttato un blocco, a tenere dietro il difensore che insegue. Da lì in poi, con la sua altezza, unita a una grande visione di gioco e tecnica di passaggio, vede con facilità la scelta più vantaggiosa per un tiro aperto della sua squadra.

 

Non ha un primo passo bruciante, anzi, è sempre in controllo; ma a questa mancanza ha sopperito meccanizzando alla perfezione lo step back dal palleggio, che esegue anche da distanze siderali. L'equilibrio con cui attua questa soluzione è perfetto, elevando questa modalità a suo marchio di fabbrica.

 

 

Bradley Beal lo ha elogiato: "sembra un professionista da quando aveva 10 anni", a sentenziare come la precocità dell'esperienza in un club "pesante" come il Real Madrid abbia consegnato agli USA un giocatore già formato dal punto di vista tecnico e soprattutto mentale.

 

Il ragazzo, poi, gioca con gioia. E' in grado di creare elettricità tra il pubblico e nei compagni di squadra, come forse solo Steph Curry sa fare nella NBA. E' giovane e già fortissimo, ma mai "spaccone" o sopra le righe.

 

In queste prime nove partite di stagione, ha migliorato ogni singola categoria statistica (escluse le stoppate), confezionando già quattro triple doppie contro le otto in 72 partite dello scorso anno. Nemmeno Magic e LeBron, a questa età, hanno fatto di meglio.

 

Secondo Cleaning the Glass, il 45.4% degli assist dei Mavs sono opera sua (il migliore tra tutte le ali della Lega) e il suo rapporto assist/palle perse di 1.27 lo colloca al 96esimo percentile. Il suo tallone d'Achille restano le palle perse, cosa che avviene quasi il 16% delle volte in cui è in possesso di palla. Un difetto piuttosto comprensibile data l'età e lo stile di gioco. Che limerà, col tempo.

 

Doncic, come se non bastasse, è anche un rimbalzista sublime:. E' il migliore tra le ali dell'intera NBA, catturando, quando è in campo, il 20.8% dei palloni dopo un tiro sbagliato avversario. Il 4.9% dei rimbalzi in attacco, invece, ci dice che fa meglio del 96% delle ali della Lega.

 

Certo, Luka non migliorerà ogni anno in maniera così esagerata, ma anche piccoli aggiustamenti da oggi in poi lo proiettano tra i possibili dominatori del domani. Un domani che sembra già piuttosto vicino, se guardiamo alle sue cifre e al record dei Mavs.

 

 

E intanto, Dallas...

 

La nuova versione dei Mavericks, finora, ha vinto (6 partite su 9) e soprattutto convinto. Il mercato dei texani dell'estate scorsa è stato molto variegato, per dare al pick&roll con Doncic tante soluzioni: Porzingis per il pop, Boban Marjanovic per il roll, Seth Curry per gli scarichi oltre l'arco. Non c'è stata alcuna cessione di rilievo.

 

Risultato: per ora hanno il primo Offensive Rating (112.8) della Lega, giocando un basket europeo e moderno, con ampie spaziature, in cui anche non-tiratori come Dorian Finney-Smith o Justin Jackson vengono stimolati a provare conclusioni da fuori, dove le percentuali sono le stesse della scorsa stagione, ma su un numero più alto di tentativi.

 

La difesa è ancora la 17esima della Lega, questo perché la squadra non ha a roster grandi specialisti difensivi. Il solo Finney-Smith può considerarsi uno stopper sopra la media. Alcuni giocatori come Jalen Brunson, poi, pagano la bassa statura; Marjanovic la (nota) scarsa mobilità, che costringe i compagni ad aiutare; Porzingis è un grande intimidatore in aiuto, ma come difensore sulla palla può essere facilmente spostato fisicamente e "abbocca" spesso alle finte.

 

La situazione salariale della franchigia è tutto sommato buona. L'unico giocatore pagato oltre il suo valore è Tim Hardaway Jr, che intasca oltre 18 milioni di dollari ed è il secondo  più retribuito in squadra nonostante sia il settimo come minutaggio. Courtney Lee andrà presto in scadenza, liberando spazio per oltre 12 milioni.

 

Considerando che Doncic sarà ancora un po' di tempo col suo contratto da rookie, si potrà cercare un buon terzo violino (magari un 3&D di livello) da affiancare a lui e Porzingis. Difficile immaginare delle trade, sarà necessario attingere al mercato dei free agent o pescare bene al draft. In ogni caso, l'obbiettivo ora è ora centrare i Playoffs, fare esperienza e allo stesso tempo rendersi più affascinanti ancora in vista della prossima offseason.

 

Il gruppo è futuribile, e Doncic ha dichiarato che vuole rimanere in Texas tutta la carriera. Un nuovo messia europeo, dopo Dirk, potrebbe portare un altro titolo a Dallas...

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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