Pat, abbiamo un (grosso) problema

December 27, 2018

 

©️ Sun Sentinel / Tribune News Service

 

 

Greg Anthony conosce perfettamente come ragiona e come vede il basket Pat Riley, avendo trascorso con lui tutti e quattro gli anni della carriera da head coach dei New York Knicks dell’attuale presidente degli Heat.

 

E no, questi Miami Heat, a detta dell’analista di TNT, non sono una squadra "da Riley".

 

Oltre alla determinazione, al lavoro sodo e alla grinta, quei Knicks dei primi anni '90, che avevano in squadra giocatori come, appunto, Anthony, Charles Oakley, Anthony Mason, John Starks, Derek Harper, Charlie Ward e Monty Williams, potevano contare su un altro innegabile asset.

 

“Chi altro c’era in quella squadra? C’era Patrick EwingQuello che ha ora Pat, invece, è una squadra di comprimari a cui manca una star. Lui ha sempre avuto entrambe le componenti, ma ora manca proprio un giocatore di talento. Non è stato in grado di realizzare le mosse necessarie per ottenerlo, evidentemente”.

 

Per Anthony, è come se Riley avesse accettato questa situazione. Va ammesso che ha comunque grande fiducia nei tanti giovani ragazzi dei suoi Heat, ma per la prima volta si trova senza un Magic Johnson, un Kareem Abdul-Jabbar, un Patrick Ewing, uno Shaquille O’Neal, solo con un Dwyane Wade che però è sulla strada del ritiro.

 

“Il roster sarebbe sistemato se fossero in grado di fare le giuste operazioni di mercato” - ha dichiarato Anthony. “Anche perché non penso proprio che una situazione del genere possa migliorare solo nella free agency. Devono esserci delle trade. Scambiare qualcuno per ottenere quella scintilla che ora manca. Perché adesso hanno una buona base, sì, ma non hanno quei giocatori che possono permettere agli Heat di competere per il titolo”.

 

Miami ha avuto l’opportunità di aggiungere quel genere di tassello, ma la trade con i Minnesota Timberwolves per Jimmy Butler, che vedeva coinvolti Josh Richardson e Bam Adebayo, è naufragata a causa dell’inserimento dei Philadelphia 76ers.

 

“Mi piace molto Bam Adebayo. Penso possa diventare un buon giocatore. E allo stesso tempo adoro Josh Richardson. E posso capire per quale motivo abbiano deciso di non spedirlo ai T-Wolves: è il loro miglior giocatore, al momento. E questo è un altro bel problema”.

 

 

Anthony è convinto che in un mondo perfetto gli Heat dovrebbero proteggere Richardson e aggiungere un altro giocatore di primo livello alla squadra. Ma, per fare, ciò Miami dovrebbe modificare i propri piani.

 

“Richardson è diventato un buon giocatore, non era su questi livelli due anni fa. Ci si poteva immaginare che anche altri ragazzi - come Dragic, Waiters, Tyler Johnson, James Johnson e Justise Winslow - potessero migliorare, per poter essere coinvolti in scambi e ottenere un campione. Il problema è che nessuno di questi è cresciuto abbastanza. Justise Winslow, per carità, è migliorato, ma non abbastanza. Dragic deve convivere con troppi infortuni e non è più il giocatore di un anno fa. Come ho già detto, l’unico giocatore realmente di talento in questo roster è Josh Richardson”.

 

Per Anthony la soluzione migliore per la squadra sarebbe attualmente quella di acquisire giocatori da far crescere e far diventare star. Ha citato, ad esempio, quello fatto dai Pacers con Victor Oladipo, Domantas Sabonis e Myles Turner.

 

“Guardate Indiana: il roster è simile a quello degli Heat, la differenza è che i loro migliori giocatori sono semplicemente più forti, grazie al processo di crescita di cui sono stati protagonisti. Oladipo ha raggiunto un livello di All-Star e come lui i ragazzi più giovani stanno continuando a migliorare. A Miami invece manca quello definibile come il next-level talent. E, per una squadra che ambisce ai Playoffs, non avere uno scorer che garantisce almeno 20 punti a partita è una pecca abbastanza rilevante”.

 

Anthony ha aggiunto che apprezza quello che Riley sta provando a fare. Non sa però se con l’attuale mix sia possibile raggiungere quanto fatto da Indiana, senza un Paul George in squadra.

 

“Il problema è che si può anche provare a prendere Jimmy Butler, ma se non sei in grado di affiancargli nessuno, puoi diventare sicuramente un pochino meglio, ma ciò non è abbastanza per competere ad alti livelli. L’idea di fondo degli Heat non era male, solo che non si è mai potuta materializzare. Goran Dragic non è più ai livelli di quando è arrivato in Florida. Tyler Johnson, James Johnson, Justise Winslow: tutti giocatori non migliorati abbastanza per diventare appetibili per altre franchigie. Hassan Whiteside è come se avesse fatto un enorme passo indietro. I giocatori su cui puntavano per la ricostruzione hanno tradito le aspettative”.

 

 

 

 

 

 

 

©️ Sun Sentinel / Tribune News Service

Questo articolo, scritto da Ira Winderman per Sun Sentinel e tradotto in italiano da Andrea Campagnoli per Around the Game, è stato pubblicato in data 22 Dicembre 2018.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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