5 pensieri sulla Lega di uno sconsolato tifoso Cavs

December 16, 2019

 

© Cavs The Blog

 

 

 

Per il mio compleanno, al posto di scrivere le solite analisi sul pick&roll dei Cavs, ho deciso di cambiare.

 

Nelle ultime due settimane ho avuto molta difficoltà nel provare interesse per i Cavaliers, e non è di certo la prima volta che a un tifoso di Cleveland capiti di assistere a stagioni deludenti. Ad essere onesti, inizialmente la squadra, e specialmente Kevin Porter Jr, mi avevano lasciato piacevolmente sorpreso. Il fatto, però, è che non riesco a divertirmi guardando Collin Sexton, e a questo aggiungiamo che Love non è più quello di una volta e che Garland e la sua altezza da quattordicenne mi hanno già stancato.

 

C’è un futuro per i Cavs?Mi piacerebbe pensare di avere un presente, prima o dopo. E davanti a questo gruppo di giocatori inesperti e partite deludenti, il mio rimedio è...

 

 

#1 Basketball made in Dallas


Il basket dei Mavericks, che col grande Rick Carlisle e il grandissimo Luka Doncic stanno giocando con uno stile davvero piacevole.

 

Oltretutto, hanno una panchina profondissima e molto versatile, il che però mi fa pensare ancora più spesso al fatto che, invece, quella dei Cavs sia tutt’altro che ricca di buoni giocatori.

 

Sì, a Cleveland abbiamo qualche talento di livello, ma sono pochi i giocatori costanti. I Mavs hanno invece costruito un intero roster basandosi su questa caratteristica, e tutti i 14 giocatori riescono a dare un contributo utile alla squadra. Incredibile.

 

 

#2 La crescita dei Rockets

 

Gli Houston Rockets, dopo un inizio a rilento, stanno finalmente trovando il loro gioco.

 

James Harden sta segnando a ritmi spaventosi, e più spesso di quanto credessi l’arrivo di Westbrook sembra fargli bene. Nonostante la presenza dell’ex Thunder, però, il secondo violino della squadra rimane Clint Capela. Anche lui, dopo una partenza non eccezionale, si sta adattando al nuovo sistema. E per 7 partite su 9 partite ha preso almeno 20 rimbalzi...

 

 

#3 Bentornato, Melo

 

Che bello rivedere Carmelo Anthony in campo!

 

Difensivamente ancora non ci siamo, e offensivamente non è più quello di una volta. Certo. Ma anche tre quarti di questo Melo sono utilissimi per questi Blazers, che hanno bisogno di una svolta. E dall'arco Anthony ha iniziato meglio di quanto potessimo pensare, dopo la lunga assenza dal campo.

 

 

Comunque, non ci esaltiamo troppo. No, non facciamo come Bill Simmons, che aveva paragonato Melo nel suo prime a Dirk Nowitzki...

 

Melo è sempre stato un pessimo difensore e il suo gioco offensivo non è mai stato efficiente. La sua migliore stagione è stata nel 2014, e non ha comunque superato il  .200 di win shares per 48 minuti (Bill: il tedesco è stato sopra il .200 per sette stagioni in carriera).

 

Probabilmente non è stato giusto che molti si siano scagliati duramente contro di lui negli ultimi anni: non dovremmo mai sottovalutare il suo talento. È sicuramente un ottimo scorer e ora sembra che la velocità delle sue decisioni e la qualità delle sue soluzioni siano migliorate.

 

 

#4 Lord Giannis

 

Sapete invece chi è davvero di un altro livello? Sì, lo sapete: The Greek Freak.

 

Giannis nelle prime 22 partite ha avuto un PER (Player Efficiency Rating) di 34. Avete capito bene, 34! Il win shares di Antetokounmpo per 48 minuti, attualmente, è di oltre .300, numeri vicini a quelli di Jordan e LeBron. Oltre a ciò, per me sta meritando di vincere il premio di Migliore Difensore dell’Anno.

 

La mente e il corpo stanno lavorando sinergicamente, come mai nella sua carriera. E questo lo rende semplicemente devastante.

 

 

#5 Cosa succede a Nikola Jokic? 

       

Mike Malone ha il diritto di non elogiarlo, e fa bene, visto che indubbiamente Jokic non sta giocando ai livelli (altissimi) degli anni scorsi.

 

Certo, è un giocatore da 16.7 punti, 10.2 rimbalzi e 6.5 assist a partita, ma è evidente (anche dai numeri) che il suo impatto stia subendo un notevole calo. E questo, lo ammetto, mi spezza il cuore.
 

 

Ti prego, Nikola. Guarda Kevin Love, ad esempio. È la dimostrazione che ogni professionista, se vuole, può mettersi davvero in forma.

 

L’anno scorso Jokic non aveva di certo un gran fisico, ma la sua forma non sembrava risentirne troppo. Quest’anno, invece, è tutto il contrario. E per far brillare tutto il suo enorme potenziale mettersi in forma è davvero fondamentale.

 

 

 

 

 

 

© Cavs The Blog

 

Questo articolo, scritto da Ben Werth per Cavs The Blog e tradotto in italiano da Alessandro Di Marzo per Around the Game, è stato pubblicato in data 14 dicembre 2019.

 

 

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