Perchè Westbrook non è il difensore che potrebbe essere?

February 20, 2018

 

I Thunder degli ultimi due mesi sembravano aver trovato i giusti equilibri difensivi, facendo registrare il quarto miglior record della Lega (24-14), mostrando un’organizzazione ed un’intensità nella propria metà campo che in Oklahoma non si vedevano da anni.

 

OKC era riuscita a costruire un’identità difensiva chiara, con determinati ruoli e scelte ben definite. Ora, dopo l’infortunio al tendine rotuleo di Roberson, coach Donovan ed i suoi ragazzi dovranno riassettare e ritrovare quei meccanismi che gli hanno permesso di essere la quarta miglior squadra della Western Conference.

 

Osserviamo come le statistiche degli avversari dei Thunder siano decisamente cambiate a partire dall’infortunio del 28 gennaio:

 

 Statistiche degli avversari dei Thunder fino al 28 Gennaio 2017

 

 

Statistiche degli avversari dei Thunder dal 28 Gennaio 2017

 

 

La cifra che più salta all’occhio è senz’altro il numero di punti concessi agli avversari. Senza Robertson, OKC non solo subisce ben 8 punti in più a partita, ma concede anche più tiri - quasi 87 a partita - e percentuali migliori. Queste statistiche sono attendibili certo, ma fino ad un certo punto, poiché sono state giocate solo 10 partite. Per comprendere meglio quanto incidesse la sua presenza, andiamo a vedere l’andamento della squadra e degli avversari quando è in campo:

 

Statistiche di OKC quando Roberson è in campo e quando è in panchina

 

 

Questa differenza, rispetto alla presenza o meno sul parquet di Roberson, è ancora più netta se si va a confrontare il rating offensivo degli avversari. Con la guardia del Colorado in campo i Thunder, anche se perdono qualcosina dal punto di vista offensivo, subiscono addirittura 12.8 punti in meno rispetto a quando è seduto in panchina. Viste le prime uscite, non proprio convincenti, dopo il forfait del numero 21, si trovano a dover trovare al più presto un sostituto che possa occuparsi dei Top Player avversari e che abbia un rendimento costante sotto questo aspetto. 

 

E, attenzione attenzione, questo giocatore potrebbe essere Russell Westbrook.

 

 

 

Le potenzialità di Russ

 

Forse in troppo pochi sanno che Westbrook ai tempi di UCLA era considerato uno specialista difensivo, tanto da vincere il Pac-10 Defensive Player of the Year, con doti offensive non troppo incoraggianti (8.3 ppg in 22 minuti sul parquet).

 

E’ un ruolo che ha già ricoperto in passato e che lo aiuterebbe sicuramente ad aumentare la sua leadership all’interno della squadra e la sua efficienza in entrambe le metà campo. Ha tutte le caratteristiche del difensore ideale: velocità laterale, forza fisica, reattività, velocità di piedi ed esplosività.


 

 

Westbrook è uno di quei giocatori che in difesa, la maggior parte delle volte, giocano per rubare la palla. Questa scelta, se così la si può chiamare, paga sì, ma fino ad un certo punto:

 

 Statistiche difensive di giocatori con almeno 25 minuti di impiego

 

 

Dalla tabella si può notare come Russell sia uno dalle mani molto veloci, viste le 2 palle rubate (6° nella Lega) e le 3.5 deviazioni a partita. Quello però che salta all’occhio sono il numero di tiri contestati. Wes risulta addirittura il difensore che contrasta meno tiri di tutta l’NBA,  appena 3.5 a partita. Il principale motivo di questa voce statistica è la sua scarsa aggressività sui giocatori avversari lontano dal ferro.

 

 

Statistiche di Westbrook

 

 

Tuttavia da ciò che si può vedere dalle sue statistiche, dei suoi 25.5 punti a partita, 5.2 provengono da una palla rubata, che non sono pochi sia chiaro, ma in rapporto alle sue scelte difensive non valgono assolutamente la candela. Interessante anche il fatto che conceda ai suoi avversari ben 11 punti provenienti da sue palle perse.

 

La cosa fondamentale che gli è mancata finora è la continuità. Russ è un grandissimo difensore, peccato che lo sia ad intermittenza.  Alterna dei possessi difensivi da manuale della pallacanestro a “non-difese” a dir poco allarmanti.

 

La sconfitta del 2 dicembre in casa dei Denver Nuggets è l’immagine perfetta per mostrare tutte le lacune di Russ.

Partita in equilibrio sul 124 pari a 1.4 secondi alla fine e rimessa laterale nella metà campo offensiva per Denver. Dopo aver inseguito benissimo sul primo blocco si “addormenta“, come ha detto Jokic nel post partita, regalando un tiro con molto spazio a Gary Harris: che ringrazia e brucia la retina.

 

 

Questo è solo un esempio delle disattenzioni difensive di Westbrook, ma è proprio qui che dovrebbe partite la sua crescita di giocatore e leader. Il che non vuol dire rinunciare al proprio ruolo in attacco, solo avere qualche "giro di riposo" in più (ci sono sempre PG e Melo, in fondo), fisiologico per poter essere al massimo nei finali di partita. 

 

E come ha detto coach Donovan: “Non puoi difendere davvero se non lo fai in cinque” - e gran parte di questo dipende da lui.

 

 

 

Cosa gli impedisce di crescere?​

 

 

Il primo aspetto da considerare è il suo tipo di gioco. Avendo sempre in mano le chiavi e la regia dell’attacco dei Thunder, ha bisogno di mantenere costantemente alto il numero di giri del motore. Tenere il suo livello di intensità e gestire così tanti palloni comporta un enorme dispendio fisico e mentale; e per forza di cose ha bisogno di prendersi delle “pause” all’interno della partita.

 

E’ un po' lo stesso discorso che è valso per Irving a Cleveland. Kyrie ha sempre avuto le capacità ed i mezzi per essere il difensore che sta dimostrando quest’anno, semplicemente era inserito in un contesto che gli chiedeva altro. A Boston la gestione dei possessi offensivi è maggiormente distribuita e il numero di isolamenti molto limitato rispetto a Cleveland. La point guard non ha cambiato troppo il suo modo di stare in campo, non ha smesso di attaccare il canestro, di tirare come faceva ai Cavs; gli sono solo state limitate le situazioni di isolamento e diminuite le responsabilità in attacco, permettendogli di gestire meglio le sue energie.

 

Avere compagni di squadra come Carmelo Anthony e Paul George gli permettere sicuramente di alleggerirsi di qualche possesso offensivo di troppo, più di quanto visto finora per intenderci, senza che la squadra ne possa risentire. Non dimentichiamoci che sonno due bocche da fuoco da 17.1 ppg il primo e 22.5 ppg (tirando con il 43.3% da 3) il secondo.

 

Dovrebbe evolversi un po' come ha fatto proprio il suo compagno di squadra Paul George. Rispetto qualche anno fa è diventato un leader più silenzioso, ha alzato l’asticella in difesa continuando a garantire un grande apporto nella metà campo offensiva.

 

E qui si snocciola il vero nodo della questione. Westbrook sarà mai disposto a rinunciare a qualche tiro e possesso per poter diventare il difensore che potrebbe essere?

 

 

Certamente chiunque ami il basket non può che rimanere folgorato dal carisma e dall’atletismo che lo contraddistinguono, tuttavia un giocatore che incide solo in una delle due metà campo rimarrà sempre un “mezzo-giocatore”, per così dire. Un qualcosa che non si è mai realizzato a pieno. Una macchina da triple doppie inarrestabile, certo, ma che non vincerebbe il titolo magari.

 

Riuscire a fidarsi di più di qualche compagno, non solo nella fase difensiva ma anche e soprattutto in quella offensiva, gli permetterebbe di fare quell’ultimo salto di qualità che gioverebbe non solo a lui, ma anche ai suoi amati Thunder.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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