Pochi, ma buoni

June 1, 2019

La panchina dei Raptors ha confermato le buone cose fatte vedere nella serie contro Milwaukee e aiutato Toronto a conquistare un'importantissima vittoria in Gara 1.

 

 

 

Il tabellino finale di Gara 1 dice 36 punti per la panchina dei Warriors e 25 per quella dei Raptors. Si potrebbe pensare ad una battaglia vinta dalle seconde linee dei californiani, ma la verità è che l’impatto all-around delle sei riserve utilizzate da coach Kerr è stato chiaramente inferiore rispetto a quello avuto dai quattro di Toronto.

 

Mentre Kerr per ovviare alla pesante assenza di Kevin Durant ha fatto uso di quasi tutti gli uomini a disposizione - compreso DeMarcus Cousins, ritornato dopo l’infortunio sofferto nel primo turno di Playoffs - Nick Nurse ha invece fatto affidamento sul “solito” trio composto da Ibaka, VanVleet e Powell, il quale questa volta si è diviso i minuti con il redivivo ed ex della sfida McCaw.

 

Gli ultimi due hanno giocato complessivamente 10 minuti, e ad eccezione di una cruciale tripla di McCaw sul finire del terzo quarto, non hanno avuto grande impatto.Decisive invece le prestazioni di Serge Ibaka e soprattutto di Fred VanVleet, che conferma l’eccellente stato di forma con cui ha concluso la finale di Conference contro i Bucks. Dalla nascita del secondogenito il 20 maggio, il #23 dei Raptors non ha sbagliato un colpo ed è evidente la leggerezza, l’entusiasmo con cui scende in campo. Il suo gioco ha raggiunto livelli mai esplorati finora in carriera.

 

Fred si presentava alle Finals con un impressionante 14/17 da tre nelle ultime quattro e decisive gare con i Bucks. Ovviamente i Warriors, consci di questa statistica, erano pronti ad uscire forte e togliergli questa soluzione. Come puntualizzato anche da Flavio Tranquillo in telecronaca, durante il riscaldamento VanVleet si è soffermato sul movimento di finta, arresto e tiro - e alla prima occasione, ha punito proprio così il close-out di Draymond Green:

 

 

 E ancora, più avanti nella partita, sfruttando il vantaggio e servendo Gasol molto vicino al canestro:

 

 

A fine partita la percentuale nei tiri dalla lunga distanza non è stata esaltante (1/4), ma il prodotto di Wichita State è stato comunque decisivo nella metà campo offensiva, portando in dote 15 punti, frutto soprattutto di penetrazioni al ferro che la difesa, per forza di cose, gli ha concesso. E che lui ha saputo capitalizzare.

 

La pericolosità di Fred da fuori area è una manna, anche e soprattutto per i suoi compagni; con lui in campo gli spazi sono inevitabilmente più ampi per Kawhi e compagnia, e non è un caso che il quintetto con VanVleet al posto di Danny Green si confermi ancora il migliore in casa Raptors: +31 di Net Rating in 7 minuti di utilizzo.

 

 

Fondamentali in difesa

 

Detto dell’apporto in fase realizzativa, l’aspetto ancor più decisivo della partita di Ibaka e VanVleet è stato senza dubbio ciò che sono riusciti a dare a Nick Nurse in difesa. Sulla stessa lunghezza d’onda dei loro compagni, hanno portato tanta fisicità e aggressività, storicamente qualità sempre sofferte dai Warriors.

 

Nel particolare Ibaka, in 17 minuti di gioco, ha registrato ben 7 box out (quelli che in Italia chiameremmo “taglia fuori”), più di ogni altro Raptor, ed ha contestato altrettanti tiri. Nel complesso ha vinto la sfida contro il suo diretto avversario Cousins, tenuto a 0 punti quando marcato dal congolese e in evidente difficoltà nel confronto atletico, come dimostrato dal canestro in contropiede di Serge, abile a sfruttare la pigra transizione difensiva di DeMarcus e di tutta Golden State.

 

 

VanVleet invece, come scritto nell’analisi di presentazione di queste Finals, è toccato il compito più arduo: cercare di limitare Steph Curry. Ancora una volta, così come nel precedente stagionale, il venticinquenne di Rockford ha egregiamente superato la prova. In 33 possessi contro di lui, il figlio di Dell ha prodotto solo 4 punti con un complessivo 1/6 al tiro e 0/3 da oltre l’arco. E a guardare le immagini della partita si capisce bene il motivo: non c’è un momento in cui Steph abbia realmente spazio, VanVleet gli morde le caviglie su tutti e 28 metri del campo da gioco, lasciandogli a malapena tempo per respirare.

 

In questo video c’è la perfetta sintesi di Gara 1. Dall’asfissiante difesa di VanVleet su Curry nasce una palla recuperata. E subito, così, si innesca una delle migliori armi dei Raptors, ovvero quello che sono in grado di fare Kawhi Leonard e Pascal Siakam in transizione.

 

 

Gara 2 sarà certamente un’altra storia e i campioni in carica scenderanno con tutt’altra concentrazione, soprattutto su alcune particolari situazioni di gioco.

 

Toronto, però, una certezza ce l’ha: in panchina siedono giocatori capaci di cambiare le sorti di questa serieE questa non sempre è stata una cosa scontata per Nick Nurse. Anzi.

 

 

 

 

 

 

 

 

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