Qualche appunto sul Draft 2019

December 18, 2018

 

© The Stepien

 

1) La premessa.

Come già detto nel mio precedente articolo su Zion Williamson, mi piace l’idea delle stagioni speculari (stagioni del passato che rispecchiano molto quelle che i nuovi prospetti stanno avendo oggi). Il punto non è affermare che la somiglianza delle statistiche dei giocatori derivi necessariamente dal fatto che questi giocano in modo simile, anche se quello può essere un motivo. Fatemi spiegare.

 

Esattamente come non vogliamo arrivare alla stupida conclusione che Mikal Bridges non sa difendere perché non è un gran rimbalzista e non è in grado di crearsi tiri da solo, o che Ben Simmons era un prospetto peggiore di Brandon Ingram a causa della sua scarsa percentuale da tre punti, allo stesso modo non vogliamo concludere che PJ Washington è simile a Kawhi Leonard perché hanno statistiche simili. Bisogna riconoscere che mettono su quelle cifre in contesti e modi completamente diversi.

 

Per esempio, Kawhi era in teoria la point guard della squadra, ma allo stesso tempo l’ala grande difensiva (non credo sia mai uscito per 6 falli, mentre PJ Washington è stato espulso per falli 6 volte in 45 partite, nella maggior parte dei casi giocando meno di venti minuti). Ed infatti, arrotondando, Washington di media viene buttato fuori per falli ogni 40 minuti. Eppure, se PJ continua a giocare bene come ha fatto contro avversari inferiori anche quando Kentucky comincerà a giocare contro buone squadre, le statistiche ci diranno che Washington è un giocatore a cui fare attenzione.

 

Proprio come Zach Collins, che quando era a Gonzaga ha replicato la stagione da sophomore di Rasheed Wallace: ciò non stava a significare che Collins avrebbe giocato come Sheed, ma piuttosto che sarebbe diventato un buon giocatore. E che dovremmo dargli la giusta attenzione. Niente di più, niente di meno.

 

 

2) Statistiche speculari 1: RJ Barrett & Glenn Robinson

 

La stagione è ancora agli inizi e non sappiamo cosa succederà, ma possiamo essere piuttosto certi di alcune cose. Per esempio, RJ Barrett finirà per registrare una delle più uniche stagioni nella storia del college in quanto a punti segnati. Non esiste in alcun database una stagione simile. Ma c’è, ad ogni modo, un giocatore che ci si avvicina: Glenn Robinson.

 

L’abilità di RJ come passatore, nonostante la sua fastidiosa tendenza a volte di cercare altre soluzioni, è l’elemento che distingue i due. Per di più, RJ è un atleta decisamente migliore, se non vogliamo guardare solo alle statistiche (Latrell Sprewell, Michael Finley o Paul Pierce potrebbero avere statistiche ancora più simili, ma parliamo di un modo di giocare leggermente diverso, e non necessariamente capace di ottenere migliori risultati).

 

 

Se c’è una certa somiglianza è che, come Big Dog prima di lui, la facilità con cui segna al college RJ non si tramuterà allo stesso modo nella NBA. Dovrà continuare a sviluppare il suo gioco, possibilmente affinando le sue abilità di palleggio (cambiando velocità e trovando un cambio di direzione che funzioni bene in entrambi le direzioni) e la sua capacità di prendere decisioni, come anche dovrà continuare a migliorare il suo jumper.

 

Big Dog non lo ha mai fatto e di conseguenza ha avuto una carriera deludente per una prima scelta, anche se va detto che non è colpa sua l’essere stato scelta davanti a due prospetti evidentemente molto migliori, quali Grant Hill e Jason Kidd. Ciò nondimeno, il fatto che RJ si prenda tutti questi tiri è segnale di un grande potenziale.

 

 

3) Statistiche speculari 2: Simi Shittu e Blake Griffin

 

Simi Shittu non è un giocatore speciale come Barrett, ma quando si pensa al suo potenziale nel giro di 5 o 6 anni, è possibile che Shittu abbia più talento nascosto. Per prima cosa, è più atletico.

 

 

 

Il video mostra i migliori sprazzi di atletismo della stagione finora tra quelli che non siano di Zion Williamson (beh, questo fino alla stoppata di Brandon Clarke su Yves Pons di domenica scorsa). Ma per Shittu non si tratta solo dell’esplosività verticale su un piede. È la sua accelerazione combinata con la sua stazza, la sua mobilità laterale, la sua coordinazione, la velocità e tanto altro. E la cosa più assurda è che Shittu si è rotto il legamento laterale anteriore del ginocchio 10 o 11 mesi fa, che vuol dire che c’è una chance che sia addirittura più atletico di quanto mostrato quest’anno.

 

Shittu, ora come ora, sarebbe certamente uno dei centri perimetrali più atletici della Lega. Non è del tutto sorprendente, anche se sono due giocatori diversi, che le statistiche di inizio stagione ricordino quelle di Blake Griffin, un giocatore che sarebbe stato una tra la nona e la ventesima scelta se si fosse candidato al Draft da freshman, ma che invece è rimasto un anno di più ed era diventato legittimamente uno tra i migliori tre giocatori ad entrare nella Lega quell’anno. Il più forte, per consenso quasi unanime (anche se io avrei preso Harden prima di lui, e alcune persone più sveglie Curry, ma sfortunatamente io non ero tra queste).

 

E uno non deve neanche sforzarsi per ricordare quando è cresciuto Blake dal suo anno da freshman alla stagione da sophomore, e poi ancora per i suoi primi dieci anni nella Lega. E sembrerebbe uno degli sviluppi delle capacità tecniche più memorabili, se non fosse che spesso i giocatori più atletici sono quelli che mostrano maggiori miglioramenti di tal genere, una volta entrati nella NBA. Basta guardare al tiro di LeBron. O all’abilità di passaggio di Durant. O al gioco in generale di Oladipo, da quando è arrivato al college. O, per quel che vale, il modo di giocare di Vince Carter. Gli esempi sono tanti.

 

E lo stesso può dirsi per quei giocatori che sono già dei mostri, statisticamente parlando, in giovane età.

 

Non guardate solo Blake Griffin. Considerate anche giocatori come Paul Millsap, che un algoritmo del computer aveva previsto sarebbe diventato uno dei migliori giocatori della sua classe di Draft, anche se nessun algoritmo avrebbe potuto predire perché sarebbe successo, o perché sarebbe anche solo migliorato notevolmente. Il che è una ragione per cui l’analisi statistica risulta molto utile: proprio perché può aggirare i nostri pregiudizi, che si concentrano troppo su com’è un giocatore in quel preciso momento. E senza bisogno di sapere come, né perché, una profezia qualche volta si avvererà.

 

 

Ovviamente non esistono garanzie. Ma quando si parte da un atletismo come quello di Shittu, si aprono scenari che non sono neanche considerabili per giocatori meno atletici. E certo, lo so, Shittu non è particolarmente bravo a proteggere il ferro ora come ora, e spesso resta a guardare la palla e perde contatto con il suo uomo. Ne ha, di difetti. Ma è comunque bravo con la palla in mano e sa fare le scelte giuste, soprattutto parlando di un lungo di diciott’anni. E siamo così abituati che quasi non lo notiamo più.

 

Se un centro nel 1991 avesse giocato come lui, staremmo ancora parlando delle sue abilità con la palla mai viste prima, e del suo atletismo. Verrebbe preso come quinta scelta e penso che giustificherebbe tutte le aspettative più probabilmente che non. E la cosa migliore è che non c’è periodo più adatto di adesso per essere un lungo i cui punti di forza sono una grande velocità, l’esplosività e l’agilità laterale, e il cui punto debole è la scarsa efficacia al ferro, qualcosa che spesso un giocatore riesce a migliorare (guardate Jarrett Allen).

 

Penso che non si stia prendendo troppo in considerazione Shittu a causa di quello che non sa fare adesso, piuttosto che valutare cosa potrebbe essere in grado di fare da qui in 5 anni. Quel che sarebbe in grado di imparare.

 

Altri equivalenti statistici: Marvin Bagley, Aaron Gordon, David West e Kevin Love (senza il tiro da 3 punti).

 

 

4) Statistiche speculari 3: Bol Bol da freshman e Donyell Marshall da Junior.

 

Bol Bol sta ricevendo molte attenzioni come seconda possibile scelta, e ci ho pensato per un bel po’: se RJ non sarà quella pick, allora vorrà dire che si andrà a finire su Bol Bol, per il semplice fatto di essere un 7 ft. e 2 inch. con un’incredibile varietà di gioco offensivo per la sua altezza. Il suo problema rimane che è un’ala "da difesa a zona" in una lega di difesa a uomo. E ciò che è peggio, in una difesa a uomo non c’è un ruolo che riesca a tenere bene, specialmente nella NBA, che richiede regolarmente ai centri di cambiare e di giocare sul perimetro.

 

Immaginate Shawn Bradley che tenta di difendere su Steph Curry o Kevin Durant, e vi sarete fatti un’idea di che vitaccia aspetterebbe Bol Bol nelle partite che contano. O quel che gli aspetta proprio ora.

 

   

Se avevate dei dubbi sulla difesa di Deandre Ayton, non potete che averne per Bol Bol, specialmente quando in NBA si comincia ad attaccare i lunghi in movimento (a meno che non guardiate le statistiche delle stoppate al college in modo superficiale senza inserirlo nel contesto degli spazi difensivi contro una squadra da Playoffs). E la difesa a zona certamente elimina per lui questo problema se gioca da ala, o da centro in caso diventasse più robusto, ma la NBA non è ancora a quel punto.

 

Ancora, da ala in una zona non ci si deve preoccupare molto per la lentezza del suo cambio di direzione a causa dei fianchi esageratamente alti, ed inoltre Bol Bol potrebbe giocare come Deion Sanders a football, togliendo un’intera porzione di campo con la sua altezza, la sua apertura di braccia ed i suoi piedi sufficientemente mobili.

 

Ho serie riserve sulla sua possibilità di "spostare" nei Playoffs. Ed il fatto che delle statistiche così dominanti non siano riuscite a mettere insieme un numero decente di vittorie, nonostante il facile calendario, dovrebbe preoccupare anche voi. Bol Bol, ora come ora, sta facendo registrare cifre simili ad un precedente MVP della stagione di college quale è stato Donyell Marshall, e la sua squadra è 4-3.

 

 

Con la dovuta precisazione che Marshall era un Junior e Bol solo un Freshman, la stagione del primo è una prova di questo fatto: la capacità di segnare di un lungo non si tramuta automaticamente nella NBA.

 

 

Per quanto riguarda Bol, si può puntare sul tiro da tre punti, che aggiunge sicuramente qualcosa in più al suo valore, considerato che non è solo un palo fermo. Ma quei possessi interni diventeranno pick and roll o pick and pop, o finte di blocco, e Bol dovrà farne di efficaci per far funzionare il tutto. E anche se dovremmo già saperlo, saremmo ingenui se non riconoscessimo che una gran parte di ali leggere ed avverse al contatto quasi mai impara a farlo bene. Detto ciò, se dovesse riuscirci, potrebbe ricordare in qualche modo Rudy Gobert ed essere un giocatore molto utile in attacco. Pensiamo ad un misto tra un Brook Lopez da 9 tentativi da tre su 40 minuti (125 di offensive rating di squadra) ed un Gobert da 9 tentativi da due per 40' con quasi il 70%. Sarebbe un’arma offensiva incredibile. Senza contare che generalmente preferisco di gran lunga centri come questi, con un gioco senza palla in mano fatto nelle giuste posizioni, piuttosto che un lungo che tiene troppo la palla.

 

Il problema rimane che Bol, in una difesa a uomo, è destinato a soffrire ai Playoffs. Considerando inoltre quanto un centro debba essere forte per venir considerato tra le prime due scelte, in una NBA in cui i centri migliorano nel tiro da tre. Anche se di stazza diversa, Brook Lopez ai Playoffs sarà un esempio valido. E se avete letto la mia apologia su Jaren Jackson Jr. vi ricorderete che lui non era solamente un giocatore con le giuste spaziature in attacco, ma anche potenzialmente uno dei migliori difensori della Lega.

 

Bol è ancora lontano da questa sensazione. E con molti giocatori come Siakam da prendere per un costo molto più ridotto, anche in questo Draft, Bol secondo me sarà una scelta rischiosa per una squadra che non voglia costruire una difesa competitiva, tenendo a mente i suoi punti di forza e le sue debolezze.

 

Altri equivalenti statistici sono Vin Baker, Chris Webber, Kevin Durant e Derrick Coleman.

 

 

5) Statistiche speculari 4: Cam Reddish e Klay Thompson

 

 

 

Fa strano che la gente sia a conoscenza della totale mancanza di atletismo di Reddish e che comunque continui a sostenere che non sia abbastanza determinato. Sta tirando 22 volte (true shoting) per 40 minuti, un numero molto elevato per qualsiasi giocatore, figuriamoci per un Freshman. Più determinato di così?

 

In altre parole, e qui mi ripeto, non attacca il ferro con più aggressività ed efficacia solo perché non è stato dotato dell’atletismo necessario. Ciò di cui è molto capace è il jumper, la capacità di trovare tiri dalla distanza ed una incredibile lunghezza. Gli unici due principali giocatori del college capaci di prendere triple come Cam sono Marshall Henderson e Trae Young; e, io credo, l’unico giocatore in grado di prendere 12 o più triple tentate per 40', con tre palle rubate a partita, è Steph Curry.

 

E non è solo il contesto che glielo permette. Anche se lo fosse, pensereste che ce ne sia stato un altro di tiratore alto 6 ft. 4 inch. o più ad aver realizzato ciò nel passato, dato che ce ne sono stati molti da seconda o terza opzione offensiva con il semaforo verde per sparare ogni volta che sono aperti - inclusio Kyle Korver, Doug McDermott, JJ Redick, Shane Battier, Shan Foster, Buddy Hield, Ray Allen, Richard Hamilton (tirava anche da tre al college), Paul Pierce, Vince Carter e Klay Thompson, o chiunque si voglia nominare. Nessuno di questi ci è riuscito. Riuscire a prendersi questi tiri, anche se non sembra che Reddish stia facendo niente di particolarmente speciale, ha molto probabilmente a che fare con le sue abilità, dato che molti di questi giocatori si attestano a massimo 9/10 triple tentate per 40'.

 

Ciò premesso, Reddish ha la possibilità di diventare un giocatore da 3&D di grande valore, che può rompere gli schemi, considerato che è probabile che aumenti il numero di tiri presi (a là Klay). E queste sono potenzialmente molto meglio di qualsiasi altro giocatore considerato "tiratore d’elite" nella Lega.

 

E non si parla solamente della NBA di adesso, quanto della storia della Lega, incluso Klay Thompson, considerato che Reddish è più fisico, più atletico in fase difensiva (dove l’agilità negli scivolamenti è più che sufficiente) e lungo. Ora, considerate che sto parlando del suo potenziale, sicuramente diverso dalle sue possibilità di adesso (per esempio, Klay ad oggi è un difensore molto migliore rispetto a Reddish, che dovrebbe migliorare molto per superarlo), e che mi riferisco solo a tiratori d’elite o quasi.

 

Kawhi, il miglior giocatore 3&D (ancora prima che diventasse pure punto focale d’attacco), non rientra in questa categoria perché il suo tiro da tre punti non è così eccellente. E non parlo del miglior giocatore modello, ma potenzialmente di uno tra i migliori difensori che sia anche un tiratore unico: questo Reddish potrebbe diventare.

 

Se volete avere un’idea di quanto potrebbe essere utile un giocatore del genere, riguardatevi la serie Playoffs 2016 tra Golden State e Portland in cui Steph era infortunato ed i Warriors hanno ridisegnato completamente il loro attacco attorno al tiro di Klay Thompson, mentre la guardia della Baia annullava Lillard in più partite; oppure guardatevi le Finals 2013 tra Miami e San Antonio, in cui Danny Green si è acceso e Miami non era più in grado di difendere su di lui, e per vincere la serie si mise a pregare che sbagliasse da solo i tiri, cosa che alla fine è successa. C’è un sacco di potenziale in giocatori di questo tipo se gli allenatori comprendono chi sono davvero e li mettono nella condizione di fare bene. Il problema, per un giocatore come Reddish, è che la gente possa aspettarsi che lui sia qualcosa che non è. Che non lo inseriscano nel giusto contesto.

 

Altri equivalenti statistici: Marshall Henderson, Steph Curry, Ray Allen, Danny Green, Shane Battier, Kyle Korver.

 

 

6) Statistiche specculari 5: Nassir Little e Gordon Hayward

 

 

 

Ci sono diversi ragioni per cui Hayward era un prospetto migliore di Little alla sua stessa età. Per prima cosa, Hayward di base era un miglior Freshman. In secondo luogo, c’erano piccoli segnali che Hayward avesse più capacità di palleggio, inclusa una migliore ratio tra tiri liberi e tiri da due tentati (Hayward ha tenuto cifre assurde al college sotto questo aspetto, migliori di 1:1 in entrambe le sue stagioni), un numero più alto di assist e una ratio assist/palle perse migliore. Mentre Little ora come ora ha più elevazione, forza, apertura di braccia e diversità di soluzione offensive - anche se con scarsi risultati.

 

Ciò nonostante, le cifre sono molto simili e sono in pochi ad avere punti di forza e debolezza simili a Little in considerazione delle sue statistiche: la maggior parte di questi sono più passatori di lui (Jeff Green, Charles O’Bannon) o hanno cifre migliori in difesa (James Posey, James Johnson). Little sembra finora assomigliare di più a Johnson rispetto agli altri nella lista.

 

 

7) Statistiche speculari 6: Jarrett Culver e Steve Smith/Grant Hill

 

 

 

Ho scritto di recente su Culver. Le sue cifre attuali sono piuttosto uniche, per cui non c’è un paragone preciso. Smith e Hill sono i due che più si avvicinano, anche se Culver non sembra essere della stessa categoria di prospetti di Hill, a meno che non migliori parecchio. Hassell è probabilmente il paragone più adatto dietro a questi due. Se si guarda alla tabella qua sopra, appare evidente quanto sia importante un buon jumper per avere successo nella transizione alla NBA, dato che Hassell e Turner non sono mai stati in grado di ottenere nella Lega un successo simile a quello che avevano al college. Ed il tiro di Culver è tuttora un punto interrogativo.

 

Altri paragoni azzeccati: Brandon Roy, Sean Elliot, Trenton Hassel, Caris Levert, George Hill, Evan Turner, Julius Hodge.

 

 

8) Statistiche speculari 7: Grant Williams e Draymond Green/Metta World Peace/Larry Johnson/PJ Tucker.

 

 

I giocatori difficili da interpretare, in cui il livello di gioco supera di gran lunga l’atletismo, tendono ad essere sottovalutati. Williams è uno di questi, così come lo erano Draymond e l’Artest del college. Lo sarebbe stato anche PJ Tucker, se avesse avuto il tiro prima di entrare nella Lega. Pure Anthony Mason lo era. Insomma, avete capito il punto. Williams è una scelta che andrà tra 10 e 25 posizioni più in là di quanto si meriti, in quanto sottovalutato in entrambi i lati del campo.

 

Sono piuttosto certo che avrà un ruolo decisivo in difesa, come Tucker/Covington/Clark/Artest/Draymond, anche se non so precisamente quale. Ma troverà il suo. Anche in fase offensiva non è certo quale possa essere il suo ruolo. Se dovesse diventare un giocatore in grado di segnare canestri difficili, potrebbe somigliare ad un Khris Middleton all’apice. Ma spero che trovi una squadra che lo metta in situazioni di possessi veloci.

 

Nel peggiore dei casi, invece, il suo tiro dalla lunga distanza continuerà a migliorare e Williams diventerà uno dei più bravi a servire i compagni dal post, e a far girare la palla... in contesti in cui poco viene fatto per vincere le partite.

 

Altri paragoni statistici sono Lamar Odom, Evan Turner, Trenton Hassell, Royce White, Miles Bridges a Anthony Mason.

 

 

9) Statistiche speculari 8: Ja Morant e Speedy Claxton/Trae Young

 

 

 

Nessuno negli ultimi trent’anni può raggiungere la combo statistica di Morant tra tiro libero, passaggio e rimbalzo, oltre a Denzel Valentine, anche se questo non attaccava bene il ferro. Quanto in là potrebbe arrivare Morant se diventasse la migliore versione di sé? Penso, per fare dei nomi, almeno quanto Kemba Walker, Mike Conley e Kyle Lowry.

 

Da notare che Morant ha gli stessi punti deboli di Trae Young, e non scommettere niente sul primo ha poco senso dopo aver dato tutta quella fiducia al secondo. Se Young deve essere un attaccante d’elite, così dovrà fare anche Morant. E l’asticella da superare per diventare attaccanti d'elite in NBA, ora come ora, è incredibilmente alta. Motivo per cui inserivo Trae più in basso al Draft rispetto ai miei colleghi dello Stepien.

 

 

10) Statistiche speculari 9: Darius Garland e Reggie Jackson.

 

 

 

 

Atleti molto diversi ma cifre decisamente simili. E con un simile senso del ruolo del play. La stagione in cui Reggie ha tirato bene dall’arco è stata molto buona, anche se per me il suo ruolo perfetto era giocare giocare affianco a Durant quando Westbrook era fuori. Ma fatevene ciò che volete di questa mia affermazione.

 

 

11) Statistiche speculari 10: Rui Hchimura e Keith Van Horn.

 

 

Rui mi ricorda tanto Van Horn. Forse cercando con attenzione c’è un miglior paragone statistico, ma questo qui funziona parecchio bene.

 

 

12) Statistica speculari 12: De’Andre Hunter and Wesley Matthews/Sean Elliot/Glen Rice/Wally Sczerbiak

 

 

Hunter sembra una vecchia star del college ma nessuno sembra accorgersene, perché gioca per Virgina. Seguite il suo miglioramento. Non confondete ciò che è capace di fare adesso con le sue vere abilità difensive. Stiamo parlando di una terza/quarta opzione, che potrebbe essere di gran lungo meglio di quanto è ora nel giro di quattro anni. Ciò dovrebbe portarlo al confine tra l’essere una star o no, se dovesse segnare come Wally S. Ma se tirasse così, diventerebbe un vero 3&D.

 

È sorprendente vedere come molta gente pensi che si tratti di un Draft "farlocco" quando in realtà è pieno di ali con aperture di braccia impressionanti - al di là di Zion, destinato all’Olimpo. A differenza degli altri centri dell’anno scorso, queste ali potrebbero davvero dare il proprio contributo ad una squadra da Playoffs. Sarei pronto a scommettere che almeno un giocatore di questi emergerà sul campo.

 

Anche il 2016 aveva in Siakam il suo legittimo "2# type player" del Draft. Ricordatevi poi del 2003, considerato forse il miglior Draft di sempre, che è stato in realtà un affare a cinque giocatori, da LeBron a David West. Pochissimi Draft sono come quelli del 1984, 1996 e 2009. La quota di giocatori internazionali non sarà altrettanto buona, ma la classe del college, senza considerare Zion, è più simile a quella del 2013 che a quella del 2016.

 

 

13) Statistiche speculari 12: Kevin Porter Jr. e Chris Williams/Vince Carter/Sczerbiak/Wesley Person/Chuck Person/Kevin Huerter

 

 

Sono rimasto sorpreso da quanto KPJ abbia mostrato immediatamente doti atletiche, come fece a suo tempo Carter. La vera differenza è il temperamento. Carter era un missile in cerca del sole come Dort, con la consapevolezza che la schiacciata era il suo miglior amico. Porter Jr. ha mosso i suoi primi passi con degli stepback jumper a tratti quasi ridicoli ma anche impressionanti.

 

 

14) Statistiche speculari 13: Iggy Brazdeikis e Calbert Cheaney/Gordon Hayward/Charles O’Bannon/Tayshaun Prince

 

 

 

La terza incongruenza statistica che ho inserito in questa mia analisi. Ho bisogno di vedere di più... e non ho alcuna fretta di scommettere contro di lui.

 

 

15) Statistiche speculari 15: Chuma Okeke e Robert Covington/Chuck Hayes/Gary Clark

 

 

Ora passiamo alla quarta di queste. Di Chuma Okeke mi ha sempre colpito che sembrasse un’unione tra Covington e Chuck Hayes, quando l’ho visto giocare. Il successo di Gary Clark dovrebbe convincerci a prendere nota di un simile giocatore, e lui ha un jumper decisamente migliore.

 

 

16) Statistiche speculari 15: Tyrese Haliburton e Lonzo Ball/Monte Morris

 

 

Li definirei dei "torelli capaci di tanta iniziativa", ma con un minutaggio abbastanza ridotto. Vorrei vedere come va avanti la stagione prima di commentare oltre. Pensavo solo fosse interessante inserirli nella lista.

 

 

17) Statistiche speculari 16: Carsen Edward e...

 

 

Quel che Edwards non è in grado di fare è sottolineato in magenta. Assomiglia ad un Ben Gordon più piccolo e meno capace in difesa, ma con più tiro - con l’avvertimento che adesso sono tutti più bravi a tirare di quanto non lo fossero i giocatori quando Ben calcava i campi (per cui il valore offensivo di Cursen potrebbe non essere più alto). Poi, la ratio assist/palle perse, per quello che dovrebbe essere un play, è abbastanza preoccupante. Forse Derek Fisher è il giocatore a lui più simile, guardando le statistiche.

 

 

18) Altri paragoni statistici da tenere sotto d’occhio:

 

Brandon Clarke e Robert Horry/Jordan Bell/Shawn Marion/Derrick Coleman.

Luguentz Dort e Larry Hughes.

Matisse Thybulle e Kent Bazemore/RJ Hunter.

Talen Horton-Tucker e Ron Artest/James Posey.

Keldon Johnson e Alando Tucker/Gordon Hayward.

Lamine Diane e... forse nessun altro in circolazione.

 

 

 

Tutti paragoni, quelli fatti, che non hanno il fine di fare comparazioni tra due singoli giocatori, quanto piuttosto quello di evidenziarne le somiglianze statistiche come punto di interesse. Mi ripeterò un’altra volta, dato che tutti sembrano pensare che questo sia un pessimo Draft, anche a livello storico. Ci sono stati probabilmente solo due cattivi Draft negli ultimi vent’anni.

 

Uno di questi, quello di Kenyon Martin, è stato decisamente pessimo.

 

L’altro, quello di Ben Simmons, ha ancora tanto lavoro da fare ma è già molto meglio di quanto la gente pensasse, considerato che Ben Simmons e Pascal Siakam sono con molta probabilità dei futuri legittimi All Star, e lo saranno per molto tempo. Jamal Murray è forte quanto ci si potesse aspettare e Buddy Hield, con la sua attuale abilità difensiva, è forse anche meglio. Ciò vale anche per Domantas Sabonis. E non stiamo ancora parlando di Jaylen Brown e Brandon Ingram, entrati così giovani nella Lega che non sarebbe troppo sorprendente dover aspettare fino al loro secondo contratto per vedere ciò di cui sono capaci. Brogdon, LeVert, Derrick Jones Jr., Bryn Forbes, Dejounte Murray, Tauren Prince e Kris Dunn fanno il resto.

 

 

Questo non è stato un cattivo Draft. Semplicemente un Draft in cui nessuno sapeva chi fosse la seconda migliore scelta, neanche la squadra che l’ha scelta, mentre alcuni idioti pensavano che Ingram fosse un miglior prospetto di Ben Simmons.

 

È stato un grande Draft, allora? Certo che no, ma neanche quello del 2017. E anche in questo caso si tratta di un Draft in cui nessun si era accorto di chi fosse il miglior giocatore (Donovan Mitchell), mentre la maggior parte delle persone non avrebbe scommesso su uno o sull’altro degli altri due giocatori più forti (Fox, che a me personalmente piaceva molto, e Tatum, che non mi convinceva del tutto poiché mi aspettavo anni come questo). Anche Mitchell ha, tra l'altro, molti difetti -prendersi 40 tiri in una partita senza neanche un assist è indicativo degli scogli che deve ancora superare...

 

Tutto ciò per dire che il Draft di quest’anno difficilmente sarà uno dei peggiori degli ultimi anni. C’è un prospetto d’eccellenza al numero uno in Zion. Ci sono tantissimi giocatori che potrebbero potenzialmente essere il secondo, terzo o quarto miglior prospetto. Tutti questi infatti posseggono le giuste dimensioni ed il giusto atletismo per inserirsi perfettamente nel gioco di oggi (non troppo piccoli né troppo alti senza qualità), e la loro produzione al college in molti casi si avvicina tanto alle cifre storiche di giocatori che sono diventati davvero forti, se non stelle della NBA. Sicuramente qualcuno emergerà dal gruppo, e probabilmente più di uno.

 

Credo che molti dicano che non sia un buon Draft per stare cauti. Nessuno ammette di aver sbagliato o che gli altri miopi lo abbiano fatto a non puntare su Siakam, sulla base del fatto che pensavano che il 2013 fosse un Draft storicamente di basso livello. Ed il Draft di quest’anno sembra ora assomigliare più al 2013 che al 2016. Ma penso di essere vecchio abbastanza per ricordare quando il Draft 2015 era considerato di alto livello, con una classe di freshmen di tutto rispetto composta da Towns, Russell, Winslow, Johnson, Looney, Oubre e Booker.

 

La classe di freshman di quest'anno promette anche meglio di quella lì. Seriamente. Zion è un prospetto buono tanto quanto o più di Towns, e diventerà un giocatore migliore se sarà in grado di sviluppo un buon tiro. Il gruppo composto da Barrett, Reddish, Shittu, KPJ, Little, Dort, Garland, Johnson e Bol invece non ha niente da invidiare a quello del 2015, e forse è anche più profondo. Per poi arrivare al gruppo di non-freshmen composto da Culver, Hunter, Williams, Okeke, Schofield, Norvell ed altri giocatori che potrei nominarvi (questi sono i primi ad essermi venuti in mente).

 

Il secondo miglior giocatore del Draft non è forte quanto Wade o Harden. Più spesso è paragonabile a Klay Thompson o Andre Iguodala, e più di un Draft comincia già a mostrare meno qualità subito dopo la seconda scelta. Se ci si guarda indietro da qua a vent’anni, molti Draft erano fortunati se avevano 5 o 6 giocatori per cui avresti detto: “hey, quel giocatore faceva la differenza in qualche modo, anche se solo per uno o due anni”. E sostanzialmente tutti i Draft finivano per essere ricordati solamente per il loro giocatore più forte. E sì, Zion è un buon prospetto anche per essere una prima scelta.

 

Forse dovremmo chiederci perché la gente pensi che le classi di freshmen del 2014, 2015 e 2017 siano molto meglio di questa. Sarebbe una domanda interessante.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Quest'articolo, scritto da Ben Rubin per The Stepien e tradotto in italiano da Emilio Trombini per Around the Game, è stato pubblicato in data 12 dicembre 2018.

 

 

 

 

 

 

 

 

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