Quali sono i problemi dei Suns?

November 11, 2018

Igor Kokoskov e Josh Jackson hanno provato a dire la loro.

 

 

 

©️ Bright Side of the Sun

 

 

Forse la colpa è della mancanza di fiducia, di sforzo ed esecuzione del gioco? E' questo quello che pensa l'head coach Igor Kokoskov

 

"E' necessario che i giocatori in campo comunichino di più", ha dichiarato Kokoskov, "devono fidarsi l'uno dell'altro, se si guardano le registrazioni è chiarissimo".

 

Comunicazione e fiducia sono già difficili da costruire in una squadra nuova, con rookie pieni di voglia e veterani esperti, figuriamoci in una squadra con un nuovo coach.. sicuramente piano piano la situazione migliorerà, bisogna avere fiducia. 

 

"E' già in via di miglioramento", ha dichiarato Josh Jackson in risposta a quanto detto dal capo allenatore. "Anche se sicuramente non è ancora abbastanza, siamo solo a inizio stagione; lui è appena arrivato e io sono solamente al mio secondo anno nella Lega, c'è tempo".

 

L'allenamento serve proprio a trasmettere e accrescere la fiducia reciproca dei giocatori. I veterani, come Trevor Ariza, hanno dimostrato di essere in grado di fermare il gioco per spiegare ai più giovani le situazioni più comuni e come affrontarle. 


Jackson ha dichiarato di avere ancora molta confidenza, ha solo bisogno di affrontare il gioco con più tranquillità senza forzare il tiro. 

 

"A volte mi rendo conto di star correndo e spingendo troppo, mi faccio ancora trasportare dall'emozione e provo a risolvere la situazione, quando magari in quel momento sarebbe meglio temporeggiare e costruire un miglior tiro. Devo sforzarmi di fare cose facili e spingere meno di quanto stia facendo ora, mi sforzerò, ma sicuramente questa cosa mi verrà più facile con l'esperienza".

 

Jackson sta ancora cercando di trovare la sua posizione nella Lega e di partita in partita si sta adattando alle richieste del gioco a questi livelli. Il suo minutaggio è nettamente diminuito nelle ultime uscite e contro i Nets è stato in campo per soli 7 minuti, segnando 4 punti con 1/3 al tiro. 

 

I Phoenix Suns stanno ancora cercando di costruire un gruppo, di conoscersi l'un l'altro. Tuttavia tutto ciò è molto difficile se non c'è comunicazione. "A volte i ragazzi non vogliono parlare, non vogliono esprimersi", continua Jackson. "Dobbiamo ancora riuscire ad interpretare le personalità di tutti quanti". 

 

Ognuno ha il proprio modo di caricarsi e di rendere al meglio, Jackson è uno di quelli che richiede energia ed una squadra coinvolgente per sentirsi a suo agio. "Mi piace quando i compagni di squadra ti incitano e si fanno prendere dal gioco. Io provo a fare del mio meglio per incoraggiarli, sperando che loro facciano lo stesso, ma è davvero difficile incitare un compagno senza conoscere bene il modo in cui questa persona riesce ad esprimersi."

 

Per avere una squadra vincente, la chimica è davvero tutto. La cosa è piuttosto chiara se si guarda a squadre, quali Warriors o Celtics, in grado di far girare il pallone in maniera impeccabile, trovando sempre il miglior tiro possibile ed il compagno al posto giusto nel momento giusto. "La chimica è fondamentale. Dobbiamo cominciare a comunicare, parlare e supportarci a vicenda. Se qualcuno è in difficoltà bisogna essere in grado di aiutarlo e non urlargli contro, così come quando si sta sbagliando è fondamentale avere qualche compagno in grado di dirci con sincerità che stiamo sbagliando."

 

Jackson sa di avere un ruolo importante in questa squadra, sa di essere lì per un motivo e si ritene grato per tutto quello che ha e per le persone che lo supportano, in particolare la madre. "Mi dice sempre di rimanere concentrato e di pensare alle cose che sono in grado di controllare. Sa che sul campo di gioco possono succedere davvero molte cose e che io spesso mi agito e provo a risolvere tutto anche se non mi compete. Devo cercare di dare il mio contributo senza strafare, devo lavorare solo su ciò che posso controllare in prima persona."

 

 

Anche Kokoskov ha parlato di controllo e del fatto che molte strategie siano costruite sul gioco e non sulla singola persona. "E' difficile giocare con 10 o 11 giocatori diversi. Di partita in partita il campo decide chi giocherà e il fatto che non sia lui a controllare questa cosa lo mette ancora in difficoltà. Purtroppo sono io a dover prendere queste decisioni, sono molto positivo sul ragazzo comunque;, si sta allenando con una determinazione davvero incredibile".

 

I Suns devono sicuramente trovare la quadra. La stagione è ormai iniziata e se dovessero avere bisogno di ulteriore tempo potrebbe diventare troppo tardi anche solo per avvicinarsi alla zona Playoffs.

 

 

 

 

©️ Bright Side of the Sun
Questo articolo, scritto da Ashley Nevel per Bright Side of the Sun e tradotto in italiano da Guido Valentini per Around the Game, è stato pubblicato in data 8 novembre 2018.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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