I Celtics riusciranno a fermare i migliori lunghi della Lega?

December 23, 2019

Se Boston ha ambizioni serie in questa stagione, dovrà probabilmente battere i migliori big man in circolazione nella Lega.

 

 

© Celtics Blog

 

 

Durante tutta l’era di Brad Stevens, i Golden State Warriors sono stati il punto di riferimento. Giocatori versatili in campo, che tirano da ogni posizione e che cambiano in difesa sono la regola, adesso, nella Lega. Tutte le squadre hanno modellato il futuro della loro franchigia a loro immagine e somiglianza, ma forse nessuna più di Boston. Quest’anno, però, potrebbe essere diverso.

 

Siamo realistici. È probabile che i Celtics incontreranno Joel Embiid e/o Giannis Antetokoumpo (e, se le cose dovessero andare davvero bene, magari anche Anthony Davis) durante i Playoffs, se vogliono vincere il loro 18esimo titolo. Quando la stagione era alle porte, il ruolo di centro non era ancora un problema reale, ma era piuttosto una grossa incognita. E ora, dopo una serie di infortuni, non dovrebbero forse i Celtics considerare di fare la mossa giusta per essere pronti a contenere i tre migliori big man della Lega durante i Playoffs?

 

Mercoledì notte, Boston ha incontrato Dallas senza Robert Williams e Vincent Poirier, le due opzioni difensive principali per accoppiarsi con Kristaps Porzingis. Entrambi i centri sono fuori per infortuni a lungo termine. Stevens ha così deciso di schierare in quintetto Semi Ojeleye e di metterlo in difesa sull’ala grande di Dallas con l’aiuto di Daniel Theis e Jaylen Brown. Porzingis ha finito con 23 punti e 13 rimbalzi, ma, considerato tutto, i Celtics sono riusciti a contenerlo abbastanza bene.

 

La scorsa settimana, Theis ed Enes Kanter hanno unito le forze per mettere fuori partita Embiid in una sconfitta casalinga contro i Sixers. Nelle due gare contro i Nuggets, invece, hanno deciso di lasciar fare il suo gioco a Nikola Jokic e di limitare i danni degli altri giocatori. È stata per la maggior parte una difesa un po’ a rattoppi, con anche Grant Williams e Marcus Smart da lunghi, ma ha funzionato... finora.

La domanda che aleggerà fino alla deadline di febbraio è se i Celtics siano o meno in grado di contenere i migliori big man della Lega in una serie al meglio delle sette gare.

 

Nello speciale sulle trade di settimana scorsa, Adrian Wojnarowski e Zach Lowe di ESPN hanno ricordato ai telespettatori che l’ultima volta che Danny Ainge ha fatto una trade significativa a metà stagione è stato cinque anni fa per prendere Isaiah Thomas. Nelle ultime quattro stagioni, invece, ha sempre evitato scambi a metà anno e continuato a schierare il suo roster: “my team is on the floor,” diceva.

 

Anche l’acquisto di IT è stata più una mossa di opportunità, piuttosto che un contributo per il successo immediato della squadra. Thomas aveva dimostrato di poter essere un vero scorer nella NBA e aveva ancora due anni di contratto. I Celtics erano 20-31 alla deadline e Ainge in cambio di IT diede via solo il contratto in scadenza di Marcus Thornton e una scelta protetta al primo round.

 

Insomma, il mio presentimento è che Ainge non farà alcuno scambio, a meno che qualcosa del genere gli capiti sotto tiro.

 

Molte testate di Boston, inclusa la nostra, hanno prospettato bozze di trade per giocatori quali Nerlens Noel, Richaun Holmes e Davis Bertans, che potrebbero dare un contributo, ma non essere decisive. I Celtics non sono più una squadra colma di buoni prospetti come gli anni scorsi, ma ne hanno a sufficienza per fare una mossa importante.

 

Woj ha riferito che i Celtics non hanno intenzione di scambiare nessuna delle loro ali a metà anno e che si sono spinti a dire che Robert Williams potrebbe essere la soluzione per il ruolo di centro negli anni a venire. Queste le se parole:

 

"Ora come ora, il loro centro a tre teste è meglio di qualsiasi altra cosa che sia a loro accessibile sul mercato. Robert Williams è stata una rivelazione in questo suo secondo anno: è il giocatore che a Boston, non solo nel breve, ma anche nel lungo periodo, ha la chance di diventare un grande centro titolare".

 

Se fosse così, possiamo dimenticarci di una trade per Steven Adams (che Woj ha dichiarato essere legato a Boston), LaMarcus Aldridge o Kevin Love. I Celtics oggi hanno un record di 19 vinte e 7 perse. Sono una buona squadra. Si affacceranno al nuovo anno con un calendario pieno di partite in casa e per quasi tutto gennaio incontreranno squadra di bassa classifica. Nel frattempo, giocheranno secondo le loro caratteristiche, per lo più small ball. Contro le squadre più grosse, si piegheranno magari, ma non si spezzeranno. Il vero punto di domanda sarà contro le squadre ancora più grosse e soprattutto contro le migliori squadre della Lega, nei Playoffs. Ma fino ad ora ci sono state delle risposte.

 

Per quel che vale, i Celtics sono sesti nella Lega per tiri segnati entro i 6 piedi (180 cm, ndr) e ottavi per percentuale. Sono noni in stoppate totali e ottavi in Defensive Rating. Queste sono statistiche solitamente relative a squadre con una presenza dominante nel pitturato, no?

 

I Celtics non avranno un centro tradizionale, in una stagione in cui la posizione da lungo potrebbe determinare chi alzerà il trofeo Larry O’Brien a luglio. Ma potrebbero fare come chi ha cambiato la Lega (i Warriors, e gli Spurs prima di loro), ovvero vincere andando controcorrente?

 

 

 

 

 

 

 

 

 

© Celtics Blog

 

Questo articolo, pubblicato su Celtics Blog in data 20 dicembre 2019, è stato tradotto in italiano da Emilio Trombini per Around the Game.

 

 

 

 

 

 

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