Samaki Walker meglio di Kobe: i Mavericks e i Draft maledetti

July 10, 2018

 

 

© Dallas Morning News / TNS

 

 

Succede ad ogni squadra. 

Qualche volta è il destino a darti una pessima mano di carte a disposizione. Altre volte è una ferita auto-inflitta, non si presta abbastanza attenzione a quali giocatori sono disponibili. E altre volte succede solamente qualcosa.

 

Qualunque cosa sia successa, ci sono sempre dei draft a cui una squadra guarda e ripensadoci farebbe di tutto per una chance di riviverli. Per questo racconteremo i 5 più grandi rimpianti dei Dallas Mavericks fra gli anni '80, '90 ed inizio nuovo millennio.

 

Sì, è stato decisamente divertente dare uno sguardo agli anni '80 perché è stato un periodo felice e fruttuoso per la franchigia del Texas. Hanno scelto bene al Draft. E negli anni '90? Oh, my... Abbiamo avuto problemi a restringere la lista a solo cinque nomi.

 

 

 

5. Nessuna scelta nel 1990

 

I Mavericks potrebbero aver avuto tre prime scelte tra le prime 18 in questo Draft, anche se c'è da dire che non era particolarmente ricco di talento. Ma scambiarono la nona scelta con Denver ricevendo in cambio un Fat Lever in rapido declino. Spedirono in altri scambi anche la quattordicesima e la diciottesima scelta assoluta. Vinsero solamente 28 partite l'anno seguente, ben 19 in meno di quelle della stagione precedente. Se potessero rivivere il passato? Sceglierebbero con la nona scelta assoluta il futuro All-Star Tyrone Hill.

 

 

4. Kelvin Cato (15esima nel 1997)

 

Il 1997 è stato la dimostrazione di quanto sia difficile scegliere un giocatore.

 

Keith Van Horn fu scelto dai Sixers alla 2, prima di Chancey Billups e Tracy McGrady. Pensate che Philadelphia si stia ancora mangiando le mani? I Mavericks, invece, scelsero Cato... che non fu esattamente un bust. Non riuscì ad essere all'altezza delle aspettative che lo vedevano come un prototipo di super-atleta e non riuscì mai a superare 8.5 punti a partita in diverse stagioni NBA.

 

 

3. Cherooke Parks (12esima scelta nel 1995)

 

Questo Draft è stato la riprova che aver giocato in un nobile college NCCA non garantisce una buona carriera in NBA.

 

La prima scelta assoluta fu Joe Smith da Maryland, che non è mai stato selezionato in un All-Star Team. Ed O'Bannon di UCLA, invece, è largamente considerato uno dei più grandi bust di tutti i tempi.

 

I Mavericks scelsero Parks, che nonostante arrivasse da Duke non esplose mai. Giocò una sola stagione in Texas ed ebbe una mediocre carriera NBA: 4.4 punti di media in 472 partite. Cosa farebbero con il senno di poi? Micheal Finley fu scelto alla 21 da Phoenix e Theo Ratliff alla 18 da Detroit. Entrambi futuri All-Star.

 

 

5. Samaki Walker (nona scelta nel 1996)

 

Questa fu la seconda stagione di tre consecutive in cui i Mavericks scelsero malamente al Draft. E questa scelta è stata dolorosa. Ci furono 10 futuri All-Star nelle prime 20 scelte del Draft 1996. Nessuno chiamato Samaki Walker.

 

Giocò tre stagioni ai Mavericks senza mai lasciar intravedere un potenziale da starter e fu solamente un giocatore marginale da rotazione. E a rendere ancora più frustrante sono tutti i giocatori che avrebbero potuto scegliere. Chi? Kobe, Kobe, Kobe.

 

Bryant fu scelto alla numero 13, dopo Walker. E dopo di lui Peja Stojakovic, 14, e Steve Nash con la 15. Anche Jermaine O'Neal ed Erick Dampier furono scelti dopo Walker.

 

 

1. Doug Smith (sesta scelta nel 1991)

 

In quattro stagioni ai Mavericks, Smith è diventato sempre meno efficace, cosa abbastanza difficile per giocatore giovane. Pessimo tiratore, non ha quasi mai segnato da tre. E' stata una delle scelte che ha condotto i Mavericks in una spirale negativa negli anni 90. Una macchina da falli e risse, non fu mai più che un giocatore marginale. E' stato una scelta pessima di una squadra perdente da anni, che aveva assoluta necessità di pescare quell'anno un giocatore cui affidarsi. E per questo è stata tanto grave.

 

Chi avrebbero scelto?  Se avessero voluto un big man di qualità, Luc Longley fu scelto alla numero 7 e Dale Davis alla 13. E se avessero invece voluto aggiungere al roster una guardia, Terrell Brandon alla 11. Due di questi tre sarebbero diventati All-Star...

 

 

 

 

Il Dallas Morning News, che ha recentemente compiuto i 132 anni di età, è il quotidiano più letto della città texana e in particolar modo dalle parti dell’American Airlines Center, la casa dei Mavericks. Questo articolo, scritto da Eddie Sefko e tradotto in italiano dalla nostra redazione, è stato pubblicato in data 17/6/2018.

 

 

 

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