Small victories

December 26, 2018

La metamorfosi dei Knicks di Coach Fizdale: cos'è cambiato?

 

 

© The Knicks Wall

 

 

Anche se i New York Knicks sono in qualche modo una delle squadre meno spettacolari della NBA, anche loro hanno subìto qualche cambiamento radicale. Per la prima volta in molti anni, i Knicks, come organizzazione, sono consapevoli della mentalità e degli obbiettivi per la stagione 2018-19. Nessuna speranza di Playoffs, nessuna sensazione opprimente di disfatta e quasi nessuna aspettativa di vincere qualche partita questa stagione. L’obbiettivo è il futuro, non un giocatore All Star strapagato ed in declino.

 

Con l’inizio della stagione, coach David Fizdale ha fatto sapere che lo sviluppo dei suoi giocatori sarebbe stato il fattore determinante per il successo o meno di quest’anno - e non il numero di vittorie o sconfitte.

 

Passando dal triangolo offensivo di Derek Fisher al triangolo a metà di Jeff Hornacek, sia il front office che i tifosi di NY hanno desiderato a lungo un modo più moderno di giocare in NBA. I Knicks hanno così presentato Fizdale, 29esimo capo allenatore nella storia della franchigia. Chiedetelo a chiunque - dal momento in cui Fiz è entrato nel palazzetto, si respirava già un’aria diversa. Fiz ha cominciato fin da subito ad implementare uno stile di gioco meno legato alle posizioni, in un contesto di attacco ad alta velocità, sfruttando la giovane età e la versatilità della squadra.

 

Secondo Trey Burke, è l’attacco più veloce in cui lui abbia mai giocato. Vuole che scendiamo in campo e facciamo correre la palla, e questo stile di gioco si adatta bene ai nostri punti di forza”, ha detto Burke dopo l’allenamento di venerdì. “A tanti di noi piace scendere in campo e mostrare quel che siamo in grado di creare. L’allenatore mi sta concedendo la libertà di attaccare il ferro, creare per me ed i miei compagni. È tutto ciò che puoi chiedere con un allenatore come lui”.

 

Tutto ciò rientra nell’ambito del rapporto allenatore-giocatore. I New York Knicks dovevano mostrare di essere una squadra cambiata, una squadra che aiuta a sviluppare e a far crescere i proprio giocatori. I tifosi possono volere uno stile di gioco più rapido e che la propria squadra tiri più da tre punti, ma son cose già sentite. Servono dei risultati tangibili. Molto è cambiato da quando è iniziata la stagione dei Knicks ad ottobre; sono capitati infortuni, i giocatori sono cresciuti in modo diverso e, a volte, l’allenatore ha voluto sperimentare nuove cose. Per questi motivi, i New York Knicks hanno schierato sette quintetti titolari solo nelle prime 33 partite.

 

A New York si fanno le cose in grande. Fizdale ha cominciato il suo incarico da capo allenatore nel modo più inaspettato possibile forse. Nel Draft 2017, i Knicks hanno scelto Frank Ntilikina, un playmaker arrivato dalla Francia che giocava prima per il SIG Strasbourg. Le sue doti includevano intelligenza cestistica, abilità ed istinti difensivi, e la stazza - 6 ft. e 6 inch. (198 cm.) con un’apertura di 213 cm. Invece che utilizzarlo nella sua posizione naturale, Fizdale lo ha schierato da ala piccola, ruolo in cui ha giocato molto raramente prima, enfatizzando ancora di più il proprio stile di pallacanestro senza ruoli.

 

Con Ntilikina da ala piccola, Trey Burke e Tim Hardaway Jr hanno coperto il reparto guardie, mentre Lance Thomas ed Enes Kanter quello dei lunghi. Secondo una tattica interessante, Fizdale ha schierato in campo i giocatori che pensavano lo meritassero di più. “You keep what you kill”, ha detto ai giornalisti.

 

In seguito alla vittoria della prima partita della stagione contro i compagni di tanking, gli Atlanta Hawks, i Knicks hanno vinto solo altre tre partite delle successive 13, con Frank Ntilikina comune denominatore delle sconfitte.

 

Fizdale si è dimostrato molto aperto a cambi del quintetto titolare. Con l’obbiettivo di aiutare la difesa contro i quintetti avversari, è stato messo in campo Damyean Dotson al posto di Trey Burke e Mitchell Robinson ha rimpiazzato Enes Kanter.

 

Robinson, 20 anni, è stata la scelta no. 35 al Draft 2018. È un centro che viene da New Orleans, Louisiana, che ha deciso di rinunciare al suo anno da College al fine di prepararsi per l'NBA Draft Combine, a cui alla fine non ha partecipato. In più, prima dell’inizio della stagione, ci si aspettava che Robinson fosse mandato in G League per fargli giocare più minuti. Naturalmente, il primo aggiustamento del quintetto di Fizdale ha previsto che Robinson fosse gettato dal nulla sul palco della NBA.

 

Contrariamente a quanto detto prima dell’inizio della stagione, i Knicks non erano e non sono una squadra che in attacco gioca in modo rapido. Secondo quanto riportato da Basketball-Reference, i New York Knicks hanno giocato circa 98.7 possessi per 48' durante le prime 14 partite; la media della Lega è di 99.7. Non hanno neanche tirato tanto da tre, con una media di solo 29.1 tentativi a partita - media NBA 31.2%. Ma soprattutto quei tentativi, spesso, non sono andati a buon fine, con i Knicks che hanno tirato col 31.9% da tre a dispetto di una media di 35.2% nella Lega.

 

Quindi, se i Knicks non stanno giocando come vorrebbe Fizdale, come si sono evoluti dall’inizio della stagione regolare?

 

Sin dalla loro imbarazzante sconfitta per 115-89 contro gli Orlando Magic l’11 novembre, i New York Knicks si sono rivoluzionati. Ci sono stati tre grandi cambiamenti nel roster dopo quella sconfitta. Questi cambiamenti potrebbero sembrare cosa da poco nel grande schema generale, ma i Knicks stanno facendo crescere, in modo lento ma certo, Kevin Knox, Noah Vonleh ed Emmanuel Mudiay. 

 

Knox è stata la nona scelta assoluta nel Draft 2018 e ha mostrato un enorme potenziale nella Summer League, che ha dominato. L’ala di New York, secondo giocatore più giovane della Lega, si è infortunato alla caviglia alla terza partita della stagione. Rimasto fuori per parecchie gare, ha perso un po’ di sicurezza di sé e di ritmo, una volta tornato in campo, e nelle prime nove gare dopo il suo infortunio ha mostrato un po’ di ruggine in tutti gli aspetti del suo gioco. Ma alla sua decima partita ha ritrovato la forma che aveva durante la Summer League, mettendo a referto 26 punti, 4 rimbalzi e 4 assist contro Giannis Antetokuompo e i Milwaukee Bucks. Da allora, Knox sta viaggiando a 17 punti e 6.1 rimbalzi di media a partita, tirando col 41% dal campo e col 39% da dietro l’arco.

 

La progressiva affermazione di Knox è stata probabilmente la sorpresa più bella sino ad ora di questa stagione di sconfitte. Gli abbiamo visto strappare rimbalzi e correre a tutto campo fino a concludere al ferro; lo abbiamo visto in situazione di catch and shoot e lo abbiamo ammirato in penetrazione per andare a schiacciare. Il 19enne, anche se solo un rookie, non gioca più come uno del primo anno - e questa è una prima differenza dall’inizio della stagione.

 

Noah Vonleh è stato una delle prime dieci scelte al Draft 2014. Selezionato dagli Charlotte Hornets e scambiato prima ai Portland Trail Blazers poi ai Chicago Bulls, è stato troppo presto etichettato come un "turista della NBA". A soli 23 anni, Vonleh ha firmato un contratto di un anno con i New York Knicks. Da allora, le cose sono solo che migliorate per lui.

 

Fizdale ha detto ai giornalisti che è rimasto meravigliato dal miglioramento di Vonleh. 

 

“Il primo giorno che Noah è arrivato qui, stavo facendo partitella con i ragazzi e la prima cosa che gli ho detto è stata: ‘se prendi un rimbalzi devi correre. Non voglio che aspetti a fare l’apertura’. I suoi occhi si sono accesi, e credo che in quel momento ha capito che avrei avuto fiducia in lui per sperimentare nuove cose’, ha detto Fizdale. “Ora Noah tira da 3, gioca in post, fa tutto. Credo che, come detto prima, sia il nostro giocatore più completo".

 

Con una media (la più alta per lui in carriera) di 26 minuti a partita, Noah ha portato il suo gioco ad un altro livello. La sua presenza in entrambe le metà campo si sente in modi diversi. A volte soprattutto in fase offensiva, quando prende un rimbalzo in difesa e apre il campo correndo con la palla. Fizdale ha predicato l’uso della transizione fin dal primo giorno, e Vonleh ci si è adattato alla perfezione. In aggiunta agli 8.2 rimbalzi a partita, la statistica più rilevante di Noah finora è senz'altro la sua abilità nel tiro da tre punti. Convertendo col 39.4% i suoi due tentativi a partita, la sua possibilità di allargare il campo e garantire buone spaziature lo ha tenuto nel quintetto base. Non solo gioca una difesa dura, ma spinge il passo e si posiziona fuori dall’arco - essenzialmente, l’opposto di Enes Kanter. Anche se è ancora molto giovane agli occhi della società, Vonleh è stato nominato veterano da questi Knicks. Con più di 4 anni di militanza nella NBA - cosa che manca a più di metà del roster di New York! - Vonleh ha portato stabilità e crescita continua al quintetto titolare.

 

L’ultimo dei tre grandi miglioramenti dall’inizio della stagione è stato quello di Emmanuel Mudiay, che è riuscito a sorprendere un po’ tutti in NBA. Nei suoi primi quattro anni nella Lega, si sono visti pochi miglioramenti da parte di "Mud". La sua scarsa abilità di andare al ferro era quasi ridicola, il suo jumper ha avuto qualche intoppo e in difesa non era in grado di stare su nessuno.

 

Fizdale non solo ha introdotto un nuovo approccio al gioco per i suoi ragazzi, ma soprattutto ha cominciato a instillare l’idea che i Knicks sarebbero stati la squadra più in forma dell’NBA. Per impressionare il suo nuovo coach, Mudiay si è affacciato alla nuova stagione con 5/6 chili in meno e nella forma migliore della sua carriera. Come Kevin Knox, anche Mudiay ha subito un infortunio alla caviglia, durante la preseason, e non è riuscito a ritornare in quella forma, fino a quell’infelice sconfitta contro i Magic.

 

Nelle 19 gare successive a quella partita, Mudiay sta giocando di media 27.5 minuti, con 16.1 ppg, 4.2 apg, 3.1 rpg e tirando con percentuali interessanti: 46% da due, 32% da tre e 77% ai liberi.

 

Nella sua migliore stagione da professionista, anche Mudiay si ritrova ad essere in un certo senso un veterano della Lega. Con Trey Burke infortunato e Frank Ntilikina troppo inconsistente, Mudiay è stato inserito nel quintetto titolare. Ciò che è cambiato nel suo gioco è l’abilità di finire al ferro e resistere ai contatti, la capacità di segnare tiri aperti e anche contestati.

 

Fiz ha detto in un’occasione che Mudiay è il miglior passatore della squadra - cosa che ha attirato un po’ di risate tra i fan di Frank. Anche se non fosse vero, Mudiay ha dato comunque un grande contributo a Fizdale e ai Knicks per creare quel gioco offensivo ad alta velocità che tutti speravamo di vedere.

 

Da quando Mudiay è nel quintetto base, i Knicks giocano di media 100.2 possessi per 48 minuti. Ed insieme agli altri aggiustamenti al quintetto, ora si prendono il 32.9% dei tiri totali da tre punti. La loro percentuale dal campo è salita dal 48.2% al 50.2%. Anche se sono ultimi per assist a partita, stanno comunque muovendo meglio la palla, segnando la metà dei loro canestri su assist.

 

Ed inoltre, nonostante il loro record di vittorie non lo evidenzi, in questa stagione ci sono state piccole vittorie sotto ogni aspetto, di cui Fizdale è convinto: In questa stagione ho scoperto di aver ottenuto successi nelle piccole cose”, ha detto Fizdale a ESPN. “Ogni doppia doppia di Kevin Knox per noi è una vittoria. Come anche ogni volta che Mitchell Robinson non fa fallo quando cerca la palla. I nostri successi vengono da queste piccole cose, quando comincio a vederle con continuità. Perché sono certo che se riesco a fare in modo che una piccola cosa diventi automatica, allora arriveranno anche le vittorie sul campo. Per cui sono molto attento ai dettagli che possano fare crescere i miei giocatori individualmente”.

 

Malgrado siano 9-26 a questo punto della stagione, i New York Knicks hanno sviluppato un’identità differente da quella che hanno avuto per le prime 14 partite. L’imbarazzante sconfitta contro i Magic ed un riposo di tre giorni hanno portato Fizdale ad effettuare cambi al quintetto titolare, a provare qualcosa di nuovo e, si spera, a dare entusiasmo. Da allora, i Knicks sono migliorati in modo sensibile in tutti gli aspetti del gioco.

 

Le affermazioni di Knox, Vonleh e Mudiay sono state fondamentali. I cinque titolari possono contare ora su quattro "veterani" – Mudiay, Tim Hardaway Jr, Vonleh e Kanter – a differenza di quando nel quintetto base c’erano Ntilikina e Robinson. E mentre avanza la stagione, Fizdale potrebbe affidarsi sempre di più a questi giovani veterani. Infortuni quali quelli occorsi a Mitchell Robinson, Allonzo Trier, Trey Burke e Damyean Dotson hanno certamente ostacolato il percorso dei Knicks, ma hanno regalato a Knox, Mudiay e Vonleh delle occasioni e più minutaggio.

 

In sole 33 partite, questi Knicks sono cambiati radicalmente da quanto i tifosi avevano visto alla prima della stagione regolare. Adattata finalmente a quanto Fizdale aveva concepito per questa squadra, New York sta giocando in modo più rapido e sta tirando più da tre punti di quanto facesse prima.

 

Quando saremo giunti alla partita numero 82, chissà quale sarà il record della squadra. Ma, come dice coach Fiz, quel che conta sono le “small victories”.

 

 

 

 

 

 

 

Questo articolo, scritto da Jared Hamburg per The Knicks Wall e tradotto in italiano da Emilio Trombini per Around the Game, è stato pubblicato in data 21 dicembre 2018.

 

 

 

 

 

 

 

 

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