La più attesa (e trasversale) della Lega

July 30, 2019

Tanta fortuna e ottime scelte hanno fatto dei Pelicans una delle squadre più attese della NBA

 

 

Il 6%. I New Orleans Pelicans avevano solamente questa probabilità di pescare la prima scelta al Draft 2019. Era una squadra pronta allo smantellamento, aspettava solo di trovare il miglior offerente per Anthony Davis e David Griffin era stato chiamato proprio per questo. E invece, un incredibile colpo di fortuna ha portato in Louisiana Zion Williamson, indiscutibilmente la prima scelta che avrebbe voluto qualsiasi franchigia della Lega. Il nativo della Carolina del Nord è atteso come il prossimo giocatore generazionale. Non per niente la Nike gli ha fatto firmare un contratto incredibile, il più oneroso di sempre per un rookie, superando anche quello sottoscritto da LeBron James.

 

Il fisico di Larry Johnson, l'esplosività di Blake Griffin e la tecnica di Julius Randle. Questo è il mash-up che più descrive Williamson, senza neanche aver messo piede in campo nella NBA. In aggiunta possiede una grande fame e una passione per il gioco che lo induce a lottare su ogni pallone. E' stato l'unico giocatore insieme a Ben Simmons a registrare almeno 30 punti, 10 rimbalzi, 5 assist e 4 palle rubate in Division I, nella partita contro Wake Forest. Avrà tutto il tempo di migliorare il suo tiro da fuori, per ora deficitario.

 

Il grande dubbio che circonda questo nuovo supereroe è il peso. Troppo? Sia chiaro, il ragazzo non è certo grasso, ma i 129 kg con cui ha salutato Adam Silver sono davvero tanti, considerando il suo stile di gioco che non prevede alcun risparmio di energie. A febbraio con Duke ha subito una distorsione al ginocchio causata dalla rottura anomala della scarpa. In Summer League ha giocato solo 9 minuti, precauzionalmente. Dovrà perdere qualche chilo? Il ritmo NBA è forsennato e quasi sicuramente Zion dovrà avere i minuti contingentati, se non vuole percorrere le orme del primo Joel Embiid - o, peggio ancora, di Yao Ming o Greg Oden.  

 

 

Prendere la palla al balzo

 

David Griffin, dopo il grande colpo di fortuna in Lottery, ha saputo dare seguito e anzi alimentare l'inerzia positiva.

 

Anthony Davis è stato scambiato bene, ottenendo in cambio dai Lakers: Lonzo Ball, Josh Hart, Brandon Ingram e tre scelte al draft, tra cui la numero 4 del 2019 (spedita agli Atlanta Hawks in cambio della numero 8 e della 17).

 

Con la 8 è stato pescato Jaxson Hayes, centro dall'università del Texas con grandi mezzi fisici e un super atletismo, ampiamente messo in mostra durante la Summer League. Il ragazzo probabilmente non è ancora pronto per essere un titolare, ma ha potenzialità. Ricorda come movenze Jarrett Allen, sarà da subito un valido back-up e potrà infiammare il pubblico con le sue schiacciate. Ma soprattutto con la scelta 17 è stato selezionato il canadese Nickeil Alexander-Walker, cugino di Shai Gilgeous Alexander (ex giocatore dei Clippers ora passato a OKC),  già ammirato da tutta l'NBA durante la Summer League.

 

 

Nickeil ricorda perfettamente il cugino: grande maturità, capacità di fare tutto in un campo da basket (anche grazie alla sua wingspan di 208 centimetri) e l'impressione che sia già un veterano. Fosse andato più avanti nel torneo, probabilmente l'MVP della Summer League sarebbe stato proprio lui. Al momento, il più serio candidato ad essere considerato la "steal of the Draft". E potrà crescere in tutta calma. 

 

 

Veterani

 

A questa interessante infornata di giovani, sono stati aggiunti dei veterani NBA.

 

Derrick Favors è stato strappato ai Jazz, che avevano bisogno di spazio salariale. Ha nove anni di esperienza e con Utah ha giocato quattro volte i Playoffs NBA. Ma non ha ancora superato i 29 di età e sarà quasi sicuramente il centro titolare.

 

La carenza di tiro perimetrale sarà invece compensata con JJ Redick, che ha lasciato (clamorosamente) Philadelphia per arrivare in Louisiana con un biennale da circa 26 milioni di dollari. Finale di carriera con meno aspirazioni per lui, ma sarà utilissimo.

 

Jrue Holiday invece non ha cambiato maglia, sarà ancora un Pelican e sarà il leader emotivo della squadra - come sottolineato proprio da David Griffin, che ha parlato di "Jrue's team". Farà gli onori di casa ai nuovi arrivati, con la sua affidabilità two-way e la capacità di giocare sia da point guard che da shooting guard. 

 

 

Un pizzico di italianità

 

A rendere ancor più bello tutto questo, l'ingaggio del "nostro" Nicolò Melli. Dopo una crescita continua, che lo ha portato a diventare una delle migliori ali d'Europa, è arrivata a 28 anni la sua occasione americana. Il suo minutaggio sarà ridotto ed è incerta, relativamente al suo ruolo, l'adattabilità alla fisicità dell'NBA. Il suo elevato IQ cestistico e la sua perimetralità, però, lo renderanno comunque un'arma interessante dalla panchina.

 

 

Dubbi sulle spaziature

 

La scarsa propensione al tiro da tre resta uno dei difetti della squadra. Lonzo Ball 32.9%, Brandon Ingram 33%, Derrick Favours 21.8%, Jrue Holiday 32.5% e Zion Williamson totalmente da testare. Se dovesse essere questo lo starting five, sarebbe troppo facile battezzare tutti e proteggere l'area.

 

 

Coach Alvin Gentry dovrà necessariamente mischiare le carte e avere sempre in campo almeno uno tra JJ Redick (39.7%) e Darius Miller (36.5%), nonché rendere più affidabile il tiro di Josh Hart. Altrimenti attaccare a metà campo diventerà un'impresa.

 

Lonzo Ball e Brandon Ingram sono due giocatori efficaci solo con la palla in mano (per questo i Lakers li hanno lasciati andare senza particolari rimorsi). BI, con il suo fisico e la lunghezza delle sue leve, è apparentemente quello con più potenziale, mentre Ball potrà finalmente mostrare tutto il suo talento nel passare la palla. Entrambi, grazie alla versatilità e all'interessante mix di caratteristiche fisiche e atletiche, possono diventare difensori di primissimo livello nella Lega.

 

 

Outside

 

I Pelicans, insomma, hanno iniziato a costruire molto bene. Non sono probabilmente una squadra da Playoffs nell'immediato, ma questo non è da considerarsi necessariamente un male. Arriveranno nei prossimi 2/3 anni altre scelte top 10, e contemporaneamente non sarà una squadra da tanking ma un contesto perfetto per lo sviluppo dei giovani. Gli assetti possibili sono tanti e il margine di crescita di molti di questi giocatori è ancora enorme - soprattutto quello degli ex Lakers, che vorranno dimostrare il loro valore dopo la bocciatura a LA.

 

Gentry è un seguace del basket "seven seconds or less", attaccare subito in contropiede. Questa squadra ha grandi potenzialità difensive, e buona parte delle fortune iniziali passeranno dalla capacità del team di attaccare in transizione. Tuttavia, questi ragazzi sono ancora giovani e perderanno sicuramente tante partite punto a punto. Ma otterranno anche qualche scalpo di livello durante la Stagione Regolare.

 

Il pubblico, a New Orleans, non mancherà. L'entusiasmo neanche. Tanti giocatori, infatti, possono essere considerati "macchine da highlights", e un progetto tecnico con tanto potenziale ha riportato speranza in Louisiana. Se tutto va bene, e soprattutto se Zion non dovesse subire infortuni, fra 3/4 anni i Pelicans saranno tra le potenze della Western Conference. Già adesso, comunque, saranno la squadra più "trasversale" della Lega. Quella che tutti vorranno vedere giocare.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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