The battle of LA: primo round

October 26, 2019

Lakers e Clippers sono le due favorite per il Larry O'Brien: chi la spunterà?

 

 

 

Il sesaon opener andato in scena allo Staples Center, addobbato per l'occasione con i colori dei Clippers, potrebbe tranquillamente essere una preview delle Western Conference Finals.

 

Partiamo dal risultato: i Clippers vincono contro i Lakers 112-102. Il punteggio a questo punto della stagione vuol dire poco, ciò che conta invece sono le chiavi tattiche della partita e le idee di gioco dei due allenatori. Naturalmente essendo la gara di apertura della stagione è ancora tutto in divenire, soprattutto considerando che mancavano Paul GeorgeKyle Kuzma.

 

La battaglia per la supremazia cittadina è veramente sentita e ciò lo si è potuto intuire dall'intensità vista in campo. Emblematica è stata la chase down block di LeBron James su Landry Shamet e ancora meglio è stato lo sfondamento subito contro Leonard qualche istante dopo. Tutta un'altra musica rispetto all'atteggiamento tenuto da James l'anno scorso. Dall'altro lato, c'era il solito Patrick Beverley, famoso per la sua intensità. Che è sembrata contagiosa: tutta la squadra non ha mai mollato un centimetro.

 

Passiamo ora all'analisi della partita, iniziando dai quintetti:

 

Per i Lakers: Bradley, Green, James, Davis e McGee.

Per i Clippers: Beverley, Shamet, Leonard, Patterson, Zubac.

 

La prima cosa da segnalare è senza dubbio il quintetto privo di una vera point guard dei Lakes. Per tutto il corso della partita il playmaker è stato LeBron, complice anche l'assenza di Rondo, che in ogni caso dovrebbe partire dalla panchina. Per quanto riguarda invece i Clips, è da segnalare la volontà di Doc Rivers di voler pareggiare la fisicità dei Lakers. La scelta iniziale non ha tuttavia pagato e i Lakers sono partiti con un parziale di 13-2. L'idea di mettere Beverley su LeBron, come era stato fatto con KD nei Playoffs, non ha funzionato e i raddoppi sono stati puniti sistematicamente. Anche Patterson su Anthony Davis ha faticato parecchio e la musica non è cambiata fino alle prime rotazioni dalla panchina.

 

Per i Lakers i primi due ad entrare sono stati Caldwell-Pope e Dwight Howard, mentre per i Clippers Lou Williams e Motrezl Harrell. Proprio questi ultimi si sono dimostrati fondamentali nel cambiare l'inerzia della partita. Il tre volte Sixth man of the Year è risultato immarcabile, chiudendo con 21 punti e il 57% dal campo; Harrell con la sua pericolosità nelle situazioni di pick&roll ha mandato in crisi la difesa giallo-viola, che fino a quel momento era stata semplicemente perfetta, avendo costretto gli avversari a un orrendo 4/16 dal campo. Grazie al loro ingresso e al risveglio di Kawhi Leonard nel secondo quarto (16 punti con 7/8 dal campo), è arrivato un 15/17 che ha ribaltato la situazione, portando il punteggio sul 62-54 all'intervallo.

 

Il terzo quarto è tutto appannaggio dei Lakers e in particolare di Danny Green, che ha preso letteralmente fuoco. Grazie ai suoi 18 punti con 5/5 da tre ha riportato i suoi in parità a quota 85 alla fine della terza frazione di gioco. Se Green è quello visto contro i Clippers, i Lakers hanno tra le mani un'arma in più. E molto preziosa, perché raddoppiare LeBron o Davis significa concedere un tiro aperto a uno dei migliori tiratori della Lega. Il suo debutto è stato il migliore in assoluto nella storia della franchigia, superando niente meno che Kareem Abdul-Jabbar.

 

 

La tavola era apparecchiata per un quarto periodo al cardiopalma. Tuttavia i fan, soprattutto quelli sponda Lakers, sono rimasti delusi. Le due superstar giallo-viola, infatti, semplicemente non si sono presentate al gran finale: 0 punti per Davis con appena due tiri e 2 punti per James con tre sanguinose palle perse. Primo round ai Clippers.

 

La squadra di Doc Rivers ha dimostrato di avere più concentrazione nel finale di partita. Con l'inerzia a sfavore, è riuscita comunque a eseguire il piano partita senza farsi prendere dalla frenesia. La panchina ha garantito un apporto fondamentale. non solo i soliti Williams ed Harrell, ma anche JaMychal Green e Moe Harkless hanno dato il loro contributo.

 

I problemi semmai, derivano dal reparto lunghi. Zubac e Patterson sono andati in difficoltà. L'attacco non è ancora fluido e spesso è sembrato completamente statico, lasciando agli uomini di maggior talento la responsabilità di creare vantaggio e concretizzarlo, cosa che paga quando si tira con percentuali alte come in questo caso (52%). 

 

I Lakers hanno dimostrato a tratti di essere pronti a competere fino in fondo e il lavoro di Frank Vogel comincia già a dare i suoi frutti. L'intesa LeBron-AD sembra già ottima e i nuovi innesti hanno dato tutti un contributo tangibile. In particolare, oltre allo strepitoso Green, incoraggianti le prestazioni di Howard e Dudley, che, svolgendo il loro compito da veterani, sono sembrati ben inseriti negli ingranaggi giallo-viola. La sensazione è che potremmo vedere DH39 in campo per lunghi tratti. Il tiro da tre ha funzionato bene, infatti il 39.4% è un enorme salto in avanti rispetto alla media della scorsa stagione. Anche perché le chiavi di volta della stagione dei Lakers saranno mismatch e tiro da tre. Sicuramente tra gli aspetti negativi, invece, c'è da annoverare la prestazione di KCP, che non ha trovato ritmo in attacco e non ha brillato in difesa.

 

A entrambe le squadre manca ancora qualcosa in termini di roster e possono essere fatti degli innesti sfruttando buyout, free agent o addirittura via trade. Certamente serve un centro per la squadra di Doc Rivers, mentre in casa Lakers urge disporre di un 3 più fisico e in grado di difendere. Neanche a dirlo, Andre Iguodala sarebbe perfetto.

 

Con il primo round in archivio, in attesa di avere i due roster al completo e di vedere come si evolveranno le due squadre nel corso della stagione, una cosa è certa. Los Angeles è tornata ad essere il centro dell'NBA.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Share on Facebook
Share on Twitter
Please reload

Seguici anche su

  • facebook-logo
  • instagram-social-network-logo-of-photo-c
  • twitter-social-logotype

Archivio AtG:

Around the Game nasce con l’obiettivo di avvicinare gli appassionati italiani alla pallacanestro NBA, attraverso due tipologie di contenuti: i contributi realizzati e pubblicati dai membri interni della redazione (diffusi a titolo gratuito, senza scopo di lucro, protetti da copyright e soggetti a legislazione vigente in materia di diritti d'autore); e articoli tradotti delle testate estere in collaborazione con AtG, pubblicati e tradotti in italiano dalla nostra redazione. I contenuti del secondo tipo, i cui diritti d’autore appartengono alle testate giornalistiche da cui sono stati pubblicati originariamente, sono pubblicati all’interno della sezione “Traduzioni” e vengono selezionati, tradotti e pubblicati da AtG sono dopo la ricezione da parte delle fonti di esplicito ed esclusivo consenso relativo a questa attività.

Around the Game non rappresenta una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza una periodicità prestabilita. Pertanto, ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001, non può essere considerato un prodotto editoriale. Alcune immagini sono prese da internet e quindi considerate di libero utilizzo, soprattutto nel caso in cui appartenenti alle testate in collaborazione con il nostro progetto. Se un'immagine o un contenuto è di tua proprietà e vuoi richiederne la rimozione, oppure per qualsiasi questione relativa ai diritti d’autore, ti preghiamo di inviare una mail a questo indirizzo: pr.aroundthegame@gmail.com
 

Fondatore e Caporedattore: Andrea Lamperti -  Fondatore e Web Manager: Ferdinando Dagostino

© 2017 by Around the Game.  Prodotto da FerdinandoDagostino.com