The italian (good) job

October 31, 2019

Una riflessione sul (buon) momento per Melli, Belinelli e Gallinari in NBA

 

 

 

I nostri connazionali in NBA stanno vivendo situazioni personali e di squadra completamente diverse. "Nick" ha appena iniziato la sua avventura Oltreoceano, in una delle squadre con più potenziale futuro nella Lega; "Beli" è diventato un punto di riferimento negli spogliatoio di Coach Pop, ma ha sempre meno spazio in campo; "Gallo", infine, è passato in estate ai Thunder nella maxi-trade per Paul George, sarà free agent a luglio 2020 e ha davanti nove mesi ancora tutti da decifrare.

 

L'unica cosa in comune, per ora, è l'inizio positivo.

 

 

Nicolò Melli

 

Partiamo con il giocatore più "spensierato" del terzetto. Il 28enne emiliano ha iniziato il suo rookie year felice come un bambino nel negozio di caramelle, ma allo stesso tempo con maturità, dopo aver guadagnato l'NBA palmo a palmo (dieci gli anni di militanza in Eurolega per l'ex Olimpia Milano).

 

Chiariamo subito che Melli non sarà mai il giocatore da 25' di media, e lui ne è ben cosciente. La sua sapienza europea gli permetterà di essere in rotazione, ma senza eccessi. Il basket ad alta velocità del credo di coach Alvin Gentry è molto dispendioso dal punto di vista fisico, quindi c'è la necessità di un contributo da parte di tutta la panchina. L'infortunio di Zion Williamson, poi, ha aperto ulteriore spazio.

 

L'esordio è stato col botto, con 14 punti e 4/5 da tre. Purtroppo, però, i suoi Pelicans non hanno agguantato una vittoria nelle prime quatro partite. Diciamo che, pur mostrando una bella pallacanestro offensiva con un buon movimento di palla, New Orleans mette in ritmo sé stessa, sì, ma soprattutto la squadra avversaria (per ora infatti è la penultima difesa del campionato). Le idee del coach non sono da accantonare, ma finché non rientrerà Williamson, il gioco "a chi segna di più" sarà perdente. Tutto è in divenire, insomma, per i Pellicani, e le rotazioni vanno ancora consolidate.

 

Il minutaggio di Melli potrebbe stabilizzarsi intorno ai 10' minuti di media, e la presenza di Zion aumenterà notevolmente lo spazio sul perimetro per le sue triple. Nick non ha alcuna pretesa dalla sua avventura, non ha un ego fastidioso, saprà aspettare il suo momento. Dovendo paragonarlo a un altro giocatore della Lega, penso a Mike Muscala (anche se lui è leggermente più basso). Uno specialista che per qualche minuto aprirà il campo col suo tiro da fuori. A roster, solo Redick è un tiratore affidabile e per questo Nick servirà. Eccome.

 

 

Marco Belinelli

 

L'inizio di stagione del Beli fa intuire il suo declino per quanto riguarda il minutaggio (15.7 minuti di media nelle tre partite iniziali, il minimo dal suo anno da rookie) e il suo ruolo da uomo spogliatoio e veterano. Marco ha anche iniziato tirando male, con un 1/7 da tre punti. Gli Spurs, tuttavia, hanno iniziato col piede giusto, vincendo le prime tre gare contro Knicks, Wizards e Blazers. Ora saranno attesi da tre esami in California, con i Golden State Warriors (orfani di Steph Curry) e le due squadre di Los Angeles da affrontare.

 

 

Il ritorno di Dejonte Murray e l'ascesa di Derrick White hanno tolto ulteriore spazio a Marco, che da buon veterano con tanto chilometraggio NBA verrà preservato per le partite che contano. Sì, l'impressione è che San Antonio farà ancora i Playoffs, visti anche i problemi delle altre squadre che lottano per le ultime posizioni in post season (per citarne due: Phoenix ha perso Ayton per diverse settimane e Golden State, come detto, ha i propri due migliori giocatori ai box).

 

La stima degli americani e di coach Pop per Marco è incrollabile, e qualche minuto per lui ci sarà sempre. Aspettiamoci qualche exploit, alternato a momenti da quasi-desaparecido. Ma in una squadra da "limbo NBA", come sono i texani, è piuttosto normale.

 

 

Danilo Gallinari

 

Ed eccoci arrivati al nostro atleta più forte e soprattutto a quello con la situazione più in divenire. Danilo ha il contratto in scadenza ed è ancora nel suo prime cestistico. Trovare un acquirente sarebbe un gioco da ragazzi per OKC, anche se i suoi 22 milioni di dollari non tutti potrebbero assorbirli.

 

Gallinari ha iniziato la stagione praticamente ricalcando i numeri di quella scorsa, pur finendo in una squadra con meno talento. Diciamo la verità: sta giocando più per se stesso che per la sua squadra, ed è anche normale che sia così. A breve presumibilmente pretenderà di sbarcare (via trade) in una contender, per provare l'assalto al titolo. Ma dove potrebbe finire?

 

I Jazz hanno tanti (troppi) trattatori di palla con Conley, Mitchell, Mudiay ed Exum, senza contare Joe Ingles che viene spesso usato nel P&R da palleggiatore. Cedere qualcosa per fare spazio a Gallo potrebbe essere interessante per provare subito a vincere. Una scommessa a breve termine per tutti.

 

I Pacers hanno tanti buoni giocatori: serve un upgrade deciso. La difesa in Indiana non è un problema e avere un giocatore in più da quasi 20 punti di media potrebbe elevare le ambizioni dei giallo-blu.

 

Se Dallas dovesse andare oltre le aspettative, Cuban potrebbe fare la pazzia di aggiungere l'ennesimo europeo. Un "big three" interamente del vecchio continente sarebbe incredibilmente attraente, e anche fattibile, a patto che Gallinari d'impegni, dal punto di vista contrattuale, a prolungare la sua permanenza in Texas oltre luglio 2020 (a cifre ragionevoli).

 

Per ora, comunque, sono tutte ipotesi. Precoci. Basta infatti un infortunio a cambiare qualsiasi priorità di ogni franchigia. Certo è, comunque, che Gallinari, essendo in scadenza, ha enorme potere sul suo futuro. E sarebbe bello - prima o dopo - vederlo finalmente nelle fasi avanzate dei Playoffs, a lottare per quel titolo che ha sempre guardato da molto, molto lontano nella sua carriera NBA.

 

 

 

 

 

 

 

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