The next big (bad) deal

December 3, 2018

 

 

Quella settimana - quella, sapete quale - di Kemba Walker mi ha fatto sentire in un certo "disinnamorato" di questo Gioco. O forse sarebbe più esatto dire "disilluso".

 

Più di 100 punti (60 contro i Sixers, 43 con i Celtics) in 48 ore, e il mio pensiero è volato alla prossima estate. Ai soldi, al loro colore. A quelli che la point guard chiederà - e otterrà. Ai milioni di dollari che "la mia franchigia" (immaginaria) non spenderebbe mai, sinceramente, per Kemba (sul perché ci torno più avanti), ma che da qualche General Manager verranno buttati sul tavolo.

 

Walker sarà unrestricted free agent a luglio 2019, quando uscirà dall'attuale contratto che gli garantisce "solo" 12 milioni di dollari l'anno. Premesso che Charlotte, se dovesse decidere definitivamente di non ri-firmarlo, potrebbe anche tradarlo entro febbraio, partiamo dal presupposto che il numero 15 - come francamente mi aspetto - finisca anche questa stagione nell'unica squadra NBA in cui abbia mai giocato nei suoi 8 anni nella Lega. 

 

Ebbene, oggi la point guard da Connecticut ha una media di oltre 26 punti e 6 assist a partita (entrambi career high - jackpot, Kemba!); e se il record degli Hornets si aggira intorno al 50% di vittorie, che significa correre per uno spot in post-season, molto lo devono proprio a lui. Di questo passo non sembra una follia, anzi, pensare che a fine anno sarà incluso in uno dei primi tre quintetti All-NBA.

 

Se questo dovesse succedere, tra qualche mese Walker potrà chiedere alla franchigia di Michael Jordan un contratto di 220 milioni di dollari per cinque anni. Un super-max in piena regola. Nella peggiore delle ipotesi (ovvero che non sia nominato neanche nell'All-NBA Third Team - lascio da parte scongiurabili sfortune fisiche), invece, il massimo sarebbe di $190M/5 anni; mentre in un'altra franchigia potrebbe raggiungere un quadriennale da 140 milioni.

 

Kemba ha sempre parlato di Charlotte come della propria "casa", dell'unica franchigia che ha davvero creduto in lui e verso cui prova un'immensa gratitudine. Ha recentemente dichiarato di non essere interessato ai big market: "non rispecchiano quello che sono io"; aggiungendo poi di voler "fare grande Charlotte e portarla ai Playoffs tutti gli anni".


Ecco, il punto è proprio questo. 


Kemba è un ottimo giocatore. Un super-agonista. Uno specialista del "crunch time", oltretutto. Uno, sostanzialmente, che fa vincere per davvero delle partite. Per i tempi che corrono, semplicemente: l'anti-tanking - ed è così sbagliato parlarne, guardando alla situazione degli Hornets?


Se la franchigia versasse in una situazione salariale meno disastrosa (sotto vedete l'intero roster con relativi contratti... ogni commento, per buona parte di questi, è superfluo), il discorso potrebbe essere diverso. Se ci fossero delle prospettive future, sicuramente sarebbe differente. Se Charlotte fosse una meta minimamente attraente per i free agent, beh, ne parlerei in tutt'altro modo.

 

 

Il punto, però, è che in fondo al tunnel-Hornets, attualmente, non si vede neance un barlume di luce. E in che modo la potrebbe portare la scelta di "maxare" un giocatore di 29 anni, che per quanto forte non è sicuramente un primo violino da contender, o comuque da squadra con ambizioni che vadano oltre il mero accesso ai Playoffs?

 

Waker è una "star", sì, ma non un giocatore d'élite in NBA. Non è un top-20. Ha una taglia fisica che può esporre la squadra a problemi difensivi (sui cambi) in una serie Playoffs. E' uno dei giocatori perimetralmente più pericolosi dell'NBA, sono i numeri a dirlo, ma non può essere la pietra angolare di una contender per il titolo - spero mi smentirai, Kemba!

 

Non è, insomma, il giocatore che può cambiare da solo le prospettive della sua attuale franchigia. E nemmeno quel tipo di superstar in grado di attrarre free agent in estate - non che sia semplice, a Charlotte. Oltretutto, in una NBA in cui il contratto di John Wall è considerato molto difficile da spostare, beh... una volta firmato, è per sempre. O quasi.

 

Per Charlotte ri-firmarlo sarebbe un grosso errore, questa è la mia posizione.

 

"Finalmente", dopo anni di mediocrità (nessuna ambizione, nessuna scelta interessante al Draft: chiamatelo purgatorio, se volete), per Jordan e soci sarebbe giunta l'ora di intraprendere quel Processo. E quindi di non trattenere Kemba a cifre spropositate - anzi, riuscire a scambiarlo entro la trade deadline sarebbe ottimo, IMHO.

 

Se non saranno gli Hornets, sarà qualche altra francigia della Lega a dargli quei soldi. Non il super-max che può prendere in North Carolina, ma comunque un contratto lungo e importante - se dopo un'annata del genere, alla soglia di trent'anni, fimasse un contratto di breve durata sarei molto, molto sorpreso.

 

Difficile dire che sarebbe un errore in ogni caso, firmarlo. Ci sono squadre per cui, parlando di campo, Kemba potrebbe anche avere un senso. Ma se fossi un General Manager NBA, riterrei l'idea di "maxarlo" una follia. 

 

O forse sono un folle io: sarà la storia a dirlo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

EDITORIALE

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

- e se NON A CHARLOTTE, dove? chi potrebbe prenderlo (fare l'errore di prenderlo) ?
 

 

Con tutto l'amore che ho per te Kemba, per come giochi, come ami il gioco e ce lo fai amare... però...

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 






 

Share on Facebook
Share on Twitter
Please reload

Seguici anche su

  • facebook-logo
  • instagram-social-network-logo-of-photo-c
  • twitter-social-logotype

Archivio AtG:

Around the Game nasce con l’obiettivo di avvicinare gli appassionati italiani alla pallacanestro NBA, attraverso due tipologie di contenuti: i contributi realizzati e pubblicati dai membri interni della redazione (diffusi a titolo gratuito, senza scopo di lucro, protetti da copyright e soggetti a legislazione vigente in materia di diritti d'autore); e articoli tradotti delle testate estere in collaborazione con AtG, pubblicati e tradotti in italiano dalla nostra redazione. I contenuti del secondo tipo, i cui diritti d’autore appartengono alle testate giornalistiche da cui sono stati pubblicati originariamente, sono pubblicati all’interno della sezione “Traduzioni” e vengono selezionati, tradotti e pubblicati da AtG solo dopo la ricezione da parte delle fonti di esplicito ed esclusivo consenso relativo a questa attività.

Around the Game non rappresenta una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza una periodicità prestabilita. Pertanto, ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001, non può essere considerato un prodotto editoriale. Alcune immagini sono prese dal web: se un contenuto è di tua proprietà e vuoi richiederne la rimozione, oppure per qualsiasi questione relativa ai diritti d’autore, ti preghiamo di inviare una mail a questo indirizzo: pr.aroundthegame@gmail.com
 

Fondatore e Caporedattore: Andrea Lamperti -  Fondatore e Web Manager: Ferdinando Dagostino

© 2017 by Around the Game.  Prodotto da FerdinandoDagostino.com