Tirare bene, e in fretta

January 7, 2020

Chi sono i tiratori più veloci? Lente d'ingrandimento puntata sulle meccaniche e sui rilasci più rapidi dell'NBA.

 

 

 

Ricordo perfettamente un clinic di Simone Pianigiani, all'epoca coach della Nazionale, che disse: "ho avuto giovani che a livello di percentuali segnavano più di un professionista, però se ci metti un secondo e mezzo a tirare, in serie A non alzerai neanche il braccio".

 

Diamo per scontata solo la precisione nel tiro, mai il fatto che, in partita, non si ha certo tanto tempo per mirare e settarsi. Chi sono, dunque, i tiratori più veloci della Lega? Quanto tempo ci mettono?

 

Il primo discrimine che dobbiamo fare è l'altezza di rilascio. E' ovvio che un tiro che parte da più in alto sarà più difficilmente contestabile, e chi lo esegue avrà quindi più tempo a disposizione. Chi tira in sospensione (che richiede molta più energia fisica e coordinazione di una conclusione normale) magari terrà il pallone in mano qualche decimo in più, però guadagnerà a sua volta qualche decimo sul difensore.

 

La biomeccanica del corpo gioca un altro ruolo fondamentale nella composizione del proprio tiro. Avere delle braccia lunghe, soprattutto gli avambracci, aiuterà ad alzare il punto in cui ci si distacca dal pallone. Kawhi Leonard ne è un esempio eloquente. Avere delle spalle molto larghe, invece, renderà più difficile l'allineamento ginocchio-gomito-mano-canestro e richiederà di portare molto avanti il piede dominante per poter tirare (e quindi sarà necessario più spazio).

 

Altro punto delicato è la parabola. Un tiro più alto troverà sì molta più superficie del canestro pronta ad accogliere il pallone e sarà più difficilmente stoppabile, ma arriverà molto più velocemente al ferro (a causa della gravità maggiore), e ciò significa che è altamente improbabile che la palla danzi sul ferro per poi entrare. Senza contare che per dare più parabola serve più forza. Un tiro con poca parabola, invece, arriverà molto più lento al ferro e servirà meno forza per poterlo scoccare, anche se dovrà partire con una velocità iniziale maggiore per poter raggiungere il canestro.

 

 

Insomma, come avete ben capito, le variabili sono tante, e ogni giocatore deve trovare il giusto mix. Cerchiamo ora di analizzare alcuni tiratori tra i più veloci della NBA.

 

 

Steph Curry

 

Partiamo dal principe dei tiratori, colui che è già considerato il migliore di sempre.

 

Sport Science ha cronometrato il tempo di rilascio del figlio di Dell in 0.4 secondi per un catch and shoot. Steph ha sempre dovuto velocizzare la sua meccanica, perché parte da piuttosto in basso e non in sospensione ma in elevazione. Compensa con una parabola molto alta, con un angolo di tiro di 58.1 gradi (secondo i dati del motion tracking SportVU della NBA). Opta quindi per un bersaglio più grande, piuttosto che per una palla che si muove lentamente mentre si avvicina al ferro.

 

La sua velocità di piedi è notevole ed è bravissimo a ricevere il pallone con i gomiti già rivolti verso il basso, in modo da risparmiare movimenti. La "frustata" del polso, poi, è velocissima, permettendogli di scagliare la palla in pochissimo tempo e con tanta rotazione, dando stabilità alla traiettoria.

 

Infine, tirare da così in basso e in un unico movimento gli permette di essere un fulmine anche dal palleggio. Sempre Sport Science ha misurato il suo palleggio arresto e tiro in... meno di un secondo. Considerata la sua accuratezza, un tempo ineguagliabile. 

 

 

Trae Young

 

Forse la meccanica più simile a Curry di tutta la Lega. Anche lui rilascio basso, alta parabola e tiro in elevazione.

 

Colpisce come Trae Young, più basso di Curry, abbia meccanizzato piccoli particolari per trovare la forza per concludere: batte leggermente i piedi prima di tirare (quasi come per "rimbalzare") e si aiuta molto con l'anca destra, atterrando spesso su un piede solo per spingere leggermente di spalla; ma soprattutto il suo braccio mentre tira è ben carico, col gomito vicino al busto, come non vorrebbero i libri canonici che parlano di formare un perfetto angolo di 90 gradi.

 

L'ex Oklahoma ha automatizzato tutti questi accorgimenti talmente tanto bene che ormai li esegue ad alta velocità. Ed è per questo che il suo tiro è così performante.

 

 

Kemba Walker

 

Altro giocatore di non grandissima statura fisica. La sua  meccanica eppure è notevolmente diversa da quella dei due visti in precedenza, questo per via della clamorosa potenza esplosiva delle sue gambe: Kemba sembra che tiri dopo esser rimbalzato su un tappeto elastico.

 

 

Ha delle caviglie ben solide che gli consentono di convertire velocemente la spinta da orizzontale a verticale, saltando tantissimo con grande rapidità dopo un arresto a un tempo con piedi larghi per dargli stabilità. Inclina addirittura leggermente il suo corpo mentre è in aria, mandando i piedi avanti e le spalle indietro, per creare separazione col difensore. Il suo braccio si è adattato alla rapidità del suo salto. Meccanica dall'altissimo dispendio energetico, ma di grande imprevedibilità. Ogni volta che si ferma in palleggio, il difensore deve stargli vicino.

 

La potenza è nulla, senza controllo. 

 

 

Klay Thompson

 

Nella stagione 2016/17 Klay ha realizzato 302 triple entro 0.79 secondi dalla ricezione della palla. Il secondo, CJ Miles, si è fermato a 192.

 

Potrebbe sembrare molto più lento del compagno Splash Brother, però bisogna considerare che Thompson è più alto e anche la posizione del suo "shooting pocket" è più elevata. Raramente vedrete infatti Thompson abbassare il pallone sotto la linea delle spalle. Ha inoltre delle gambe fortissime, che gli consentono di scoccare la conclusione da lontano anche piegandole poco, risparmiando centesimi preziosi.

 

Inoltre, prepara molto bene la ricezione, con i talloni già sollevati da terra. Ormai è diventato bravo anche a segnare senza dover per forza fronteggiare i piedi a canestro, eseguendo una più rapida torsione delle spalle verso il ferro. Il suo arco di tiro è molto più basso rispetto a Curry, ma questo ci indica quanto sia in grado di controllare la velocità del suo braccio. 

 

 

Kyle Korver

 

Super veterano e grande specialista del settore, non poteva mancare.

 

Il suo tempo di tiro è stato stimato in 0.76 secondi, un tempo favoloso considerando che è alto 2.01 metri e tira in sospensione (prima salta e poi tira), innalzando notevolmente il suo punto di rilascio. Ha una grande capacità di fronteggiare subito il canestro con i piedi e torcere velocemente il busto, rimanendo comunque ben perpendicolare al terreno nella sua esecuzione. Non ha problemi nel rimanere compatto neanche quando è costretto a saltare in avanti o di lato.

 

Guardando Korver tirare si può ben capire che il suo è un automatismo totale: sembra che abbia memorizzato anche la quantità di forza necessaria per segnare appena da fuori l'arco. Infatti perde notevolmente efficacia se è costretto a tirare qualche passo più indietro.

 

 

Kevin Durant

 

Primo tiratore da 7 piedi che andiamo ad analizzare. Chi, se non KD?

Il suo rilascio risulta altissimo, sia per la sua statura che per la meccanica di tiro in sospensione. Non salta tantissimo, ma comunque salta e tira da sopra la testa. I suoi angoli biomeccanici, del gomito e del polso, sono come il manuale comanda, di 90 gradi.

 

Ma la cosa che rende speciale il tiro di Kevin Durant è la sua, sempre precisa, presa della palla. Le dita della mano sono perfettamente nel centro della sfera e il suo back spin dona una morbidezza irreale al tiro. Sembra che lanci una piuma. Che quel tiro non possa uscire, mai. Che quella palla sia nata per morire dentro al canestro.

 

Durant tira con la stessa semplicità da due e da tre. Un tocco del genere rapportato alla sua altezza? Già lo sapete: non si era mai visto. 

 

 

Paul George

 

L'ex Pacers è 2.06 metri e tira in leggera sospensione: essere sopra i difensori per lui non è un problema. Scompone leggermente la sua meccanica in due parti, prima portando la palla più o meno tra spalla e orecchio, e poi distendendo il braccio. Come Durant, ha sempre la mano ben posizionata al centro. La sua velocità è dovuta alla perfetta coordinazione tra caviglie, ginocchia e anche, che si piegano e si distendono in sincronia, dandogli tutta la forza necessaria. A quel punto, il braccio deve "solo" distendersi verso il bersaglio. Dovendo dare poca forza, guadagna in velocità. 

 

 

JJ Redick, Buddy Hield

 

Abbiamo già analizzato le meccaniche di tiro di JJ Redick e Buddy Hield nella nostra rubrica Shooters on X-Rays. Degli studi hanno quantificato in 0.82 secondi di tempo di rilascio per il primo, e 0.77 per il nativo delle Bahamas. Quest'ultimo non saltando per tirare, ha dovuto imparare a gestire la sua meccanica con molta più velocità.

 

 

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Insomma, i giocatori di oggi farebbero bene a migliorare l'efficienza temporale della loro esecuzione. I decimi di secondo contano per davvero. D'altronde, l'NBA si sta avviando in una specializzazione sempre più marcata, particolarmente nel tiro. Per essere un role player dalla decente carriera non basta più saper fare una o due cose. Bisogna farle bene.

 

E in fretta.

 

 

 

 

 

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