Le due corteggiatrici di Chris Paul ci hanno ripensato?

November 28, 2019

Lo scenario delle potenziali trade per CP3 sta cambiando...

 

 

© SB Nation (via Welcome to Loud City)

 

 

 

Quando gli Oklahoma City Thunder hanno effettuato la trade che ha spedito Russell Westbrook agli Houston Rockets in cambio di Chris Paul e alcune scelte, OKC ha provato immediatamente a girare il veterano , poin guard iper-competitiva, ad un'altra franchigia, coerentemente con la loro linea che voleva la ricostruzione totale della squadra. Tuttavia, quando è stato chiaro che una buona soluzione non si sarebbe presentata in tempi brevi, i Thunder hanno scelto di trattenere Paul e provare a scambiarlo a stagione in corso.

 

Traspare inoltre ci sia stato un quantomeno scarso interesse da parte dei Thunder nel capire se con CP3, Danilo Gallinari (arrivato tramite l'affare Paul George), Shai Gilgeous-Alexander, Steven Adams e Dennis Schroder sarebbero potuti essere competitivi in una quantomai affollata Western Conference.

 

Al momento OKC ha un record di 6-11, di cui 1-7 in trasferta: non tra i peggiori ad Ovest, ma i Playoffs sembrano fuori portata. Cercare trade che permettano di scambiare i propri veterani superstiti, dunque, appare la mossa giusta per guardare avanti. Tra questi veterani di lungo corso, Chris Paul è il più vecchio e il più pagato, e perciò è il candidato numero uno a rientrare nel vortice delle speculazioni su presunte trade, anche se proprio la sua età e il costo salariale lo rendono la meno attraente tra tutte le opzioni disponibili a chi volesse "pescare" tra i veterani dei Thunder.

 

Ora, il problema è che le due principali "corteggiatrici" di Paul, le due squadre che pare si fossero fatte avanti quando OKC è sembrata apertamente volersene privare, allo stato attuale funzionano molto bene anche senza di lui.

 

I Miami Heat hanno un record di 12-5 e una solida terza/quarta posizione ad Est. Guardie quali Kendrick Nunn, Tyler Herro e Jimmy Butler stanno offrendo un ottimo rendimento. Bam Adebayo è una rivelazione e Goran Dragic sembra tornato ad alti livelli. Si tratta della miglior versione degli Heat da quando LeBron se ne andò nel 2014 e smantellare questo nucleo, come sarebbe inevitabile fare per assorbire l'enorme spazio salariale di Paul ed inserirlo nelle rotazioni, sarebbe pericoloso.

 

Si tratta di un rischio semplicemente non necessario per Miami, a meno che Pat Riley e soci non ritengano che con l'inserimento di CP3 potrebbero passare da solidi a potenziali candidati per raggiungere le Finals.

 

Oltre a loro, i Minnesota Timberwolves (l'altra "chiacchierata" pretendente) hanno un sorprendente 10-8.

 

Karl-Anthony Towns per ora ha mantenuto un rendimento da primo quintetto NBA e Andrew Wiggins gioca da All-Star, gestendo più possessi che mai. Difatti il maggior valore di mercato di Wiggins proviene proprio dalle sue migliorate doti da playmaker (ne abbiamo parlato qui), che si può presumere affondino le proprie radici nella scelta di coach Ryan Saunders di concedergli fiducia sul prendere decisioni con la palla in mano, quando altre soluzioni di squadra scarseggiano. Aggiungere CP3 alla mischia potrebbe teoricamente portare via possessi dalle mani di Wiggins, rischiando di vanificare così i progressi da lui compiuti, che a guardar bene sono parte importante del salto in avanti dei T-Wolves ed il propellente che ha fatto decollare il valore di Wigg.

 

 

C'è anche da considerare il fatto che alcune delle voci che indirizzavano CP3 verso Minnesota prevedevano il ritorno a OKC di Wiggins o comunque la sua partenza verso una terza franchigia, mentre ora Minnesota pare molto meno incline a ritenere Paul una miglior scelta sul medio-lungo periodo, visto quanto "Maple Jordan" abbia migliorato il suo gioco.

 

Dunque, quali opzioni si presentano ora ai Thunder? Ottenere un posto nei Playoffs sembra assai poco probabile e le due principali squadre interessate a Chris Paul sembrano non averne più bisogno. Paul starebbe anche giocando bene, ma resta evidente che vista la sua età sia in una parabola discendente, sebbene tiri e legga il gioco ancora meglio del 95% dei giocatori NBA. Si potrebbe equipararlo a un Jason Kidd a fine carriera, ma pesa sul salary cap per 40 milioni di dollari (più di un terzo del monte salariale totale della squadra).

 

La migliore opzione potrebbe essere quella di tenerlo fino a quando un altro team sarà disperatamente alla ricerca di un giocatore della sua esperienza, o finché col passare del tempo il peso del suo contratto si alleggerirà. Anche perché con CP3 che sta rallentando in termini di produzione, non si compromette lo sviluppo di Shai Gilgeous-Alexander, attualmente il giocatore più importante del roster.

 

Inoltre, sia Schroder che Adams traggono beneficio dalle competenze di CP3: Schroder può avere un ruolo più idoneo alle proprie caratteristiche, mentre Adams può eseguire pick&roll con un maestro di questa situazione di gioco. Quanto a Gallinari, invece, è praticamente un sistema chiuso: può mettere a referto 20 punti a sera in qualunque roster NBA e non è particolarmente dipendente dal rendimento di chi gioca attorno a lui.

 

 

Al tempo stesso, però, la presenza di CP3 non sta aiutando e non aiuterà i Thunder ad ottenere la scelta più alta possibile al draft, anche se va sottolineato che i cambiamenti nel meccanismo della lottery hanno alterato i calcoli dei benefici ottenibili dall'avere un pessimo rendimento. Al momento OKC ha il decimo peggior record della NBA che, al giorno d'oggi, permette di ottenere all'incirca un 14% di possibilità di avere una scelta tra le top 5. Neanche così terribile.

 

Peggiorare al punto di raggiungere il sesto peggior record della Lega (cosa ampiamente fattibile, scambiando Gallo e CP3) porterebbe le chance per una scelta tra le prime cinque al 37%. Per ottenere quest'ultima percentuale, varrebbe la pena tentare?

 

Resta da vedere dove e come ci sarà mercato per quel che Chris Paul ha da offrire oggi. Con i costi che inevitabilmente comporta.

 

 

 

 

 

 

 

© SB Nation (via Welcome to Loud City)

 

Questo articolo, scritto da Tom Ziller per SB Nation e tradotto in italiano da Andrea La Scala per Around the Game, è stato pubblicato in data 27 novembre 2019.

 

 

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