Trade deadline: vincitori e vinti

February 8, 2019

Trattative convulse e tanti affari. Con troppe squadre che guardano al futuro...

 

 

Gli ultimi giorni di mercato NBA sono stati deliranti, come sempre, ma anche esaltanti. L'impressione generale è che possiamo dividere la Lega in tre insiemi di franchigie: contenders, squadre che aspettano la free agency e organizzazioni disastrate da smontare, liberando cattivi contratti. 

 

 

I vincitori: Milwaukee Bucks

 

I Cervi sono l'unica contender ad essersi rinforzata pesantemente, avendo già una identità di gioco ben definita. E' arrivato Nikola Mirotic, giocatore di qualità che può assimilare con facilità il sistema run and gun di Mike Budenholzer. Il montenegrino (naturalizzato spagnolo) tra l'altro è in scadenza, e questo permette al front office di mantenere una incredibile flessibilità per il prossimo anno. I sacrifici sono stati tutto sommato ridotti: Stanley Johnson, Jason Smith e quattro seconde scelte. 

 

Un peccato invece aver perso Thon Maker, a mio parere un prospetto interessante. Però in questo momento non c'erano abbastanza minuti in campo da regalargli per poterlo sviluppare davvero. Comunque, complimenti ai Bucks. Pericolosissimi.

 

 

Philadelphia 76ers

 

I Sixers hanno aggiunto inaspettatamente al proprio roster Tobias Harris, Mike Scott e Boban Marjanovic per Shamet, Chandler e Muscala. Un'acquisizione di qualità che migliora la squadra, anche se Harris sarà in scadenza e vorrà un max contract o quasi. L'ex Clipper allarga il campo con il suo tiro, anche se non sono del tutto convinto che sia disposto a giocare così tanto off the ball come la chimica dei giocatori ora disponibili richiederebbe. 

 

E' stato scambiato Markelle Fultz con gli Orlando Magic, che hanno dato in cambio Jonathan Simmons. Non proprio il fit ideale, e infatti per allargare il campo è arrivato anche James Ennis III dagli Houston Rockets.

 

Forse non il mercato dei sogni (errore grave aver lasciato andare un tiratore di prospettiva come Shamet), ma Philadelphia può dirsi migliorata. L'impressione è che dovrà costruire le sue fortune nella metà campo difensiva: anche se il talento offensivo è tanto, il mix non è dei migliori. 

 

 

Detroit Pistons

 

I Pistons hanno dovuto cedere Reggie Bullock per forza di cose, perché era in scadenza di contratto. Hanno comunque ottenuto, secondo me, dell'ottima merce in cambio, ovvero un buon prospetto come Svi Mykhailiuk - che garantisce tiro da fuori, principale problema della squadra, e avrà tutto il tempo di crescere. Thon Maker può essere un'aggiunta interessante, perché può allargare il campo e proteggere il ferro, formando con Blake Griffin una coppia dentro-fuori molto funzionale. 

 

 

Sono stati fatti dei tentativi per prendere Mike Conley (probabilmente cedendo Reggie Jackson), peccato non siano andati a buon fine. Però qualcosa è stato fatto e in Michigan si aspettano di arrivare ai Playoffs.

 

 

Dallas Mavericks

 

Metto la franchigia di Mark Cuban tra i vincitori di questa trade deadline. E' arrivato Kristaps Porzingis, scommessa, è vero, però il Texas non sarà di sicuro tra le mete preferite dei big della Lega, quindi tanto vale rischiare. DeAndre Jordan era in scadenza e Dennis Smith Jr non era più nei piani della franchigia. Tim Hardway Jr potrà agire sugli scarichi, ora che gli è stato liberato il posto di Harrison Barnes, ceduto per Zach Randolph (che verrà tagliato), ma soprattutto per Justin Jackson - che, a mio parere, migliora a vista d'occhio e sta costruendo un arsenale offensivo di tutto rispetto.

 

Se l'Unicorno lettone dovesse tornare sano, e il Draft sorridesse alla squadra di Luka Doncic, i Mavs potrebbero essere competitivi per i prossimi dieci anni. 

 

 

Houston Rockets

 

La squadra del Barba si è rinforzata con l'arrivo di Iman Shumpert, super-veterano tuttofare, arrivato da Sacramento. Un ottimo rinforzo, a parte il fatto che il buon Iman stava bene a Sacramento e ha fatto notare di non essere contento della trade. That's business.

 

La franchigia ha trovato una sistemazione per Marqueese Chriss e Brandon Knight, abbassando il monte salari di quanto basta per non pagare la luxury tax. Peccato il sacrificio di James Ennis, ma si sa che D'Antoni adora le rotazioni corte. Non sono più forti dello scorso anno, ma potrebbe bastare per provarci. 

 

 

Toronto Raptors

 

I canadesi, in all-in, hanno aggiunto un signor giocatore come Marc Gasol. Il talento della squadra aumenta ancora, anche se sono stati sacrificati Valanciunas, CJ Miles e Wright (quindi tanto tiro perimetrale). Greg Monroe è stato tagliato per fare ulteriore spazio allo spagnolo. Mossa anche per far capire a Leonard che Toronto sarà ancora competitiva, se lui vorrà firmare un prolungamento. 

 

 

Kyle Lowry  è stato dichiarato in tante trade rumors (sperando che non subisca psicologicamente il colpo) e per Toronto la mia impressione è la stessa di Philadelphia: la chimica di squadra è ancora da testare, ma c'è troppo talento per non crederci.

 

 

Portland Trail Blazers

 

Fatto poco, ma fatto bene: è arrivato Rodney Hood mandando via Stauskas e Baldwin. Tutto sommato un upgrade, considerando anche la voglia con cui l'ex Cleveland è arrivato in Oregon - tanto che si è già promesso per una rifirma. Ricominciare con piccole cose. Non una brutta idea. 

 

 

 

Gli sconfitti: Los Angeles Lakers

 

I più grandi sconfitti di questa trade deadline forse sono proprio i sudditi del Re. Anthony Davis non è arrivato, e serpeggia l'impressione che i Pelicans abbiano tenuto sulle spine i Lakers solo per "fare un dispetto", non avendo mai pensato veramente di cedere adesso AD, nonostante l'offerta dei giallo-viola sia stata appetitosa. 

 

E' arrivato Reggie Bullock, un ottimo tiratore, ma perché sacrificare per lui un altro buon tiratore come Svi Mykhailiuk? È stato poi preso Mike Muscala. immolando però Beasley e Ivica Zubac, uno dei pochi giovani Lakers che stava dando segni evidenti di miglioramento. Tutto questo... per liberare uno spazio per Carmelo Anthony? Insomma, qualcuno da Akron fa ancora il General Manager.

 

L'impressione è che James in questo momento non abbia più dei sudditi, ma dei rivoltosi pronti a esplodere, allenatore compreso. Pare anche che ci siano delle tensioni tra front office e il camp di LeBron, in particolare con la Klutch Sports, accusata di aver fatto uscire di proposito i nomi dei giocatori coinvolti nello scambio coi Pelicans ancora prima che fosse stata fatta un'offerta, per forzare la mano a Magic e Pelinka. La distanza dai Playoffs c'è, e il clima sembra bollente, persino LaVar Ball ha ricominciato a sbraitare a vanvera...

 

Arrivare ottavi, oltretutto, vorrebbe dire co ogni probabilità accoppiarsi con i Warriors al primo turno. Non benissimo. 

 

 

Chicago Bulls

 

Nella Windy City hanno avuto la non brillante idea di scommettere su Otto Porter dando in cambio Bobby Portis e Jabari Parker, entrambi giocatori in scadenza. I Bulls assorbono quindi un contratto pesantissimo e pluriennale, per un giocatore buono e funzionale, ma che non vale i soldi spesi. Così facendo si mettono inoltre in seconda fila per la grande lotta per i free agent della prossima estate. Un mezzo disastro che il draft potrebbe non colmare. Frittata.

 

 

  

Orlando Magic

 

In Florida dovevano fare essenzialmente due cose: trovare una point guard, e cedere Vucevic e Ross ricavando il più possibile. E' arrivato Markelle Fultz, scommessa difficile, ma soprattutto sono rimasti sia Vucevic che Ross in scadenza. Misteri. 

 

 

Charlotte Hornets

 

Gli Hornets sembravano in prima fila per prendere Marc Gasol. Sarebbe stata un'ottima idea per cedere dei contratti pesanti e al tempo stesso migliorare la squadra, fare i Playoffs e dimostrare a Kemba Walker che un minimo il vento stesse cambiando. E invece niente. Lo spagnolo è andato ai Raptors, lasciando la franchigia di Jordan senza niente. Per di più, nessun altro contratto brutto è stato ceduto. Sarà un luglio molto triste, se non si cambia rotta con grande inventiva. 

 

 

Sacramento Kings

 

I giovani selvaggi della California scivolano secondo me su una buccia di banana: prendono Harrison Barnes, buon giocatore, ma con un contratto non da poco e una player option per la prossima stagione molto onerosa. Probabilmente sanno di non poter essere attraenti in free agency e hanno giocato d'anticipo, prendendo un giocatore di seconda fascia.

 

Che peccato, però, perdere Justin Jackson. D'altronde tutti i giovani promettenti non si potranno ri-firmare. Dispiace aver lasciato andare anche Iman Shumpert, amato da tutti nel team. Bene, invece, Caleb Swaningan al posto di Skal Labissiere.

 

Agrodolci. 

 

 

Utah Jazz

 

I Jazz avevano la possibilità di migliorare la squadra approfittando della corsa generale ad accumulare asset e spazio salariale. Mike Conley non è arrivato e i presunti nomi coinvolti nello scambio hanno lasciato, secondo le parole di Derrick Favors, un clima poco sereno. Occasione persa per essere veramente una mina vagante ad Ovest. 

 

 

 

Le squadre che vogliono ri-iniziare: New York Knicks

 

Al Madison stanno smontando tutto, sperando che lo show inizi a luglio. Il problema è che troppe squadre stanno facendo questo ragionamento e il rischio di rimanere con il cerino in mano è alto.

 

Tagliati Wes Matthews ed Enes Kanter, DeAndre Jordan è in scadenza e sono stati ceduti Kristaps Porzingis, Tim Hardaway Jr, Trey Burke, Courtney Lee. L'unico asset arrivato su cui i Knicks sembrano credere è Dennis Smith Jr.

 

Impossibile giudicare ora l'operato del front office. Tutto da rimandare a luglio, quando si avrà una marea di spazio salariale a disposizione... e vedremo cosa riusciranno a farne.

 

 

New Orleans Pelicans

 

Davis non rimarrà, quindi via tutti. Mirotic è finito ai Bucks, ma si è provato a cedere anche Randle. Probabilmente andrà via anche Holiday a luglio. Ora tutto è centrato sul Monociglio, che dovrà essere ceduto bene. Giusto comunque aspettare per far uscire migliori offerenti allo scoperto. 

 

 

Los Angeles Clippers

 

I Clippers hanno copiato e incollato la modalità di agire dei Knicks, con la differenza che al momento la squadra sarebbe ai Playoffs. Mai mi sarei immaginato lo scambio di Tobias Harris, che pensavo fosse una delle basi da cui ripartire; ceduti anche Boban Marjanovic e Mike Scott, nonché Avery Bradley. Tagliato Marcin Gortat.

 

E' vero che non avrebbero fatto molta strada ai Playoffs, però la brutalità con cui si è azzerato tutto è notevole. Tutti gli altri giocatori acquisiti non rimarranno per molto. Anche il nostro Danilo Gallinari potrebbe finire a luglio in queste porte girevoli.

 

Roulette russa anche per i Clippers.

 

 

Memphis Grizzilies

 

Nel Tennessee la stagione è andata ben al di sotto delle aspettative, la priorità era cedere i big e ricavare qualcosa. Per Gasol sono sbarcati a Memphis Jonas Valanciunas, Delon Wright, CJ Miles e una scelta del secondo turno 2024. Tutto sommato dei giocatori di rotazione. E' arrivato anche Avery Bradley, in scadenza, per liberare spazio salariale, cedendo Garrett Temple e JaMychal Green. Anche Shelvin Mack è stato ceduto.

 

Il problema? Non essersi liberati ora anche di Mike Conley. Probabilmente aspettare luglio abbasserà il suo valore.

 

 

Washington Wizards

 

Ha piovuto sul bagnato nella squadra della capitale, quando John Wall si è rotto il tendine di Achille: il suo rientro è lontanissimo. Almeno sono riusciti a liberarsi di Otto Porter per Bobby Portis, Jabari Parker e una scelta del secondo turno 2023. Wesley Johnson è arrivato per Markieff Morris. Bradley Beal sarà il prossimo ad essere scambiato, probabilmente a luglio.

 

Non si poteva fare di più, considerando che la sventura si è abbattuta su una squadra già mal gestita. 

 

 

 

Gli altri

 

Warriors, Timberwolves, Spurs, Nets, Hawks, Pacers, Thunder e Nuggets sono stati inoperosi o quasi. I Suns sono riusciti a liberarsi del contratto di Ryan Anderson (buona cosa), in cambio del contratto pesantino di Tyler Johnson dei Miami Heat. Almeno i Suns, però, hanno una point guard. 

 

L'impressione generale è che comunque troppe squadre siano convinte di ottenere free agent di livello, e a luglio le delusioni saranno tante e cocenti. Una programmazione seria sta diventando sinonimo di gioco d'azzardo. Forse una franchigia a Las Vegas non sarebbe poi una idea campata in aria...

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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