Le tre mosse vincenti di Masai Ujiri

May 29, 2019

 

  

© Raptors Republic

 

 

 

Nove mesi fa a Toronto è cambiato tutto.

 

Masai Ujiri ha deciso che quella versione dei Toronto Raptors, la più vincente della storia della franchigia, era giunta al termine. Nonostante il miglior record ad Est, l’ennesima eliminazione per mano di LeBron ha spinto Ujiri a sconvolgere la franchigia, nel tentativo di renderla più competitiva.

 

Da questa decisione si sono susseguite tre mosse cardine che hanno reso i Toronto Raptors la squadra che sono ora. Anche se la franchigia canadese dovesse perdere le Finals, queste tre mosse non possono che essere considerate vincenti, a conti fatti.

 

1. La scelta dell'allenatore

 

Esonerando il Coach of the Year, nonché il più vincente allenatore della storia di Toronto, Ujiri si è addossato numerose critiche da parte di fan, giornalisti ed analisti. Casey era stato descritto come un allenatore “da Regular Season”, mentre ai Playoffs il modo in cui faceva giocare la sua squadra diventava prevedibile; e aveva dimostrato anche una certa incapacità nel trovare la giusta soluzione tattica per ribaltare una serie. E’ vero, perdere contro le squadre di LeBron non è certo un dramma, ma il modo in cui l’hanno fatto è stato in alcuni casi umiliante.

 

Così il GM di Toronto ha deciso di assumere come head coach Nick Nurse, nella speranza che potesse essere incline a esperimenti tattici durante la RS. Sin da subito Nurse ha mostrato una certa attitudine nel testare durante la stagione molte delle idee che gli passavano per la testa, potendo così capire cosa potesse funzionare meglio per la squadra. Quando sono arrivati i Playoffs, i Raptors hanno mostrato molte soluzioni tattiche differenti in base alle squadre che si sono trovati a fronteggiare.

 

La convinzione che la sua squadra sarebbe andata in ogni caso ai Playoffs ha spinto Nurse a sperimentare, non curandosi troppo di eventuali sconfitte in Regular Season. Provando ogni tipo di lineup, ogni possibile difesa, alternando i centri in quintetto base, Nurse ha raccolto un numero enorme di dati e informazioni.

 

L’unica costante durante la stagione è stata l’intensità, mentre a tratti il gioco non è sembrato fluido o efficiente come quello della squadra precedente. Toronto ha imparato a giocare in situazioni molto differenti e così quando contro Philadelphia Nick Nurse ha schierato il frontcourt con Siakam, Ibaka e Gasol, i giocatori hanno saputo adattarsi alla situazione.

 

Se Casey ha allenato la sua squadra nel tentativo di renderla perfetta giocando al suo ritmo, Nurse ha allenato la squadra per renderla capace di giocare a diverse intensità, adattandosi meglio alla realtà della post season.

 

 

2. Lo scambio

 

Ovviamente non c'è stata nessuna mossa più importante di quella che ha fatto sbarcare a Toronto Kawhi Leonard. Col senno di poi sembra la mossa più ovvia: se puoi farla, la fai dieci volte su dieci. Tuttavia non erano mancate le critiche la scorsa estate.

 

DeRozan era una figura amata a Toronto, ed era la stella che avrebbe voluto giocare la sua intera carriera per la stessa franchigia. Poi, per scambiarlo con un giocatore che aveva appena perso tutte le partite della stagione precedente ed era a meno di un anno di distanza da diventare un free agent, bisognava avere una certa dose di coraggio. Ci fu un periodo, nei giorni immediatamente successivi allo scambio, in cui molti si aspettavano che Kawhi non avrebbe nemmeno giocato. Così come era, secondo alcuni, che Leonard stesse aspettando di poter firmare a Los Angeles. Ci si chiedeva se avrebbe avuto limitazioni o problemi per un'altra stagione, aspettando che arrivasse la free agency 2019. Nei Playoffs, però, ha messo su numeri storici e per tutti ora è il miglior two-way player della NBA. Ha elevato il suo status più in alto di quanto non fosse mai stato a San Antonio.

 

Come giocatore offensivo, Leonard fa alcune cose simili a DeRozan, solo meglio. Gli isolamenti sono più efficaci, il suo cambio di ritmo lo rende più difficile da difendere e ovviamente il suo tiro da tre punti lo rende un'arma molto pericolosa da più zone del campo.

 

In difesa, invece, è in un giocatore completamente diverso da DeRozan. È uno tra i  difensori perimetrali più forti di tutti i tempi - viene paragonato a Scottie Pippen - e la sua versatilità gli consente di difendere più posizioni, compreso il miglior giocatore della squadra avversaria (quello che ha fatto con Ben Simmons e Giannis Antetokounmpo è stato davvero notevole).

 

Siamo arrivati al punto in cui, anche se Leonard decidesse di partire per i Clippers l'1 luglio, questo scambio sarebbe comunque valutato come vantaggioso. Per questa sola stagione, se questo è tutto. In ogni caso Leonard ha dato ai fan dei Raptors la stagione della loro vita.

 

È altamente improbabile che qualcuno così attaccato ai risultati come Ujiri avrebbe tenuto una squadra  guidata da DeRozan insieme dopo la prossima estate; e quindi se la scelta dovesse essere fatta per avere altre due stagioni di DeRozan o una stagione di Leonard, penso che la maggior parte dei tifosi sceglierebbe volentieri gli ultimi nove mesi e il loro primo viaggio nelle Finals.

 

3. L'ultimo ritocco

 

Non è chiaro se le persone capiscano quanto sia importante lo scambio che ha portato Marc Gasol in Canada. Valanciunas, come DeRozan, era una figura popolare a Toronto, e le sue prestazioni con i Grizzlies avevano dato la sensazione che i Raptors avessero avuto la peggio in questo accordo. Ma non è così.

 

Prima c'è l'ovvio: Marc Gasol ha distrutto Nikola Vucevic nel primo round, il che ha completamente neutralizzato Orlando, e poi ha reso la vita difficile a Joel Embiid nelle semifinali di Conference. Senza di lui non avrebbero vinto contro Philadelphia. E non è solo la sua difesa individuale: Gasol è in grado di gestire i suoi matchup pur essendo pienamente presente nelle collaborazioni difensive.

 

Valanciunas può avere dei buoni momenti in difesa contro centri grossi e pesanti, ma non può nulla in molte altre situazioni, soprattutto nei mismatch. Gasol è il "direttore" della difesa collettiva, grazie alla sua conoscenza del gioco ed esperienza. La sua abilità nel contenere il pick&roll, chiudere i tiratori da tre punti e recuperare per proteggere il suo spazio è essenziale per il modo in cui questi Raptors vogliono difendere le squadre avversarie.

 

Va oltre questo il valore di Gasol, comunque. Mettendolo nei primi cinque, insieme a Kyle Lowry, Green e Leonard, dà a Toronto uno degli starting five con il QI più alto nella NBA. La loro intelligenza combinata non è additiva, è moltiplicativa. 


Questa trade è stata fondamentale anche perché ha consentito ai Raptors di impacchettare Wright in un accordo che gli ha restituito valore (era altamente improbabile che avrebbero pagato per ri-firmarlo), oltre ad aver dato a CJ Miles la possibilità di svoltare la sua stagione. Alcuni si sono lamentati del fatto che ha penalizzato la profondità di Toronto, ma Ujiri ha visto la scorsa stagione quanto valore avesse questa profondità nei Playoffs (risposta: non molto).

 

Il catalano, poi, è un altro veterano che ha giocato abbastanza partite decisive per non perdere lucidità nonostante lo 0-2 nelle Finali di Conference, e anche per questo la sua aggiunta ha aiutato i Raptors ad arrivare alle NBA Finals.

 

Masai Ujiri non è il tipo di persona che deve essere rivendicato pubblicamente, ma quest'anno ha preso audaci decisioni, e si potrebbe sostenere che nessuna delle tre mosse precedenti avrebbe funzionato altrettanto bene da sola, senza le altre due: lo scambio di Leonard tenendo come tecnico Casey, oppure questi Playoffs senza Marc Gasol al suo fianco...

 

Ben fatto, Masai.

 

 

 

 

 

 

©Raptors Republic

 

Questo articolo, scritto da Tim Chisholm per Raptors Republic e tradotto in italiano da Francesco Capano per Around the game, è stato pubblicato in data 27 maggio 2019.

 

 

 

 

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