Troppe variabili

May 1, 2019

I Rockets hanno giocato un'altra grande partita, ma Golden State sembra avere troppe soluzioni, offensive e difensive.

 

 

Niente da fare. Houston ha fatto ancora tutto il possibile per limitare i Warriors, ma Gara 2 ha sorriso di nuovo alla franchigia della California per 115 a 109. La squadra di Kerr non è mai stata in svantaggio.

 

Eppure i texani hanno tirato con il 42.5% da tre (17/40), ottenuto finalmente qualcosa a livello offensivo da PJ Tucker (13 e 10 rimbalzi) e Clint Capela (14 e 10) e pescato un più che discreto Austin Rivers da 14 punti. E' vero che James Harden è stato fortemente limitato da un colpo all'occhio subito nel primo quarto, ma sono cose che capitano quando si gioca al massimo nei due lati del campo.

 

Il trio Curry-Durant-Thomson è stato tenuto a 23/56 dal campo, ma semplicemente Golden State ha troppe variabili e troppi giocatori che hanno dato un contributo per poterli affrontare tutti insieme.

 

 

L'attacco di Golden State

 

La prima opzione è Kevin Durant. Dopo due o tre crossover, può tirare in testa a chiunque dalla media, da Chris Paul a Capela. Sono tiri che segna e sbaglia lui, si può solo provare a contestare cercando di non fare fallo.

 

La seconda idea di Green e compagni è stata giocare  in post basso contro Chris Paul. L'ex Clipper è un ottimo difensore, ma può veramente poco quando viene attaccato vicino a canestro da Thomson, Durant, Livingston e addirittura Igoudala, come si è visto in qualche possesso di G2.

 

Terza soluzione è il classico "short roll" di Draymond Green. Sulle uscite dai blocchi senza palla dei tiratori, per un attimo all'ex Michigan viene sempre lasciata libertà. Il passaggio per lui in queste situazioni è arrivato immediato, e Green si è trovato spesso da solo sulla linea del tiro libero, con la difesa in rotazione. Dray ha la capacità di alternare tiri, passaggi fuori per un tiro dal perimetro e alley oop, generalmente per Igoudala o Looney, che non aspettano altro.

 

 

Quando tutto questo non a funzionato, i giocatori di contorno sono stati bravissimi ad essere aggressivi a rimbalzo offensivo, dove Golden State ha stravinto (18-10).

 

Igoudala ha tirato 6/9 dal campo (2/5 da tre), Green 6/10. Se anche gli unici giocatori che la difesa farebbe tirare volentieri, realizzano con queste percentuali, sembra che non ci sia modo di limitare ulteriormente la squadra della Baia. 

 

 

La difesa dei Warriors

 

La difesa dei campioni non è certo meno importante. Hanno alternato una quantità numerosa di variabili anche per difendere contro il pick&roll di Harden e Capela:

 

1) spesso il Barba è stato raddoppiato anche vicino alla metà campo, con gli altri tre giocatori pronti a "zonare" fino al recupero di uno dei due giocatori che aggrediscono la palla.

 

2) aiuto e recupero. Quando viene coinvolto Curry nel pick&roll, Steph accenna un raddoppio su Harden per poi tornare di corsa al suo accoppiamento. Il suo uomo, libero per qualche secondo, è stato preso in consegna per un attimo dal suo compagno più vicino, che ha sempre ruotato in modo efficace in Gara 2 - come si dice, "aiutare chi aiuta".

 

3) in single coverage, Harden si è trovato accoppiato con Igoudala, Thomson, Durant o Green. Non proprio i difensori più soft della Lega. Ha avuto vita facile solo quando si è trovato davanti Looney, una situazione che Steve Kerr ha cercato di rendere meno frequente possibile.

 

La cosa impressionante è che i californiani hanno alternato queste idee in attacco e in difesa con assoluta fluidità, senza cavalcarne eccessivamente nessuna in particolare. Questo comporta che anche dei giocatori straordinari come Harden o Paul devono pensare quei due o tre decimi di secondo in più, quelli che fanno la differenza tra un canestro subito o un'eccellente rotazione da lato debole. Le palle perse dalla squadra di D'Antoni sono state 17, molte delle quali "live ball turnover" che hanno creato punti facili in contropiede. 

 

 

Le speranze che si assottigliano

 

Tornando ai freddi numeri, per vincere Houston dovrà prevalere in quattro delle prossime eventuali cinque partite. Già questo potrebbe bastare per distruggere l'umore di chiunque, però i Rockets - giocando così - possono sicuramente impattare la serie sul 2 a 2 in Texas.

 

Al Toyota Center, Harden farà sicuramente qualche punto in più (aspettatevi una gara da 50, prima o poi) e il supporting cast dei Warriors sarà magari meno efficiente, colmando così la differenza che si è vista in questi primi due episodi della serie. Il vero problema sarà vincere una partita in casa dei campioni. Anche quando giocano non al meglio, hanno sempre troppe soluzioni da dover affrontare: la coperta di coach D'Antoni, per quanto lunga, non può fare fronte a tutti i problemi che difendere contro Golden State comporta. 

 

Probabilmente si possono battere solo col fattore campo a proprio favore. Capito, Milwaukee e Toronto?

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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