Una nuova contender?

October 24, 2019

I Nuggets hanno aggiunto pezzi funzionali e scommesse intriganti. Basterà?

 

 

 

Lo scorso anno i Denver Nuggets ha sorpreso tutti, concludendo la Regular Season al secondo posto con un record di 54-28. Jokic ha guidato il suo team in punti, rimbalzi e assist, arrivando fino a Gara 7 del secondo turno, persa contro Portland. Ora, reduce da un pessimo Mondiale, cercherà riscatto provando a raggiungere l'obiettivo di questa nuova stagione: la finale di Conference.

 

Il "Joker" serbo appare l'unico giocatore insostituibile di un roster ora lunghissimo, con Jamal Murray secondo violino. Entrambi hanno visto rinnovato il loro contratto a peso d'oro, senza la minima esitazione da parte del front office.

 

Il GM Arturas Karnisovas, avendo già una squadra piuttosto completa, si è potuto "sbizzarrire" al Draft con scelte tanto rischiose quanto intriganti. Tutti aspettano Michael Porter Jr, che la scorsa stagione è rimasto ai box ma era considerato uno dei prospetti top della sua annata. Finito a metà del primo giro a causa dei suoi gravi problemi alla schiena, è comunque un mix unico di stazza, atletismo e skill set; tanto che, per cercare paragoni, si è scomodato Kevin Durant (o, secondo altri analisti, un Joe Johnson di quasi 7 piedi). Potrà inserirsi con calma assoluta, anche perché sarà un quarto violino dietro Jokic, Murray ed Harris. Si alternerà con Millsap, ormai al suo ultimo anno di contratto e sul viale del tramonto cestitico.

 

A secondo giro inoltrato è stato selezionato Bol Bol, figlio del grande Manute. Con un fisico degno del padre, Bol aggiunge un tiro da tre punti pericoloso, nonostante la stazza. Anche per lui, le incognite sono i tanti infortuni subiti ai piedi e la sua leggerezza sotto le plance. Con un numero ridotto di minuti, però, in attacco può già essere un fattore. Ci sono ulteriori dubbi sul suo atteggiamento in campo, ma Denver gli ha fatto firmare un two-way contract, per cui lo potremmo vedere tanto in D-League a "farsi le ossa".

 

Già l'aggiunta di questi due ragazzi sarebbe stata più che sufficiente per rinforzare la squadra, ma da OKC è arrivato anche Jerami Grant, che lo scorso anno si è affermato come uno dei migliori 3&D della Lega con un ottimo 39% dall'arco su 3.7 tentativi per partita. Grant è in grado di difendere con sicurezza dal playmaker all'ala forte, garantendo cambi difensivi efficaci. Può far male in attacco segnando in transizione con la sua fisicità. Abbinato a Monte Morris, Torrey Craig e Malik Beasley, completa un supporting cast incredibilmente polifunzionale, capace di trascendere i ruoli e concedere a coach Mike Malone di poter impostare un gioco davvero moderno.

 

 

Nikola Jokic è ovviamente lo shaker che rende tutta la squadra un cocktail allo stesso tempo equilibrato e unico. Ma anche con lui in panchina, Mason Plumlee si è dimostrato il miglior centro di backup della Lega, facendo dimenticare che è arrivato dando via Jusuf Nurkic. L'ex Duke non ha le stesse qualità dello slavo, ma risulta un grande facilitatore di gioco, grazie alle sue abilità di passatore, la sua dinamicità e la sua applicazione n difesa. Juancho Hernangòmez, poi, è tornato in Colorado da campione del mondo, ed è un altro giocatore che può aprire il campo nonostante la sua statura.

 

Insomma, i tanti giocatori atipici e la lunghezza del roster saranno una garanzia per la Regular Season, soprattutto per una squadra che ha cambiato poco come i Nuggets.

 

Nella prima partita della stagione, rivincita Playoffs contro Portland, nonostante Murray e Gary Harris abbiano sparato a salve (al tiro, 7/35 congiunto), Torrey Craig è stato decisivo dalla panchina, raggiungendo la doppia cifra in soli 16 minuti giocati. La quantità di opzioni a disposizione di coach Malone farà la differenza in questa nuova Western Conference. 

 

 

Dove migliorare

 

Confermatosi per il secondo anno di fila al sesto posto nella NBA, l'attacco delle Pepite del Colorado non mostra troppe eccellenze, se escludiamo i rimbalzi offensivi (secondi) e gli assist a partita (sempre secondi, categoria dove Jokic fa ovviamente la differenza). Tutti gli altri indicatori offensivi risultano nella media, o poco sopra la media della Lega: 17esimi per percentuale da tre, decimi per quella da due, 20esimi nei tiri liberi. Il punto è che il basket "camminato" (27esimi come ritmo, ma con Jokic in campo non può che essere così) toglie forse qualche possibilità all'attacco dei Nuggets. Alzare leggermente il ritmo potrebbe migliorare le percentuali di tiro e anche la quantità di "open shot" da dietro l'arco.

 

A destare interesse è la difesa, passata  dal 25esimo posto del 2017/18, al decimo del 2018/19. Denver è la miglior squadra nel proteggersi dai tiri da tre degli avversari e concede pochi rimbalzi, ma ancora si può migliorare. I due giocatori sul banco degli imputati, da questo punto di vista, sono i due uomini franchigia Murray e Jokic, spesso pigri, poco intensi (e polemici con gli arbitri). Dovessero migliorare loro, un ingresso nella Top-5 delle difese NBA sarebbe alla portata.

 

 

Conclusioni

 

I Nuggets sono ultra-competitivi per la RS e andare nuovamente oltre le 50 vittorie non pare irrealistico. Il loro roster lungo e polivalente li rende protetti dalla maggior parte degli infortuni, escludendo Jokic, che è indispensabile. Lo scorso anno sono stati particolarmente bravi (e fortunati) nelle partite punto-a-punto, cosa che non è detto si ripeta di nuovo, anche se Murray, soprattutto, ha dimostrato di essere un giocatore bollente quando la palla pesa. Anche in post season.

 

 

Avere tanti buoni giocatori, però, non è detto che sia un vantaggio. Molti atleti sono infatti a libro paga per un salario molto inferiore al loro effettivo valore di  mercato, e presto passeranno all'incasso. Questa stagione sarà utilizzata per affinare le decisioni in vista di scelte che, seppur dolorose, dovranno essere prese. Si potrebbe addirittura sacrificare qualche asset alla ricerca di un'altra star (Bradley Beal?), entrare in luxury tax e provare a essere definitivamente competitivi ai massimi livelli per 3/4 anni.

 

C'è di buono, per Denver, che l'intero team è molto giovane e migliorerà semplicemente col passare del tempo, anche senza modificare niente. L'età dell'oro delle Pepite si sta avvicinando.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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