Uno sguardo al futuro dei Cavs

December 4, 2019

 

 

© Cavs The Blog

 

 

Si sa, a volte le apparenze ingannano.

 

I Cleveland Cavaliers hanno avviato la stagione con un misero record di 5-14, ma questo numero non racconta tutta la storia. Nella maggior parte delle partite, i Cavs si sono rivelati competitivi in questa stagione e si sono intravisti segnali promettenti da diversi giovani.

 

Darius Garland sembra aver trovato il suo ritmo da tre punti. L’atletismo di Kevin Porter Jr è indubbio, ma hanno sorpreso anche le sue abilità da passatore e difensore. Cedi Osman ha mostrato miglioramenti in difesa e nel tiro da fuori. Perfino Collin Sexton ha fatto vedere un po’ di difesa, uscendo allo stesso tempo dal suo periodo negativo al tiro. Inoltre - e non lo scopriamo ora- il motore è davvero buono.

 

 

Perciò, sembra sempre più evidente che i Cavs riconoscano il loro nucleo in Sexton, Garland, Porter e Dylan Windler, accanto a Osman e Larry Nance Jr. Possiamo includervi anche Kevin Love, nonostante l’età, in quanto è difficile immaginare che Cleveland lo possa muovere sul mercato. Detto ciò, sono ancora due le domande principali che richiedono una risposta: come si dimostrerà l’intesa di questi giovani Cavaliers andando avanti? E poi, di che tipo di giocatori ha bisogno l’organizzazione per valorizzare il talento di cui dispongono?

 

Benché i Cavs abbiano tentato di venderci l’idea del backcourt Darius Garland e Collin Sexton come nuova versione di Damian Lillard e CJ McCollum, le probabilità che i due giovani abbiano lo stesso successo del duo dei Blazers sono piuttosto scarse. E ciò è principalmente dovuto al fatto che è improbabile che anche solo uno dei due possa pareggiare la carriera di Damian Lillard.

 

Pur non avendo brillato nella trasferta a Cleveland, Dame è un perenne All-Star, e probabilmente uno dei migliori 10 giocatori della Lega (anche) questa stagione. Anche se è vero che sia Sexton che Garland hanno le carte in regola per diventare buoni giocatori con delle lunghe carriere, le probabilità di raggiungere le altezze di Lillard sono scarse per qualsiasi prospetto. E senza un giocatore così dominante in attacco, è difficile giustificare la carenza di difesa portata da un backcourt così piccolo.

 

Dunque, se Garland e Sexton rimarranno ai Cavs insieme, è probabile che in futuro vedremo uno dei due partire dalla panchina. Per questo ruolo, in generale, si pensa più a Sexton, in quanto Garland sembra una point guard più naturale. Allora, che cosa aspettano i Cavaliers?

 

Beh, tanto per cominciare, Jordan Clarkson è ancora a roster. La scorsa stagione, Clarkson ha migliorato la propria efficienza offensiva trasformando i suoi long two in triple e permettendo a Matthew Dellavedova di giocare da point guard quando i due erano in campo insieme. Questo ha consentito a Clarkson di cercarsi più tiri all’interno dell’attacco.

 

L’ex Lakers è sempre stato uno dei migliori realizzatori dalla panchina in termini di volume, ma in questa stagione è salita anche l’efficienza. È impossibile spostare Sexton al ruolo di realizzatore primario dalla panchina se Clarkson rimane in squadra. In futuro, Sexton potrà prendersi il suo ruolo solo se e quando approderà in un’altra squadra.

 

Ammesso che questo accada, chi andrebbe a prendersi il posto di shooting guard titolare? I più pensano che alla fine la scelta ricadrà su Porter. Con le sue braccia lunghe e la sua forza fisica, possiede il corpo perfetto per la shooting guard NBA. Accanto all'incredibile capacità di crearsi il tiro, Porter ha dimostrato sorprendenti abilità da passatore e un ottimo potenziale difensivo.

 

L’area che più necessita miglioramento è il tiro dalla distanza. Porter sta tirando con un misero 21% da tre punti, permettendo agli avversari di lasciargli delle praterie e di aspettarlo in area. In difesa, poi, ha dimostrato di poter essere un solido difensore sulla palla, ma nella difesa di squadra ha delle amnesia e spesso lascia al suo uomo la possibilità di ricevere per un tiro facile. Gran parte dell’exploit offensivo di Evan Fournier di mercoledì scorso è da ricondursi a tutte le volte in cui Porter lo ha perso in difesa.

 

Se il ragazzo riuscirà a migliorare in questi due aspetti, Cleveland potrebbe essere riuscita a trovare il backcourt del loro futuro in un singolo Draft. Ma che sia chiaro, Porter dovrà migliorare per guadagnarsi un posto da titolare. Metterlo in campo prima di Sexton - che è stato finora il migliore dei due - sarebbe oggi difficile da giustificare allo spogliatoio, dopo che Sexton ha ricoperto quel ruolo per così tanto. I posti da titolare vanno guadagnati.

 

E qualora Porter non riuscisse mai a fare quei miglioramenti, o se fosse semplicemente più efficace dalla panchina? Osman e Windler potrebbero aprire le partite insieme in ala? Entrambi hanno i centimetri di una small forward, ma non rientrano propriamente nella casella degli oversize. I Cavs potrebbero acquisire un’ala più grossa, così che uno fra Osman e Windler possa partire da shooting guard titolare, mentre l’altro entrerebbe dalla panchina con Sexton e Porter? Tutto questo ci porta alla seconda domanda - ovvero, i tipi di giocatore di cui Cleveland ha bisogno.

 

Guardando la partita contro Brooklyn lo scorso lunedì, una delle cose evidenti è stata la quantità di ali a disposizione dei Nets. Anche con Kevin Durant fuori per la stagione, il roster conta Caris LeVert, Joe Harris, Taurean Prince, Garrett Temple, Dzanan Musa, David Nwaba, Rodions Kurucs, Iman Shumpert e il sospeso Wilson Chandler. Inoltre, sia Spencer Dinwiddie che Theo Pinson sono combo guard appena sotto i due metri, e il primo in particolare ha dimostrato di poter difendere bene su entrambe le posizioni di guardia. C’è perfino il two-way deal di Timothe Luwawu-Cabarrot. L’unico giocatore sotto gli 1.95 m è Kyrie Irving, e gli unici lunghi tradizionali sono Jarrett Allen, DeAndre Jordan e il rookie Nicolas Claxton.

 

I Nets hanno svolto un lavoro incredibile nel trovare giocatori che fossero in grado di marcare almeno due posizioni fra quelle di shooting guard, small forward e power forward, e quasi tutti sono capaci tiratori dal perimetro. Se è vero che Brooklyn è al momento una destinazione più appetibile per i free agent rispetto a Cleveland, è altrettanto vero che i Nets sono stati costretti a ricostruire senza il beneficio di avere prime scelte alte, a causa della disastrosa trade per Paul Pierce e Kevin Garnett nel 2013. Il resto dei giocatori sono stati scelti al Draft con prime scelte basse o al secondo giro, acquisiti via trade o con contratti al minimo salariale. E spesso erano giocatori per cui c'era ben poco interesse sul mercato.

 

Al contrario, le uniche ali di Cleveland sopra gli 1.95 m sono Osman, Windler e Alfonzo McKinnie, e nessuno di essi ha la forza o la stazza preferibili per essere un'ala difensivamente solida. Portare a Cleveland giocatori 3&D più grossi deve rappresentare una priorità per i Cavs andando avanti. Ovviamente, data la scarsità di prospetti con tali caratteristiche al prossimo Draft (almeno, secondo le attuali proiezioni, nelle prime posizioni), potrebbe servire un po’ di creatività.

 

L’altra area in cui i Cavaliers devono rinforzarsi di più è la protezione del ferro. Tristan Thompson, Kevin Love e Larry Nance Jr sono tutti buonissimi giocatori: il frontcourt è sicuramente il punto di forza principale per i Cavaliers, al momento. Tuttavia, nessuno di questi giocatori offre il tipo di protezione del ferro che una squadra si auspica come ultima linea di difesa.

 

John Henson è sempre stato un buon stoppatore, ma non riesce ad avere continuità per questioni fisiche. Nel frattempo, Ante Zizic non è riuscito a entrare nella rotazione di coach Beilein, pur con la mancanza di lunghi causa infortuni. Risulta difficile immaginarsi il giocatore croato con ancora addosso la maglia dei Cavaliers al termine della stagione (specie visto che la squadra non ha fatto valere il quarto anno del suo contratto da rookie). In ogni caso, Zizic non è un protettore del ferro come quelli di cui c’è bisogno in Ohio.

 

James Wiseman - al momento il sospettato principale per essere la prima scelta assoluta del 2020 - aiuterebbe ad ovviare al problema, ma è impossibile fare piani attorno ad una specifica draft pick, specie ora che le percentuali della lotteria si sono abbassate. Senza dubbio i Cavs terranno un occhio di riguardo sui lunghi difensivi in free agency, ma a meno di affari particolari, i contratti di Love e Nance indicano che probabilmente Cleveland si separerà da Thompson, se l’intenzione è quella di pagare soldoni per un buon protettore del ferro.

 

Nonostante una maggiore competitività, la stagione si sta rivelando tosta per i Cleveland Cavaliers. Tuttavia, i giovani promettono bene e il nucleo di veterani sembra essere favorevole al progetto di ricostruzione. Riuscendo a portare a casa una buona scelta al Draft e utilizzando bene il proprio spazio salariale, la squadra potrebbe tornare a farsi sentire prima di quanto molti possano attendersi.

 

 

 

 

 

 

 

© Cavs The Blog

 

Questo articolo, scritto da Mike Schreiner per Cavs The Blog e tradotto in italiano da Marco Cavalletti per Around the Game, è stato pubblicato in data 2 dicembre 2019.

 

 

 

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